Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

«Meglio illuminare una stanza anziché vestirla d’ombra»: wa, la via giapponese all’armonia

Già da parecchi giorni ho terminato di leggere il libro di Laura Imai Messina dal titolo Wa. La via giapponese all’armonia. 72 parole per capire che la felicità più vera è quella condivisa.
Ho pensato a lungo su quale brano riportare tra queste “Pagine d’Oriente”, ma non sono venuta a capo di nulla… Ogni concetto, ogni frase, è talmente pregna di significati, ben scritta, poetica e al contempo molto reale e concreta (anche se, talvolta, alcuni comportamenti o idee giapponesi possono fare un po’ sorridere o, comunque, possono venire da un occidentale percepiti come molto lontani dal proprio sentire – cosa che, peraltro, la stessa autrice evidenzia), che appena ti sembra di aver trovato il brano giusto da trascrivere, subito se ne presenta un altro, e un altro ancora.
Che fare allora?
Partire dall’inizio, dalla prima pagina, e lasciare a chi vorrà farsi trasportare dalla curiosità di questo libro che è come una coccola il piacere di scoprire il resto.

Contrariamente a quanto gli stranieri (e molti giapponesi) possono pensare, wa non è né il kimono e neanche il sushi, non è l’architettura delle dimore tradizionali e neppure l’esuberanza degli anime e dei manga. Non è uno dei santuari immersi nel rigoglio di una natura venerata come sacra; non sono wa gli otto milioni di dei, o le movenze sinuose e raffinate delle geisha di Kanazawa o Pontochō. Wa non è neppure il maccha o il chiasso delle ragazzine in divisa che si riversano su Takeshita-doori a Harajuku. Non sono wa la cerimonia officiata per il culto degli antenati in primavera, il pavimento di tatami o la composizione di ikebana, né la laconicità e la sobrietà delle persone, o il delicato tintinnare di una campanella nel vento flebile dell’estate.
E allora che cosa è veramente giapponese? Dove è davvero il Giappone? […] Cosa si nasconde dietro all’ideogramma wa? […]
Alla voce wa del vocabolario monolingue Kōjien si apre un ampio ventaglio di significati: il Giappone; le cose del Giappone; ciò che è in stile giapponese; ciò che è stato prodotto in Giappone; quanto è quieto, tranquillo, mite, amabile, cordiale, sereno; l’andare d’accordo, lo stare in perfetta armonia; ciò che si mescola e unisce bene, l’accordo armonico tra le cose, l’adattarsi, il conformarsi; la somma, il totale.
[…]
Tante sono le implicazioni di questo concetto, come il fatto ad esempio che non sia necessario credere a un’unica verità, che ogni cosa vada armonizzata (e che pertanto nessuna debba spiccare in maniera clamorosa), che sia possibile conciliare l’apparentemente inconciliabile, come suggerisce anche il sincretismo religioso che vede shintoismo e buddhismo convivere e persino collaborare sul medesimo territorio (kami). O ancora, wa si traduce nell’evitare incondizionatamente lo scontro, il che implica atteggiamenti come la pazienza (nintai), un preventivo domandare scusa anche quando si sa di non avere colpa (gomennasai), ignorare il negativo (mushi suru), considerare costantemente l’emozione altrui (omoiyari), essere pronti a sacrificarsi (gaman).

Un altro brano, tratto dal capitolo dedicato all’estate, stagione che in Giappone va dal 5 maggio al 6 agosto.

Homeru, o del lodare
Homete nobasu “Far crescere lodando”: la bontà di questo detto è ampiamente dimostrata, perché è sulla felicità che si forma la motivazione a fare meglio. Il dispiacere può corroborare la spinta a migliorarsi, a smentire opinioni ingiuste. Tuttavia è la gioia che ci nutre e ci consente di svegliarci la mattina con il desiderio di ricominciare un’altra volta.
«Spinoza ci rivela una cosa molto semplice: la tristezza non rende mai intelligenti. ‘Essere tristi’ significa ‘essere fottuti’. Per questo i potenti hanno bisogno della tristezza degli assoggettati. Cultura e intelligenza non hanno mai tratto giovamento dall’angoscia. Finché avrete affetti tristi, state subendo l’azione di corpi o anime che non convengono con voi»: lo scriveva il filosofo francese Gilles Deleuze e aveva “fottutamente” ragione, perché è sulla gioia che si basa la possibilità di migliorare, sul potenziale enorme che ha la felicità di accumulare le energie.
Meglio illuminare una stanza anziché vestirla d’ombra; direzionare lo sguardo sul germoglio che sta spuntando nell’aiuola anziché sulla cicca che qualcuno vi ha gettato.
[…]
In fondo, solo la gioia ci difende. Che sia corroborata da letture, intelligente. Sì, serve inseguire una gioia intelligente.

 

Laura Imai Messina è nata a Roma nel 1981 e si è laureata in Lettere all’Università la Sapienza.
Si è trasferita a Tokyo a ventitré anni per perfezionare la lingua. Ha ottenuto un dottorato di primo livello in Culture Comparate presso l’International Christian University con una tesi sulla scrittrice giapponese Ogawa Yōko.
Attualmente è docente a contratto di lingua italiana in alcune università della capitale e ricercatrice nell’ambito delle letterature comparate presso la Tokyo University of Foreign Studies.
Ha conseguito presso la stessa università il PhD con una tesi comparativa sul tema della materialità nella letteratura giapponese ed europea. Si occupa inoltre da anni di letteratura giapponese contemporanea e collabora nell’ambito della didattica dell’italiano LS con l’Università per Stranieri di Siena.
Nel marzo 2011 ha fondato il blog “Giappone Mon Amour” e la relativa pagina facebook divenuti, nel tempo, punto di riferimento per gli appassionati del Sol Levante e finestra sulla vita quotidiana nella metropoli giapponese. La pagina ha ad oggi più di 100,000 iscritti.
Appassionata della cultura sia alta che “bassa” del Sol Levante, consuma il suo tempo libero a scrivere romanzi nei caffè di Tokyo e sui treni delle tante linee che attraversano la capitale. Vive tra Kamakura e Tokyo insieme a suo marito Ryōsuke, ai figli Sōsuke ed Emilio, e alla cagnolina Gigia.
Il suo primo romanzo, Tokyo Orizzontale, è uscito per Piemme a febbraio 2014 e ha avuto un ottimo successo. Il nuovo romanzo, Non oso dire la gioia , è uscito a febbraio 2018 sempre per Piemme.
Per Vallardi, a fine ottobre 2018 è uscito Wa. La via giapponese all’armonia, una vera e propria bibbia per i nippofili.

Qui i link al suo sito https://www.lauraimaimessina.com
e al suo bellissimo blog https://www.lauraimaimessina.com/giapponemonamour/

Gli insegnamenti che arrivano dal Giappone sono più attuali che mai, anche in Occidente. Ma in cosa consiste esattamente lo spirito giapponese? L’antico nome del Giappone era Yamato che, scomposto nei suoi ideogrammi, significa oggi «Grande Wa», cioè «Grande Armonia». E quell’armonia, che è priorità della cultura nipponica e domina parole e atteggiamenti del suo popolo, è anche un concetto in cammino, un sistema di assorbimento, scelta e adattamento, che fa del Giappone il magico mistero che affascina il mondo. Laura Imai Messina, autrice italiana trapiantata a Tokyo, ci svela qui la profonda filosofia di Wa traendo spunto dalle 72 stagioni che compongono l’antico calendario giapponese e raccontandoci il senso nascosto in nomi pieni di poesia. Wa significa armonia, ma come tutte le parole giapponesi evoca molto di più. Wa è infatti tutto ciò che è mite, sereno e moderato, ma è anche tutto ciò che è giapponese. Wa è un prefisso, che come un sigillo si applica sulle cose e sui concetti. Tramite Wa, il Giappone ci insegna la sua più grande lezione: che la bellezza, la gioia e il senso civile si costruiscono con grande impegno, attraverso un lavoro continuo su se stessi, imparando la pazienza, facendo le cose con cura e mai a discapito degli altri, perché una felicità davvero sostenibile è un progetto di tutti e mai di uno soltanto. Questo libro è un viaggio attraverso 72 parole – 72 come le stagioni giapponesi, che ogni cinque giorni danno la possibilità di rinnovarsi – che simboleggiano e racchiudono in sé il fascino e l’essenza del Giappone.

Annunci

I vostri pensieri

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il giugno 15, 2019 da in Giappone, Letteratura, Oriente, Pagine d'Oriente con tag , , , , .
Pensieri Scritti - l'essenza - io esisto

- Si crea ciò che il cuore pensa - @ElyGioia

Cap's Blog

La musica ha inizio dove finiscono le parole

Italo Kyogen Project

伊太郎狂言プロジェクト

Mr.Loto

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

'mypersonalspoonriverblog®

Amore è uno sguardo dentro un altro sguardo che non riesce più a mentire

Penne d'Oriente

Giappone, Corea e Cina: un universo di letture ancora da scoprire!

Memorie di una Geisha, multiblog internazionale di HAIKU di ispirazione giapponese

Ci ispiriamo agli antichi maestri giapponesi che cantarono la bellezza della natura e del cosmo, in 17 sillabe che chiamarono HAIKU

Il fiume scorre ancora

Blog letterario di Eufemia Griffo

Arte&Cultura

Arte, cultura, beni culturali, ... e non solo.

Un Dente di Leone

La quinta età: un soffio di vento sul dente di leone

Picture live

Vivir con amor

vengodalmare

« Io sono un trasmettitore, irradio. Le mie opere sono le mie antenne » (Joseph Beuys)

mammacomepiove!

Donna. Mamma. Sognatrice. In proporzioni variabili.

La poesia di un arabesque

"La danza è il linguaggio nascosto dell'anima" Martha Graham

Polvere o stelle

racconti, emozioni e pensieri danzanti

IO, ME E ME STESSA

Per andare nel posto che non sai devi prendere la strada che non conosci

Il Canto delle Muse

La cosa importante è di non smettere mai di interrogarsi. La curiosità esiste per ragioni proprie. Non si può fare a meno di provare riverenza quando si osservano i misteri dell'eternità, della vita, la meravigliosa struttura della realtà. Basta cercare ogni giorno di capire un po' il mistero. Non perdere mai una sacra curiosità. ( Albert Einstein )

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

Orizzonti blog

blog di viaggi

Pinocchio non c'è più

Per liberi pensatori e pensatori liberi

L'angolino di Ale

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

DANZA/DANZARE

considerazioni, training, racconti

Di acqua marina di Lucia Griffo

Just another WordPress.com site

17 e 17

UN PO' PIU' DI TWITTER, UN PO' MENO DI UN BLOG

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

jalesh

Just another WordPress.com site

Cetta De Luca

io scrivo

filintrecciati

Just another WordPress.com site

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

just an other actor's blog

Sakura No Hana...

Composizioni in metrica giapponese

Versi in rima sciolta...

Versi che dipingono la natura e non solo...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: