Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Presso il fiume l’amore non muore mai: “Moonlight Shadow” di Banana Yoshimoto

(Ricordi di un’estate: luna piena a Capri)

Hitoshi.
Non posso più restare qui. Momento per momento vado avanti. E’ il flusso del tempo che non si può fermare, non posso farci niente. Io vado.
Una carovana si ferma e un’altra riparte.
Ci sono persone che potrò incontrare ancora, altre che non rivedrò più. Persone che passano senza che io me ne accorga, persone che incrocio appena. Man mano che li saluto ho la sensazione di diventare più pura. Devo vivere guardando il fiume che scorre.
Prego con tutto il cuore che solo l’immagine della ragazza che ero resti per sempre al tuo fianco.
Grazie di avermi salutato agitando la mano.
Grazie di avermi salutato agitando la mano, molte, molte volte.

Banana Yoshimoto, Moonlight Shadow

Moonlight Shadow è il primo romanzo breve di Banana Yoshimoto, scritto come tesi di laurea nel 1987, in seguito incluso nelle edizioni del romanzo Kitchen, in realtà composto da tre romanzi brevi, Kitchen, Plenilunio e appunto Moonlight Shadow.
Satsuki e Hitoshi sono fidanzati da quattro anni, durante il periodo del liceo. I due però vengono tragicamente divisi dalla prematura morte di Hitoshi in un incidente stradale. Satsuki, dunque, per cercare di resistere allo shock, comincia a fare jogging, sperando così di riuscire a distrarsi e di ricominciare a vivere. Ogni giorno la ragazza corre da casa fino a un ponte sul fiume: quando Hitoshi era ancora vivo, era quello il luogo in cui si incontravano, dal momento che vivevano sulle rive opposte. Il dolore che attanaglia Satsuki è troppo forte: davanti a sé non vede altro che buio e sia la notte che il giorno rappresentano per lei un incubo.
Un giorno, all’alba, mentre si sta riposando dopo la corsa, le si avvicina una ragazza: Satsuki è subito colpita dalla particolarità del suo sguardo e dalla strana unione di inquietudine e tranquillità che si legge nei suoi occhi. Urara si presenta e le dice che, a breve, succederà qualcosa di straordinario proprio nel punto in cui si trovano loro. Satsuki, nonostante sia stupita dalle parole della ragazza, sente che si sta avvicinando un cambiamento. Le due ragazze si separano, dandosi però un appuntamento per il giorno successivo: tra di loro nasce un’istintiva amicizia. Pochi giorni dopo il loro primo incontro, Urara invita Satsuki ad andare, appena prima dell’alba del giorno seguente, sul ponte. Le spiega che ogni cento anni, grazie al fenomeno Tanabata è possibile vedere, presso i grandi fiumi, l’immagine di una persona cara che è morta. Questo, però, avviene solo se c’è corrispondenza tra i pensieri di chi è morto e il dolore di chi lo ha perduto. Le due ragazze, così, si incontrano. Sul ponte, sotto la luce della luna, Satsuki guarda il fiume: sente solo il rumore dell’acqua e la bellezza del cielo. Improvvisamente, vede di fronte a lei, dall’altra parte del fiume, Hitoshi. Con gli occhi pieni di lacrime, Satsuki vorrebbe abbracciarlo e raggiungerlo, ma Hitoshi la guarda preoccupato. L’alba si avvicina sempre più: Hitoshi si volta e la sua immagine diventa sempre più fioca. Satsuki vede che lui la sta salutando agitando la mano molte, molte volte. Appena la luce dell’alba diventa più forte, tutto torna come prima: Urara è di fianco a lei, con le lacrime agli occhi. Entrambe hanno visto. Dopo questa visione, Satsuki sente che una nuova forza è nata dentro di lei: pur continuando ad amare e a soffrire per la perdita di Hitoshi, capisce che il tempo va avanti, come il fiume, e che lei deve vivere come trasportata dall’acqua che scorre.
La figura di Satsuki è ambivalente: da una parte, la ragazza rimane molto legata al suo passato, rivivendolo nella mente infinite volte; dall’altra, sente il bisogno di staccarsene, dal momento che solo così potrebbe ricominciare a vivere.
Solo l’esperienza così forte del fenomeno Tanabata provoca in lei una reale spinta verso il cambiamento: Satsuki comincia a reagire al dolore e a capire che è necessario riconoscere il confine tra passato e futuro, rappresentato dal fiume e dal ponte che avevano unito lei e Hitoshi nei giorni del loro amore.

Qualcuno non conosce Banana Yoshimoto (pseudonimo di Mahoko Yoshimoto)? Ne dubito. E’ forse la scrittrice giapponese più famosa non solo in Italia, ma nel mondo.
Il padre, Takaaki Yoshimoto, è uno dei più importanti e famosi filosofi e critici giapponesi degli anni Sessanta; la sorella di Banana, Haruno Yoiko, è una conosciuta disegnatrice di anime.
Laureata al college delle arti della Nihon University con una specializzazione in letteratura, conobbe il successo con Kitchen nel 1988 e da allora ha scritto una lunga serie di novelle e romanzi.
Diversi critici pensano che parte del suo lavoro sia superficiale e commerciale; i suoi lettori al contrario pensano che nei suoi libri descriva perfettamente cosa vuol dire essere giovani e frustrati nel Giappone moderno e nelle sue odissee emotive e psicologiche che presenta nei personaggi chiunque può esserne ritratto. La Yoshimoto stessa identifica i suoi due temi principali nello “sfinimento della gioventù nel Giappone contemporaneo” e “il modo in cui le esperienze terribili influiscano nella vita di una persona”. I suoi libri possono essere divertenti e di svago, ma hanno sempre riferimenti all’ideologia tradizionale giapponese e contengono riflessioni sulla vita, la morte, l’amicizia, l’amore e la ragione, temi molto cari alla scrittrice.

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