Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

L’immutata magia del teatro: Romeo e Giulietta sogno “di una notte di mezzo inverno”

teatro-alla-scala-foto-repertorio-interno

E’ un racconto a più voci questo della cara amica “divina” Velia: voci di chi rivive lo stesso immutato incanto del teatro e di chi ha scelto la storia d’amore più famosa al mondo per “provare l’emozione” del teatro.
Stralci di pensieri, parole sparse, sensazioni espresse con un battito del cuore.

**********

Raramente parlo dei balletti che ho visto in giro, ma Romeo e Giulietta è un balletto speciale: da un lato ha il profumo del primo amore mentre dall’altro presenta quella grandiosità che lo spettatore più esperto può apprezzare. Quindi eccomi qui, a raccontare questa esperienza.
Per quanto mi riguarda, andare alla Scala è un Rito che si ripete sempre diverso e sempre uguale. Diverso nel contenuto, uguale nelle emozioni. Un po’ come innamorarsi nuovamente del compagno di una vita. E, questa volta, ho letteralmente rivissuto il Rito con occhi nuovi: ho portato tre amiche che non avevano mai visto un balletto, nel Teatro più importante del nostro Paese, a vedere le due star del momento, o étoile se preferite. Pertanto quello che segue non è solo il mio racconto, ma anche quello di A., L. e N., gentili signore che mi hanno prestato gli occhi, le orecchie, ma soprattutto il cuore. Come per Romeo e Giulietta, anche questa è la storia della nascita di un primo amore, di una serata magica cominciata con il risotto di Gualtiero Marchesi («Ma che bella signora abbiamo in sala!») e terminata in una stanza d’albergo con i piedi doloranti e la mente piena di sogni.
Quando le porte del foyer si aprono gli stucchi e l’oro ti colpiscono con la loro magnificenza, ti guardi intorno, ma «non si sa dove guardare, ci sono troppe cose, si ha paura di perdere qualcosa.».
Per giungere in platea sali pochi gradini e così hai l’impressione di salire nell’arena come nel film Il Gladiatore, così, quando passi dal buio alla luce, ti senti abbracciare dalla bellezza del Teatro. «Che mondo magico e affascinante! È come essere Alice nel paese delle Meraviglie», davvero, «è un’altra realtà, come essere portati indietro nel tempo.»
Questa è la prima impressione: ti trovi al cospetto di un luogo che fa parte della nostra storia e vivi l’esperienza con la stessa mancanza di consapevolezza con cui hai vissuto il tuo primo amore a quattordici anni. Torni Giulietta per una sera.

Romeo e Giulietta

Misty Copeland e Roberto Bolle

E il brivido che ti percorre la schiena quando si abbassano le luci ha il sapore della curiosità e dell’aspettativa per il viaggio che stai per compiere nel tempo e nello spazio restando seduta in platea.
Quando intrapresi questo viaggio la prima volta lo feci credendo che sarebbe stato un evento unico nella mia vita; quello che non sapevo era che due ore dopo sarei uscita dal Teatro cambiata, Il Sogno di una notte di mezza estate aveva fatto di me una persona diversa. Era il 5 settembre 2009, mi chiedo se anche per le mie amiche sarà così, se anche loro, d’ora in poi, vivranno il bisogno fisico di intraprendere periodicamente un viaggio del genere. Se anche loro, quando penseranno a un giorno importante, ricorderanno questo 13 gennaio 2017.
Magia di Shakespeare, magia della danza: perché uno degli aspetti più belli del balletto è proprio che ti viene raccontata una storia senza le parole, ma le parole, anche se già le conosci (perché tutti sappiamo che una rosa conserva il suo profumo anche con un altro nome), diventano tue, interiorizzate. La gestualità dei ballerini, che nei balletti classici è codificata in una mimica ben precisa, diventa un messaggio muto che ognuno può capire e sentire nel proprio intimo.
E allora puoi lasciarti trasportare da una Giulietta bambina che passa dal giocare con la bambola all’amore travolgente e totalizzante che è l’amore adolescenziale che abbiamo vissuto tutte a quell’età, inconsapevolmente sensuali, incapaci di respirare senza la certezza di essere corrisposte.
Puoi vedere un Romeo che, scanzonato apprendista Don Giovanni, matura nell’arco delle due ore diventando un giovane uomo innamorato e fedele alla sua sposa.

misty-copeland-e-roberto-bolle-ph-brescia-e-amisano-teatro-alla-scala-k61a7737-x-1-kmge-u110044053306872g-1024x576lastampa-it
Durante quelle due ore si respira la magia e la fatica, si comprende il significato della parola “sacrificio”, perché per essere su quel palcoscenico devi aver conosciuto il dolore fisico, la fatica, la stanchezza e non esserti fermata mai. Nei pezzi d’insieme vedi come un lavoro come questo non sia improvvisabile in un discutibile talent show, ma richieda ben altro e che per arrivare lì non ci siano tanti sconti. Perché quando ci sono persone che magari hanno preso un aereo da Tokyo per vederti, devi dare il massimo sempre e comunque, non è un semplice lavoro o una scelta di vita fatta da bambini. È un dovere morale.
Ti identifichi con la materna Balia, che cerca di difendere e aiutare una bambina che diventa donna in poche ore, resti affascinata da Tebaldo che ti esprime il suo essere il villain della storia con pochi, misurati gesti, più espressivi di mille parole.
Durante il passo a due del balcone ti commuovi fino alle lacrime, e le lacrime arrivano vere sul finale, quando i due giovanissimi amanti muoiono lasciandoti il vuoto che ogni tragedia ti lascia e poco importa se Romeo, in fondo, è un duplice omicida.
La magia, però, non termina al finire degli applausi. Esci per ultima dal Teatro perché è come assorbire ancora un po’ di quella magia e ti ritrovi in mezzo a una bolgia attorno alla nostra étoile che tu non credevi fosse possibile «Ma è sempre così?» e una gentile signora che collabora con Roberto Bolle ti risponde «No, di solito è peggio!». Lui, intanto, è sorridente e disponibile come non ti saresti mai aspettata, al punto che non ti avvicini neanche, ma non perché dia l’impressione di essere infastidito, ma perché è «Così gentile e dolce che ispira il bisogno di essere protetto.» mentre, tra una firma e un selfie, si scusa per non aver preso le rose, ma con le mani impegnate non sarebbe riuscito a fare gli autografi.
La serata finisce così, in una stanza d’albergo con i piedi doloranti e gli occhi carichi di meraviglia. Sette anni fa mi sentivo addosso la magia di Titania e Oberon, oggi quella di Romeo e Giulietta. È la magia del teatro, la magia della danza.

> Velia <

roberto

Annunci

2 commenti su “L’immutata magia del teatro: Romeo e Giulietta sogno “di una notte di mezzo inverno”

  1. wolfghost
    gennaio 24, 2017

    Che bella idea questa “recensione” (tra virgolette perché è riduttiva chiamarla così) multivoce di questo spettacolo teatrale! Più voci, ma se non l’avessi saputo mi sarebbe sembrata una sola, tanto continua nel suo entusiasmo! 😉
    http://www.wolfghost.com

I vostri pensieri

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Arte&Cultura

Arte, cultura, beni culturali, ... e non solo.

Un Dente di Leone

La quinta età: un soffio di vento sul dente di leone

PAROLE LORO

«L'attualità tra virgolette»

Picture live

Vivir con amor

vengodalmare

« Io sono un trasmettitore, irradio. Le mie opere sono le mie antenne » (Joseph Beuys)

mammacomepiove!

Donna. Mamma. Sognatrice. In proporzioni variabili.

La poesia di un arabesque

"La danza è il linguaggio nascosto dell'anima" Martha Graham

maplesexylove

_Fall in love with style_

Polvere o stelle

racconti, emozioni e pensieri danzanti

IO, ME E ME STESSA

Per andare nel posto che non sai devi prendere la strada che non conosci

Il Canto delle Muse

Se ho provato momenti di entusiasmo, li devo all'arte; eppure, quanta vanità in essa! voler raffigurare l'uomo in un blocco di pietra o l'anima attraverso le parole, i sentimenti con dei suoni e la natura su una tela verniciata. Gustave Flaubert

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

Orizzonti

blog di viaggi

galadriel2068

emozioni, racconti e polvere... o stelle

Pinocchio non c'è più

Per liberi pensatori e pensatori liberi

L'angolino di Ale

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

Photo

usa gli occhi..

Paturnie e altre pazzate

Parole fatte a pezzi. Parole come pezzi. Di me. Io: patchwork in progress.

DANZA/DANZARE

considerazioni, training, racconti

Di acqua marina di Lucia Griffo

Just another WordPress.com site

17 e 17

UN PO' PIU' DI TWITTER, UN PO' MENO DI UN BLOG

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

jalesh

Just another WordPress.com site

Cetta De Luca

io scrivo

filintrecciati

Just another WordPress.com site

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

just an other actor's blog

life to reset

drifting, exploring, surviving

hinomori

Fuoco e ghiaccio

Versi in rima sciolta...

Versi che dipingono la natura e non solo...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: