Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

“Excelsior”: la vittoria della luce sull’oscurantismo – Trama e note di stile

INTRODUZIONE
Una voce fuori campo legge la lettera-proclama di Manzotti, inno al progresso e alla civiltà.
Vengono presentati la lotta titanica fra la Luce e l’Oscurantismo, la liberazione dello Schiavo e i momenti salienti del progresso scientifico, tecnico e sociale dell’umanità. A partire dall’epoca dell’Inquisizione, lo spettacolo celebrerà le invenzioni di Denis Papin e Alessandro Volta, l’apertura del Canale di Suez e del traforo del Cenisio, “coronamento della fratellanza tra i popoli”.

PRELUDIO
Con un rullo di timpani il preludio eseguito dall’orchestra: la melodia, di spiccato carattere marziale, sarà ripresa più volte nel corso dello spettacolo.

PARTE 1

Scena prima. L’Oscurantismo
Il fondale raffigura una lugubre area montuosa della Spagna, patria dell’Inquisizione. L’Oscurantismo, che indossa una calzamaglia nera con il decoro simbolico di uno scheletro, appare sulla sinistra dello spazio scenico suonando una cetra d’oro. La Luce, sua prigioniera, si libera da un drappo che la nascondeva e, con le mani ancora incatenate, inizia a danzare. I suoi movimenti sono delicati; più vigorosi e acrobatici quelli dell’Oscurantismo. Il duetto raffigura una lotta, in cui la Luce ha la meglio con eleganti arabesques.

Scena seconda. La Luce
Dietro a un sipario trasparente e decorato si intravedono le figure del nuovo episodio, che rappresentano le antiche civiltà. Dopo un breve assolo del genio del male, la Luce prende posto tra i numerosi danzatori e si esibisce in passi vittoriosi, mentre l’orchestra riprende il tema del preludio. Squilli di tromba annunciano l’ingresso della Civiltà, che si aggiunge alle vivaci danze di gruppo ed esegue un delicato assolo. I balli proseguono con una serie di veloci entrate sottolineate da un crescendo del ritmo. La scena si conclude con un duetto dell’Oscurantismo e della Luce, al termine del quale il primo si defila; ma la sua resa non è ancora definitiva.

Scena terza. Il primo battello a vapore
Il quadro si apre sulla riva del fiume Weser, nelle vicinanze di Brema. In occasione di una regata, si sta svolgendo una festa popolare. E’ la scena della famosa mazurka e delle vivaci e scherzose danze folkloristiche.
L’Oscurantismo si intromette inaspettatamente e, indicando l’arrivo di un battello a vapore, convince i giovani vogatori che questa innovazione li priverà del loro lavoro.
Quando Denis Papin sbarca sul pontile del villaggio e spiega che, grazie alla sua invenzione, nessuno dovrà più faticare sui remi, viene malmenato dai popolani sobillati. La vittoria dell’Oscurantismo è tuttavia solo momentanea.

Scena quarta. Il ponte di Brooklyn a New York
La Luce riappare per salvare lo scienziato e il fondale prefigura i futuri sviluppi della sua invenzione: un treno corre sul ponte di Brooklyn e sull’acqua scivola un grande battello a vapore.

Scena quinta. Il laboratorio del signor Volta
Siamo a Como, nel 1799. Il genio del male si introduce nel laboratorio di Alessandro Volta. Lo scienziato appare deluso: sta conducendo senza successo i suoi esperimenti sulla pila. L’Oscurantismo pregusta già la vittoria, ma la Luce interviene ancora una volta in aiuto del progresso. La pila ora funziona e può dare inizio all’era dell’elettricità.

Scena sesta. L’elettricità
Mentre l’Oscurantismo giace al suolo disperato, la Luce danza con letizia introducendo il ballo dei giovani telegrafisti di Washington. Vestita di blu e con una decorazione a forma di saetta sul corpetto, entra poi in scena la Folgore, che esegue un abile e allegro assolo.
E’ quindi la volta delle ballerine abbigliate con costumi che ricordano delle abat-jour. Alle danze si uniscono via via altri gruppi e infine la Luce. Mentre le luci di scena si abbassano, scintillano i cerchi luminosi e i telegrammi fosforescenti impugnati dai danzatori. E’ il trionfo dell’Illuminazione: l’Oscurantismo resta abbagliato. Tra gli applausi del pubblico, si chiude così la prima parte del balletto.

PARTE 2

La Luce, lo Schiavo, l’Oscurantismo
In un’atmosfera oscura e densa di fumi, la Luce esegue un abile duetto con lo Schiavo. Entra quindi in scena l’Oscurantismo assetato di vendetta. Inizia un elegante terzetto, in cui i due personaggi maschili si contendono la Luce.

Scena settima. La tempesta nel deserto
Uomini, donne e bambini sono impegnati nella difficile traversata del deserto egiziano. La carovana, tormentata dal vento, dalla sete e dai predoni, è allo stremo delle forze. L’Oscurantismo esulta, ma la Luce fa presagire una soluzione per gli sventurati viaggiatori sulla via di Suez.

Scena ottava. Il Canale di Suez
Ora un ampio canale scorre tra le dune sabbiose. Si sta inaugurando una delle più spettacolari opere ingegneristiche della storia. Compaiono in scena esponenti della borghesia europea, abili giocolieri egiziani, un indiano d’America e rappresentanti dell’Estremo Oriente. Si vuole qui suggerire l’idea che tutta l’umanità stia presenziando all’evento.
La Civiltà si esibisce in un buffo passo a cinque che coinvolge un cinese, un arabo, uno spagnolo e un colonialista europeo. Inizia poi un grande divertissement di ispirazione esotica, a cui prendono parte dei bambini africani, un suonatore di tamburo e la Mora Indiana.
E’ quindi la volta dello Schiavo: dopo essere stato liberato dalla Civiltà, esegue con lei un prezioso e articolato duetto. Mentre la danzatrice si esprime in regolari fouettés, il suo partner si lancia in salti, pirouettes, jetés e tutto il repertorio maschile d’effetto. Riprendono quindi le danze orientali, africane, mediterranee.
Il quadro si chiude con un assolo trionfante della Luce, di nuovo vittoriosa.

Scena nona. L’ultima esplosione. Il traforo del Cenisio
Con passi di grande impegno tecnico l’Oscurantismo esprime la propria rabbia: giocherà la sua ultima carta intromettendosi nelle fasi finali del complesso traforo del Cenisio. Il sipario si alza: in scena, operai e tecnici italiani stanno ultimando il loro faticoso lavoro, ma l’ultima parete che li separa dai colleghi francesi non crolla. Dopo lunghi momenti di tensione e sconforto, si sente finalmente il rumore di un’esplosione: si apre una breccia e, in un clima festoso e in uno sventolio di bandiere, francesi e italiani possono abbracciarsi soddisfatti. Sul sipario che cala è raffigurato il monumento eretto a Torino per celebrare lo storico evento: una grande locomotiva a vapore con i simboli delle due nazioni.

Scena decima. L’Oscurantismo e la Luce
Il genio del male danza al centro della scena e compie gesti mimici che indicano la sua disperata collera. Quando, con grazia e leggerezza, ricompare la Luce, i due nemici combattono per l’ultima volta in un breve duetto di grande espressività. Ormai definitivamente sconfitto, l’Oscurantismo scompare in una coltre di fumo. Mentre quattro danzatori portano in trionfo la Luce, il sipario si alza sull’ultimo solenne movimento.

Scena undicesima. Apoteosi
La Luce, radiosa, viene condotta al centro del fondale, che mostra il nostro globo stagliarsi in un cielo stellato fra coltri di nuvole che si diradano: il pianeta è circondato da un anello d’oro con le scritte “Scienza-Progresso-Fratellanza-Amore”.
Sventolando le bandiere dei Paesi di tutto il mondo, il corpo di ballo, accompagnato dalle note allegre di una marcia, si produce in un’esibizione che ricorda le parate militari.
L’ingresso di due file di bambini, anch’essi con piccole bandiere, introduce il duetto tra lo Schiavo, ormai liberato e abbigliato con un sontuoso abito di gala, e la Civiltà. Dopo danze dal tono vivace, con citazioni di alcuni inni nazionali, l’orchestra ripropone il tema musicale del preludio. Entra in scena la Luce: è un momento di grande solennità.


E’ poi la volta dell’irresistibile galop, interpretato dal corpo di ballo con una sequenza di rapidi ingressi e uscite. Ricompare la Civiltà, sorretta dallo Schiavo: i due danzatori eseguono variazioni virtuosistiche, seguiti dall’ultima entrata delle ballerine che sventolano le bandiere.
Tutti gli interpreti trovano posto sul palco. Al centro, la Civiltà, lo Schiavo e la Luce sorridono, sormontati da uno stendardo su cui appare, ripetuta quattro volte, la scritta “Pax”. Anche i bambini, seduti nella parte più avanzata del proscenio, mostrano bandierine con la stessa dicitura.
Si conclude così il balletto, con una celebrazione della pace da parte di tutti i popoli.

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