Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

“La Bayadère”: un maleficio sconfitto da un bacio d’amore – Trama e note di stile

La dettagliata trama riportata si riferisce alla versione Nureyev, che tuttavia poco si discosta dall’originale di Petipa e dalla versione Makarova.

*****

ATTO I

Scena prima
Un tempio indiano
Al termine dell’Ouverture, il sipario si apre conducendoci all’esterno di un tempio, dove nel buio si aggira un fachiro. Compaiono quindi otto guerrieri armati di lancia, seguiti dal coraggioso Solor: il giovane sta organizzando una battuta di caccia per catturare una tigre con cui intende omaggiare il Rajah.
Quando i guerrieri, ricevuti gli ordini, si inoltrano nella foresta, Solor richiama il fachiro e gli chiede di aiutarlo a incontrare segretamente Nikiya, la baiadera del tempio, di cui si è innamorato.
Accordatisi, i due si nascondono nella foresta. Il Gran Bramino e il suo corteo di sacerdoti stanno infatti uscendo dal tempio per dare inizio alla cerimonia del fuoco sacro.
Dopo l’accensione e l’adorazione eseguite da dieci fachiri, il Gran Bramino compie i suoi gesti rituali e otto baiadere danzano delicatamente intorno a lui.
Segue il vigoroso ballo dei fachiri che, alla fine, si dispongono attorno al braciere.
La distensione della musica accompagna il lento ingresso di Nikiya. Il Gran Bramino le toglie il velo che ne cela il viso e la invita a eseguire la sua danza.
La baiadera si esibisce in uno spirituale a solo.
Affascinato dalla giovane e dimentico del suo ruolo, il Gran Bramino le dichiara il suo appassionato amore, ma Nikiya, sconvolta, rifiuta con fermezza.
Insieme alle altre compagne, ella deve poi rientrare nel tempio per prendere le brocche dell’acqua sacra. È questa l’occasione che il fachiro attendeva per poter comunicare alla giovane il messaggio di Solor: quando Nikiya ricompare e gli si avvicina per dissetarlo, riesce infatti ad avvertirla che il guerriero desidera incontrarla al termine della cerimonia.
I rituali si sono intanto conclusi e il corteo di sacerdoti e baiadere rientra nel tempio.
Il fachiro può allora chiamare Solor e confermargli la buona riuscita della missione.
I due infine si allontanano.
Quando scende la notte Nikiya esce di nascosto dal tempio e, dopo un breve a solo, attende Solor. Il giovane arriva felice e la baiadera si unisce a lui in un pas de deux ricco di amorosi allacciamenti.
Mentre Solor dichiara a Nikiya i suoi sentimenti, il Gran Bramino assiste nell’ombra al loro idillio.
Il fachiro, che si è accorto della sua presenza, richiama Solor e lo convince a fuggire. Anche Nikiya riesce a rientrare nel tempio senza farsi notare dal Gran Bramino che, rimasto solo in scena e accompagnato da una musica minacciosa, giura di vendicarsi.

Nikiya e Solor, pas de deux (Svetlana Zakharova e Roberto Bolle, Teatro alla Scala)

Scena seconda
Il palazzo del Rajah
Nella sua lussuosa residenza, il Rajah ha organizzato una festa in onore della figlia Gamzatti.
Dopo un brindisi, i balli sono aperti da otto giovani, seguiti da altrettante ragazze che danzano tenendo tra le mani dei nastri.
Al termine di queste prime esibizioni, il Rajah convoca la figlia e, dopo essersi compiaciuto per la sua bellezza ed eleganza, le mostra il ritratto di Solor, il valoroso guerriero cui intende darla in moglie.
Ottenuto il consenso di Gamzatti, accoglie con onore il giovane e gli offre la mano della figlia. Solor è colto di sorpresa ed è tormentato dal giuramento d’amore che lo lega a Nikiya.
È confuso e chiede consigli agli amici ma, dopo essere stato presentato a Gamzatti, comprende di non poter deludere il volere del Rajah, che ufficializza rapidamente il fidanzamento.
Velata e accompagnata da uno schiavo, fa intanto il suo ingresso la baiadera, che ignora quanto accaduto. Delicata e spirituale, esegue con il partner un duetto di grande impegno tecnico. Nel finale, sollevata dallo schiavo, lascia cadere fiori bianchi ai piedi di Gamzatti, inginocchiata e con il velo nuziale.
L’arrivo del Gran Bramino interrompe bruscamente la gioiosa atmosfera. Il Rajah congeda tutti gli ospiti per poter conferire da solo con il nuovo arrivato. Questi gli rivela la relazione segreta esistente tra Solor e la baiadera.
Il Rajah si infuria ma non intende mettere in discussione la sua decisione: i due si sposeranno e Nikiya dovrà morire.
Gamzatti, che ha ascoltato di nascosto la conversazione, convoca subito la rivale e, per convincerla a rinunciare a Solor, utilizza lusinghe e minacce.
La baiadera è disperata, rifiuta con sdegno ogni compromesso e, al termine di un violento scontro, si scaglia su di lei con un pugnale.
Il suo braccio viene tuttavia fermato dall’ancella di Gamzatti che, accecata dall’ira, scaccia Nikiya ed elabora un piano per vendicarsi.

Nikiya aggredisce Gamzatti (Svetlana Zakharova e Marianela Nunez, Teatro alla Scala)

ATTO II

Il fidanzamento di Gamzatti e Solor
Nel giardino del palazzo si festeggia il fidanzamento tra Gamzatti e Solor.
In un lungo corteo sfilano gli ospiti e i numerosi invitati. Solor fa il suo ingresso in groppa a un maestoso elefante e vediamo anche la tigre con cui il giovane omaggia il Rajah.
Il divertissement si apre con la danza dei ventagli, eseguita da dodici ballerine a cui si uniscono poi altrettanti uomini.
Segue l’allegro ballo di dodici danzatrici che tengono in una mano un finto pappagallo variopinto.
Dopo un breve e grazioso quartetto femminile, l’entrata di otto bambini di colore funge da introduzione alla variazione dell’Idolo d’Oro, un a solo di grande forza in cui il ballerino esegue potenti salti, manèges e pirouettes.
Assistiamo poi alla leggiadra danza “Manou”, in cui la solista balla tenendo in equilibrio sulla testa un’anfora, e infine ad una scatenata danza indiana.

La variazione dell’Idolo d’Oro (Balletto dell’Opera Bastille)

Pas d’action
Al termine di un delicato quartetto, Gamzatti e Solor si portano al centro della scena ed esguono l’Adagio, primo movimento del loro pas de deux romantico.
Un intermezzo, interpretato da quattro ballerine, precede la variazione di Solor ove il giovane si esibisce in amplissimi jetés.
È quindi la volta della figlia del Rajah, che esegue passi eleganti e perfettamente accademici.
Una danza d’insieme introduce e accompagna una serie di rapidi fouettés che conclude la variazione di Gamzatti.
Il secondo atto termina con il lungo e tragico a solo della baiadera. La parte iniziale di questa variazione viene eseguita su un disteso tema orchestrale che esprime profonda melanconia.
Nel corso della danza il Rajah, che insieme a Gamzatti e Solor segue con imbarazzo l’esibizione della giovane, dà istruzioni all’ancella della figlia, che poco dopo consegna a Nikiya un piccolo cesto di fiori.
Tenendo fra le mani il delicato omaggio, la baiadera danza ritmicamente su una musica vivace.
Al termine della variazione viene però morsa da una serpe velenosa che si celava tra i fiori. Tradita e ingannata, Nikiya rifiuta anche l’antidoto offertole da Gran Bramino e muore fra le braccia di Solor, che le dà un ultimo bacio.

Un momento dell’a solo della Bayadère (Svetlana Zakharova-Teatro alla Scala)

ATTO III

Scena prima
La camera di Solor
È notte. Tormentato dal rimorso, il giovane guerriero torna nella sua stanza e, dopo un drammatico a solo ricco di passi rapidi e agili, si adagia angosciato su un divanetto. Hanno così inizio le sue visioni, favorite dall’oppio che sta fumando con il narghilé.
Nella camera gli appare inizialmente un gruppo di danzatori indù che balla facendo roteare dei lumini. Poi le note delicate dell’arpa ci introducono all’ultimo celebre quadro.

Il Regno delle Ombre (Teatro dell’Opera di Roma)

Scena seconda
Il regno delle Ombre
Nella completa oscurità, a una a una entrano in scena, in abiti candidi, trentadue Ombre: scendendo da un piano inclinato ed eseguendo ripetuti arabesques penchées, avanzano in perfetto sincronismo, sostenute da una musica dolente. Mentre il fondale si disvela mostrandoci un sognante paesaggio boschivo, le Ombre, raggiunto il centro della scena, si esibiscono in un elegante ballo d’insieme basato su armoniosi motivi geometrici.
Tra le fila delle ballerine, disposte ai due lati del palcoscenico, fanno quindi il loro ingresso tre soliste che eseguono un delicato valzer.
All’uscita delle danzatrici sopraggiunge Solor, mentre nel bosco appare Nikiya, divenuta anch’essa un’Ombra. Il giovane la accoglie con potenti jetés e intreccia con lei uno struggente duetto sottolineato dai virtuosismi del primo violino.
Nel delicato Adagio i due protagonisti sono accompagnati dai movimenti armonici delle altre Ombre.
Al termine del duetto le tre soliste si alternano al centro della scena per eseguire le rispettive variazioni.
Il pas de deux di Solor e Nikiya riprende con il famoso Adagio del velo. È ancora la voce suadente del primo violino ad accompagnare i passi espressivi dei due innamorati.
Nella Coda uno spumeggiante tema di valzer celebra il trionfo della coppia, che nel Regno delle Ombre riesce finalmente a congiungersi.

Davanti al tempio, il matrimonio fra Gamzatti e Solor, non presente nella versione Nureyev (Marianela Nunez e Roberto Bolle, Teatro alla Scala)

Nella versione di Nureyev il balletto si conclude con una vera e propria apoteosi: circondati dalle Ombre, i due protagonisti rimangono al centro della scena ad accogliere gli applausi del pubblico.
Nelle altre versioni, invece, dopo l’atto bianco del Regno delle Ombre, si torna nel tempio, dove, mentre si svolge il matrimonio fra Gamzatti e Solor, appare il fantasma di Nikiya, visibile solo al giovane guerriero, che si frappone fra lui e la sposa.
Al culmine della cerimonia, quando Solor sta per giurare amore eterno alla promessa sposa, la baiadera invoca tuoni e fulmini che fanno crollare il tempio.
Dalle macerie emergono solo le anime di Nikiya e Solor, finalmente riunite nell’aldilà.

La conclusione, dopo il crollo del tempio (Teatro alla Scala)

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