Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Il Gala “Roberto Bolle and Friends” approda al Festival di Peralada: si conclude qui il nostro #bolletour2016 dell’estate

peralada

(ph. dal web)

Chiudiamo la nostra “maratona d’estate” del #Bolletour2016 con le impressioni di Stefania (in arte Stefyfashion…se volete sapere il perché, passate dal suo blog
http://stefyfashionmood.blogspot.it),
in missione al Festival di Peralada in Spagna.

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Dal primo momento in cui ho appreso che l’ultima tappa del #Bolletour2016 estivo si sarebbe svolta a Peralada mi sono subito incuriosita, un po’ per la novità, un po’ per l’occasione dei trent’anni dell’edizione del festival omonimo . Questa manifestazione, infatti, è conosciuta a livello mondiale e ogni anno propone nomi di grandi artisti di varie discipline artistiche, quindi non solo danza ma anche canto e prosa. Quello che non sapevo è che nel 1984 Rudolf Nureyev andò ad inaugurare l’Estiu Musical di Peralada, una manifestazione che ha gettato le basi per l’organizzazione del Festival di Peralada che conosciamo oggi. Ritengo dunque che la partecipazione di Roberto Bolle a questa edizione del Festival non sia casuale ma dettata proprio dall’importanza che ha rivestito Nureyev come soggetto ispiratore del Festival e, conoscendo la stima fra i due artisti, suppongo che, avendone l’occasione, Roberto non si sia fatto sfuggire l’opportunità.
Dunque appena è stato possibile acquistare i biglietti non ho avuto dubbi: dovevo esserci.
Certo Peralada non è così comoda per chi arriva dall’Italia, nel senso che Girona è abbastanza vicina alla città ma, partendo da Bologna, non avevo voli diretti per questa destinazione e dunque ho optato per l’arrivo a Barcellona , meta che raggiungo in orario perfetto per le 12.00 del 29 luglio.
Di qui, con ben due cambi treno, arrivo a Figueres, a pochi chilometri da Peralada, e, dopo un giro nella città che ha dato i natali al celebre Salvador Dalì, rientro in hotel per prepararmi alla grande serata del Festival di Peralada.
Fortunatamente lo spettacolo è previsto per le 22.00 ma devo comunque uscire per tempo perché i taxi sono una merce rara – e per questo sono anche carissimi – ma non è certo questo aspetto non frena il mio entusiasmo.
Avviso le mie amiche in chat che sono pronta: io devo essere i loro occhi visto che non hanno potuto essere con me e nel mio ruolo da inviata speciale il taxi mi lascia davanti all’ingresso del Castel de Peralada.

01-INGRESSO PERALADA
Percorro un bel viale bordato di rigogliose piante d’alto fusto e fiori profumati fino a trovarmi davanti al manifesto del festival. Impossibile resistere: sono veramente felice di essere qui in missione e dei cortesi passanti mi scattano una foto.

02-IO E MANIFESTO FESTIVAL
Intravedo poco dopo, davanti a me, il maestoso Castel de Peralada; grandi torrioni ricoperti d’edera creano quell’alone di mistero che avvolge ogni castello; con dispiacere scopro però che non è quella la location di questa serata. Lo spettacolo “Roberto Bolle and Friends” si svolgerà all’auditorium, posizionato a fianco, in area separata. Il castello in effetti funge da casinò e ristorante e pertanto ha sue attività indipendenti che funzionano anche al di là del periodo del Festival.

03-CASTELLO CASINO PERALADA
Dopo aver percorso un altro sentierino non sempre comodo per il mio tacco 12 e l’abito lungo “pulisci strade”, arrivo all’ingresso dell’auditorium, dove però io e altri veniamo bloccati perché sono ancora in corso le prove e dobbiamo attendere prima di fare ingresso alle sedute.
Ascoltando in sottofondo Prototype e un po’ tutti i brani in programma questa sera, che sono i medesimi proposti a Roma per Caracalla e che dunque conosco già molto bene, noto una caratteristica molto speciale di questo spazio: gli alberi tutt’intorno ospitano enormi nidi di cicogne che, sornione, ci osservano dall’alto.
Finalmente entriamo. La struttura dell’auditorium è costruita con profili tubolari di ponteggio e quindi non ha nulla a che fare con il classico teatro romantico all’italiana, ma il tutto assomiglia molto di più ad un palazzetto dello sport con sedute in plastica, che solo per le prime file hanno i cuscinetti blu per renderle più comode. Il palco però è dignitoso ed ha anche un sipario, cosa che non sempre succede in questi luoghi all’aperto. Il mio posto è nella zona B, ma centralissimo, dunque penso che avrò una buona visuale.

04-AUDUTORIUM PERALADA
Una voce avverte che a minuti inizierà lo spettacolo e invita tutti a sedersi rapidamente.
Roberto apre la serata, così come è accaduto in tutte le altre tappe, con Prototype, coreografia di Massimiliano Volpini. Ammetto che piace sempre tanto questo brano perché unisce alcuni passi di classica al virtuosismo del digitale.

07-saluti prototype

Roberto Bolle, Prototype

Segue After the Rain, con Anna Tsygankova e Matthew Golding, pezzo che ho imparato ad apprezzare con il tempo, avendolo visto in varie edizioni del Bolletour: i movimenti sincroni dei due danzatori sono perfetti, delicate le note di Arvo Part che catturano sicuramente il pubblico di Peralada che applaude copiosamente i due artisti.

08-after the rain

Anna Tsygankova e Matthew Golding, After the Rain

In quest’ultima tappa Nicoletta Manni non ha seguito i Friends, pertanto Osiel Gouneo balla Le Corsaire con Sarah Lane che purtroppo, a mio parere, continua ad essere imperfetta così come lo era stata a Caracalla in un altro ruolo. Non mi convince, quasi non sembra sicura nei movimenti. A differenza sua Osiel viene invece osannato dal pubblico, travolto dagli applausi. Anch’io devo ammettere che è un bravo danzatore, un saltatore frizzante che nelle sue evoluzioni ha lasciato a bocca aperta il pubblico.

09-corsaire

Sarah Lane e Osiel Gouneo, Le Corsaire

Elena Vostrotina e Christian Bauch li vediamo in Duet from New Suite su musica di Bach che mi risulta difficile da seguire, molto dura e dal suono poco melodioso e che, nonostante l’indiscussa bravura dei due artisti in questo brano moderno, non mi fa apprezzare appieno le loro capacità. Non lo reputo uno dei miei preferiti purtroppo.

10-elena e bauch

Elena Vostrotina e Christian Bauch, Duet from New Suite

Il primo tempo si conclude con la Suite dall’Arlesienne, che io adoro, con Viktorina Kapitonova e Roberto Bolle. Vika nel ruolo di Viviette è perfetta, dolce e devota nel suo tentativo estremo di mantenere accanto a sé l’uomo che ama. Frédéri, sedotto dall’Arlésienne e logorato dal suo ricordo, chiude la scena col il consueto salto nel buio, che in questo caso è stato creato con un gioco di luci perché qui a Peralada, a differenza di Caracalla e dell’Arena di Verona, non si riesce ad avere livelli diversi di palco.

11-arlesienne

12-vika e roby

Viktorina Kapitonova e Roberto Bolle, Suite from L’Arlésienne

Durante la pausa mi guardo intorno e riconosco solo un paio di persone che come me seguono Roberto da anni, pochi italiani che comunque cercano di non fargli mai mancare l’affetto anche a migliaia di chilometri dall’Italia. E’ una bella cosa, che dovrebbe inorgoglire un artista anche perché in tal caso si parla di profonda stima che si è creata nel lungo periodo, molto diversa dalle urla forsennate di alcune teenager che invece spesso e volentieri sono il motivo di fuga dei ballerini quasi spaventati da tali esagerate esternazioni.
Il secondo atto riprende con il celebre pas de deux da Don Quixote, con Anna Tsygankova e Matthew Golding e, un po’ perché il brano è a tema Spagna, un po’ perché sono una coppia formidabile sul palco, i due vengono travolti da applausi e battiti di piedi sugli spalti.

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Anna Tsygankova e Matthew Golding, Don Quixote

Quindi è la volta di Timofej Andrijashenko e Roberto Bolle in Pas de Deux from Proust, ou Les Intermittences du Coeur su coreografia di Petit e musica di Gabriel Fauré, sul quale già più volte io e le mie amiche abbiamo espresso commenti positivi che anche questa volta confermo poiché l’esibizione dei due artisti è impeccabile, intensa, travolgente.

14-tima e roby

Timofej Andrijashenko e Roberto Bolle, Da Proust

Sarah Lane e Osiel Gouneo tornano sul palco con Diana e Actaeon e, se Osiel aveva già ricevuto ampiamente i consensi del pubblico in Le Corsaire, in questo brano devo ammettere che oscura completamente Sarah Lane. Gli applausi sono tutti per lui.

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Sarah Lane e Osiel Gouneo, Diana e Actaeon

Anche Vostrotina e Bauch tornano in scena, nuovamente su musica di Bach, in Vertigo Maze. Purtroppo non vorrei ripetermi ma anche in questo caso, come in Duet from New Suite, la musica tormentata a mio parere non agevola l’apprezzamento della performance dei due artisti. Ammetto che è un mio limite personale, ma se la musica è poco armoniosa mi distoglie dalla concentrazione sui movimenti e apprezzo meno la buona riuscita dell’esibizione.
Le Grand Pas de Deux su coreografia di Christian Spuck e musica di Gioacchino Rossini è l’ultimo brano in scaletta ed è sempre piacevole vedere la giocosità di Vika e di Roberto . Chi non ha mai visto questo passo a due se lo gode sempre con grandi risate: anche qui a Paralada attorno a me tanti ridevano per la goffaggine volutamente creata per Vika e i comici strattonamenti inferti da Bolle alla ballerina.

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Viktorina Kapitonova e Roberto Bolle, Le Grand Pas de Deux

Anche in questo caso applausi calorosissimi e battiti piedi dagli spalti.
Lo spettacolo è finito e sento che le persone bisbigliano per sapere se ci sarà altro o meno; dopo pohi secondi eccoli tutti sul palco per lo swing finale e, ormai come da tradizione per questo Bolletour, di seguito Roberto Bolle in We Will Rock You che coinvolge il pubblico con mani e piedi .
Dopo ripetute uscite degli artisti e rose lanciate sul palco, il sipario purtroppo si chiude e mi avvio all’uscita.
22-finale
Mi dirigo verso quella che ritengo essere l’uscita artisti e dove ci sono due ragazze che mi dicono che si entra solo secondo una lista che evidentemente è esclusiva solo per alcuni personaggi . Più tardi capisco che nessuno uscirà da questo cancello: c’è una festa privata e ovviamente non è possibile entrare. Devo ammettere che un pochino mi è dispiaciuto perché era l’ultima tappa prima del fermo estivo, c’erano pochissime persone che aspettavano e questo avrebbe voluto dire estrema calma e niente ressa. Venire fin qui appositamente dall’Italia e non avere neanche un secondo per scambiare due parole…beh, insomma direi una bugia se dicessi che non ha fatto la differenza. Purtroppo dunque non riesco a dirvi come ho visto Roberto dopo lo spettacolo, ma di sicuro sul palcoscenico è in gran forma e lo si vede.
Dopo la serata bellissima a Peralada il mio “viaggio nella bellezza” è ripreso con la tappa di Barcellona, ma questa volta da turista. Direi dunque di darci appuntamento al prossimo spettacolo. Adios!

>Stefania<

(Ove non segnalato le fotografie sono di Stefania Menghetti)

classifica

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