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… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Cerimonia del tè e contemplazione della natura: “ogni giorno è un buon giorno” con Morishita Noriko

Al mondo esistono due tipi di cose: quelle che capisci subito e le altre. Alle cose che capisci subito, basta che ci passi davanti una volta. Ma le cose che non ti sono subito chiare inizi a comprenderle dopo, piano piano, frequentandole, e diventano man mano una cosa diversa. E ogni volta ti rendi conto che quello che vedevi non era che un piccolo frammento del tutto.
Il tè è così.
Quando avevo vent’anni pensavo che il tè non fosse che un rito. Mi dava la sgradevole sensazione d’imprigionarmi in uno stampo. E poi, potevo rifarlo migliaia di volte, ma non riuscivo a capire cosa stessi facendo. Mentre io faticavo a imprimermi nella memoria anche una sola cosa, l’abbinamento degli utensili e l’ordine di esecuzione cambiavano ogni giorno e ogni momento in accordo al clima e alle condizioni meteorologiche. Quando cambia la stagione, si deve riorganizzare tutta la stanza. Per anni e anni ho riprodotto questi cicli della sala del tè solo con il corpo, senza capire bene quello che facevo.
Ma un giorno, all’improvviso, la pioggia iniziò ad avere un odore molle e tiepido. «Oh, sta arrivando un acquazzone serale!» pensai.
Le gocce di pioggia mi parvero battere sulle piante in giardino con un suono diverso. Subito dopo, tutt’intorno si diffuse un forte sentore di terra.
Fino a quel momento, la pioggia non era che acqua dal cielo e non odorava. Non sentivo nemmeno l’odore della terra. Era come se osservassi il mondo esterno da dentro un barattolo di vetro. Si era aperto il coperchio del barattolo, e le stagioni avevano iniziato a sollecitare i miei cinque sensi con fragranze o suoni. Mi ero ricordata di essere una creatura stagionale, come una rana che sa riconoscere con l’olfatto la riva su cui è nata.
Ogni anno, agli inizi di aprile i ciliegi raggiungono la piena fioritura e, intorno alla metà di giugno, canonicamente, inizia a piovere. Sono cose scontate, ma io me ne sono accorta – e con grande sorpresa – quasi a trent’anni. […]
«Era questo essere vivi?»
[…]
Quando ho iniziato a imparare la cerimonia del tè, per quanto mi sforzassi, non avevo assolutamente idea di cosa stessi facendo. Tuttavia, in questi venticinque anni mi si è chiarito per gradi, e ora intuisco perché lo faccio.
Quando vivi un periodo difficile, nei momenti bui, in cui perdi fiducia in te stesso, il tè ti da un insegnamento: «Vivi l’oggi in prospettiva».

Pioveva a dirotto. Io sedevo in uno stato di commozione tale da togliermi il fiato.
Nei giorni di pioggia, ascolta la pioggia. Nei giorni di neve, guarda la neve. In estate, apprezza il caldo, in inverno, il freddo che gela le ossa… Qualsiasi giorno, godilo pienamente per quello che è.
Il tè è questo modo di vivere.
Chi vive così, anche se incappa in una situazione che gli altri definirebbero “un guaio”, probabilmente riesce a continuare a vivere godendosela.
Quando piove, diciamo: «Oggi fa brutto tempo». Ma non esiste, in realtà, un “tempo brutto”.
Se riesci a goderti così anche i giorni di pioggia, qualsiasi giorno è “un buon giorno”.
Ogni giorno è un buon giorno…
[…]
La cornice con la calligrafia “Ogni giorno è un buon giorno” era sempre stata appesa lì, dalla prima volta che avevo messo piede a casa della maestra. Era scritto sul kakejiku del primo ochakai cui ci aveva accompagnato. E in seguito avevo visto quelle parole chissà quante volte.
Le avevo sempre avute davanti agli occhi, ma non le avevo mai viste fino a quel momento preciso.

Prenditi il tuo tempo. Vivi il momento presente e non farti travolgere dalle distrazioni. Guarda il mondo intorno a te come se fosse la prima volta. Ascolta la natura, asseconda le stagioni. Obiettivi cui tutti aspiriamo, certo, ma che non sappiamo mai come raggiungere. Non lo sapeva nemmeno Morishita Noriko quando, ventenne, cominciò a frequentare le lezioni della signora Takeda per eseguire la cerimonia del tè. Né sapeva che quelle prime lezioni erano l’inizio di un cammino che sarebbe durato tutta la vita.
«Ci sono cose che puoi provarci quanto e come vuoi ma non le capisci finché non arriva il momento giusto. Però quando poi un giorno le capisci, dopo non puoi far finta di niente».
La cerimonia del tè è uno dei riti tradizionali più affascinanti del Giappone. I monaci buddisti del sedicesimo secolo hanno codificato ogni passaggio di questo rituale che, attraverso i gesti piú semplici, chiama i partecipanti a concentrarsi sulla profonda ricerca di se stessi. Con quella sua ritualità che immutata attraversa i secoli, la cerimonia del tè sembra qualcosa di molto lontano dalla vita di tutti i giorni. Lo sembrava anche a Morishita Noriko quando, studentessa svogliata e indecisa sulla strada da intraprendere, su consiglio della madre prese a frequentare un corso sulla cerimonia del tè. Non sa che quelle prime lezioni sono l’inizio di un viaggio che durerà tutta la vita. I momenti dedicati alla cerimonia del tè, ai suoi riti, alla meditazione che impone e, contemporaneamente, dischiude diventano momenti per trovare un senso alle prove che la vita mette davanti a Noriko: un matrimonio annullato poche settimane prima della cerimonia, il tentativo di conciliare il lavoro con il privato, un trasferimento oltreoceano… il caos della vita si riconcilia nel tempo concentrato di una tazza di tè.

Morishita Noriko nasce a Yokohama nel 1956. Laureata in letteratura giapponese alla Japan Women’s University, mentre era ancora una studentessa ha iniziato a lavorare come giornalista e rubricista. Nel 2002 pubblica Ogni giorno è un buon giorno (Einaudi 2020) che da allora diventa un autentico longseller. Nel 2018 il regista Omori Tatsushi ne trae un film di grande successo.

 

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2 commenti su “Cerimonia del tè e contemplazione della natura: “ogni giorno è un buon giorno” con Morishita Noriko

  1. Rosemary3
    novembre 16, 2020

    Ho imparate tanto sul mondo giapponese e me ne sono innamorata…
    Dettagliata dissertazione sulla cerimonia del tè che in Giappone è un vero e proprio rito…
    Un caro saluto, Manu 🙂
    Ros

    Piace a 1 persona

    • ilpadiglionedoro
      novembre 17, 2020

      Ciao cara Ros 😘
      Anche a me è piaciuto molto questo libro, dettagliato e pieno di curiosità, ma al contempo poetico e intimamente connesso al mondo della natura come solo un libro giapponese può esserlo.

      "Mi piace"

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