Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

“The Seasons” e i Solisti del Teatro alla Scala per la nuova tappa triestina del Bolle Tour 2019

 

In rappresentanza delle “divine” il 24 aprile sono volate a Trieste Eleonora e Cristina, per assistere a una nuova e particolare serata del #bolletour2019.
Eleonora racconta…

**********

 

 

 

E il Bolle Tour 2019 continua….. ed eccoci nella bellissima Trieste e nel suo Teatro Politeama Rossetti.
Questa è una tappa un po’ particolare, non solo per il titolo che, contrariamente dal solito, è “Roberto Bolle e i Solisti del Teatro alla Scala”. Una bellissima novità, questa, che vede insieme a Bolle i bravissimi solisti e primi ballerini scaligeri.


Ma anche per il programma che propone, oltre a una prima parte con la formula ormai sperimentata del classico Bolle and Friends in cui ci sono vari brani che spaziano dal classico al contemporaneo, una seconda parte dedicata solo a una coreografia complessa e strutturata a cui partecipano tutti i ballerini della serata, la bella The Seasons di Massimiliano Volpini e Edwaard Liang – su musiche, mixate splendidamente, di Antonio Vivaldi e Astor Piazzola – eseguito in prima italiana dopo la prima mondiale di Davos in occasione del Forum internazionale di Economia.
La prima parte della serata vede in apertura un must dei programmi del Bolle Tour ossia Canon in D Major (cor. Jiri Bubeniceck – musica John Pachelbel e Otto Bubenicek) in cui si esibiscono Roberto Bolle, Nicola Del Freo e Gioacchino Starace.

Caterina Bianchi, Christian Fagetti e Agnese Di Clemente

Poi a seguire Come un respiro (cor. Mauro Bigonzetti – musica di Georg Friederich Händel) con Agnese Di Clemente e Gioacchino Starace. Questo pezzo, una novità per il Bolle and Friends, è tratto dal bellissimo Progetto Händel ed è un vero piacere poterlo rivedere dal vivo dopo averlo potuto apprezzare al Teatro alla Scala nel 2017. Un passo a due particolare, bello e avvolgente nello stile di Bigonzetti, che riesce sempre a trasmettere, attraverso le sue coreografie mai banali, emozioni e amore.
Apro una piccola parentesi, perché vorrei sottolineare quanto sia un peccato che il Teatro alla Scala non riproponga mai i nuovi lavori che commissiona, come accade puntualmente invece in molti altri teatri internazionali.

Agnese Di Clemente e Gioacchino Starace (ph. dal web)

Chiusa questa parentesi, la serata continua con L’infiorata di Genzano (cor. August Bournonville – musica Edvard Helsted e Holger Simon Paulli), un pas de deux dallo stile classico eseguito da Vittoria Valerio e Claudio Coviello.
Un’altra novità è L’altro Casanova (cor. Gianluca Schiavoni – musica Antonio Vivaldi) eseguito da Virna Toppi e Nicola del Freo. Tratto dall’omonima coreografia, messa in scena al Teatro alla Scala nella stagione 2011-12 che, immaginando un Casanova donna (ecco perché “L’altro”), ne scandaglia il suo universo. Questo pdd rappresenta uno degli aspetti del mondo della seduzione che Schiavoni ha voluto raccontare.
A chiusura della prima parte c’è Two (cor. Russell Maliphant – musica Andy Cowton) e le sue scatole di luce eseguito da Roberto Bolle.
Adoro questo pezzo apparentemente semplice nella sua composizione ma così forte visivamente e di cui ho già scritto ampiamente in precedenti articoli.
Ed eccoci arrivati alla seconda parte che, come dicevo, è dedicata esclusivamente a The Seasons.
E’ un pezzo che alterna, così come i costumi sempre diversi nei colori sfumati, atmosfere più classiche esaltate da Le quattro stagioni di Vivaldi ad altre più moderne e sensuali sottolineate dalle note del tango di Astor Piazzolla.

I ballerini in scena accanto a Roberto Bolle sono Martina Arduino, Caterina Bianchi, Claudio Coviello, Nicola Del Freo, Agnese Di Clemente, Gioacchino Starace, Virna Toppi, Vittoria Valerio e Christian Fagetti, in sostituzione di Timofeij Andrijashenko (assente per essere stato invitato dal Royal Ballet a esibirsi nel ruolo di Romeo accanto a Melissa Hamilton in Romeo and Juliet di MacMillan).
Un’esibizione corale dedicata alle quattro stagioni della natura che poi sono quelle dell’età dell’uomo, ma anche del suo animo. Un tema questo scandagliato nel corso dei secoli non solo dalla musica ma anche dalla pittura, dalla letteratura e dalle arti in generale.
L’idea di questa coreografia nasce dalla collaborazione tra Massimiliano Volpini e Edwaard Liang. Due mondi e due realtà coreografiche diverse: la prima su Le quattro stagioni di Vivaldi con un approccio più accademico e lirico ma anche con linee più contemporanee e moderne, la seconda sul tango di Astor Piazzolla con sapore più sensuale ed erotico ma anche con elementi in parte classici per una contaminazione accademica. Insomma un gioco di intrecci tra opposti che, come nella migliore tradizione, si attraggono, restituendoci un lavoro fluido e armonico nelle sue variegate sezioni.

Martina Arduino

Le parti principali di questa storia di vita, natura, amore e passione vedono come protagonisti nella parte maschile principale Roberto Bolle, nella parte femminile Caterina Bianchi e Virna Toppi, in uno spaccato centrale, che hanno sostituito Nicoletta Manni – anche lei assente perché invitata al Teatro Bolshoi ad eseguire Etudes in coppia con Jacopo Tissi – interprete originaria a Davos; nella seconda parte maschile Christian Fagetti che ha sostituito, come dicevo, Timofeij Andrijashenko.
Anche Agnese Di Clemente è una new entry in sostituzione di Caterina Bianchi per la rotazione dei ruoli.

Roberto Bolle

I sostituti Caterina Bianchi e Christian Fagetti sono stati eccellenti e assolutamente all’altezza, come del resto lo sono stati tutti gli altri ballerini in scena. Un’ulteriore conferma questa di quanto il corpo di ballo della Scala sia di altissimo livello in ognuna delle sue individualità.
E anche un’ulteriore conferma di quanto Roberto Bolle non sia solo l’eccellenza individuale, che noi tutti conosciamo, ma anche un ottimo direttore artistico, legatissimo al Teatro alla Scala che lo ha formato, sempre più intento a sostenere i giovani colleghi e a dare loro occasioni e opportunità per farsi conoscere ed emergere nel mondo coreutico internazionale.

(ove non segnalato le fotografie sono di Eleonora Bartalesi)

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