Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Roberto Bolle and Friends riscaldano l’atmosfera del teatro in una Bologna gelida

Eleonora racconta…: #ledivine ancora una volta applaudono il debutto del #Bolletour2o18 al Teatro EuropAuditorium di Bologna, martedì 27 Febbraio.

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Eccoci, come di consueto, a Bologna per l’inizio di un nuovo BolleTour.
La giornata è una di quelle da freddo intenso ma ci pensano Roberto Bolle e i suoi Friends a riscaldare l’atmosfera all’interno del teatro.
L’apertura è affidata a Thaïs di Roland Petit su la musica La Méditation di J. Massenet eseguito, come a Torino, da Bolle con Maria Eichwald (i due hanno interpretato insieme anche Mono Lisa).
Si tratta di un passo a due estratto da Ma Pavlova (La mia Pavlova), uno spettacolo coreografico dedicato ad Anna Pavlova e pieno di citazioni, ammiccamenti, riferimenti ironici in cui Petit guarda all’epoca della Pavlova e al suo stile e così abbiamo dei papaveri per ricordare le composizioni floreali che tanto piacevano alla ballerina, abbiamo un brano su Gymnopedie di Eric Satie, oppure un brano su l’allegretto dalla VII sinfonia di Beethoven da cui arrivano ragazze in pepli con cadenze duncaniane e altri quadri.

Maria Eichwald e Roberto Bolle

Il pdd Thaïs rappresenta quindi l’esaltazione e l’idealizzazione del passo a due nello stile Pavlova, così ispirato e ridondante. La poesia e liricitá di questo pdd, come solo Roland Petit era in grado di fare, sono esaltate dalle note di Massenet. La grazia della Eichwald, la forza di Bolle unite all’eleganza di entrambi, senza mai essere fredda ed inaccessibile, rendono il tutto caldo e struggente.
Grande successo anche per Caravaggio eseguito da Nicoletta Manni in coppia con Bolle.
Una lettura leggermente diversa, rispetto alla Hamilton, quella della Manni, ma ugualmente avvolgente e che in coppia con Bolle rende il pdd travolgente come e più di sempre.

Nicoletta Manni e Roberto Bolle

La novità di questa serata è Two pezzo realizzato da Russell Maliphant nel 2001 per sua moglie Dana Fouras, ex del Royal Ballet, successivamente poi rielaborato per Sylvie Guillem.
Durante i 12 minuti in cui si articola la coreografia, su musica di Andy Cowton, il protagonista è come contenuto in una piccola scatola virtuale luminosa, a sua volta circondata da un’altra scatola luminsa più grande.
Tutto si gioca sul rapporto di questi tre elementi: musica, movimento e luce.
All’inizio c’è solo il pizzico di una nota che si prolunga in un’eco, così come fa un sasso lanciato nell’acqua descrivendovi cerchi concentrici sempre più ampi, fino a dissolversi. Ed è su questo primo impulso musicale che una mano inizia il suo movimento fendendo il fascio luminoso, creando un gioco di luci e ombre. Altri impulsi danno il La ad altri movimenti delle mani, dei piedi, del busto e così via. Poi quando, sul finire, la musica aumenta d’intensità, i movimenti dell’ “uomo” si fanno più ampi andando ad interessare anche il rettangolo di luce piu grande e fissandosi sulla retina degli spettatori come scie luminose in una sorta di effetto speciale analogico.
D’improvviso, tutto si interrompe: la musica si acquieta, il movimento si azzera, torna il buio iniziale.
Un pezzo sinceramente molto particolare, che può piacere o meno ma assolutamente non banale, che attrae l’attenzione dello spettatore lasciandolo in un limbo in cui cerca di capire cosa accadrà dopo.
La particolarità della coreografia è caratterizzata in larga parte dal gioco delle mani e Bolle è da sempre bravissimo nel saper far parlare questa parte del corpo, così importante, regalando loro eleganza e voce col suo modo di muoverle.
I protagonisti della serata, oltre a quelli già citati, sono stati lo splendido Daniel Camargo (ne Il Corsaro con Nicoletta e nell’assolo Firebreather che già avevamo avuto modo di apprezzare nella tappa milanese. Un pezzo che a me fa impazzire per la sua energia, vigoria e vitalità), Timofej Andrijashenko (nell’insuperabile Da Proust in coppia con Bolle) e oggi fresco di nomina a primo ballerino della Scala…. nomina assolutamente meritata per il crescendo tecnico e interpretativo che sta dimostrando, e poi Aya Okumura, Haruhi Otani e Young Gyu Choi, artisti cinesi, giapponesi e coreani che francamente, nonostante la bravura di alcuni più di altri e la loro affermazione internazionale, nel complesso non mi entusiasmano mai più di tanto (hanno ballato in Le fiamme di Parigi, Don Chisciotte ed Esmeralda).

Maria Eichwald e Timofej Andrijashenko

Nel complesso una bella serata decisamente di successo, visti gli applausi copiosi che il pubblico ha riservato ai protagonisti.
Pur essendo stata, anche per me, una piacevole serata, non mi ha regalato la gioia e l’appagamento consueti, forse perché sono ancora vive in me le emozioni uniche de La Dame aux Camelias e contemporaneamente sono proiettata già in quelle del Bolero di Ravel.

Nicoletta Manni, Roberto Bolle e Maria Eichwald

(Le fotografie sono di Eleonora Bartalesi)

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