Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Riprende il #bolletour2017: interessanti novità e piacevoli conferme nella tappa bolognese del gala “Roberto Bolle and Friends”

Come promesso, Eleonora – presente a Bologna in rappresentanza de #ledivine – ci ha fatto avere le sue impressioni sul bellissimo Gala di Roberto Bolle dello scorso 16 Marzo.
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Il programma di questa tappa del Bolletour 2017 a Bologna è davvero interessante e con molte novità.
Tra queste, in apertura, Vivaldi variations, nuova creazione di Massimiliano Volpini per Roberto Bolle e Nicoletta Manni.
Come ispirato dal titolo, questo pezzo è una sequenza di tre variazioni coreografiche su estratti da Le quattro stagioni di Vivaldi (I Allegro – Primavera, II Largo – Inverno, III Tempo Impetuoso – Estate) (nel video di seguito un assaggio del brano)
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10212180253966433&id=1379103919
Chi ha visto come me Il giardino degli amanti, in programma nella scorsa stagione al Teatro alla Scala, sicuramente vi avrà ritrovato delle similitudini, non solo nelle forme dei costumi (per esempio il tutù stilizzato) e nei colori sfumati, ma anche in alcuni passaggi e in alcune figure del passo a due di quella bella nuova creazione su musiche da camera mozartiane, arricchiti però, in questo caso, da una maggiore libertà e freschezza, forse ispirate da Vivaldi e dai virtuosismi violinistici. Virtuosismi tipici della musica barocca sui quali piacevolmente Volpini non si lascia andare ad ovvie veloci sequenze di passetti, ma evidenzia invece l’arco melodico creato dalle note dei violini, viole e violoncelli, con ampi passi, pirouettes e volteggi che vanno a descriverlo parimenti sul palcoscenico. In più vi ho trovato guizzi e spunti nuovi e interessanti che rendono la coreografia diversa e con una propria personalità.

Nicoletta Manni e Roberto Bolle, Vivaldi Variations

Poi Revolving Doors (porta girevole) su musica omonima dei Radiohead, una coreografia anch’essa creata appositamente per questa occasione da Robert Bondara.
La musica elettronica fa muovere il corpo di Dawid Trzensimiech, protagonista di questo pezzo, come fosse attraversato e scosso da un’energia incontenibile e primitiva che, nel momento in cui questa si fa più dolce e melodiosa, sembra permettere al suo corpo di uscire salvo per poi essere nuovamente, al riprendere del ritmo ossessivo, risucchiato nel vortice primitivo della porta girevole. Un pezzo fatto di contrasti e discrasie come la stessa musica, che alterna tecno e melodia. Sicuramente molto interessante e assolutamente non banale.
E ancora il meraviglioso pas de deux tratto da Asphodel Meadows eseguito da Melissa Hamilton in coppia con Dawid Trzensimiech su creazione del 2011 di Liam Scarlett per la Royal Opera House e ispirata dal mondo greco parallelo, da cui trae il titolo, in cui vivevano le anime dopo la morte.
La coreografia di impronta classica su musica di Francis Poulenc (Larghetto tratto dal Concerto per due pianoforti ed orchestra in D minore) ci regala poesia e romanticismo a profusione, meravigliose sensazioni, dolci struggimenti, immagini e atmosfere che rievocano film come Cantando sotto la pioggia, Funny Girl, Come eravamo, Romeo & Giulietta, Molin Rouge o il più recente La la land. Hamilton e Trzensimiech assolutamente convincenti e bravi.
Infine, ultima novità, Step Addition, che vede in scena nuovamente Roberto Bolle insieme a Nicoletta Manni, su coreografia di Sebastien Galtier e musica di René Aubry dal titolo Steppe, uno dei tanti brani scritti dall’autore per le coreografie di Carolyn Carlson il cui incontro, avvenuto nel 1978, lo farà innamorare della danza e ne segnerà la carriera artistica.
Pezzo piacevolissimo, sia per la coreografia, con passaggi spesso complicati e prese difficili, sia per la musica estremamente accattivante, orecchiabile e ritmata sui cui “colpi di frusta” o i ripetuti ticchettii anche la coreografia mette gli accenti.

Toi toi toi @robertobolle and @nicolettamanni ! Exciting 😘#robertobolle #nicolettamanni

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Noto che la lettura data da Bolle-Manni è decisamente più morbida di altre. Quale versione preferire? Direi che questo attiene solo al gusto personale.
La serata ha visto anche però piacevolissime riproposizioni, che hanno spaziato dai più classici di Marius Petipa Il Corsaro con la coppia Manni-Camargo e Esmeralda, in scena ancora Camargo con Anna Ol, a pezzi più interpretativi come il bellissimo pas de deux maschile tratto da Proust ou Les Intermittences du coeur di Roland Petit (Bolle-Andrijashenko), che ha sempre grande riscontro presso il pubblico (i commenti di apprezzamento che sento intorno a me del tipo “questo pezzo è bellissimo” oppure “bellissima interpretazione” sono molteplici) e poi nuovamente il meraviglioso pdd tratto da Caravaggio di Bigonzetti in cui Hamilton-Bolle sono stati, se possibile, ancora più bravi e coinvolgenti che a Milano. E non solo per l’esecuzione impeccabile, tanto che durante alcuni difficili passaggi il pubblico ha espresso meraviglia per ciò che stava vedendo, ma anche per l’intima intesa che Melissa e Roberto sono riusciti a creare.

Anna Ol e Daniel Camargo, Esmeralda

Melissa Hamilton e Roberto Bolle, Caravaggio

La conclusione della serata è affidata a Canon in D Major che non vede, come al solito, al fianco di Bolle i fratelli Bubeniceck, anche autori della coreografia, ma due giovani del corpo di ballo del Teatro alla Scala: Gioacchino Starace e Nicola Del Freo. Complimenti ad entrambi, bravi, piacevoli e convincenti; soprattutto Starace ha dato gli accenti giusti ad una coreografia assolutamente non facile da eseguire.

Gioacchino Starace, Roberto Bolle e Nicola Del Freo, Canon in D Major

Serata quindi magnifica se non fosse stato per quel fastidioso e continuo andirivieni del pubblico delle prime nove file, che durante tutto lo spettacolo, incurante del fastidio arrecato al resto del pubblico, ha iniziato ad andar via, anche “in barba” al rispetto dovuto agli artisti che si stavano esibendo in quel momento.

 

(Fotografie di Eleonora Bartalesi)

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