Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Genki Kawamura: ironiche – ma non tanto – meditazioni su cosa è importante nella vita

 

Utagawa Kuniyoshi, Gatto che allontana i topi, 1842 circa

L’amore finisce sempre. Lo sappiamo tutti, ma ci innamoriamo lo stesso. E’ la stessa cosa che accade con la vita. Sappiamo tutti che prima o poi finisce, ma viviamo lo stesso. Forse è proprio perché sono destinati a finire che l’amore e la vita sono meravigliosi.

Tutti i momenti che avevo vissuto più o meno in maniera inconsapevole cominciavano ora ad acquisire importanza. Quante altre mattine mi sarei alzato insieme a Cavolo? Nel tempo che mi rimaneva, quante altre volte avrei ascoltato la mia canzone preferita? Quante altre volte avrei bevuto il caffè? E quante altre volte avrei mangiato, detto Buongiorno, starnutito o riso di gusto?
Non avevo mai riflettuto sul fatto che le azioni potessero avere un limite, neanche quando era toccato alla mamma. Se solo avessi saputo che tutte le nostre abitudini sarebbero presto finite, avrei reso speciale ogni singolo momento insieme a lei.
Mamma invece se n’era andata prima che potessi rendermene conto. In questi tre anni senza di lei potevo dire di aver fatto qualcosa di rilevante o di speciale? Avevo davvero incontrato le persone che desideravo incontrare e detto le cose importanti alle persone importanti?

– Senti, posso chiederti una cosa? Quali sono le tue vere sembianze, come sei realmente?
– Vuoi saperlo?
– Certo!
– A dire il vero…non ho una sembianza specifica.
– Cioè? Spiegati meglio.
[…]
– Proprio così. Sono fatto di tutti gli innumerevoli, piccoli rimpianti che hai seminato nel corso della vita. Rappresento il dubbio di come saresti diventato se avessi deciso di imboccare e percorrere l’altra strada. Ecco che cos’è il Diavolo. Quello che avresti voluto diventare ma non hai potuto, quello che è allo stesso tempo più vicino e più lontano da te.

Genki Kawamura, Se i gatti scomparissero dal mondo

Di lavoro fa il postino, mette in comunicazione le persone consegnando ogni giorno decine di lettere, ma il protagonista della nostra storia non ha nessuno con cui comunicare. La sua unica compagnia è un gatto, Cavolo, con cui divide un piccolo appartamento. I giorni passano pigri e tutti uguali, fin quando quello che sembrava un fastidioso mal di testa si trasforma nell’annuncio di una malattia incurabile. Che fare nella settimana che gli resta da vivere? Riesce a stento a compilare la lista delle dieci cose da provare prima di morire… Non resta nulla da fare, se non disperarsi: ma ecco che ci mette lo zampino il Diavolo in persona. E come ogni diavolo che si rispetti, anche quello della nostra storia propone un patto, anzi un vero affare. Un giorno di più di vita in cambio di qualcosa. Solo che la cosa che il Diavolo sceglierà scomparirà dal mondo. Rinunciare ai telefonini, ai film, agli orologi? Ma certo, in fondo si può fare a meno di tutto, soprattutto per ventiquattr’ore in più di vita. Se non fosse che per ogni oggetto c’è un ricordo. E che ogni concessione al Diavolo implica un distacco doloroso e cambia il corso della vita del protagonista e dei suoi cari. Soprattutto quando il Diavolo chiederà di far scomparire dalla faccia della terra loro, i nostri amati gatti.
Con la delicatezza di Sepúlveda e il gusto per il fantastico di Murakami, Genki Kawamura ha scritto una fiaba moderna per ricordarci ciò che davvero è importante: dalle persone che abbiamo accanto, a quello che lasceremo, al mondo che costruiamo intorno a noi.

Genki Kawamura, nato a Yokohama nel 1979, è noto soprattutto come produttore di film acclamati dalla critica, come Your Name (Kimi no na wa) e Confessions (Kokuhaku).
Se i gatti scomparissero dal mondo, il suo esordio letterario, è stato un enorme fenomeno editoriale in Giappone: venduto in quasi due milioni di copie, è stato tradotto in dieci lingue e ne è stato tratto un film di successo.

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6 commenti su “Genki Kawamura: ironiche – ma non tanto – meditazioni su cosa è importante nella vita

  1. Melania
    settembre 15, 2019

    Leggendo il brano che hai pubblicato continuo a ritrovare pezzetti di me, a volte le coincidenze sono bizzarre!
    Domani saranno esattamente tre anni che la mia mamma mi ha lasciato, ci ha lasciati. Il modo in cui guardiamo la vita sono cambiati. Le priorità adesso sono altre e scoprire che il tempo non è eterno da valore anche ai gesti quotidiani e forse banali. Anche io ho una gatta 🙆‍♀️ Grazie per questa recensione…adesso non mi resta che acquistare il prossimo libro da leggere! 😉😘

    Piace a 1 persona

    • ilpadiglionedoro
      settembre 15, 2019

      Ciao cara Melania, bello ritrovarti anche tra queste pagine. Sai…non credo molto nelle coincidenze…non è facile da spiegare, ma raramente ciò che accade arriva per caso. Mi spiace per la tua mamma… ti abbraccio forte 😘

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  2. Melania
    settembre 15, 2019

    Se ciò che arriva non è mai per caso…allora bisogna acquire il nostro sentire e coglierne il senso.
    Argomento che dovrò approfondire😊
    Grazie ed un abbraccio🤗

    Piace a 1 persona

  3. wolfghost
    ottobre 3, 2019

    Col… cavolo! 😛 Piuttosto che far sparire i gatti dal mondo (ma anche solo i miei), gli direi “Eccomi, sono pronto!” 😉
    Tra gli ultimi post, non poteva che attirarmi questo, con il suo connubbio di gatti e filosofia 🙂
    A parte che il gatto nel dipinto potrebbe essere uno dei miei, visto la sua… corporatura ben messa 😀 in realtà non bisogna pensare a cose straordinarie tra quelle da fare prima di morire, basterebbe essere in quelle normali che già si fa. Siamo noi a dare valore alle azioni, alle cose ed ai pensieri. Cio’ che puo’ essere importante per qualcuno puo’ essere di nessun valore per qualcun altro. Quindi non è tanto cio’ che facciamo ad essere importante, bensì come lo prendiamo, come lo viviamo.
    Da molti anni tra i miei obiettivi sono scomparsi grandi progetti materiali, nulla dovrebbe essere più importante della serenità, della pace. Quelli sono diventati i miei obiettivi principali… fosse facile 🙂
    http://www.wolfghost.com

    Piace a 1 persona

    • ilpadiglionedoro
      ottobre 3, 2019

      Mi trovi completamente d’accordo con te sugli obiettivi dell’età…un po’ meno giovane. Anch’io mi sono slegata molto dalla materialità anche se, come dici, gli obiettivi più interiori sono quelli più difficili da raggiungere. Ma un passettino al giorno lo si fa, e l’esperienza aiuta.

      Mi piace

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