Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

“Sogno di una notte di mezza estate”: pene d’amore, equivoci e incantesimi – Trama e note di stile

ATTO I

Ouverture
Con le note dell’Ouverture Op. 21 siamo introdotti in una foresta incantata, che subito si anima in un turbinio di elfi e ragazze-farfalla. Il folletto Puck, con passi veloci e arditi, si unisce alle danze.
In un rapido susseguirsi di entrate e uscite vengono presentati i personaggi e anticipate le schermaglie amorose che caratterizzeranno il primo atto del balletto. Elena, felicemente innamorata di Demetrio, esprime la sua disperazione. Oberon, re degli elfi, e la sposa Titania si contendono un piccolo paggio. Fa una breve comparsa un gruppo di artigiani-attori. Entrano poi in scena Teseo, duca di Atene, e la prima coppia di giovani innamorati (Ermia e Lisandro). Li raggiunge Demetrio, che ama (non corrisposto) Ermia. Demetrio dovrà vedersela con Elena, che farà di tutto per allontanarlo dall’altra donna, sia con Lisandro che cercherà di riprendersi la sua innamorata.
Rimasta sola al centro della scena, Elena viene raggiunta dagli elfi che le danzano intorno. Quando la giovane torna dietro le quinte, gli elfi a poco a poco si addormentano. Con movenze delicate ricompaiono anche le cinque ragazze-farfalla e, al loro richiamo, riappare Puck.

Nella dimora di Titania
La regina delle fate è seduta sul suo letto a forma di conchiglia con a fianco il paggio oggetto della contesa con Oberon.
Titania inizia un duetto con il suo Cavaliere: è un momento di eleganza, non di amore, sostenuto da una musica ora delicata ora energica.
Puck, che vuole rapire il paggio e condurlo da Oberon, si intromette una prima volta ma viene cacciato. Le dodici fate fanno corona con danze leggiadre alla loro regina.
Il duetto Titania-Cavaliere prosegue con grazia e prestanza, senza speciali virtuosismi tecnici. La danza viene interrotta per breve tempo da un’altra intromissione di Puck. Sono di nuovo le fate a metterlo in fuga.

Nel regno di Oberon
Tra interventi degli elfi e delle farfalle, Oberon, sempre desideroso di riprendersi il paggio, esprime furore per la disobbedienza di Titania e volontà di vendetta in un a solo plastico e aereo.
In questo quadro Balanchine evidenzia le possibilità del ballerino maschio con passi anche difficili, pirouettes potenti, entrechats e jetés, che fanno scattare gli applausi del pubblico entusiasta.

Roberto Bolle (Oberon) (ph. Brescia – Teatro alla Scala)

Viaggio intorno al mondo
Dopo aver allontanato tutti, Oberon, servendosi di un corno, richiama Puck e lo invia alla ricerca del fiore magico, che fu trafitto da una freccia scagliata da Eros. Il succo del fiore, spremuto sugli occhi di chiunque dorma, ha il potere di accendere la scintilla dell’amore nei confronti della prima persona che questi vedrà al suo risveglio.
Il folletto si lancia in ripetuti e ampi jetés che simbolizzano il lungo e difficile viaggio di ricerca.
Trovato il fiore, fa ritorno dal suo signore, che manifesta grande soddisfazione.

Gli innamorati
Questo lungo quadro racconta gli effetti del fiore magico.
I primi ad entrare in scena sono Ermia e Lisandro, felici e innamorati. Poi, in un bel duetto angoloso, Elena viene respinta da Demtrio, ormai attratto da Ermia.
Per ricreare l’armonia delle coppie, Oberon consegna a Puck il fiore magico. Per errore, il folletto invece complica la situazione, facendo innamorare Lisandro di Elena. Le due coppie di giovani sono ora entrambe spezzate: gli uomini si sfidano e le donne sono disperate.
Richiamato da un Oberon stizzito, Puck incanta di nuovo Demetrio, che torna ad amare Elena: una coppia si è dunque ricomposta.
Ma Lisandro, anch’esso innamorato di Elena, insegue Demetrio brandendo una spada.

La canzone degli elfi
Nella sua dimora, Titania, cullata dalle danze gentili delle sue damigelle, si addormenta. Il corteo si allontana in silenzio e il suo letto a forma di conchiglia viene ruotato per poter passare al quadro successivo.

Ermia
Irrompendo in modo clamoroso, Ermia percorre a grandi passi e slanci la scena, effettuando un drammatico a solo nel quale esprime le sue inconsolabili pene d’amore.

Emanuela Montanari (Elena) (ph. Brescia – Teatro alla Scala)

Ingresso degli artigiani
E’ la volta dei cinque artigiani. Raggiunto il centro dello spazio scenico, cercano di montare il loro teatrino per una recita. Interviene però il solito dispettoso Puck a disturbarli.

Puck e Bottom
Il folletto, con gran divertimento, strega uno di loro, il tessitore Bottom, trasformando la sua testa in quella di un asino.
Spaventati, gli altri artigiani lo abbandonano alla mercé di Puck.

Bottom e Titania
Nella sua dimora, Titania è addormentata. Oberon, che vuole prendersi finalmente la rivincita, la incanta con il fiore magico ed esce di scena.
Nella stanza sopraggiunge Puck con Bottom. Il folletto fa sedere ai piedi del letto della regina l’artigino tramutato in asino e scappa.
Quando Titania si sveglia, si accorge della presenza di Bottom e, sotto l’influsso dell’incantesimo, subito se ne innamora. Lo adorna con una corona di fiori e poi duetta comicamente con lui: gli dà persino da mangiare e lo accarezza teneramente.

Polina Semionova (Titania) e Francisco Sedeno (Bottom) (ph. Brescia – Teatro alla Scala)

Nella foresta
Ci troviamo di nuovo nel regno fatato della foresta.
Tra fumi diabolici e accompagnata da un gruppo di temibili cani, entra in scena con un arco in mano Ippolita, regina delle Amazzoni, in un’esplosione di passi forti e grands jetés; la sua è la parte più impegnativa.
In questo lungo quadro si sussegue un gioco rapido di entrate e uscite, scandite dagli interventi di Ippolita che disegna i suoi fouettés. Demetrio e Lisandro duellano e si inseguono con le spade sguainate. Anche Elena ed Ermia vengono alle mani; poi, stremate, si coricano e si addormentano ai lati opposti della scena.
Finalmente Puck riesce a riprendere in mano la situazione. Addormenta anche i due giovani cavalieri e li dispone a fianco delle loro compagne, ricostituendo le coppie originarie. Poiché Lisandro è ancora invaghito di Elena, lo deve nuovamente incantare con il fiore magico.
Quando Oberon e Puck si allontanano, entrano in scena Titania e Bottom; la regina si corica sul suo letto e si addormenta, mentre Bottom si accuccia tranquillo per terra. Oberon si avvicina allora alla regina e le agita sul viso il fiore magico. Titania si ridesta e vede per primo Oberon: il nuovo incantesimo ha effetto e i due si abbracciano. La regina si accorge anche della presenza di Bottom e lo allontana con disgusto. L’artigiano riprende poco dopo le sue sembianze umane e si riunisce felice ai compagni. Titania cede il suo paggio a Oberon e l’armonia torna anche in questa coppia, che lascia la scena.
In corteo entrano Teseo, Ippolita e il re degli spiriti d’aria, che ridestano le due coppie di innamorati e danno il via, fra cori gioiosi, ai preparativi per le nozze. Gli stessi duchi d’Atene, le loro antiche ire, decidono di sposarsi. Si riconciliano fra loro Elena ed Ermia; Lisandro e Demetrio si stringono la mano. L’atto si chiude con un grande e maestoso lieto fine.

ATTO II

Alla corte di Teseo
Il sipario si apre sulle note della celeberrima Marcia nuziale di Mendelssohn. Il corpo di ballo – otto coppie in abiti dorati – si presenta in danze festose.
Entrano Ippolita e Teseo, seguiti dai quattro giovani. In un’elegante cornice semicircolare, le tre coppie duettano in sintonia di passi, al modo dei grandi balletti romantici. E’ il trionfo della bellezza, nella meraviglia degli arabesque e degli allacciamenti. In ginocchio, tutto il corpo di ballo rende omaggio alle tre coppie di sposi.

(ph. Brescia-Amisano, Teatro alla Scala)

Divertissement
L’orchestra esegue il primo movimento (Allegro) della Sinfonia per archi n. 9. Su questa musica sei coppie di ballerini danzano un divertissement che introduce la scena successiva.

Divertissement – Pas de deux
Il quadro – che vede impegnati due personaggi estranei alla vicenda precedentemente narrata nel balletto – rappresenta un chiaro esempio di un’innovativa visione del grand pas de deux di tradizione classica. Il duetto viene ricostruito in forme meno rigide e impostato sullo stile complesso, veloce e sorprendente tanto caro a Balanchine, cui piaceva sottolineare la parità di valori fra uomo e donna.

Finale
E’ un momento di vivace danza collettiva. Nella mobile presenza dell’elegante corpo di ballo, vengono eseguite tre variazioni delle coppie, con difficoltà in crescendo per Teseo e Ippolita, ancora impegnata in alcuni fouettés. La conclusione coinvolge tutti gli interpreti in una vera e propria apoteosi, fino all’uscita di scena degli sposi.

Epilogo
Riappaiono gli elfi e le farfalle: le loro danze ricreano l’atmosfera dell’Ouverture.
Giungono anche Oberon e Titania, che eseguono una serie di preziosi a solo: vigorosi entrechats per lui, belle posizioni per lei. I cortei portano mantelli alati ai due sovrani, che si congedano dal pubblico con nobili gesti.
Torna a scendere la notte: lucciole, fate e segni magici fanno corona a Puck che, prima di scomparire sollevato in cielo, con una scopa libera il palcoscenico da ciò che resta dei sogni.

Antonino Sutera (Puck) (ph. Brescia – Teatro alla Scala)

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3 commenti su ““Sogno di una notte di mezza estate”: pene d’amore, equivoci e incantesimi – Trama e note di stile

  1. Neda
    aprile 3, 2019

    Spero di poter vedere il balletto, prima o poi. Ormai li vedo solo in tv e spero che un giorno trasmettano anche questo.

    Mi piace

    • ilpadiglionedoro
      aprile 3, 2019

      Cara Neda, speriamo davvero che trasmettano anche questo balletto. Confidiamo in Rai 5 🙂 Buona serata

      Piace a 1 persona

      • Neda
        aprile 4, 2019

        Sì, i balletti, le opere, la buona musica e il teatro li vedo su RAI 5. Ormai Rai 1 2 e 3, non li guardo quasi più, salvo rarissime eccezioni.

        Mi piace

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