Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Storia della danza in pillole – La nuova danza in Europa: il Belgio

Sidi Larbi Cherkaoui e Akram Khan, Zero Degrees

Come già visto per la Francia, anche la situazione belga, rivitalizzata dal lungo soggiorno di Béjart con la sua scuola Mudra, vive una stagione di grande felicità creativa. Tra le protagoniste più interessanti ricordiamo Teresa De Keersmeker (1960), un’allieva di Béjart che completa la sua formazione negli Stati Uniti, indrizzandosi verso una declinazione astratta e minimale del movimento tratto dal quotidiano, che trova la sua definizione più compiuta in Fase (1982). Dopo una fase teatrale che la vede collaborare con Heiner Müller, torna alla coreografia con spettacoli di teatro-danza pervasi da geometrismi astratti.
Wim Vandekeybus (1963) opera nell’ambito del Teatro-danza giocando sulla contaminazione tra gesto quotidiano e atteggiamenti mutuati dallo sport risolti in movimenti di danza. In Mountains made of Barking (1996) si è servito come fondale scenico di un cortometraggio da lui appositamente realizzato, giocando sullo scarto proporzionale e sull’effetto estraniante creato dal contrasto tra il realismo delle immagini filmiche (legate al cibo e alla fisicità) e i danzatori che si muovono con il volto coperto da maschere come inquietanti apparizioni oniriche.
Proveniente dal teatro, Alain Platel (1956) crea composizioni di grande impatto emozionale in cui confluiscono i linguaggi della danza contemporanea, prestiti dal circo e dallo sport, materiali visivi e verbali. Nel 1984 fonda a Gand la Compagnie des Ballets C de la B (Les Ballets Contemporaines de la Belgique), una compagnia di danza contemporanea di fama internazionale che, più che una compagnia, si configura subito come un collettivo di coreografi. In Bernardetje (1996) la scena è trasformata in una pista di autoscontro, dove tra luci abbaglianti, musica ad alto volume e automobili scoppiettanti si consuma il rito metropolitano di un gruppo di giovani, in una combustione di energie che si propaga per contagio al pubblico.

Dissacrante e provocatorio il discorso condotto da Jan Fabre, artista, regista, scrittore e coreografo. Il suo linguaggio esalta la fisicità del corpo, esplorato crudemente nella sua struttura fisiologica e nei suoi risvolti patologici-esistenziali attraverso dinamiche in cui la violenza delle azioni si accompagna ad un gioco di contaminazioni estranianti. Un esempio: nel 2012 è stato protagonista, ad Anversa, di una polemica durante una performance in cui venivano lanciati dei gatti in aria. I passanti inferociti per la performance hanno aggredito l’artista e la sua troupe.
Un nome di spicco nella danza belga contemporanea è quello di Sidi Larbi Cherkaoui (1976). Formatosi attorno ad Alain Platel e Teresa De Keersmaeker alla fine degli anni Novanta, propugna una danza relativamente fisica soprattutto in termini di flessibilità degli arti e collabora spesso con altri coreografi come Akram Khan e Damien Jalet. Membro di Les Ballets C de la B, creò il suo primo pezzo coreografico, Anonymous Society, ispirandosi al musical e ballando su musiche di Jacques Brel. Si rivela al grande pubblico nel 2000 con Rien de rien, che lo impone nel panorama della danza contemporanea. Le creazioni di Cherkaoui sono quasi sempre legate all’esplorazione dell’identità, sia essa culturale, religiosa, etnica o sessuale. Nel 2005 egli crea e interpreta con Akram Khan Zero Degrees, che incontrerà un successo mondiale. Il 2010 segna una svolta nella sua carriera, con la fondazione di una sua nuova compagnia, Eastman, in residenza al Toneelhuis di Anversa.

Riadattato da Storia della danza occidentale, di Silvana Sinisi, e integrato con note dal web

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