Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Oniriche realtà: amore e morte in “H/H” di Banana Yoshimoto

Fuco Ueda, Fraternization

Tutti di solito sono convinti che le persone si separano perché una si è stancata dell’altra, per propria volontà o per volontà dell’altra persona. Ma non è così. I periodi finiscono, come cambiano le stagioni. Semplicemente. E’ una cosa per cui la volontà individuale non ha nessun potere: viceversa, si ha la possibilità, fino a quando verrà quel giorno, di godere ogni momento.
Noi due, fino all’ultimo istante, vivemmo nella serenità e nella gioia.

Banana Yoshimoto, H/H

H/H è l’undicesimo romanzo di Banana Yoshimoto, pubblicato nel 1999.
Il volume contiene due racconti lunghiHard-boiled e Hard Luck – entrambi ispirati a un tema caro alla scrittrice: quello della morte, declinato nel contrasto tra la sofferenza della perdita, la tentazione di ripiegarsi nel dolore e l’inarrestabile desiderio di rinascita.
Hard-boiled si svolge tutto nello spazio di una notte, ma è un tempo onirico, dilatato dai ricordi e sincopato da una fitta scansione di eventi, sogni, apparizioni e presagi. Incontriamo Chizuru, l’ex-fidanzata della protagonista; ci imbattiamo in un tempio disadorno ad eccezione di strane pietre nere che si ritroveranno per tutto il racconto; nel sogno facciamo conoscenza con una strana donna che suggerisce alla protagonista di vivere “hard-boiled”, cioè affrontando qualunque cosa le accada. Gli strani eventi si susseguono, l’atmosfera si fa sempre più inquietante e la protagonista rivive momenti intensi e dolorosi del suo passato, per poi scoprire di aver solo sognato.
In Hard Luck la protagonista si reca tutti i giorni in ospedale per andare a trovare la sorella Kuni, in coma per un’emorragia cerebrale. Kuni si sarebbe dovuta sposare, lasciare il lavoro e andare ad abitare in un’altra città. Per non lasciare del lavoro arretrato si è affaticata e stressata troppo ed è entrata in coma. Tutto è successo in fretta, i dottori non hanno dato speranze, e la protagonista e la sua famiglia stanno aspettando giorno per giorno la morte di Kuni. A questo si aggiunge che il fidanzato dopo la malattia è scappato. Sakai, suo fratello, invece, personaggio molto enigmatico, è tutti i giorni in ospedale. La protagonista impara a conoscerlo giorno per giorno e piano piano ne innamora. Insieme vivono la fase del distacco dalla vita, ma capiscono anche che non possono mettersi subito insieme. Si danno quindi appuntamento in Italia, dove la protagonista decide di andare in viaggio studio dopo la morte della sorella.

Notizie sparse, fra le molte che inquadrano la figura iconica di Banana Yoshimoto.

Carolina Araya, Banana Yoshimoto

Suo padre Ryumey Yoshimoto è un celebre poeta scrittore e critico di formazione marxista, autore, tra l’altro, di un saggio sulla figlia.
Scrive sin da piccola, e nei primi anni delle elementari è decisa a diventare scrittrice. In alcune interviste ha dichiarato che a spingerla in questa direzione potrebbe essere stato, più che l’esempio del padre, quello della sorella Sawako, di sette anni più grande, che eccelleva nel disegno. Sarebbe stata la creatività di Sawako (in seguito diventata disegnatrice di manga con lo pseudonimo di Ha-runo Yoiko) a stimolarla a cercare una propria strada.
Negli anni dell’infanzia legge molti manga. Ama in particolare quelli di Fujiko Fujio, Doraemon (“il mio primo amore”) e ObaQ. A dieci anni scopre Òshima Yumiko, famosa disegnatrice di manga, autrice fra l’altro di Shi-chigatsu nanoka ni (Accadde il 7 luglio), dove compare un personaggio di padre che assume sembianze femminili, secondo alcuni ispiratore del personaggio di Eriko (Kitchen).
A tredici anni la scoperta di Dario Argento con Suspiria, che la sconvolge. Comincia ad appassionarsi ai film del terrore.
A sedici anni legge Kawabata e Dazai. Si immerge in particolare nella lettura di quest’ultimo, divorandone ogni opera. Legge Shining di Stephen King e ne è ammaliata.
Nel 1984 si iscrive all’università, la Nihon Daigaku, alla Facoltà di studi umanistici, corso di laurea in Letteratura. Fra gli scrittori giapponesi, la interessano Tachihara Masaaki e Sakaguchi Ango, fra gli stranieri le sorelle Brontë e Françoise Sagan.
Nel 1987 si laurea: la sua tesi è il racconto Moon-light Shadow. Lavorando part-time in un campo da golf e come cameriera in un locale di Asakusa, scrive Kitchen, con il quale riceve il premio Kaien per scrittori esordienti. Per la prima volta usa lo pseudonimo “Banana” (scelto perché ama particolarmente i fiori della pianta di banano).
Kitchen diviene un best seller, vendendo oltre un milione di copie. È l’inizio della folgorante carriera di Banana e del cosiddetto “Banana gensho” (“Fenomeno Banana”).
Nel 1989 il regista Morita Yoshimitsu realizza la versione cinematografica di Kitchen. Seguirà, qualche anno più tardi, una nuova versione diretta da Ho Yim (Hong Kong, 1997). Nel 1990 esce anche il film Tsugumi, tratto dal romanzo omonimo e diretto da Ichikawa Jun.
Nel 1991 Kitchen, pubblicato in Italia da Feltrinelli, è il suo primo libro a essere tradotto in una lingua straniera. Dopo il successo italiano, viene acquistato e tradotto in oltre venti paesi. L’anno seguente Banana viene a Milano per presentare N.P. È l’inizio del suo rapporto di amicizia con l’Italia, il paese straniero al quale è più legata e che visita più spesso.
Nel 1994, lo stesso anno in cui Oe Kenzaburo riceve il Premio Nobel per la letteratura, il “Fenomeno Banana” ha acquistato una tale rilevanza internazionale che la rivista «Kaien» dedica a questo tema un numero monografico dal titolo Yoshimoto Banana nel mondo (Yoshimoto Banana no sekai). Nel 1999 comincia ad apparire a puntate su «Mari Kureru» (edizione giapponese di «Marie Claire») la sua corrispondenza via e-mail con Nara Yoshitomo.
Nel 2000 si sposa con Tahata Hiroyoshi.
Fra il 2000 e il 2001 Banana pubblica un’edizione in quattro volumi delle sue opere, scelte della stessa autrice e illustrate da Hara Masumi.
Nel 2002 esce in Giappone Itarian Banana, scritto in collaborazione da Banana e Alessandro G. Gerevini (NHK shuppan, Tòkyo).
Nel 2003 nasce il figlio di Banana.
Nel 2004, al Festival internazionale delle Letterature di Roma, legge in giapponese La felicità di Tomo-chan.
Pubblica nel 2005 L’abito di piume. Nel 2006 esce Ricordi di un vicolo cieco, seguito l’anno successivo da Il coperchio del mare. Chie-chan e io e Delfini sono rispettivamente del 2008 e del 2010. Nel 2010 pubblica Un viaggio chiamato vita e nel 2011 High & Dry. Primo amore. Nel 2014 Feltrinelli pubblica Andromeda Heights, nel 2015 Il lago, nel 2016 Il giardino segreto, nel 2017 Another world e nel 2018 Le sorelle Donguri.
Tra i Premi ricevuti: nel 1987 il Premio Kaien per scrittori esordienti per Kitchen; nel 1988 – Premio Izumi Kyoka sempre per Kitchen; 1988 – Premio del Ministro per la Pubblica istruzione per scrittori esordienti per Kitchen e Utakata/Sanku-chuari; 1989 – Premio Yamamoto Shugoro per Tsugumi;
1993 – Premio Scanno per N.P.; 1995 – Premio Murasaki Shikibu per Amrita;
1996 – Premio Fendissime Under 35 per Lucertola; 1999 – Premio Maschera d’Argento; 2000 – Premio Bunkamura Deux Magots per La piccola ombra.

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Questa voce è stata pubblicata il giugno 7, 2020 da in Giappone, Pagine d'Oriente con tag , , , , , .
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