Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

“Sogno di una notte di mezza estate”: pene d’amore, equivoci e incantesimi – Dalla creazione alla messa in scena: revisioni e curiosità

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Rappresentato per la prima volta a New York nel 1962, il balletto creato da George Balanchine costituisce il più fortunato tentativo di tradurre in questa forma artistica uno dei capolavori della drammaturgia mondiale.
La celebre commedia di William Shakespeare, dalla quale lo spettacolo trae ispirazione, aveva goduto di un’enorme e rinnovata popolarità nel corso dell’Ottocento, anche grazie alle musiche di scena di Felix Mendelssohn. Balanchine decise di utilizzare proprio queste e altre composizioni uscite dalla penna del grande musicista tedesco.

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Polina Semionova e Roberto Bolle (ph. Teatro alla Scala)

Tradizione classica e modernità
Con il Sogno di una notte di mezza estate George Balanchine, uno dei massimi coreografi del Novecento, affrontò per la prima volta un balletto di notevole complessità legato alla tradizione classica: si ispirò alla commedia fantastica scritta alla fine del Cinquecento da W. Shakespeare e utilizzò le musiche di scena di Felix Mendelssohn insieme ad altre composizioni del maestro romantico.
Nelle sue memorie, ricorda di aver provato fin da bambino una grande attrazione per il capolavoro del drammaturgo inglese: a soli otto anni, in occasione di alcune recite al Teatro Mikhailovsky di San Pietroburgo, aveva danzato nel gruppo degli elfi e in seguito poté vantarsi di conoscere a memoria buona parte del testo.
Nel 1950 fu incaricato di allestire alcune danze per una versione teatrale della commedia, messa in scena allo Shakespeare Memorial Theatre di Stratford, nel Connecticut; in quell’occasione ebbe modo di analizzare attentamente la produzione musicale di Mendelssohn. Fu su di essa, più che sulla trama della commedia, che Balanchine avrebbe in seguito costruito il suo balletto.stella_glitter_natale

Un allestimento affascinante
La prima del Sogno di una notte di mezza estate ebbe luogo al City Center di New York il 17 gennaio 1962, con un cast di grandissimo livello in cui figuravano Edward Villella, Melissa Hayden, Patricia McBride, Francisco Moncion, Nicholas Magallanes, Violette Verdy e Arthur Mitchell, tra i primi danzatori di colore a imporsi nei teatri internazionali, nella parte del folletto Puck.

Suzanne Farrell (Titania) e Richard Rapp (Bottom) in una scena del film del 1967 tratto dal Sogno di una notte di mezza estate nella versione del New York City Balletto diretto da Balanchine

Fu uno degli allestimenti più affascinanti della storia del New York City Ballet, la prestigiosa compagnia fondata nel 1948 su iniziativa dello stesso Balanchine e dello scrittore e mecenate Lincoln Kirstein.
Negli anni Sessanta il balletto venne anche ripreso per il grande schermo americano. Nella parte di Titania danzava la giovanissima Suzanne Farrell, allora musa di Balanchine.stella_glitter_natale

La grande avventura artistica di Balanchine
Nato nel 1904 a San Pietroburgo in una famiglia benestante, Balanchine entrò giovanissimo nella Scuola Imperiale di balletto della città.
Nel 1921 fu ammesso al Teatro di Stato, dove fece presto valere le sue qualità di danzatore e coreografo. Nello stesso periodo si iscrisse anche al Conservatorio per studiare pianoforte e composizione musicale.
Nel clima incandescente della Russia rivoluzionaria, fece esperienza in vari generi di spettacoli: fu pianista, cabarettista, organizzatore di performance e direttore di piccole compagnie.
Nel 1924 la svolta: nel corso di una tournée in Germania decise di non rientrare in patria e, insieme ai colleghi Alexandra Danilova, Tamara Geva e Nikolai Efimov, raggiunse Londra, dove si esibì all’Empire Theatre.
Il direttore dei Ballets Russes, Sergei Diahilev, a cui era stato segnalato, lo convocò a Parigi per un provino. Diaghilev era però alla ricerca non di un ballerino, ma di un nuovo coreografo.
Intuite le intenzioni dell’impresario, Balanchine si propose proprio in questa veste. La sua cultura e la profonda conoscenza della musica fecero la differenza, al punto che anche Igor Stravinsky volle subito conoscerlo. Fra il grande compositore e il giovane coreografo nacque un’amicizia duratura, consolidata in seguito da un’intensa collaborazione.
Balanchine rimase nei Ballets Russes fino allo scioglimento della compagnia, avvenuto nel 1929 in seguito alla morte di Diaghilev. A questo periodo appartengono balletti importanti come Le Chant du Rossignol, La Chatte, Apollon Musagète e Il figliol prodigo, grazie ai quali divenne il portavoce del rinato stile neoclassico.

Alice Nikitina e Serge Lifar, dei Ballets Russes, durante una messa in scena de La Chatte (Monte Carlo, 1924)

Tornato libero, lavorò in varie città europee, si dedicò al musical a Londra, approdò alla nuova compagnia dei Ballets Russes de Monte Carlo; quindi fondò a Parigi un nuovo corpo di ballo, Les Ballets 1933, per cui allestì, tra gli altri, I sette peccati capitali di Bertold Brecht e Kurt Weill. In quello stesso anno Lincoln Kirstein gli propose di fondare a New York una scuola e una compagnia di balletto.
Il 2 gennaio 1934 Balanchine aprì così la School of American Ballet. La compagnia di danza esordì ufficialmente l’anno successivo con la sua prima coreografia del periodo americano: Serenade.
Dividendosi fra i musical di Broadway e le creazioni classiche, l’artista si confermò come il più geniale interprete del suo tempo, attento alle tradizioni ma aperto alla modernità.
Nel 1939 divenne cittadino americano.
Ormai famoso, nel 1948 fondò il New York City Ballet, che avrebbe guidato fino all’ultimo giorno di vita. Ospite dei maggiori teatri del mondo, compreso il Teatro alla Scala, Balanchine fu protagonista di sensazionali tournée con appuntamenti regolari al Festival d’autunno di Parigi. La Francia restò sempre la sua seconda patria.

George Balanchine

Tra i suoi capolavori ricordiamo Concerto barocco, Ballet Imperial, I quattro temperamenti, Orpheus, Allegro Brillante, Jewels, Sinfonia in tre movimenti e l’ultima grande creazione del 1980 basata sulle Davidbündlertänze di Schumann.
Amico di Stravinsky, ammiratore di Chaikovsky, creatore di uno stile personale, in cui la tradizione russa si esprimeva con una grammatica di passi incisiva, veloce, brillante, Balanchine non nascose mai il suo sogno segreto: ridare vita agli sfarzi dei teatri imperiali russi. Le sue ballerine erano fisicamente eleganti con lunghi colli, braccia forti e gambe di assoluta perfezione, mentre gli uomini dovevano possedere una linea vigorosa ma non troppo muscolare.
Cultore del bello, ebbe cinque moglie: Alexandra Danilova, Tamara Geva, Vera Zorina, Maria Tallchief e Tanaquil Le Clercq. Per sua scelta non ebbe invece alcun figlio: «Il lavoro», disse «mi avrebbe impedito di stare con loro».
George Balanchine si spense a New York nel 1983.stella_glitter_natale

Le seduzioni di una storia magica e affascinante
Dalla sua prima rappresentazione, avvenuta negli ultimi anni del Cinquecento, il Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare ha costituito un’inesauribile fonte di ispirazione per moltissimi artisti che, nel corso dei secoli e in varie forme espressive, ne hanno ripreso tematiche e ambientazioni.
Nemmeno il mondo del balletto si è potuto sottrarre alle seduzioni della commedia del grande drammaturgo inglese. Già nel 1876 Marius Petipa aveva creato una versione in un solo atto per una rappresentazione privata che fu allestita nella residenza estiva degli zar a Peterhof; oltre alle musiche di Mendelssohn, il grande coreografo utilizzò alcuni brani del compositore russo Ludwig Minkus.
Il fascino dei maghi e delle fate ispirò anche Michail Fokin, che tra il 1905 e il 1906 propose a San Pietroburgo uno spettacolo basato sul medesimo soggetto.stella_glitter_natale

Gli allestimenti in Occidente
Al 1964 risale The Dream, balletto in un solo atto realizzato per il Covent Garden di Londra da Frederick Ashton, con musiche di Mendelssohn e John Lanchbery.
Un altro spettacolo di danza sul tema fu proposto da Heinz Spoerli nel 1975 a Basilea.
Tra le successive traduzioni in balletto della commedia di Shakespeare bisogna citare quella di John Neumeier, rappresentata nel 1977 ad Amburgo e, in seguito, anche a Firenze (1980) e Taormina (1990): l’edizione si caratterizzava per gli abiti moderni dei ballerini e per una scelta musicale che comprendeva temi di György Ligeti e organetti bavaresi.
Lindsay Kemp, il geniale attore e danzatore inglese, propose nel 1979 una rilettura dissacrante della commedia.
Nel 1981, a Manchester, Robert de Warren creò un’edizione piuttosto tradizionale, rappresentata nel 1990 anche al Teatro alla Scala di Milano, di cui era divenuto, nel frattempo, direttore.
Sul palco dell’Aterballetto di Reggio Emilia ha fatto il suo debutto nel 1993 la versione di Amedeo Amodio.
La coreografia di Stephen Petronio è stata messa in scena nel 1996 nell’ambito della manifestazione fiorentina Maggio Danza.
Conclude questa breve, e non certo esaustiva, rassegna Oberon’s Flower-Who Do You Love? (2001), l’edizione allestita da Amanda Miller all’insegna dell’eclettismo musicale.
Le creazioni elencate sono del tutto estranee a quella di Balanchine, che rimane unica per la sceneggiatura e le scelte sia musicali che coreografiche.
Ogni riedizione del Sogno di Balanchine da parte di un’altra compagnia prevede uno specifico accordo con la società che tutela i diritti del coreografo. Nel 2003 il Teatro alla Scala ha ottenuto l’esclusiva europea. L’impegno profuso è stato ampiamente ripagato: il corpo di ballo scaligero ha infatti potuto portare lo spettacolo in tournée in molti teatri del mondo.

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Curiosità

Felix Mendelssohn
Cresciuto in una famiglia colta e agiata, Felix Mendelssohn-Bartholdy (Amburgo, 1809 – Lipsia, 1847) fu uno dei protagonisti della grande stagione romantica tedesca.
Ingegno precoce, componeva già a dodici anni ed era ammirato dalle grandi personalità che frequentavano la sua casa: il filosofo Hegel, il poeta Heine, lo scrittore Hoffmann.
Nel 1821 divenne amico anche di Goethe.
Fra le opere giovanili va annoverata proprio l’ouverture per il Sogno di una notte di mezza estate, composta nel 1826 e prima delle musiche di scena completate nel 1843.
Pianista di valore, studioso serio e brillante, nel 1829 diresse a Berlino la Passione secondo Matteo di Bach, avviando la riscoperta del grande compositore tedesco, trascurato nel corso del Settecento.
Le sue cinque sinfonie, i tre concerti con solisti, gli oratori e molte musiche da camera sono da sempre nei repertori di tutte le formazioni; in particolare, vengono eseguiti il Concerto per violino e orchestra Op. 64, le sinfonie n. 2 Scozzese e n. 3 Italiana, le ouverture Le grotte di Fingal e La bella Melusina, e le Romanze senza parole per pianoforte.
A Mendelssohn va riconosciuto anche il merito di aver reso l’orchestra del Gewandhaus di Lipsia una delle migliori al mondo e di aver creato, nella stessa città, il celebre Conservatorio.
La sua esistenza fu costellata di grandi successi e soddisfazioni, ma breve.
Nella seconda metà dell’Ottocento la sua musica fu oggetto di attacchi immotivati da parte di Richard Wagner e degli ambienti nazionalisti, finché, nel Novecento, i nazisti ne vietarono l’esecuzione a causa delle sue origini ebree.

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