Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

La mia Capri – Angoli d’amore nell’Isola Blu: oltre l’angolo, l’inaspettato

 

Capita così, senza preavviso.
Volgi lo sguardo verso un punto in ombra, un passo prima dell’infinito al di là della terrazza sul mare più famosa nel mondo, proprio a fianco della piazzetta brulicante di luci, persone e rumori, quella piazzetta anch’essa più famosa nel mondo, e trovi l’inaspettato.
Non ne parlano le guide di Capri, non è citata fra “le dieci cose da vedere assolutamente” o in “cosa visitare a Capri in tre giorni”; bisogna cercare proprio il suo nome e allora qualche notizia si trova.


Basta salire la breve scalinata bordata dalle caratteristiche piastrelle in maiolica che si trova su un lato della piazzetta, svoltare sulla sinistra, e ci si trova nel quartiere di Santa Teresa che, assieme a quello di Sant’Anna (vicino al quale quest’anno abbiamo avuto la fortuna di soggiornare in una tipica casa caprese), fa parte di quell’itinerario storico-artistico medioevale e secentesco poco conosciuto dai turisti, ma estremamente suggestivo e permeato da un alone quasi di magia.


Santa Teresa, sospeso fra medioevo e rinascimento, ti riporta indietro nel tempo e ti fa sentire protagonista di una storia antica, soprattutto se si percorrono le sue viuzze quando il buio le inghiotte, lasciando solo qualche luce soffusa a rischiarare selciato e dimore.
Qui, di giorno, si può visitare la Chiesa secentesca del SS Salvatore o il convento delle Teresiane, divenuto nell’Ottocento caserma e poi carcere.
Ci si può quindi beare ancora una volta del panorama che mai sazia del mare trafitto dai faraglioni raggiungendo il belvedere di Punta Cannone; oppure soffermarsi più a lungo al Convento di Santa Teresa per abbracciare con un solo sguardo il golfo di Napoli, l’abitato di Capri, Marina Grande.

Panorama dal Convento di Santa Teresa (ph. Davide Esposito)

Lo visiteremo di giorno, una prossima volta, il quartiere di Santa Teresa. Perché la mia amica ed io ci siamo capitate durante una passeggiata dopo cena, scoprendolo pian piano, con timore, spiando al di là di ogni vicolo, chiedendoci cosa avremmo trovato oltre i porticati, attraversando le minuscole vie immerse in un silenzio surreale, come ospiti inaspettati e sconosciuti che cercano riparo in mezzo a quella tempesta colorata e chiassosa che sa essere Capri in Agosto.

(ph. Velia Rizzoli Benfenati)

Infatti, sbirciando tra le scale, i cancelli e i portoni semiaperti, è facile dimenticare di trovarsi a pochi passi dalla famosa Via Camerelle, un’esplosione di vetrine all’ultima moda e del passeggio di chi guarda e si fa guardare.
Qui invece angoli di una vita comune senza tempo: bambinetti che giocano di fronte alla chiesa, anziani che conversano sotto un portico…e il pensiero che questo sarebbe il luogo ideale per giocare a nascondino, popolato com’è di mille angoli nascosti…e nuovi spunti per il libro di Velia che sta vedendo la luce. Magico e pieno di contrasti. Come Capri.


Tornando verso la passerella della movida notturna dell’isola, si affacciano alla mente le parole di Velia: «Vorrei spiegare a questi signori che se si impegnassero di più a guardare piuttosto che a farsi guardare, potrebbero meglio godere di questi giorni meravigliosi. E’ un peccato perdersi il mondo rannicchiandosi su se stessi.»

(Ove non segnalato le foto sono personali)

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