Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Napoli torna ad abbracciare Roberto Bolle, grandioso con i suoi Friends al Teatro di San Carlo

Ci sono spettacoli bellissimi.
Ci sono luoghi ricchi di storia e bellezza e magnificenza che danno a questi spettacoli un valore aggiunto.
Poi ci sono quegli spettacoli che ti lasciano con il respiro sospeso e lo sguardo incantato, anche dopo anni, e ci sono quei luoghi che ti fanno battere il cuore, sempre più forte ogni volta che li rivedi.
Roberto Bolle and FriendsNapoliTeatro di San Carlo
Non posso quindi che iniziare il racconto di questa nuova serata in danza ringraziando Roberto Bolle per avermi fatto conoscere e frequentare alcune meraviglie che, diversamente, non avrei probabilmente mai visitato.

Ecco la foto dei protagonisti, inondati da una pioggia di rose

Torno a Napoli dopo due anni e al San Carlo dopo otto, come Roberto credo. La sua ultima esibizione al Teatro partenopeo risale se non sbaglio al marzo 2011, allo stratosferico Romeo e Giulietta di Amedeo Amodio con Lucia Lacarra come sua partner. Una serata stupenda, con due interpreti favolosi e un teatro in delirio.

In questi anni la popolarità di Roberto Bolle è aumentata in modo esponenziale, in Italia e all’estero, in teatro e in televisione. “L’Etoile dei Due Mondi” con “OnDance-Accendiamo la danza” ha portato la danza lungo le strade della sua città di adozione, Milano, arrivando quest’anno anche a Napoli.
Napoli doppiamente premiata, con ben cinque serate del gala “Roberto Bolle and Friends” niente meno che nel teatro lirico più capiente d’Europa e riconosciuto come il più bello del mondo.
Per lui è stato, come egli stesso ha detto, come “tornare a casa” e la sua “famiglia” partenopea lo ha accolto con un sold out e standing ovation ad ogni spettacolo. Una delegazione de #ledivine non poteva mancare a un appuntamento artisticamente ed emotivamente così importante.


Sabato 7 settembre.
Il format della serata non si è discostato da quello ormai ben collaudato da Bolle direttore artistico e non ci sono state novità tra i Friends, a parte la sostituzione di Liudmila Konovalova, infortunata, con Claudia D’Antonio, ballerina del San Carlo. Tra i brani scelti una sola novità, ma di grande peso, sia per il pezzo in sé che per la presenza carismatica del virtuoso Alessandro Quarta.
Il tempo di qualche foto, abbagliate dalla magnificenza di questo prezioso gioiello intagliato nell’oro, e subito si inizia proprio con il nuovo pezzo, Alma porteña (Anima di Buenos Aires)…dall’estasi ai brividi, travolti dalla passione del tango di Astor Piazzolla reinterpretato dalla grinta e dall’energia del violino di Alessandro Quarta.

Alessandro Quarta, Nicoletta Manni e Roberto Bolle, Alma porteña

I brani scelti – Fracanapa, Oblivion e Libertango – tratti dal CD uscito nel febbraio di quest’anno “Alessandro Quarta plays Astor Piazzolla”, incorniciano le tre sezioni della coreografia creata da Massimiliano Volpini per Nicoletta Manni e Roberto Bolle, collaudati “partners in crime” nelle loro esibizioni tanguere mixate con passi classici. Pas de deux colmi di passione e assoli che mettono in risalto la forte personalità dei due ballerini e la loro tecnica precisa e puntuale, mentre Quarta termina la sua esibizione sopra un tavolo accarezzando con dolcezza e vigore lo strumento che, tra le sue mani, «si trasforma nel corpo di una donna».
Che dire? Brano molto intenso, bella coreografia, interpreti grandiosi, ma per me la vera star è Alessandro Quarta, una presenza fisicamente e musicalmente imponente, che dona un valore aggiunto di elevatissima qualità a questi gala già di per sé straordinari. Inutile dire degli applausi stratosferici che hanno salutato gli artisti al termine della loro esibizione.
Di seguito due pezzi storici dei Bolletour: il pas de deux da Il Corsaro, con Tatiana Melnik (Hungarian National Ballet di Budapest) e Bakhtiyar Adamzhan (Astana Opera di Astana), e il pas de deux dall’Atto III di Don Chisciotte, con Claudia D’Antonio del San Carlo e Yonah Acosta (Bayerisches Staatsballett di Monaco).
Sono passi a due visti ormai molte volte, ma sempre piacevoli perché ricchi di virtuosismi sia femminili che maschili, con musiche allegre e orecchiabili e bellissimi costumi; in particolare il tutù della Melnik ne Il Corsaro è un vero capolavoro, con meravigliose piume di pavone ricamate in turchese e oro.

Tatiana Melnik e Bakhtiyar Adamzhan, Il Corsaro

I due ballerini hanno riconfermato le loro caratteristiche di virtuosi nei tour en l’air, nei manèges infiniti e nelle pirouettes, più misurato e sobrio Adamzhan, travolgente e istrionico Acosta. Tatiana Melnik ottima nella sua interpretazione di Medora; Claudia D’Antonio delicata e rigorosa nella sua Kitri, forse – a mio parere – con una personalità un po’ meno incisiva rispetto ad altre interpreti viste in passato, ma con degli aplomb sicuri e privi di alcuna esitazione, davvero eccezionali. Complimenti a tutti gli interpreti.

Claudia D’Antonio e Yonah Acosta, Don Chisciotte

Tra l’uno e l’altro un passo a due contemporaneo che mi ha ammaliato fin dalla prima volta che lo vidi eseguito dal vivo: Qualia, di McGregor, superbamente interpretato da Roberto con Melissa Hamilton del Royal Ballet di Londra. Trovo questo duetto altrettanto erotico del tango, modernamente passionale e intenso nel continuo attrarsi e respingersi di due corpi, occhi negli occhi, al ritmo incalzante e ipnotico della musica che li accompagna. Tantissimi applausi, oltre che per Roberto, anche per la Hamilton, divenuta ormai una beniamina del pubblico italiano.

Strepitosi!

Melissa Hamilton e Roberto Bolle, Qualia

Gli applausi infiniti, ancora più forti, e i “bravo” si sono susseguiti al termine dell’assolo Two, una coreografia particolarissima di Russell Maliphant di cui ho già ampiamente parlato in articoli passati ma che questa volta mi ha ulteriormente colpito avendo seguito il pezzo da molto vicino. Forse dalla prima fila si perde un poco il particolare gioco di luce che accompagna e diventa parte fondamentale dell’insieme, ma risulta ancora più evidente la difficoltà nell’esecuzione di un brano in cui il ballerino sta fermo sul posto: uno splendido Roberto Bolle sposta appena le gambe, affidando alla gestualità e a torsioni pazzesche del busto, sempre più veloci con il velocizzarsi della musica, un gioco di immagini che richiede chiaramente una grande potenza fisica e un controllo millimetrico di ogni porzione di muscolo. Un assolo proprio per questo difficile e complesso, nel quale Roberto mostra di essere ancora al top di una forma fisica strepitosa.

Roberto Bolle, Two (ph. dal web)

Anche in queste serate napoletane non è mancato il Grand Pas Classique che i primi ballerini del Teatro alla Scala Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko hanno portato in tour nei gala estivi. Osannati dal pubblico, per la loro bellezza e armonia di coppia, per la splendida esecuzione pulita, senza alcuna sbavatura, per la personalità artistica che ancora una volta hanno mostrato di avere anche in un brano come questo, puramente accademico, ove non è richiesta “interpretazione” ma ottima tecnica virtuosistica. A loro non manca né l’una né l’altra. Bravissimi!

Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, Grand Pas Classique

Di seguito si sono poi alternate di nuovo le coppie Bolle-Hamilton e Melnik-Adamzhan.
I primi sempre favolosi nel suggestivo passo a due tratto da Caravaggio, un intrecciarsi dolcissimo e atletico di passi, sguardi e mani che, anche dopo averlo visto più volte, ho trovato ancora affascinante e commovente. Gli interpreti si sono confermati ancora una volta, come dire…divini!
L’altro pas de deux è stato quello da Le Fiamme di Parigi che, pur essendo impreziosito da begli assoli, personalmente non apprezzo molto e in particolare con questi interpreti. Anzi, devo dire che solamente Maria Kochetkova e Angelo Greco in Arena lo scorso anno mi hanno veramente “infiammato” con la loro straordinaria esibizione.

Melissa Hamilton e Roberto Bolle, Caravaggio

Tatiana Melnik e Bakhtiyar Adamzhan, Le Fiamme di Parigi

In chiusura di spettacolo il sempre atteso Dorian Gray, assolo di Massimiliano Volpini per Roberto Bolle su musica composta e arrangiata da Alessandro Quarta.
Ancora una volta applausi a non finire per un brano conturbante ed emotivamente molto forte, rappresentato con grande presenza scenica e profondità interpretativa sia dal danzatore che dal violinista, attori impegnati in una sorta di duello artistico che lascia anche il pubblico senza fiato. Davvero splendidi.

Roberto Bolle e Alessandro Quarta, Dorian Gray

Tantissimi applausi e standing ovation, come in ognuno dei cinque spettacoli, per tutti i Friends, per un gala ancora una volta di elevatissimo livello e, soprattutto, per la nostra Etoile Roberto Bolle, che continua a far avvicinare alla danza, dentro e fuori i teatri, un numero sempre maggiore di persone.

(ove non segnalato le fotografie sono personali)

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