Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Bolletour 2019: arriverà dal Giappone l’auspicato rinnovamento per il Gala “Roberto Bolle and Friends”?

Considerazioni di Eleonora sul format dei Gala “Roberto Bolle and Friends” al termine del tour estivo italiano e giapponese e … suggerimenti per il futuro 🙂

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Estate per noi non è solo sinonimo di mare, sole, caldo, abbronzatura e vacanza ma anche di Bolle Tour.
Quest’anno il tour estivo, conclusosi da poco in Arena di Verona con una duplice serata, ha fatto tappa a Roma (3 serate) e a Firenze.
Tre splendide e ormai consuete location (Terme di Caracalla, Piazza Santissima Annunziata e Arena) per una magia che ogni volta si rinnova. In fondo non è consueto avere come scenografie tre meraviglie così, dalla bellezza mozzafiato.

Roberto Bolle, Waves, Arena di Verona

I programmi delle tre tappe sono stati pressoché uguali, alternando come di consueto classico e moderno/contemporaneo. Il classico devo dire un po’ ripetitivo da alcune edizioni del Bolle Tour, mentre il moderno/contemporaneo – ormai esclusivo appannaggio di Bolle – viene arricchito sempre di nuovi pezzi anche di recente creazione, come l’ultima di Massimiliano Volpini che, sulle musiche di Davide Boosta Dileo e poi del famosissimo Gymnopedie di Eric Satie, costruisce una coreografia semplice al fine di valorizzare al massimo il fascio di luce che interagisce con il corpo di Bolle creando onde luminose, Waves appunto. Onde, coni, piramidi di luce, che nascono e muoiono dal corpo in movimento.
La seconda parte, molto più avvolgente sia musicalmente che coreograficamente, fa nascere in chi guarda un vero e proprio senso poetico come il fascio concentrato di luce che, in conclusione, incontrando la mano di Bolle si spegne come d’incanto.

Roberto Bolle e Alexandre Riabko, Opus100-für Maurice, Firenze

Elena Vostrotina e Roberto Bolle, In the Middle Somewhat Elevated, Arena di Verona

Stefania Figliossi e Roberto Bolle, Serenata, Arena di Verona

Eppure – nonostante uno struggente Opus 100 di Neumeier eseguito con il bravissimo Alexandre Riabko, due perle creative di Forsythe come Bach Duet e In the middle somewhat elevated entrambi portati in scena insieme a Elena Vostrotina, una passionale ed erotica Serenata di Bigonzetti con la travolgente Stefania Figliossi e altri grandi classici come Grand Pas Classique con i meravigliosi Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, Don Chisciotte o una bella novità per il Bolle and Friends come Soirées Musicales in cui spiccano due bravissimi ed eccelsi Misa Kuranaga e Alessandro Greco – c’è qualcosa che mi lascia un po’ insoddisfatta.

Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, Grand Pas Classique, Firenze

Misa Kuranaga e Angelo Greco, Soirées Musicales, Arena di Verona

Maia Makhateli e Daniil Simkin, Don Chisciotte, Terme di Caracalla, Roma

Dopo aver visto innumerevoli serate dei gala di Roberto Bolle posso dire che onestamente c’è bisogno di un rinnovamento, non tanto nell’idea che era, è e rimane valida e direi anche copiata ripetutamente da tanti altri, ma nella formula.
Mi spiego meglio: proprio in questi giorni il Bolle and Friends si è trasferito in Giappone e, essendo eccezionalmente presente anche Alessandra Ferri, è diventato il “Ferri, Bolle and Friends”.
E solo questo direi che è già un avvenimento.

(ph. Dan Tsukamoto)

Ma la vera novità sta nel programma, o meglio, nei programmi, dal momento che nelle quattro serate sono andati in scena due spettacoli diversi, nei quali sono stati rappresentati non solo singoli passi a due ma anche intere creazioni, come niente meno che Marguerite et Armand in cui si sono esibiti Alessandra Ferri e Roberto Bolle, per la prima volta insieme in questa coreografia, e gli altri Friends (Gomez, Riabko e Azzoni) per una messa in scena corale, o ancora Bolero di Roland Petit. E poi un secondo programma dedicato interamente a John Neumeier con lo specialissimo e unico Orpheus o Bernstein Suite o Fratres from Duse.

Ferri, Bolle and Friends, I due programmi (ph. dal web)

E allora, dal momento che questo rinnovamento è in atto, perché, mi chiedo, non portare questo Bolle and Friends rinnovato anche qui in Italia?
C’è da dire che un primo tentativo è stato fatto quest’anno a Trieste, con la messa in scena dell’intero The Seasons – realizzazione complessa e articolata creata per il convegno internazionale di Davos del 2018 – sulle note de Le quattro stagioni di Vivaldi, ed è stato un successo, quindi perché non continuare ancora ad avere fiducia nel pubblico italiano e proporre altri programmi del genere?
Nella speranza che il prossimo anno ci regali un Bolle and Friends rinnovato, magari riproponendo lo stesso programma giapponese, attendiamo con fiducia.
Viva Roberto!

 

(ove non segnalato fotografie e video sono di Eleonora Bartalesi)

 

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