Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Da New York a Milano: i capolavori della Collezione Thannhauser del Guggenheim Museum

(dal web)

Tra le mostre invernali di Palazzo Reale spicca questo piccolo tesoro, “Guggenheim. La Collezione Thannhauser. Da van Gogh a Picasso”, che Milano dedica fino al 1° marzo alla straordinaria collezione che Heinrich Thannhauser con il figlio Justin e la seconda moglie Hilde costruirono per poi donarla, nel 1965, alla Fondazione Solomon R. Guggenheim, che da allora la espone in modo permanente in una sezione del grande museo di New York.
La mostra, curata da Megan Fontanella, conservatrice di arte moderna al Guggenheim, presenta circa cinquanta capolavori dei grandi maestri impressionisti, post‐impressionisti e delle avanguardie dei primi del Novecento, tra cui Paul Cézanne, Pierre‐Auguste Renoir, Edgar Degas, Paul Gauguin, Edouard Manet, Claude Monet, Vincent van Gogh e un nucleo importante di opere di Pablo Picasso. Un vero omaggio al ruolo della famiglia Thannhauser nella difesa e nella promozione degli artisti di avanguardia europei durante oltre mezzo secolo.

Heinrich Thannhauser, 1916

Percorrere le sale dedicate all’esposizione, ammirando i capolavori che scorrono davanti ai nostri occhi, significa anche conoscere questa grande famiglia di mecenati che hanno grandemente contribuito alla diffusione dell’arte del Novecento.
Già a partire dal primo decennio del secolo scorso, Heinrich Thannhauser e suo figlio Justin furono tra i più noti mercante d’arte e collezionisti d’Europa e organizzarono mostre rivoluzionarie nelle gallerie da loro aperte a Monaco, Lucerna, Berlino, Parigi e in seguito a New York, dove Justin si trasferì con la famiglia all’inizio degli anni Quaranta.
Nel 1963 Justin K. Thannhauser annunciò il lascito di importanti pezzi della sua collezione privata, che copriva un secolo della storia dell’arte, alla Solomon R. Guggenheim Foundation. In quella circostanza dichiarò: «Dopo aver vissuto cinquecento anni in Germania, la mia famiglia è ora estinta. Per questo desidero donare la mia collezione».
Nel 1984 e nel 1991 Hilde Thannhauser, la vedova di Justin, cedette altre opere alla fondazione Guggenheim, la cui mission era del tutto in linea con la visione della famiglia.

«Prima sogno i miei dipinti, poi dipingo i miei sogni»
(Vincent Van Gogh)

Aperto a New York nel 1937 con un’attenzione particolare all’astrattismo, il Guggenheim possedeva inizialmente solo alcuni esemplari dell’arte di fine Ottocento, come i dipinti di Georges Seurat presentati nella prima sala.

Georges Seurat, Contadino con zappa, 1882 (olio su tela)

Nel 1954 la prima opera di Paul Cézanne inserita nella collezione, Uomo con le braccia incrociate, suscitò enorme scalpore sulla stampa: il Guggenheim la acquistò infatti per 97.000 dollari, una cifra all’epoca ritenuta straordinariamente alta per un dipinto.
Una decina di anni più tardi, la Collezione Thannhauser ampliò significativamente la dotazione del museo, aggiungendovi importanti dipinti di impressionisti francesi, tra i quali le bellissime figure femminili di Édouard Manet e Pierre-Auguste Renoir.

Pierre-Auguste Renoir, Donna con pappagallino, 1871 (olio su tela)

Édouard Manet, Davanti allo specchio, 1876 (olio su tela)

Édouard Manet, Donna con vestito a righe, c. 1877-80 (olio su tela)

Nel novembre 1909 Heinrich Thannhauser inaugurò la Moderne Galerie all’Arco-Palais, nel centro di Monaco, con l’intenzione di dedicarlo in particolare a «tutto ciò che è nuovo, potente, diverso e moderno nella migliore accezione». Alla mostra di apertura furono presentate circa duecento opere di pittori francesi e tedeschi, tra cui oltre cinquanta dipinti impressionisti: si trattò dell’esposizione più completa del movimento mai presentata a Monaco.
Una seconda galleria fu aperta da Thannhauser a Lucerna nel 1920, assieme al cugino Siegfried Rosengart.
Un’importante figura la cui produzione è oggi ampiamente rappresentata nella Collezione è quella di Paul Cézanne, presente con le nature morte e i paesaggi che dipinge intorno a Aix-en-Provence, sua città natale, rompendo con la rappresentazione tradizionale dello spazio per avvicinarsi sempre più all’astrazione geometrica.

Paul Cézanne, Natura morta: fiasco, bicchiere e brocca, c. 1877 (olio su tela)

Paul Cézanne, Dintorni del Jas de Bouffan, c. 1885-87 (olio su tela)

Negli anni Venti del Novecento Berlino, capitale della liberale Repubblica di Weimar, è un centro culturale che accoglie movimenti artistici e stili di vita alternativi. I Thannhauser sperano che la città possa essere il luogo ideale in cui sviluppare la propria attività di mercanti d’arte e nel 1927 Justin inaugura una speciale mostra che viene salutata con entusiasmo da pubblico e critica.
Tra le duecentosessantatre opere esposte figura anche Montagne a Saint-Rémy di van Gogh: dipinta nel 1889, durante il ricovero dell’artista dopo un attacco di follia, la tela evoca il suo stato di salute e l’incombente presenza delle rocce nei pressi dell’ospedale psichiatrico attraverso l’applicazione del colore in pennellate spesse e vivaci.

Vincent van Gogh, Montagne a Saint-Rémy, 1889 (olio su tela)

Vincent van Gogh, Paesaggio con la neve, 1888 (olio su tela)

L’anno successivo la nuova galleria di Berlino ospita un’importante retrospettiva dell’opera di Paul Gauguin in cui sono esposti oltre duecento lavori. Già nel 1910 la galleria di Monaco gli aveva dedicato una personale con ventisei opere, inclusa Haere Mai: dipinta nella remota isola di Tahiti nel 1891, la tela rappresenta una visione idealizzata e romantica di un paradiso incontaminato che colpì la fantasia di molti europei all’inizio del secolo.

Paul Gauguin, Haere Mai, 1891 (olio su tela)

Il 1913 segna l’inizio di una lunga e proficua amicizia fra Justin Thannhauser e Pablo Picasso, al quale la galleria di Monaco dedica proprio in quell’anno una delle prime retrospettive in Germania. In seguito Justin acquisterà Le Moulin de la Galette, il capolavoro eseguito da Picasso nel 1900 durante un soggiorno di due mesi a Parigi, quando il giovane artista scopre una profonda attrazione per la decadenza sensuale e il fascino appariscente della vita notturna della città.

Pablo Picasso, Le Moulin de la Galette, 1900 (olio su tela)

Pablo Picasso, Il quattordici luglio, 1901 (olio su cartoncino)

Justin completa gli studi accademici a Berlino, Firenze e Parigi all’inizio degli anni Dieci del Novecento. Tra le sue frequentazioni parigine troviamo il pittore tedesco Rudolf Levy, amico di Henry Matisse e degli espatriati che frequentavano il Café du Dôme a Montparnasse. E’ proprio attraverso i cosiddetti “Dômiers” che Justin entra probabilmente in contatto con i principali mercanti d’arte parigini, rafforzando la propria posizione nella rete delle gallerie americane ed europee, sviluppando al contempo un gusto per l’arte moderna e diventando un sostenitore di una nuova generazione di artisti d’avanguardia.

Francis Picabia, Ritratto di Mistinguet, c. 1908-11 (olio su tela)

Claude Monet, Palazzo Ducale visto da San Giorgio Maggiore, 1908 (olio su tela)

Questi legami con il mondo dell’arte parigino si riveleranno preziosi. Nel 1930, ad esempio, Justin allestisce a Berlino una mostra di Matisse, la più completa retrospettiva dell’artista mai organizzata in Germania fino ad allora.
La famiglia Thannhauser ebbe inoltre un ruolo importante nel sostenere e divulgare l’arte delle Avanguardie. Fondamentale fu la prima mostra del gruppo Der Blaue Reiter (Il cavaliere azzurro), inaugurata nel 1911 presso la galleria di Berlino.
Incentrato intorno alle figure di Vasilij Kandinskij e Franz Marc, il gruppo trae la propria ispirazione da fonti di vario tipo, tra cui il Fauvismo francese e l’Art Nouveau, la cultura popolare bavarese e il folclore russo. Gli artisti che vi aderiscono cercano di creare un’arte libera da qualsiasi vincolo figurativo, volta alla sperimentazione di forme di espressione lirica, simbolica e spirituale.

Franz Marc, Mucca gialla, 1911 (olio su tela)

Oltre a presentare dipinti dei fondatori del movimento, la mostra berlinese fece conoscere al pubblico tedesco artisti francesi quali Robert Delaunay e Henri Rousseau (di quest’ultimo vengono esposte opere postume), a riprova dello spirito cosmopolita che anima il gruppo.
Nel 1914, inoltre, i Thannhauser allestiscono in Germania la prima importante esposizione dedicata a Paul Klee, artista svizzero a sua volta legato a Der Blaue Reiter.

Henri Rousseau, I giocatori di football, 1908 (olio su tela)

Paul Klee, Aiuola, 1913 (olio su cartoncino)

Robert Delaunay, La città, 1911 (olio su tela)

Negli anni Trenta la crisi economica internazionale e l’ascesa del nazismo si ripercuotono negativamente sulle attività dei Thannhauser. La galleria di Berlino chiude nel 1937, poco dopo che Justin si è spostato con la famiglia a Parigi.
All’inizio del 1941, con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, i Thannhauser si trasferiscono stabilmente a New York. Anche se alcune opere d’arte rimaste in Germania furono distrutte in un raid aereo e altre furono trafugate dalla residenza parigina della famiglia durante l’occupazione tedesca, un considerevole numero di pezzi della collezione sopravvive ancora oggi.

Hilde e Justin K. Thannhauser nella loro casa al 12 East 67th Street, New York, Inizi anni ’60 (Courtesy of Zentralarchiv für deutsche und internationale Kunstmarktforschung – ZADIK – Köln)

Justin Thannhauser non aprì una nuova galleria a New York, ma continuò a commerciare privatamente in opere d’arte, a fornire consulenza a musei e gallerie e ad organizzare mostre. La casa in cui i Thannhauser vissero dal 1946, in East 67th Street, divenne un importante luogo d’incontro per i circoli culturali della città. I frequentatori della dimora comprendevano eminenti figure del mondo dell’arte, della musica, del teatro e del cinema: tra questi Leonard Bernstein, Louise Bourgeois, Marcel Duchamp e Arturo Toscanini. Anche il direttore della Solomon R. Guggenheim Foundation, Thomas Messer, era amico dei Thannhauser, così come la nipote di Solomon, Peggy Guggenheim, brillante collezionista che negli anni Quaranta aprì a New York un museo-galleria.

Diario di Justin K. Thannhauser da New York a Bern, c. 1960-70

Come già accennato in precedenza, Justin Thannhauser ebbe uno stretto rapporto personale con Picasso, che proseguì fino alla scomparsa di quest’ultimo.
Il pittore spagnolo giunse per la prima volta dalla nativa Spagna a Parigi, diventata il fulcro dell’arte mondiale, in occasione dell’Esposizione Universale del 1900, e decise di stabilire il suo studio in Francia. Passando da uno stile più naturalistico e al malinconico Periodo blu e quindi al Periodo rosa, egli in seguito esplorò insieme a Georges Braques la scomposizione delle forme e l’appiattimento dei piani spaziali tipici del Cubismo, movimento emerso intorno al 1907 e considerato uno degli sviluppi estetici più innovativi e influenti del Novecento.

Pablo Picasso, Paesaggio a Céret, 1911 (olio su tela)

Georges Braque, Chitarra, bicchiere e piatto di frutta in un buffet, 1919 (olio, tempera, sabbia e carboncino con grafite su tela)

In seguito Picasso si avvicinò anche al Neoclassicismo per tornare, nel periodo tra le due guerre, al disegno e alla rappresentazione figurativa. Venne anche influenzato dal Surrealismo, i cui seguaci si proponevano di dare forma ai desideri repressi, ai sogni e all’inconscio.
A parte Gatto e aragosta, regalo di nozze dell’artista ai Thannhauser, i tre ritratti femminili qui esposti corrispondono a periodi ben distinti della produzione di Picasso.

Pablo Picasso, Aragosta e gatto, 1965 (olio e smalto su tela)

Nonostante la tavolozza quasi monocromatica, Fernande con una mantiglia nera testimonia l’influsso del Fauvismo nell’assoluta libertà del disegno, mentre la statuaria classica influenza gli aspetti scultorei di Donna in poltrona.

Pablo Picasso, Fernande con una mantiglia nera, 1905 (olio su tela)

Pablo Picasso, Donna seduta, 1922 (olio su tela)

In Donna con i capelli gialli, in cui Picasso ritrae la sua musa dell’epoca, Marie-Thérèse Walter, i contorni curvilinei e le campiture di colori vivaci segnalano un rinnovato interesse per la resa della superficie e il colore.

Pablo Picasso, Donna dai capelli gialli, 1931 (olio e ripolin su tela)

Grazie a questo rapporto privilegiato fra Justin Thannhauser e Pablo Picasso, oltre trenta opere del grande artista, realizzate nell’arco di sessantacinque anni, sono entrate a far parte della collezione del Guggenheim grazie alle donazioni di Justin e Hilde Thannhauser.

Pablo Picasso, Due colombe con le ali spiegate, 1960 (olio su tela)

(ove non segnalato le fotografie sono personali)
(testo rielaborato dalle note dei pannelli esplicativi esposti in mostra)

5 commenti su “Da New York a Milano: i capolavori della Collezione Thannhauser del Guggenheim Museum

  1. Neda
    gennaio 12, 2020

    Molto interessante. Grazie.
    Buona serata.

    Piace a 1 persona

  2. Morgana💜
    gennaio 16, 2020

    Un articolo stimolante. Complimenti

    Piace a 1 persona

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