Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Roberto Bolle and Friends: il Bolletour 2016 continua al Teatro degli Arcimboldi di Milano

locandina

Lo scorso 30 Novembre Eleonora ha assistito alla seconda delle due tappe milanesi del 2016 del Bolletour che si sono tenute al Teatro degli Arcimboldi di Milano. In attesa di rivederlo a fine anno a Trieste, ecco il suo racconto.
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Nuova tappa del Bolletour 2016: il Teatro degli Arcimboldi di Milano con due serate sold out, cui si replicherà a gennaio prossimo, per rispondere alle tante richieste, con altre due date già anch’esse sold out.
Il programma di questa serata non presenta novità, se si esclude Prototipe Reloaded, già visto in anteprima nel programma televisivo “La mia danza libera” e qui presentato nuovamente dal vivo dopo la tappa di Lecce.
Anche questa versione “reloaded”, rivisitata in parte nella coreografia e nella musica, non manca di affascinare per la poesia che ispira e per la bellezza insita in essa. Nel tempo questo pezzo ha avuto tante critiche, non ultima per esempio quella di essere eccessivamente celebrante nei confronti di Roberto Bolle. Non saprei dire se a torto o a ragione, rimane comunque il fatto che questa coreografia ha in sé la magia della danza, con un ottimo uso dello spazio e con l’idea resa reale, almeno per un po’, che basti allungare la mano verso il cielo notturno per poter dar vita, con le proprie dita, alla magia delle stelle.

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Prototype Reloaded

Straordinaria poi la Diana del pdd Diana e Atteone messa in scena da Anna Tsygankova insieme a Osiel Gouneo, già apprezzato nelle tappe estive di quest’anno; con lei le difficoltà di questa coreografia vengono esaltate al massimo a dimostrazione ancora una volta della sua classe e bravura.

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Diana e Atteone

Dopo Duet from New Suite di Forsythe (Vostrotina-Bauch) e Le Bourgeois di Cauwenbergh (Simkin), a conclusione della prima parte dello spettacolo Nicoletta Manni e Roberto Bolle hanno presentato il pdd della Carmen di Roland Petit.
Ormai c’è un’ottima intesa in questo pezzo tra Roberto e Nicoletta, che peraltro abbiamo già apprezzato in questo ruolo nel tour estivo di quest’anno, dopo la memorabile estate del 2015 che il film “L’arte della danza”, con le sue bellissime immagini rallentate in bianco e nero dedicate a questo pdd, ci ha permesso di rivivere in maniera ravvicinata. Devo dire che Nicoletta mi piace molto nella parte di Carmen, oltre che per un’ottima tecnica anche per la sensualità e l’erotismo misurato ma assolutamente apprezzabile che lei dona al personaggio.

carmen

Carmen

La seconda parte, oltre ai pdd dal Don Chisciotte (Kochetkova – Simkin) e da Il Corsaro (Manni-Gouneo) – entrambi pezzi estremamente virtuosistici che puntualmente non mancano mai di esaltare il pubblico da sempre amante dei salti e delle pirouettes -, ci dona qualcosa di più intimo e introspettivo, dove gli artisti mettono in scena molto più della loro eccelsa tecnica, quel gioiello che è Da Proust ou Les intermittences du coeur.

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Il Corsaro

Due corpi che si parlano anche attraverso gli sguardi, si fronteggiano, scappano, si cercano l’un l’altro, è come se cantassero. I contrappesi, gli equilibri e i giochi di forza sono come contrappunti canori. Non sono necessarie le parole, per capire. Un contrappunto perché i due protagonisti (Morel e Saint Loup) sono ben distinti ma allo stesso tempo assolutamente complementari, come un gioco ad incastro, è come riflettersi allo specchio.
“Le due anime presenti in ognuno di noi….” “Una perla rara”, queste le definizioni che ne ha dato lo stesso Bolle nel faccia a faccia che si è svolto il 1 dicembre in Sala Buzzati del Corriere della Sera.

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Roberto Bolle nel corso del “Faccia a faccia” presso il Corriere della Sera

Già, la perla rara di quel genio che era Roland Petit e che non smette mai di incantare anche quel pubblico che definiremmo meno preparato, così come è successo durante la messa in onda nel programma “La mia danza libera”, in cui questo pdd maschile è stato apprezzato quasi come il classico pdd del balcone di Romeo e Giulietta.

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Proust

Questo vuol dire che quando c’è la bellezza della poesia, inevitabilmente il pubblico la recepisce e la fa sua. È vero che il mondo moderno ci ha disabituato alla bellezza, alla sua ricerca, ma sono anche convinta che la bellezza, proprio perché indefinibile ma al tempo stesso al centro del mondo e del suo significato più profondo, riesca comunque a far breccia tra coloro che, anche se inconsapevolmente, hanno la sensibilità per vederla e riconoscerla.
Un altro pezzo della seconda parte era Vertigo Maze di Celis che ha visto protagonisti Vostrotina-Bauch. Un linguaggio coreutico assolutamente diverso da quello di Petit, una danza astratta che non manca comunque a suo modo di affascinare soprattutto per l’armoniosità, la morbidezza e la sinuosità dei movimenti.

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Le Grand Pas de Deux

A conclusione della serata il sempre divertentissimo Grand Pas de Deux, straordinario passo a due di Spuck, in cui Bolle e Amatriain, sulla frizzante e briosa ouverture della Gazza Ladra di Rossini, ci allietano con una spassosissima interpretazione.
Dunque una bella serata di danza di qualità come quelle che solitamente Bolle costruisce come direttore artistico e come protagonista e che puntualmente ci regala in giro per l’Italia e non solo.

(foto e video sono di Eleonora Bartalesi)

siti web

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