Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

“On Dance” a teatro: il Gala “Roberto Bolle and Friends” agli Arcimboldi

Fra le numerose iniziative di “On Dance”, la settimana milanese dedicata alla danza, Roberto Bolle e il suo staff di Artedanza hanno organizzato ben cinque serate del Gala “Roberto Bolle and Friends” al Teatro degli Arcimboldi.
Un appuntamento al quale non potevamo certo mancare.
Eccoci quindi in postazione sabato 16, pronte ad assistere ad un nuovo spettacolo.


Il programma, che variava leggermente rispetto alla serata precedente e a quella successiva, non presentava brani nuovi, ad eccezione di Two, che ha superbamente chiuso una serata apertasi in modo altrettanto superlativo.
Thaïs pas de deux, balletto di Roland Petit su musica di Jules Massenet, è stato interpretato in modo ancor più elegante e “sentito” da Maria Eichwald (Principal Dancer allo Stuttgart Ballet, ora International Guest Artist), in coppia con Roberto Bolle, rispetto alle volte precedenti. L’intesa ormai collaudata fra i due è evidente e Maria aggiunge lievità e morbidezza al tocco già delicato di Roberto.

Maria Eichwald e Roberto Bolle, Thaïs (ph. On Dance)

La stessa sensazione la si prova di fronte a Mono Lisa (cor. Iztik Galili su musica di Thomas Höfs): è piacevole alla vista, ma in questo caso, confrontata con quella di Maria Eichwald, l’interpretazione di Alicia Amatriain dà l’impressione di essere maggiormente incisiva e in totale sintonia con il ritmo sincopato della musica. Roberto sempre strepitoso, con una presenza scenica che, oserei dire, sta sempre più migliorando nel repertorio moderno.

Maria Eichwald e Roberto Bolle, Mono Lisa (ph. On Dance)

Maria Eichwald e Roberto Bolle

Nel corso della serata sono stati presentati degli evergreen che non mancano mai di strappare moltissimi applausi al pubblico per il loro brio e i virtuosismi degli interpreti.
Chi, come noi, ha assistito ormai a moltissimi Gala vorrebbe magari qualche pezzo innovativo, ma è comunque sempre piacevole rivedere questi estratti con interpreti diversi.
Ecco quindi il pas de trois da Il Corsaro (cor. Marius Petipa su musica di Riccardo Drigo) con
Misa Kuranaga (Principal Dancer al San Francisco Ballet), Timofej Andrijashenko (Primo Ballerino della Scala) e Angelo Greco (Principal Dancer al San Francisco Ballet), che non avevo mai visto danzare dal vivo.
Molto bravi tutti e tre nei loro ruoli: Timofej si riconferma una volta di più un danceur noble e il suo Conrad mostra un interprete decisamente più maturo; Kuranaga e Greco ottimi e applauditi nelle loro variazioni di Medora e Ali.

Timofej Andrijashenko, Il Corsaro

Poi il pas de deux dall’Atto III del Don Chisciotte (cor. Marius Petipa su musica di Ludwig Minkus) con una brava e molto convincente Misa Kuranaga nel ruolo di Kitri e un Bakhtiyar Adamzhan (Principal Dancer della Astana Opera-Kazakistan) sicuramente grande virtuoso ma purtroppo, almeno secondo il mio parere, purtroppo la scarsa presenza scenica penalizza un po’ la sua interpretazione.

Misa Kuranaga e Bakhtiyar Adamzhan, Don Chisciotte

Per concludere i brani “frizzanti “, ecco il pas de deux tratto da Le Fiamme di Parigi di Vasilij Vainonen su musica di Boris Asafiev. Splendida interprete la ballerina cubana Adiarys Almeida (International Guest Artist), che avevamo già apprezzato nel Gala areniano dello scorso anno, e il giovane russo Vadim Muntagirov (Principal Dancer al Royal Ballet di Londra), molto pulito nell’esecuzione e con un’ottima tecnica.

Roberto Bolle, Prototype Reloaded (ph. On Dance)

Dopo la versione ridotta di Prototype (Reloaded), creazione di Massimiliano Volpini su musica di Leonardo De Amicis, che è sempre di grande effetto sia per la potenza espressiva di Roberto Bolle che per la suggestione creata dagli effetti visivi che per l’alternanza di sonorità martellanti e delicate, la prima parte del Gala si è chiuso con il meraviglioso pas de deux Caravaggio di Mauro Bigonzetti (musica Bruno Moretti, da Claudio Monteverdi).
Ho già visto più volte questo poetico pdd, danzato da Roberto con Melissa Hamilton e con Nicoletta Manni, sua partner qui agli Arcimboldi, e non mi stanco mai di rivederlo. Come ho già scritto in passato, questo pas de deux ripropone passi classico-contemporanei in modo rigorosissimo, senza tralasciare il minimo dettaglio nella loro esecuzione, sia nei “legati” che nel “lavorio” delle braccia e delle mani. Potenza e lirismo, dinamicità e staticità, matericità e spiritualità, accompagnano tutte le sequenze coreografiche, in cui i due corpi vibrano all’unisono come un unico strumento. Stupendamente bravi entrambi i protagonisti. Roberto si conferma nella sua maturità e completezza di interpretazione. Nicoletta dona al suo personaggio una morbidezza del gesto, quasi un carezzare il partner, uno sfiorarlo languidamente, che è molto meno evidente in Melissa Hamilton, più spigolosa e imperiosa nel movimento. Mi piacciono molto entrambe, ciascuna con le proprie caratteristiche che le contraddistinguono nella loro unicità.

Nicoletta Manni e Roberto Bolle, Caravaggio (ph. On Dance)

Il secondo Atto si è aperto con un altro importante e suggestivo passo a due, tratto da Proust, ou les Intermittences du coeur, balletto di Roland Petit su musica di Gabriel Fauré. Ancora una volta grandiosi interpreti Timofej Andrijashenko e Roberto Bolle, che avevano proposto per la prima volta questo brano all’Arena di Verona nel Luglio 2016 riscuotendo un successo strepitoso, che si è ripetuto in tutte le loro esibizioni successive.
Il brano incanta fin dai primi secondi, per la grande carica di erotismo espressa dal “diavolo” Morel/Bolle che seduce “l’angelo” Saint Loup/Andrijashenko, per la coreografia in cui ogni sequenza rappresenta un quadro a sé stante colmo di poesia e passione, per la delicatezza e l’armonia con le quali viene rappresentata la seduzione, senza mai scadere nel banale o nel volgare.
I due interpreti sono calati alla perfezione nei loro ruoli: Roberto imperioso e quasi arrogante nel suo forzare alla sottomissione il giovane Saint Loup; Timofej riluttante, quasi impaurito, ma al contempo attratto e affascinato dalla personalità dell’uomo più adulto. Tutte emozioni e sentimenti rivelati al meglio nei gesti, nei passi, nelle espressioni. Tanti, tantissimi applausi meritati per entrambi.

Timofej Andrijashenko e Roberto Bolle, Proust (ph. Eleonora Bartalesi)

Torniamo all’atmosfera classica con il pas de deux dall’Atto III del Lago dei Cigni (cor. Lev Ivanov, musica di Pyotr Ilič Čaikovskij), interpretato da un ottimo Muntagirov e dalla Principal Dancer del Royal Ballet di Londra Marianela Nuñez, che abbiamo visto spesso ballare in coppia con il nostro Roberto. Niente da eccepire sulla Nuñez, protagonista sempre d’eccezione dotata di una tecnica sopraffina, ma noi amiche siamo state concordi nel riconoscere la grandiosità di Svetlana Zakharova in questo specifico ruolo. Come ha sottolineato Eleonora, il port de bras della Zakharova è ineguagliabile e la sua interpretazione del cigno resta unica. Personalmente in passato avevo apprezzato molto anche Polina Semionova, soprattutto nel ruolo del Cigno Nero, al quale aveva saputo imprimere la giusta aura di perfidia e un portamento elegante e maestoso.

Marianela Nunez e Vadim Muntagirov, Il lago dei cigni (ph. On Dance)

Come anticipato ad inizio articolo, la serata si è chiusa con una novità, anche se parziale, visto che il pezzo era già stato presentato al Gala di Bologna il 27 Febbraio scorso.
Si tratta di Two, cor. di Russell Maliphant con musica di Andy Cowton e light designer Michael Hulls; cito le luci perché proprio la luce può essere considerata la partner del protagonista Roberto Bolle.
Ballerino e coreografo, Russel Maliphant, dopo essersi formato alla Royal Ballet School, ha ballato per il Sadler’s Wells Royal Ballet, per poi entrare in compagnie d’avanguardia come il DV8 Physical Theatre. Al 1991 risalgono le sue prime esperienze coreografiche, successivamente presentate in campo internazionale affidandole a gruppi avanguardistici o alla sua stessa compagnia fondata nel 1996, la Russel Maliphant Company.
Il suo lavoro di coreografo risente fortemente dell’eclettismo dei suoi studi scientifici, che spaziano dall’anatomia, alla biomeccanica, alla fisiologia e che lo hanno portato a una stretta collaborazione, appunto, con il lighting designer Michael Hulls per sviluppare un linguaggio espressivo prodotto dalle interrelazioni tra luce e movimento.

Roberto Bolle, Two (ph. On Dance)

L’assolo Two è stato creato nel 1998 per la moglie Diana Fouras e rielaborato nel 2003 per Sylvie Guillem, quindi sviluppato anche in una versione estesa, pensata per tre danzatrici.
Esso colpisce per il grande impatto visivo: la danzatrice appare sul palcoscenico imprigionata in una sorta di scatola di luce, contro la quale sembra sferrare attacchi di crescente vigore e violenza assecondando l’aumentare in intensità della musica.
Ho trovato Roberto Bolle eccezionale in questo brano contemporaneo, nel quale ha riconfermato il suo studio sulla gestualità e l’interpretazione moderna, riuscendo ad orchestrare in modo sapiente e incisivo movimento e sonorità. Le sue mani e i suoi piedi illuminati bucano letteralmente il palcoscenico e il teatro intero, mentre il suo corpo statuario e scattante è tanto ipnotizzante quanto del tutto avulso da ogni connotazione fisica, per diventare tutt’uno con il gesto e la musica.
Un brano che ho apprezzato moltissimo e che credo apprezzerò ancora di più rivedendolo di nuovo: mi auguro davvero che Roberto lo riproponga nei prossimi Gala.

Timofej Andrijashenko, Nicoletta Manni, Roberto Bolle e Marianela Nunez


L’uscita artisti ci ha accolto come al solito con il suo buio quasi totale, ma non tantissime persone in attesa.
Tutti i ballerini sono scivolati via tra gli applausi senza fermarsi e salendo subito sul pullmino che li avrebbe accompagnati all’hotel.
Solo Roberto, come sempre paziente e sorridente, si è fermato per autografi e qualche foto, sebbene avesse fretta di andare in un non meglio specificato “sopralluogo”. Solo più tardi ci ha informato tramite Instagram che si trovava all’Arco della Pace, per un ultimo controllo prima del final show che la sera successiva avrebbe chiuso la settimana di “On Dance”.
Qualche chiacchiera in più con Nicoletta e Timofej, i nostri Primi Ballerini preferiti, che rivedremo presto alla Scala in Don Chisciotte.
Quindi…stay tuned e alla prossima puntata di danza!

Gli autografi: Nicoletta Manni, Timofej Andrijashenko, Roberto Bolle

(ove non segnalato le foto sono personali)

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