Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Un grande tour per un grande Roberto Bolle che non manca mai di incantare

Chiudiamo i racconti de #ledivine del Bolletour2017 con le parole di Eleonora, presente con me a Firenze e Verona e anche alle Terme di Caracalla.

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Quest’anno il Bolle Tour, partito con una doppia data da Firenze al nuovo Teatro dell’Opera per poi proseguire a Roma, Spoleto, Verona e concludersi in Sardegna a Santa Margherita di Pula, comprende nel programma della tappa di apertura alcune riproposte e molte novità.
Tra le prime ci sono i sempre piacevoli e apprezzabili Carmen, Don Chischiotte, Il Corsaro, Il Carnevale di Venezia, Caravaggio (amabilissimo, struggente, vera perla) e anche Les Bourgeois (che francamente io archivierei almeno per un po’).
Le novità invece spaziano da un grande classico come La Bayadère, eseguito da Bolle-Semionova, a pezzi contemporanei come Wunderland di Edwaard Liang su cui si sono esibiti due new entry (Adiarys Almeida e Taras Domitro) – splendida coreografia questa che necessiterebbe di un’altra visione, non solo per la bellezza del pezzo ma anche per analizzare al meglio i vari passaggi – e poi Take me with you di Bondara su musica dei Radiohead “Reckoner” (creato nel 2016 per il Polish National Ballet) ed eseguito da Bolle-Hamilton. Un pezzo accattivante in cui si susseguono interessanti momenti di evocativa gestualità, passaggi quasi acrobatici e molta sensualità, incastonati in una bella coreografia contemporanea, risultando così uno dei pezzi forti di questo programma estivo del Bolle Tour 2017 che spero sinceramente venga riproposto già dalle tappe conclusive di fine anno a Torino.
E poi ancora La Pluie, passo a due di Annabelle Lopez Ochoa che vede in scena Daniil Simkin e Misa Kuranaga. La caratteristica di questo pezzo è l’alternarsi di due distinte atmosfere, sottolineate da contrapposte musiche: quella di Bach e quella Hildegard Von Bingen, religiosa, versatile, vissuta tra la fine del 1000 e il 1200, che tra le tante attività ha anche scritto pagine di musica, in alcuni casi anticipanti addirittura la più recente musica tonale. Ascoltandole si potrebbe infatti dire che la più moderna sia in effetti la più antica e viceversa. Ed è da questa contrapposizione che si sviluppa tutto il pezzo coreografico.

Misa Kuranaga e Daniil Simkin, La Pluie

Infatti, mentre sullo sfondo la Kuranaga si muove lentamente con movimenti ampi dal sapore contemporaneo sulla musica di Von Bingen, quasi estraniata da ciò che accade intorno a lei, Simkin, con l’incalzare della musica barocca di Bach, inizia a danzare in modo classico. I due mondi poi ovviamente si incontrano in un bel passo a due. Ho apprezzato molto questo pezzo, perché dà la possibilità di poter ammirare Simkin in tutta la sua bravura tecnica in altro che non sia sempre Les Bourgeois o poco più.
E infine Rencontre, nuova coreografia di Volpini coadiuvata dai visual effects di Staff sas, sulla falsa riga di Prototype. La splendida musica di Renè Aubry (La Cascade e Flow) fa da cornice ad una storia romantica.
Piano piano, mentre Bolle danza solitario, prende forma sullo schermo alle sue spalle, definita da linee bianche, una strada con le sue case, i suoi negozi e poi lampioni, idranti, semafori che si alternano dal verde al giallo al rosso e così via. Lentamente la strada si anima: ecco che compaiono persone che passeggiano su e giù per la via. Il nostro protagonista danza e si muove come alla ricerca di qualcosa, o meglio di qualcuno. Molte delle donne che passeggiano sembrano essere la donna cercata ma non lo sono e si dissolvono ben presto, fino a quando una di queste sagome femminili sembra essere più luminosa delle altre, materializzandosi sul palco.

Roberto Bolle osserva la rappresentazione in cartoon sua e di Melissa Hamilton

Per un attimo ballano entrambi ma non insieme, tanto che anche lei ben presto scompare con quella strada, i suoi lampioni e i suoi negozi. Affranto l’uomo si accascia a terra, lo sguardo rivolto verso il basso, solo. Ma ecco comparire nuovamente quella donna, che gli si avvicina e si inginocchia difronte a lui. L’uomo è come se, vedendola, si destasse da un torpore.
La donna gli porge la mano, lui la sfiora con la sua ed ecco che un’esplosione di colori prende forma sullo schermo, il rosso predominante che si sprigiona ha in sé tutta la vivacità, la passione, il calore, la gioia per la vita. Due anime affini si sono incontrate e il loro danzare l’uno per l’altra, l’uno con l’altra, regala la gioia dell’amore che la danza riesce a rappresentare così intimamente e completamente. Come per magia lei lo porta in quel mondo incantato dello schermo, in quel suo mondo da sogno fatto di colori, amore e gioia per trasformarsi entrambi nei protagonisti di una favola, di una romantica storia d’amore.

Melissa Hamilton e Roberto Bolle

Si prosegue con Roma, ormai appuntamento fisso, alle splendide Terme di Caracalla.

Il programma è sostanzialmente uguale a quello di Firenze, a parte qualche cambio di Friends e relativi pezzi eseguiti: non c’è Dinu Tamazlacaru, sostituito da Herman Cornejo, il che comporta l’eliminazione della splendida La Pluie, la conferma del solito Les Bourgeois per Simkin e l’aggiunta di Tchaikovsky Pas de deux eseguito da Cornejo in coppia con la Kuranaga; e non ci sono le due new entry Adiarys Almeida e Taras Domitro sostituite da Anna Ol e Young Gyu Choi che eseguono Esmeralda e Penumbra al posto de Il Corsaro e Wunderland.

Misa Kuranaga e Herman Cornejo

Il pdd tratto da Esmeralda si rivela sempre molto difficile per la protagonista, una serie ripetuta di equilibri sono una delle tante difficoltà e purtroppo il palco delle Terme crea sempre qualche problema, oltre a “mangiare” letteralmente le scarpette da danza.
Però già nella serata successiva così come nella tappa di Verona, Anna Ol ci ha regalato un’esecuzione pressoché perfetta accanto ad un validissimo giovane Young Gyu Choi.
Nel complesso una bella serata anche se, almeno nella nostra, è mancata un poco l’atmosfera, in parte per responsabilità del pubblico, non così caloroso come in altre occasioni.

Ed eccoci giunti all’appuntamento più atteso, quello con l’Arena di Verona e con la sua ineguagliabile magia.

Serata splendida non solo dal punto di vista climatico ma anche per la strepitosa atmosfera che sempre l’Arena sa regalare e non solo al pubblico ma anche agli artisti che si esibiscono, visibilmente emozionati anche se avvezzi ad esibirsi nei teatri più famosi del mondo, trovando in questo luogo una cornice unica e particolare.

Polina Semionova e Roberto Bolle

Tra i momenti di questo tour 2017 che mi piace assolutamente ricordare ci sono:
– in Arena una splendida Carmen interpretata autorevolmente da Bolle-Semionova, con Semionova che qui ritrova il suo irresistibile erotismo,
– sempre in Arena la ola luminosa creata con gli schermi accesi dei cellulari degli oltre 13.000 spettatori e l’hashtag #illuminiamoladanza,
– la struggente sensazione che regala il passaggio coreografico di Take me with you in cui Bolle, inginocchiandosi di fronte alla Hamilton, appoggia, quasi abbandona, il viso sul ventre di lei. È come se fosse alla ricerca di un perdono, di un consenso che lei sembra concedergli accarezzandogli i capelli e il viso. In Arena poi è venuto più sporco e graffiante, diventando assolutamente più vero e sentito,

Melissa Hamilton e Roberto Bolle

Penumbra, perché è uno di quei pezzi evocativi. La coreografia di Remi Wörtmeyer riesce infatti a regalare, unita alla splendida musica di Rachmaninov, immagini che riportano alla mente uno di quei film romantici ambientati negli anni 50 in cui lui e lei passeggiano di sera, con la luna che dall’alto illumina la notte, ed ecco che d’incanto nell’aria si sentono soavi note ed i due iniziano a danzare felici. Sembra di vedere una coppia di innamorati, lui la fa volteggiare nell’aria con leggiadria e sono proprio le note della musica di Rakmaninov ad ispirare quella sensazione di leggerezza ancor più sottolineata dai passi e gli ampi movimenti delle braccia.
Splendidi Anna Ol e Young Gyu Choi, dalla versatilità straordinaria, assolutamente a loro agio in questo pezzo così diametralmente opposto allo stile classicamente rigoroso di Esmeralda,
– l’esplosione dei colori di Rencontre e la poesia di quell’uomo e quella donna che volteggiano felici, innamorati, finalmente completi,
Caravaggio, che ha in sè una tale forza coreografica che travalica il tempo (perché lo si potrebbe vedere all’infinito), la conoscenza tecnica (perché affascina l’esperto e amante della danza come il neofita anche abbastanza disinteressato) e la voglia invincibile delle riprese (perché si può anche inizialmente prendere il cellulare per registrare – anche se proibito – ma poi quelle note di Bruno Moretti da Claudio Monteverdi che iniziano a scandirsi nell’aria, quei movimenti e quei gesti che i due protagonisti si scambiano così delicati ma al tempo stesso pieni di forza, e poi uno di fronte all’altra con quelle braccia aperte come fossero ali che si dispiegano delicatamente come un’onda le cui estremità, le mani, appena si sfiorano per poi allontanarsi di nuovo, fanno sì che non si pensi più a niente ma solo, e soltanto, a farsi abbracciare da quell’armonia perfetta data dalla simbiosi tra musica e danza).

Melissa Hamilton e Roberto Bolle

Ed è così che ti ritrovi quasi in uno stato di astrazione totale da tutto ciò che ti circonda, intento solo ad ammirare tanta bellezza con gli occhi pieni di amore per la danza e capisci il perché di tanto amore e capisci perché alcuni artisti ti incantino più di altri, come i due protagonisti di questo pezzo (Bolle e Hamilton) che hanno raggiunto un connubio così perfetto che inevitabilmente finiscono per regalare un’anima aggiunta a quella già presente nel pezzo, donata dal coreografo al momento della creazione.
Bolle e Hamilton hanno sviluppato un tale feeling reciproco (fin da quella prima volta nel pdd del balcone tratto da Romeo e Giulietta sempre all’Arena ) da risultare spesso uno la prosecuzione dell’altra.

Ancora una volta quindi un grande tour per un grande Bolle che non manca mai di incantare.

(foto e video di Eleonora Bartalesi)

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