Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Tra classici, coreografie di McGregor e Bigonzetti e l’amore Manon-Des Grieux si chiude il 2019 e si apre il Bolle Tour 2020

A distanza di pochi giorni si è concluso il Bolletour2019, come di consueto, al Teatro Regio di Torino, in scena dal 29 al 31 dicembre e  neanche il tempo di disfare la valigia che già inizia il tour 2020 a Milano al Teatro degli Arcimboldi con quattro serate, dal 4 al 7 gennaio.
Al Regio di Torino tra i Friends spicca Julian MacKay, giovane talento – diplomatosi al Bolshoi e diventato solista del Teatro Mikhailovsky di San Pietroburgo – già ospite del Bolletour nella data di Rimini per l’inaugurazione del rinnovato Teatro Galli nel 2018 e molto acclamato da pubblico e critica.
Sicuramente bravo e con un promettente futuro ma, al momento, sinceramente, mostra qualche inesattezza di troppo e un eccessivo sforzo nel ruolo di partnership, come ne Il Corsaro, con Viktorina Kapitonova, assente da un po’ tra i Friends, da ammirare sempre con molto piacere, come nella versione classica di Ivanov de Lo Schiaccianoci, primo pezzo da loro eseguito in apertura di serata.

Viktorina Kapitonova e Julian MacKay

Il programma prevede altri due classici, Don Chisciotte e Le Fiamme di Parigi, portati in scena da un’altra coppia, quella composta da Tatiana Melnik e Young Gyu Choi.
Colpisce senza dubbio Young Gyu Choi, ormai vecchia conoscenza dei gala dei Bolle & Friends e che ritroviamo anche nella tappa di Milano, per la pulizia e l’eleganza dell’esecuzione anche nelle evoluzioni aeree più impegnative senza mai strafare.

Tatiana Melnik e Young Gyu Choi

Silvia Azzoni e Alexandre Riabko ci regalano, poi, uno splendido pdd del VI movimento tratto dalla Terza Sinfonia di ‪Gustav Mahler‬, eccelsa coreografia del maestro Neumeier che ho avuto modo di vedere e apprezzare nella sua interezza a Firenze qualche anno fa, eseguito con maestria e intensità,catturando a pieno il pubblico.

Silvia Azzoni e Alexandre Riabko

Pubblico che ritrova poi Riabko in coppia con Roberto Bolle per il supremo Opus 100 – für Maurice con un’emozionante interpretazione alla quale vengono tributati calorosi applausi.
Nel programma torinese torna anche con estremo piacere, dopo la prima dell’anno scorso portata in scena da Roberto Bolle in coppia con Polina Semionova, Serenata di Bigonzetti, eseguita, come già avvenuto in altre tappe del tour 2019, in coppia con la bravissima Stefania Figliossi.
Notiamo subito, anche se avevamo già avuto notizia dall’esecuzione fatta al gala andato in scena al Bolshoi, che la musica non è più quella originale di Amerigo&Marcello Ciervo, ma problemi di diritti d’autore, come ci conferma la Figliossi, hanno imposto il cambio di musica.
Questo purtroppo toglie parte dell’intensa passionalità che la coreografia dona anche in virtù della musica colma di calore e sanguigne sonorità. Forse anche per questo l’esecuzione non è stata tra le migliori che ho visto.

Stefania Figliossi e Roberto Bolle

Altra protagonista ormai quasi elemento fisso del cast, con nostro immenso piacere, è Melissa Hamilton.
Roberto Bolle con lei esegue il sempre trascinante e bellissimo Caravaggio.
Non so quante volte lo avrò visto, eppure a ogni appuntamento mi sorprende, mi emoziona come e più della prima volta, riuscendo a rapire i miei sensi.
E poi la novità, Borderlands di Wayne MacGregor, coreografia creata per il San Francisco Ballet nel 2013 e ispirata al lavoro pittorico di Josef Albers, artista di Bauhaus conosciuto per il suo studio sui colori.

Melissa Hamilton e Roberto Bolle

A una prima visione si rimane un po’ sconcertati, non è sicuramente un passo a due dalla facile lettura né per i ballerini che lo eseguono – perché è indubbiamente estremamente difficile – né per il pubblico che, anche se ha imparato a conoscere e apprezzare il linguaggio coreografico di MacGregor – tra i più validi e innovativi nell’uso che fa dei passi base e dei port de bras della danza classica – rimane certamente colpito da queste evoluzioni estreme in cui la partner brancola, strisciando sorretta a fatica dal partner per poi insinuarsi nello spazio negativo dell’altro come se i due ballerini fossero elementi a incastro di un unico insieme.
La musica di Joel Cadbury e Paul Stoney a un primo ascolto forse non colpisce, ma riascoltandola ha un che di epico, trasmette un senso di ispirata rinascita che in qualche modo si fonde perfettamente col movimento.
A me non è dispiaciuto, anche se l’ho apprezzato maggiormente nella seconda visione a Milano. Vi ho trovato alcuni passaggi molto interessanti, altri sicuramente più banali, per un’esecuzione comunque di qualità data dalla coppia Bolle-Hamilton.

Veniamo alla tappa di Milano che, oltre ad avere un programma di sala davvero bello, realizzato con cura come non se ne vedevano da tempo nel Bolletour , ha in scaletta due pdd tratti da Manon eseguiti da Roberto Bolle in coppia con Hee Seo e questo da solo vale per me il biglietto: la possibilità di poter vedere uno spaccato della Manon con cui Bolle ha dato l’addio alle scene all’ABT di New York è imperdibile.


Al primo dei due pdd, quello della camera da letto del I atto, è affidata l’apertura della serata.
Fin da subito è evidente che è più simile alla Manon del Royal Ballet che non a quella dell’Operá di Parigi. Il tempo diverso di esecuzione della musica in alcuni passaggi coreografici ne cambia il colore e l’intensità e quindi la lettura stessa della coreografia.
Questo passo a due, per esempio, perde quella forza travolgente dell’amore appena sbocciato e vissuto, stile parigino, per acquisire la gioia silenziosa di un legame intimo e profondo che ha il suo culmine nel bacio. La musica sembra quasi attardarsi su questo lungo, infinito bacio tra i due, che diventa il vero protagonista, l’accento per la parte coreografica successiva di questa scena.
Applausi scroscianti salutano Bolle-Seo per questa splendida esibizione che ha messo in evidenza la bella intesa artistica tra i due, indubbiamente forte e ben funzionante in scena.

Hee Seo e Roberto Bolle

L’altro passo a due, eseguito nella seconda parte della serata, è quello finale, il tragico epilogo in cui Manon muore tra le braccia del suo amato Des Grieux per gli stenti del viaggio in mare, durato mesi e mesi, verso le Americhe, destinazione finale di tutte le donne di malaffare. Per chi è meno esperto è il pdd presentato in apertura anche in “Danza con me” edizione 2020.
Non è mai facile eseguire questo tipo di passi a due, fortemente connessi con il resto del balletto di cui fanno parte, in modo così avulso e isolato dal contesto, sia per i protagonisti che devono calarsi a freddo in uno stato d’animo cresciuto e frutto dell’intensa storia, ma anche per il pubblico che non ha modo di farsi coinvolgere via via dallo sviluppo delle emozioni che nascono, variano e crescono durante lo svolgimento del racconto.

Hee Seo e Roberto Bolle

Se però in tv ammetto che questo estratto della Manon, pur essendo stato ben eseguito, non ha reso al meglio il pathos e le emozioni regalate dai protagonisti, in scena dal vivo, nonostante tutto, è stato bellissimo, travolgente, ha avuto in sé una forza incredibile. E penso a come sarebbe stato assistervi dopo l’intero balletto.
Il resto del gala ha visto in scena le coppia Anna Ol e Young Gyu Choi, che eseguono Lo Schiaccianoci e Esmeralda e la coppia Maia Makhateli con Bakhtiyar Adamzhan, che si esibiscono ne Il Corsaro e Don Chisciotte.

Anna Ol e Young Gyu Choi

Quattro eccellenze tra le quali mi piace menzionare Maia Makhateli dotata, come già abbiamo potuto apprezzare in altre tappe del Bolletour, di eccellente tecnica, precisione e pulizia nell’esecuzione nonché di personalità che risalta al meglio per esempio nel pdd del Don Chisciotte.

Maia Makhateli e Bakhtiyar Adamzhan

Roberto Bolle si esibisce anche in Two – oltre che in Caravaggio e Bordelands in coppia con Melissa Hamilton.
Two è così particolare e affascinante, in virtù di questo gioco di luci e ombre che mostrano e nascondono il corpo del ballerino e i suoi movimenti e in cui la musica è essa stessa coreografia, che semplicemente lo adoro.
A conclusione, come nella tappa torinese, Waves di Massimiliano Volpini.
Un bel pezzo, sicuramente d’effetto, al quale contribuisce molto il fascio luminoso che nella prima parte, su musica di Davide ‪Boosta‬ dal sapore più tecno, crea nello spazio forme ben definite, figure geometriche come piramidi, coni, parallelepipedi all’interno delle quali Bolle danza, muovendole, aprendole, allargandole, restringendole e deformandole con i propri movimenti.

(dal programma di sala)

La seconda invece vede il fascio trasformarsi in onde, in figure dalle linee morbide proprio come la musica di Eric Satie e qui l’atmosfera si fa più calda e avvolgente.
E se a Milano ero presente soltanto io con tempi stretti per il rientro, a Torino, dove eravamo in tre – io Manuela e Monica – come consuetudine siamo andate all’uscita artisti.

#ledivine (da sin.) Monica, Eleonora e Manuela con Roberto Bolle

Lì tutti i protagonisti sono stati molto disponibili, in primis il nostro amato Roberto che si è pure concesso per una foto di gruppo risultata spontanea, buffa e simpatica tanto da essere stata da lui ritwittata.
To be continued….

(ove non segnalato le fotografie sono di Eleonora Bartalesi)

I vostri pensieri

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Pensieri Scritti - l'essenza - io esisto

- Si crea ciò che il cuore pensa - @ElyGioia

Cap's Blog

La musica ha inizio dove finiscono le parole

Italo Kyogen Project

伊太郎狂言プロジェクト

Mr.Loto

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

Penne d'Oriente

Giappone, Corea e Cina: un universo di letture ancora da scoprire!

Memorie di una Geisha, multiblog internazionale di HAIKU di ispirazione giapponese

Ci ispiriamo agli antichi maestri giapponesi che cantarono la bellezza della natura e del cosmo, in 17 sillabe che chiamarono HAIKU

Il fiume scorre ancora

Blog letterario di Eufemia Griffo

Arte&Cultura

Arte, cultura, beni culturali, ... e non solo.

Un Dente di Leone

La quinta età: un soffio di vento sul dente di leone

Picture live

Vivir con amor

vengodalmare

« Io sono un trasmettitore, irradio. Le mie opere sono le mie antenne » (Joseph Beuys)

mammacomepiove!

Donna. Mamma. Sognatrice. In proporzioni variabili.

La poesia di un arabesque

"La danza è il linguaggio nascosto dell'anima" Martha Graham

Polvere o stelle

racconti, emozioni e pensieri danzanti

IO, ME E ME STESSA

Per andare nel posto che non sai devi prendere la strada che non conosci

Il Canto delle Muse

La cosa importante è di non smettere mai di interrogarsi. La curiosità esiste per ragioni proprie. Non si può fare a meno di provare riverenza quando si osservano i misteri dell'eternità, della vita, la meravigliosa struttura della realtà. Basta cercare ogni giorno di capire un po' il mistero. Non perdere mai una sacra curiosità. ( Albert Einstein )

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

Orizzonti blog

blog di viaggi

Pinocchio non c'è più

Per liberi pensatori e pensatori liberi

L'angolino di Ale

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

DANZA/DANZARE

considerazioni, training, racconti

Di acqua marina di Lucia Griffo

Just another WordPress.com site

17 e 17

UN PO' PIU' DI TWITTER, UN PO' MENO DI UN BLOG

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

jalesh

Just another WordPress.com site

Cetta De Luca

io scrivo

filintrecciati

Just another WordPress.com site

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

just an other actor's blog

Sakura No Hana...

Composizioni in metrica giapponese

Versi in rima sciolta...

Versi che dipingono la natura e non solo...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: