Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

“Romeo e Giulietta”: la tragica storia di un amore impossibile – Dalla creazione alla messa in scena: revisioni e curiosità

**********

È la storia d’amore più amata d’ogni tempo.
Due giovani appartenenti a potenti famiglie veronesi in perenne conflitto, i Montecchi e i Capuleti, si amano contro la volontà dei genitori e per un fatale equivoco si danno la morte: diventano così simboli della felicità impossibile.
Nell’infausto epilogo della loro vicenda trova espressione la condanna della violenza e della brutalità del potere.
La tragica storia di Romeo e Giulietta si ispirava ad un fatto realmente accaduto e raccontato da molti scrittori italiani del Cinquecento.
L’appassionante intreccio è stato in seguito ripreso e innalzato ai più alti vertici dell’espressione poetica dalla sensibilità e dal genio di William Shakespeare nella tragedia scritta fra il 1594 e i 1596.

**********

Francesco Hayez, Ultimo bacio tra Giulietta e Romeo (1823)

Romeo e Giulietta nacque da una proposta rivolta nel 1934 a Sergej Prokofiev dal Teatro Bol’šoj di Mosca.
Il famoso compositore, intimorito dall’escalation di violenza e dalla nascita delle dittature nel cuore dell’Europa, era da poco tornato nell’Unione Sovietica col desiderio di poter lavorare con tranquillità per la sua patria che aveva lasciato nel 1918 per intraprendere una folgorante carriera di pianista virtuoso.
L’offerta del Bol’šoj riguardava la creazione di un balletto di impostazione tradizionale, ispirato a un grande tema, che potesse continuare con spirito moderno la via segnata a fine Ottocento da Čajkovskij con la trilogia composta da La bella addormentata, Schiaccianoci e Il lago dei cigni.
Come argomento si scelse la tragedia dei giovani amanti di Verona – testo assai popolare in un paese che amava moltissimo il teatro di Shakespeare – e la stesura del libretto fu affidata all’esperto Sergej Radlov.
Nel 1935, a partitura completata, cominciarono i preparativi per la messa in scena, ma subito sorsero difficoltà perché la musica appariva i danzatori poco “ballabile” e ai direttori troppo difficile. Il Bol’šoj si riservò di decidere.
Nell’ottobre la composizione venne eseguita in concerto proprio a Mosca. L’anno successivo Prokofiev raccolse in due suites le pagine più belle del balletto (una terza suite fu preparata nel 1946). In tal modo Romeo e Giulietta cominciò a circolare nei programmi sinfonici delle grandi orchestre europee e americane.stella_glitter_natale

L’approdo al Kirov
Dopo la definitiva rinuncia del Bol’šoj, dove il balletto sarebbe giunto solo nel 1946, fu il Kirov di Leningrado a riprendere il progetto e, nel gennaio 1940, l’operazione si concluse.
Fu un grande evento, grazie anche alla coreografia di Leonid Lavrovsky e all’interpretazione della più grande danzatrice russa dell’epoca, Galina Ulanova, e di Konstantin Sergeyev, primo ballerino del teatro.

Galina Ulanova e Konstantin Sergeyev in Romeo e Giulietta

Le scene e i costumi erano di un affermato pittore di origine inglese, Piotr Williams, e l’allestimento risultò imponente e tragico, animato e perfino romantico.
Il balletto narrativo tornò a incantare il pubblico, che percepiva il collegamento ideale fra questo lavoro e i grandi titoli čaikovskijani.
Sull’onda del successo, Prokofiev avrebbe in seguito prodotto altri due balletti, belli anche se meno fortunati: Cenerentola e Il fiore di pietra.
In un clima artistico che voleva essere popolare e realistico, e dunque contrario alle avanguardie moderne, cominciò per la danza una nuova stagione.
Tuttavia, prima che questa emergente fioritura potesse dare i suoi frutti, la Seconda guerra mondiale determinò l’arresto di ogni attività culturale, in URSS come in Europa, per cinque lunghi anni.
A titolo di curiosità ricordiamo che il Ministero della Cultura sovietico avrebbe preferito per Romeo e Giulietta un lieto fine, ossia la vittoria dell’amore sulla malvagità del potere. Anche il compositore, soprattutto per motivi legati a esigenze di scena. Era dello stesso avviso. Tuttavia la potente Società Shakespeariana di Mosca si oppose a questa soluzione in nome del rispetto dell’autore e anche i potenti burocrati dell’ottimismo socialista dovettero arrendersi.stella_glitter_natale

Il primo allestimento
Il balletto, di inconsueta durata per l’epoca in cui fu realizzato, era costituito da tredici scene, cui si aggiungevano un prologo e un epilogo.
La trama era estremamente rispettosa del testo di Shakespeare e l’impianto generale aveva un significato pacifista: il prologo mostrava Frate Lorenzo che unisce in matrimonio i due giovani e la vicenda si concludeva con la fine del conflitto fra Capuleti e Montecchi.
Lavrovsky volle ridurre al minimo la vecchia mimica ottocentesca ancora in uso nei teatri russi, preferendo una danza che nascesse dall’immediatezza dei sentimenti.
Seppe rappresentare in modo magistrale l’orrore della morte e il dolore della rinuncia all’amore, già così ben espressi dal compositore; creò strepitose scene di massa con duelli vivacissimi per i quali chiese la consulenza di un maestro d’armi.
Galina Ulanova nel 1940 aveva trent’anni: poteva quindi apparire troppo matura per il ruolo di Giulietta. Non fu così; anzi, la sua interpretazione ha contribuito a rendere immortale il personaggio.
Il balletto risultò un evento di portata tale da segnare una nuova stagione artistica per l’Unione Sovietica, a dispetto delle censure applicate anche a Prokofiev da governo negli anni duri dello stalinismo.
Il compositore, uno dei più grandi musicisti del Novecento, può essere ora giudicato fuori dagli schemi politici che – dopo il suo ritorno in patria – ne avevano travisato il valore. La musica di Romeo e Giulietta è assolutamente geniale e molte pagine sono autentici capolavori.
Finita la guerra, il balletto iniziò il suo cammino glorioso in tutto il mondo. Entrò in repertorio in tutti i teatri sovietici, ma fu soprattutto in Inghilterra che trovò nuovi e importanti spazi coreografici.stella_glitter_natale

Margot Fonteyn e Rudolf Nureyev

Dal dopoguerra a oggi
Romeo e Giulietta ha conquistato il mondo nel coro degli anni Cinquanta del Novecento, raggiungendo in breve tempo una vastissima popolarità. Le nuove versioni e riletture allestite sono state davvero numerose, talvolta persino dissacranti.
Nell’Unione Sovietica l’originale di Lavrovsky non ha subito modifiche sostanziali, se si eccettua la personale interpretazione a lieto fine e in abiti moderni realizzata da Oleg Vinogradov negli anni Settanta con il Corpo di ballo del Teatri Maly di Leningrado. Lo stesso coreografo da lì a poco sarebbe passato alla direzione del Kirov, tornando ad allestimenti più tradizionali.
Delle tante versioni europee ricordiamo in particolare:
Birgit Cullberg, Cullberg Ballet Stoccolma, 1944. Bellissima edizione, ridotta a soli cinquanta, minuti che sottolinea la lotta delle due fazioni;
John Cranko, Balletto della Scala, 1958, con una straordinaria Carla Fracci, ripetuta nel 1962 con il Balletto di Stoccarda. È l’interpretazione più apprezzata in Occidente per la bellezza dei passi a due e l’energia dei gruppi;
Kenneth MacMillan, Royal Ballet di Londra, 1965, con Rudolf Nureyev e Margot Fonteyn interpreti memorabili. Versione ancora in repertorio alla Scala;
John Neumeier, Balletto Reale Danese, 1974. Edizione in cui l’amore viene celebrato ed esaltato come forza capace di opporsi a qualsiasi costrizione;
Angelin Preljocaj, Ballet de Lyon, 1991. Lettura politica e terzomondista di grande effetto.
Si potrebbero citare molte altre edizioni, da quella di Frederick Ashton a Londra a quella di Juri Grigorovič a Mosca, mentre in Italia si è brillantemente misurato col balletto Amedeo Amodio a Reggio Emilia.
Alcune rivisitazioni hanno coinvolto anche l’aspetto musicale. Maurice Béjart ha affrontato nel 1966 a Bruxelles la storia di Romeo e Giulietta utilizzando una composizione di Hector Berlioz, e Antony Tudor vi si era cimentato già nel 1943 al Metropolitan di New York su musiche dell’inglese Frederick Delius.stella_glitter_natale

L’innovativa versione firmata da Nureyev
Con Rudolf Nureyev il balletto di Prokofiev ha ricevuto una vera sferzata di giovinezza.
Nel 1977 il grande ballerino russo volle offrire una sua personale interpretazione della storia con la compagnia inglese del London Festival Ballet.
Al di là dei temi tragici, già ampiamente sottolineati da Lavrovsky in occasione della prima rappresentazione del 1940, Nureyev conferì al balletto un carattere fortemente italiano, con accenti vitali e giovanilisti e con il gusto della provocazione.
Mise anche alla berlina l’ottusità del clan dei Capuleti, cui appartiene Giulietta, e il loro insensato desiderio di voler trovare ad ogni costo un pretesto per fare guerra alla famiglia avversaria.
L’allestimento di Nureyev apparve realistico e innovativo e i personaggi dotati di individualità e spessore. Mercuzio possiede un irresistibile tono ironico e Tebaldo una ferocia quasi dolente; le ragazze della piazza, i servitori, i giovani delle due casate in lotta partecipano alle feste e alle risse come potrebbe accadere in ogni società e in ogni tempo.
L’artista modificò a più riprese la sua coreografia e quando rimontò il balletto per l’Opéra di Parigi nel 1984 accentuò la presenza della morte come conseguenza di un fato ostile.stella_glitter_natale

Curiosità

Brno, 1938: prima della “prima”
Il balletto Romeo e Giulietta ha esordito l’11 gennaio 1940 al Teatro Kirov di Leningrado.
Si trattava della versione completa e definitiva di uno spettacolo che aveva avuto una lunga e non facile gestazione.

Teatro Nazionale Ceco di Brno

Tuttavia la vera “prima” – anche se in forma ridotta – fu eseguita il 30 dicembre 1938 in una città cecoslovacca, Brno.
L’orchestra era diretta dall’italiano Guido Arnoldi, molto attivo nei paesi danubiani, e la coreografia era del giovane Ivo Vania-Psota, che interpretava anche il ruolo di Romeo accanto a Zora Semberova nei panni di Giulietta.
Dell’allestimento si erano perse le tracce dopo l’invasione nazista della Cecoslovacchia nel 1939. Per la stessa ragione il coreografo era dovuto fuggire in America, dove aveva cercato invano di rimettere in scena il balletto.
Come poté mai avvenire che una produzione così importante – commissionata a Prokofiev già nel 1934 – sia stata proposta quasi clandestinamente fuori dai confini russi?
Ecco il perché: il compositore nel 1936 aveva riunito i brani migliori della sua gigantesca partitura in due suites; nel 1938, anno della sua ultima tournée come pianista in Occidente, incontrò a Parigi il direttore del Teatro di Brno e gli consegnò una copia delle suites; basandosi su di esse il coreografo allestì il balletto.
Poco dopo il Kirov di Leningrado decise di riprendere il progetto e di portare in scena l’opera nella stagione 1939-40.
Tutti preferirono ignorare l’evento di Brno: Prokofiev per non inimicarsi il Ministero della Cultura sovietico, il teatro Kirov per non perdere la primogenitura, gli americani per quieto vivere e rispetto dei diritti d’autore, gli europei perché avevano gravi problemi politici da risolvere.
Solo alcuni anni fa sono emersi dagli archivi cechi articoli e foto che testimoniano l’avvenimento.

Sergej Prokofiev
Sergej Sergeievic Prokofiev nacque nel 1891 a Sonovka, in Ucraina. Studiò a San Pietroburgo, mostrando precocemente grandi qualità come pianista virtuoso e compositore d’avanguardia.

Sergej Prokofiev

Nel 1914, scritturato dall’impresario dei Ballets Russes, compose la musica di due balletti, Ala e Lolli e Il buffone, che destarono grande impressione per la loro violenza espressiva.
Nel 1918 l’illuminato ministro della cultura sovietico Lunaciarsky lo autorizzò a viaggiare in tutto il mondo per dare concerti e comporre liberamente: cominciò così un periodo di grandi imprese teatrali e sinfoniche (come L’amore delle tre melarance e L’angelo di fuoco, i balletti Il figliol prodigo e Pas d’acier), che valsero al compositore una vasta celebrità.
Nel 1933 tornò in patria: realizzò altre opere e balletti, scrisse musiche per i film di Eisenstein, portò a compimento la grande opera Guerra e pace e compose pezzi divenuti poi popolarissimi, come Pierino e il lupo.
Il musicista, morto a Mosca nel 1953, rappresenta con Stravinsky e Sostakovich la stagione d’oro della musica russa del Novecento.

Annunci

2 commenti su ““Romeo e Giulietta”: la tragica storia di un amore impossibile – Dalla creazione alla messa in scena: revisioni e curiosità

  1. Neda
    gennaio 18, 2019

    Bellissimo post. Grazie. Buon fine settimana.

    Piace a 1 persona

I vostri pensieri

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Pensieri Scritti - l'essenza - io esisto

- Si crea ciò che il cuore pensa - @ElyGioia

Cap's Blog

La musica ha inizio dove finiscono le parole

Italo Kyogen Project

伊太郎狂言プロジェクト

Mr.Loto

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

'mypersonalspoonriverblog®

Amore è uno sguardo dentro un altro sguardo che non riesce più a mentire

Penne d'Oriente

Giappone, Corea e Cina: un universo di letture ancora da scoprire!

Memorie di una Geisha, multiblog internazionale di HAIKU di ispirazione giapponese

Ci ispiriamo agli antichi maestri giapponesi che cantarono la bellezza della natura e del cosmo, in 17 sillabe che chiamarono HAIKU

Il fiume scorre ancora

Blog letterario di Eufemia Griffo

Arte&Cultura

Arte, cultura, beni culturali, ... e non solo.

Un Dente di Leone

La quinta età: un soffio di vento sul dente di leone

Picture live

Vivir con amor

vengodalmare

« Io sono un trasmettitore, irradio. Le mie opere sono le mie antenne » (Joseph Beuys)

mammacomepiove!

Donna. Mamma. Sognatrice. In proporzioni variabili.

La poesia di un arabesque

"La danza è il linguaggio nascosto dell'anima" Martha Graham

Polvere o stelle

racconti, emozioni e pensieri danzanti

IO, ME E ME STESSA

Per andare nel posto che non sai devi prendere la strada che non conosci

Il Canto delle Muse

La cosa importante è di non smettere mai di interrogarsi. La curiosità esiste per ragioni proprie. Non si può fare a meno di provare riverenza quando si osservano i misteri dell'eternità, della vita, la meravigliosa struttura della realtà. Basta cercare ogni giorno di capire un po' il mistero. Non perdere mai una sacra curiosità. ( Albert Einstein )

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

Orizzonti blog

blog di viaggi

Pinocchio non c'è più

Per liberi pensatori e pensatori liberi

L'angolino di Ale

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

DANZA/DANZARE

considerazioni, training, racconti

Di acqua marina di Lucia Griffo

Just another WordPress.com site

17 e 17

UN PO' PIU' DI TWITTER, UN PO' MENO DI UN BLOG

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

jalesh

Just another WordPress.com site

Cetta De Luca

io scrivo

filintrecciati

Just another WordPress.com site

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

just an other actor's blog

Sakura No Hana...

Composizioni in metrica giapponese

Versi in rima sciolta...

Versi che dipingono la natura e non solo...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: