Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Il Bolle Tour estivo 2022 raccontato con gli hashtag: #8seratealTAM #binomiobossobolle #O #propostadimatrimonio #teatroanticoditaormina

Ritroviamo la nostra amica Eleonora, che ha seguito quasi tutte le tappe del lungo Bolletour 2022 e che ha toccato, come sempre, alcuni fra i luoghi più suggestivi e ricchi di storia della nostra penisola. A lei “la penna” per il racconto di ciò che più l’ha colpita del programma di quest’anno.

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Il tour estivo si è aperto con ben otto spettacoli consecutivi dal 18 al 26 giugno al Teatro degli Arcimboldi di Milano (#8seratealTAM), mettendo davvero a dura prova la resistenza dei ballerini, sempre supportati da un pubblico caloroso. Il nuovo programma è stato sostanzialmente riproposto uguale nelle varie date, sebbene con alcune differenze, partendo dalle Terme di Caracalla di Roma, per proseguire poi a Piazza della Santissima Annunziata di Firenze, passando per l’Arena di Verona e il Parco Nervi di Genova per concludersi a Taormina. Un programma che sta diventando sempre più improntato a uno stile moderno -contemporaneo, anche se rimangono alcuni immancabili pezzi di classico, come Il Lago dei Cigni o il Don Chisciotte.

I programmi del Bolletour 2022

E la cosa, al pubblico, sembra piacere molto. Infatti uno dei pezzi in assoluto più applauditi è stato #O – coreografia di Philippe Kratz, ex ballerino dell’Aterballetto di Reggio Emilia e da un po’ anche bravo coreografo, nonché vincitore del premio Danza&Danza del 2019.
Il pezzo, che tra l’altro ha vinto il primo premio al 32° Concorso Coreografico di Hannover del 2018, è ispirato alla notizia risalente al 2017 di due robot umanoidi che avevano interagito tra di loro.
La bellissima coreografia, caratterizzata dal tipico passo dei robot ideato perfettamente da Kratz ed eseguito in modo strepitoso da Toon Lobach e Casia Vengoechea, sembra voler celebrare non solo questo avvenimento, ma anche una certa trascendenza emotiva così come l’aspetto filosofico dell’esistenza, per interrogarsi “Le interazioni umane continueranno ad essere caratterizzate dalla loro unicità o diventeranno alienate e ripetitive come quelle robotiche?”

Un passo a due dalla musica ossessiva che accompagna splendidamente una coreografia molto particolare, capace di ipnotizzare il pubblico con le sue figure dinamiche estremamente surreali e affascinanti. Dodici minuti immersi in questa atmosfera rarefatta, sospesi nel tempo e nello spazio, in un loop infinito.
Potremmo proseguire poi con l’hashtag #binomiobossobolle.
Uno dei pezzi più strepitosi di questo tour, infatti, è stato sicuramente In your black eyes, coreografia di Patrick de Bana su musica dell’omonimo pezzo di Ezio Bosso.
De Bana è riuscito a creare una coreografia evocativa capace di far sentire allo spettatore sia l’intima sofferenza fisica che quella psicologica vissuta trovandosi intrappolati in un corpo che non risponde più.
Il brano di Bosso non è solo meraviglioso per la melodia, che diventa quasi contagiosa, ma anche per l’energia che sprigiona. Esso racchiude in sé tutta la sofferenza vissuta dal suo creatore che, al tempo stesso, trovava proprio nella musica la sua migliore medicina per curare le ferite invisibili dell’anima.
E’ un pezzo che riesce a passare da momenti di dolore a momenti in cui ci si trova, supportati dalla soavità della musica, a volare con Bolle, liberi senza peso e costrizioni quasi come se quelle catene che bloccavano il corpo fossero saltate via, almeno idealmente, lasciando la mente libera di volteggiare. Roberto Bolle regala a questo pezzo un’interpretazione intima e struggente che emoziona profondamente.
“È un omaggio alla musica del maestro Bosso” dice Roberto Bolle “Ci siamo conosciuti e siamo sempre rimasti in contatto: avrei voluto fare qualcosa con lui, ma non c’è stato tempo. Ci legava un’affinità artistica, una passione divorante e una stessa concezione dell’arte che deve essere condivisa il più possibile” (Corriere della Sera, Cronaca di Verona).

Roberto Bolle, In Your Black Eyes

Molti altri pezzi degni di nota, comunque, sono saliti alla ribalta di questi splendidi palcoscenici, come per esempio I tre preludi di Ben Stevenson, creazione del 1969, tra l’altro vincitore di diversi premi internazionali ed entrato a far parte del repertorio di diverse compagnie, dall’American Ballet di New York all’Operá di Parigi, al Teatro alla Scala di Milano.
Su musica di Sergei Rachmaninov – apprezzabilmente eseguita dal vivo dal maestro Marco Samuel – questo pezzo a cui Roberto Bolle, che lo riprende dopo tanti anni, lascia l’apertura dello spettacolo, è una splendida creazione in stile neoclassico eseguita in coppia con Melissa Hamilton e in alcune tappe anche con Fumi Kaneko. Personalmente, senza nulla togliere alla bravissima Fumi Kaneko del Royal Ballet, ho preferito le esibizioni con la Hamilton per la sicurezza mostrata in alcuni spettacolari “acrobatici” passaggi ma anche per la sua indiscutibile armonia.
Così come indica il titolo, la coreografia è divisa in tre parti – la prima alla sbarra e le altre due al centro – e racconta l’amore che sboccia tra due ballerini mentre lavorano insieme in uno studio. I tre movimenti seguono infatti la nascita e la crescita di questo sentimento tra i due, prima più timido e riservato alla sbarra, per poi diventare più forte e passionale nel secondo e ancor più nel terzo movimento al centro, di pari passo con la crescita della coreografia.
Pezzo notevole sia per la difficoltà coreografica che per l’armonia regalata dallo stile scelto da Stevenson.

I tre preludi: Melissa Hamilton e Roberto Bolle con il pianista Marco Samuel

Degno di nota anche SENTieri, il passo a tre finale tratto dalla creazione di Philippe Kratz del 2014 per l’Aterballetto di Reggio Emilia. Una coreografia dedicata alle memorie, anche non reali, dello stesso coreografo, in una sorta di incontro di Kratz con persone mai conosciute o incontrate prima.
Pezzo eseguito egregiamente da Roberto Bolle con Toon Lobach e Casia Vongoechea, anche se devo ammettere che ho preferito per qualità di lettura dei movimenti l’interpretazione di Alessandra Vassallo, Christian Fagetti e Andrea Risso nell’ambito della “Serata Contemporanea” scaligera andato in scena a luglio 2021.
Da evidenziare l’estrema varietà dello stile coreografico di Kratz che, pur mantenendo alcuni elementi identificativi delle proprie creazioni, riesce a diversificare in modo netto e nitido le diverse coreografie. Basti pensare alla profonda differenza tra SENTieri e O.
E poi ancora Penumbra, creato per il Ballet Festival Gala al Teatro Alexandrinsky di S. Pietroburgo nel 2017 da Remi Wortmeyer, che lo ha ballato insieme ad Anna Ol e che già avevamo visto al Roberto Bolle and Friends dello stesso anno interpretato sempre da Anna Ol in coppia con Young Gyu Choi.
Una coreografia dal lirismo spiccato capace di far sognare e se Anna Ol era perfetta per questo ruolo femminile, lo è parimenti Melissa Hamilton, così intensamente romantica nella sua presenza scenica da trovare nel forte feeling con Roberto Bolle la giusta dimensione per esprimere tutta l’intensità emotiva di questa coreografia. Guardandoli ballare insieme si sogna, sono perfetti, tutto risulta soave e leggiadro, sentimentale e malinconico.

Melissa Hamilton e Roberto Bolle, Penumbra

Credo però di non sbagliare se dico che il Bolle Tour 2022 sarà ricordato per l’hashtag #propostadimatrimonio, notizia poi rimbalzata su tutti i giornali, con migliaia di visualizzazioni dei video registrati dal pubblico, me compresa, per immortalare il bellissimo momento.
Al gruppo di Friends nella tappa veronese dell’Arena si sono uniti anche Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, il che non è una novità poiché ormai loro sono degli habitués del palcoscenico scaligero veronese.
La novità invece stava nel pezzo scelto, ossia il passo a due del balcone tratto da Romeo e Giulietta. Tutti noi eravamo felici di vedere questo romantico pas de deux eseguito proprio nella città dei due amanti e in più da una delle coppie di ballerini più amate del panorama italiano. Una performance strepitosa, eseguita splendidamente, aggiungerei anche molto sentita e vissuta, con copiose emozioni.
Non immaginavamo, però, la sorpresa che ci attendeva ai saluti finali, nel momento in cui Roberto Bolle, complice insieme a Tima dell’organizzazione della sorpresa, ha portato alla ribalta le ballerine. Al turno della Manni, Tima si è avvicinato a lei sul proscenio e, tirando fuori un astuccio di velluto rosso, le si è inginocchiato davanti, chiedendole di sposarlo.
L’emozione mista a incredulità dipinte sul volto della Manni, insieme alle copiose lacrime di felicità che le bagnavano il viso, facevano da contraltare alle urla, le grida, gli applausi del pubblico letteralmente andato in visibilio per questa proposta tanto attesa quanto inaspettata in questo contesto, ancor più al momento del SI di Nicoletta.

Nicoletta Manni e Timofej Anrijashenko: la proposta di matrimonio

E la tappa finale di questo magnifico tour dove poteva svolgersi se non nella magnifica cornice del #teatroanticoditaormina? Un luogo meraviglioso non solo per la magia storica di questi teatri – come il Teatro Grande di Pompei – che dopo secoli continuano a intrattenere, a divertire, a far pensare il pubblico, svolgendo il ruolo a essi deputato e immutato nel tempo, ma anche per la spettacolare vista sul mare e sull’Etna che si può godere da qui.
Una serata questa di Taormina piena di applausi, di affetto, che il pubblico ha tributato a Bolle e i suoi Friends.
Anche questo tour estivo 2022 del “Roberto Bolle and Friends” si è concluso con tante splendide novità, con alcune conferme classiche e contemporanee ma anche con alcune scelte non pienamente azzeccate. Ad esempio il pezzo di chiusura (Duel) un po’ debole che, pur partendo da un’idea carina (un duello tra due pugili che si combattono a colpi di passi di danza – a ricordare un poco la capoeira brasiliana – al ritmo scandito dalla batteria) non è stato sviluppato al meglio – ad esclusione della presenza sul palco di ottimi batteristi – oppure l’inserimento di un assolo come La morte del cigno di Fokine per un’esecuzione non così eclatante (Anastasia Matvienko).

Roberto Bolle in Duel

Restando in attesa del prossimo Bolle Tour o dei prossimi appuntamenti scaligeri, mi fa piacere elencare tutti gli artisti che hanno preso parte assieme a Roberto Bolle a questo lungo tour estivo, alternandosi sui palcoscenici di mezza Italia (in rigoroso ordine alfabetico)

Bakhtiyar Adamzhan
Timofej Andrijashenko
Young Gyu Choi
Nicola Del Freo
Osiel Gouneo
Melissa Hamilton
Fumi Kaneko
Michal Krcmar
Misa Kuranaga
Toon Lobach
Nicoletta Manni
Anastasia Matvienko,
Tatiana Melnik
Vadim Muntagirov
Anna Ol
Adeline Pastor
Daniil Simkin
Madoka Sugai
Casia Vengoechea

*******************

In chiusura di articolo, voglio ringraziare Eleonora oltre che per averci raccontato il “suo” Bolletour e aver scattato come sempre bellissime fotografie, anche per aver selezionato i momenti migliori dai suoi video girati a Milano, Firenze, Roma, Verona e Taormina e averli assemblati in un fantastico medley.

Da guardare!

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