Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

“Roberto Bolle – Danza con me”: il grande successo televisivo della nostra Etoile

Dal 2 Gennaio desideravo scrivere sullo spettacolo che Roberto Bolle ha portato in televisione e ha tenuto incollata ai teleschermi buona parte del pubblico italiano.
Cercavo le parole per descrivere la serata, per parlare delle mie emozioni senza ripetere parole e sensazioni già espresse molte altre volte, per non essere troppo “acida” nei confronti di chi ha atteso solo pochi minuti prima di esprimere le proprie critiche, per dar voce alle centinaia di persone che sui social e sulla stampa hanno commentato entusiasticamente ogni attimo della serata.
Poi ho trovato questo articolo di Francesca Bernabini, anima e “penna” del sito Danzaeffebi, e mi fa piacere riportarlo qui sul mio blog. L’originale lo potete trovate a questo link.

E per chi volesse rivivere i momenti poetici, divertenti, delicati, eleganti di questa serata memorabile…Danza con me!

***************

«Roberto Bolle Danza con me.
Standing ovation per il nostro principe della danza su Rai Uno.

Quasi 5 milioni di spettatori per “Roberto Bolle Danza con me”, lunedì 1 gennaio 2018 in prima serata su Rai1. Un vero successo per l’étoile dei due mondi, ora anche star del piccolo schermo. Una serata di grande danza con Polina Semionova, Melissa Hamilton, Lil Buck, e gli scaligeri Nicoletta Manni, Gioacchino Starace e Nicola Del Freo che si impongono al grande pubblico. Due ore di spettacolo che lascia spazio anche a musica e comicità con Virginia Raffaele, Geppi Cucciari, Pif, Miriam Leone, Tiziano Ferro e Fabri Fibra. Toccante il momento il cui la voce di Sting anima i corpi di Roberto Bolle e di Ahmad Joudeh. Perfette le allieve della Scuola di ballo dell’Accademia Teatro alla Scala.
Riuscire a portare la danza nelle case degli italiani con una trasmissione originale per il piccolo schermo non è cosa facile. Anzi è difficilissimo. Farlo per più di due ore, su Rai Uno, in prima serata, in un giorno festivo, è una vera impresa. E Roberto Bolle, con Danza con me, è riuscito in questa impresa titanica. Il 1 gennaio 2018, dalle 21.30 a mezzanotte, 4 milioni e 860mila italiani hanno seguito questo show aprendo il nuovo anno con la bellezza della danza, con la grande danza, quella che fa sognare e emozionare. E il successo di questa trasmissione che gioca con il passato, che affronta l’oggi e che guarda il futuro, è testimoniato dai social: gli hastag #danzaconme e #RobertoBolle, impazzano sui social da più di 24 ore accompagnati da commenti entusiasti per Roberto Bolle, per i nostri artisti scaligeri, per le dive della danza e per i tanti artisti ospiti del programma che hanno riempito i nostri occhi di bellezza, grazia, poesia, amore, passione, seduzione e sana ironia.
Roberto Bolle dimostra che non si deve per forza urlare e litigare per fare audience (la trasmissione ha registrato il 21,5% di share). Roberto Bolle dimostra che si possono incantare milioni di spettatori con una trasmissione elegante, dai toni garbati, che intrattiene con gusto lanciando tanti piccoli e importanti messaggi, a partire dal primo: “la danza mi ha insegnato a dare voce alle emozioni, a comunicare con gli altri, a superare i miei limiti”. Parole semplici, forse banali e scontate per gli addetti ai lavori, ma che parlano dei valori della danza e che rispondono a una domanda ricorrente nella testa dei genitori: perché far studiare danza a un bambino? La danza, l’arte, la passione (suggerisce la trasmissione), aiuta i nostri figli (maschi e femmine) a diventare persone, delle belle persone, allenando corpo e anima.
Proprio ai bambini, ai ragazzi, ai genitori e a tutti coloro che la danza la conoscono poco sembrano rivolgersi in via privilegiata sia Bolle che i vari ospiti, artisti che poco o nulla hanno a che fare con la danza ma che giocano con la danza con l’obiettivo di non far sentire ignorante e inadeguato lo spettatore a casa che poco o nulla sa di arabesque e virtuosismi vari.
Di grande impatto, in apertura di trasmissione, l’ingresso delle allieve della Scuola di ballo dell’Accademia Teatro alla Scala in perfetto unisono. Pulite e perfette tecnicamente, giocano con RobertoBolle e con un ottimo Marco D’Amore in un omaggio alla scuola italiana e al comico Jerry Lewis.


Proprio a Marco D’Amore il compito, più che riuscito, di introdurre i vari ospiti e di condurre con Bolle questa maratona nella bellezza e nella poesia, con parole mai banali, regalandoci anche, a metà programma una bella prova di recitazione (lo schiacciacigni è una battuta mitica) e il suo debutto come ballerino sulle note di West Side Story di Leonard Bernstein, di cui ricorrono nel 2018 i cento anni dalla nascita.


Toccante il momento il cui la voce di Sting anima i corpi di Roberto Bolle e di Ahmad Joudeh: senza pietismi gratuiti con Inshallah si affronta l’attualità del dramma dei migranti. Senza inutili e lacrimevoli parole si racconta la storia di Ahmad Joudeh, una storia che ho già raccontato su Danzaeffebi e che è un esempio per tutti di forza e determinazione nel seguire le proprie passioni. Ahmad Joudeh ricorda a tutti noi l’orrore della guerra, l’importanza di lottare per i propri sogni e il potere salvifico dell’arte.


E se l’importanza di lasciare i nostri figli seguire i loro sogni e le proprie passioni è un concetto che ritorna nel duetto Il mestiere della vita tra Tiziano Ferro e Roberto Bolle, la passione, la determinazione, la voglia di superare i propri limiti muove anche la danza di Lil Buck che ci ha offerto un’inedita e toccante versione jookin de La Morte del cigno.


La trasmissione ha offerto anche sorrisi e momenti leggerezza come la danza del tapis roulant di Pif, l’intervento/intervista di Geppi Cucciari, e la “bella copia” dello spot Kenzo con una strepitosa Virginia Raffaele che imita e supera (a mio avviso) Margaret Qualley.


La trasmissione è anche un inno alla danza maschile made in Italy o meglio made in Teatro alla Scala. Bellissimo il terzetto Canon in D, coreografia di Jiri Bubenicek, che vede Roberto Bolle e i bravissimi e potenti ballerini scaligeri Gioacchino Starace e Nicola Del Freo entrare e uscire da porte magiche. Potente e raffinato l’estratto da Progetto Händel, creazione di Mauro Bigonzetti che ha debuttato lo scorso maggio al Teatro alla Scala, con Roberto Bolle e sei splendidi artisti del Corpo di ballo scaligero (Nicola Del Freo, Gioacchino Starace, Timofej Andrijashenko, Claudio Coviello, Marco Agostino e Christian Fagetti).


Bellissimi e raffinati i passi a due di Roberto Bolle con Melissa Hamilton (Take me with you di Robert Bondara, applauditissimo la scorsa estate nel Roberto Bolle and Friends 2017, e un estratto da Caravaggio di Mauro Bigonzetti) dove la danza classica si piega alle curve e alle disarticolazioni del contemporaneo portando il corpo ai limiti con incredibile naturalezza.


Carnali e passionali i duetti di Roberto Bolle con Polina Semionova: Carmen, capolavoro di seduzione di Roland Petit e il finale di Passage, cortometraggio con regia, fotografia e musica di Fabrizio Ferri, coreografia di Marco Pelle, presentato nel 2014 al Festival del Cinema di Venezia, “una metafora della vita, dove si cerca un senso, per ciò che si è perso, e alla fine questo significato si trova nell’amore”.


Buona l’idea di tradurre per i non ballettofili la mimica del balletto Don Chisciotte, anche se il finto suicidio di Basilio/Roberto Bolle davanti a Kitri/Nicoletta Manni, diventa, nel “doppiaggio” di Pif e Miriam Leone, un quadro di morte e resurrezione che nulla ha a che fare con l’originale. Gli attori ben interpretano lo spettatore medio che poco o nulla comprende della mimica del balletto classico.
Magico il finale Sogna con me con il passo a due virtuale tra Roberto Bolle e Nicoletta Manni, una danza, con lo zampino di Massimiliano Volpini, che ci fa sognare, che ci traghetta in altre dimensioni e che chiude la trasmissione con la delicatezza di un cartoon (il titolo del pas de deux è Rencontre, N.d.R.).

Un sincero GRAZIE a Roberto Bolle che ci ha regalato una trasmissione in punta di piedi, delicata e profonda, accurata e intensa, capace di nutrire occhi e anima, capace di parlare di danza e di vita a tutti e non solo agli estimatori di quest’arte, regalando poesia e emozioni, sorrisi e qualche lacrima di commozione, perché sì: Roberto Bolle è capace di far arrivare la forza della danza al cuore degli spettatori anche in televisione.
E se a qualcuno dei professionisti/puristi/sotuttodelladanza la trasmissione non è piaciuta o si è annoiato, e se a qualche maschietto il fisico statuario di Roberto Bolle proprio non va giù e vorrebbero coprirlo con maglie extra large … Beh!… mi dispiace per loro… Personalmente contro l’imbarbarimento, contro la bruttura, la mediocrità, la volgarità della tv spazzatura, grido: Roberto Bolle forever.
Standing ovation al nostro principe italiano della danza. BRAVO!!!!»

************

Una sola cosa desidero aggiungere all’esauriente racconto di Francesca Bernabini, che riguarda un brano che ho particolarmente apprezzato, sia per la suggestione delle immagini che per la bellissima colonna sonora che per il lavoro che ha consentito la realizzazione di questo pezzo. Si tratta del riuscitissimo esperimento di personal capture, una tecnica tridimensionale, ottenuta attraverso una sofisticata tecnologia di body mapping (mappatura del corpo) e motion tracking (localizzazione del movimento), utilizzata in sinergia con la danza. Il corpo di Roberto è diventato così uno schermo su cui proiettare ipnotici giochi di luce in totale sincronia con il movimento modulato sulle note di Mad World di Gary Jules. Esperimento riuscitissimo!
Ed è con con una foto tratta da questo pezzo che chiudo questo articolo, ringraziando Roberto e tutti coloro che hanno lavorato con lui per la realizzazione di questa meraviglia.

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