Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Storia della danza in pillole – Il nuovo formalismo americano: Merce Cunningham (1919 – 2009)

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Come molti coreografi americani, Cunningham si avvicina tardi alla danza, verso cui converte gli iniziali interessi per la carriera di attore che lo avevano portato ad iscriversi, nel 1937, alla Cornish School of Performing Art di Seattle. E’ qui che conosce John Cage, con il quale stringe un sodalizio inossidabile nella vita e nel lavoro che si interromperà solo con la morte del compositore.
Frequentando in seguito alcune scuole di danza, arriva a conoscere Martha Graham che lo invita a studiare a New York e, nel 1939, lo ingaggia nella sua compagnia.

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Merce Cunningham e John Cage

Con la Graham Cunningham interpreta ruoli di rilievo nelle sue più importanti coreografie ma, allo stesso tempo, studia danza classica alla scuola dell’American Ballet e realizza le sue prime composizioni, soprattutto assoli, per i corsi estivi del Bennington College.
Nel 1945, abbandonata Martha Graham, comincia ad elaborare una sua personale visione del movimento inteso come analisi del rapporto fra corpo e spazio, reagendo all’introspezione psicologica e alla caratterizzazione drammatica tipiche dello stile grahamiano per spostarsi sull’asse di ricerca proposto da Balanchine. In questi anni, inoltre, approfondisce insieme a Cage lo studio del buddhismo Zen e allarga la cerchia delle sue conoscenze nell’ambiente delle gallerie d’arte newyorkesi, stringendo amicizia con i surrealisti e i giovani pittori americani gravitanti intorno alla cerchia del New Dada.
All’inizio degli anni Cinquanta la scoperta del libro cinese I Ching (Il libro dei mutamenti) porta Cunningham a stabilire per ogni danzatore una serie di movimenti, quindi, affidandosi al lancio di monetine, determina l’ordine, la durata, la direzione dei movimenti. Una volta completata la coreografia, essa rimane immutabilmente fissata.

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La rivalutazione del caso nei procedimenti artistici era stata largamente praticata dai dadaisti cui Cage e Cunningham sembrano richiamarsi direttamente nel proporre in questi anni una forma spettacolare fondata su un sistema di relazioni casuali fra musica, danza, poesia e proiezioni cinematografiche. L’evento, passato alla storia come il primo esempio di happening, ebbe luogo al Black Mountain College nell’estate del 1952 e vi presero parte, oltre ai due artisti, anche Rauschenberg, David Tudor e Charles Olsen. Cage leggeva una conferenza su Maestro Eckart, Tudor suonava il pianoforte e Rauschenberg metteva dischi su un grammofono, mentre venivano proiettate sul soffitto immagini cinematografiche. Ad intervalli alcuni poeti, seduti fra il pubblico, si alzavano per recitare le loro poesie. Mentre Cunningham danzava tra gli spettatori, un cane prese a seguirlo e fu accettato come parte dello spettacolo. Il caso determinava i rapporti tra suono, gesto e immagine, assunti come elementi autonomi, indipendenti da ogni significato precostituito, lasciando che fosse il pubblico ad attribuire un senso all’azione. Unico elemento programmato era il tempo attribuito a ciascuno dei partecipanti per il suo intervento.
Al 1953 risale la formazione della Merce Cunningham Dance Company, della quale entrano a far parte i danzatori che fino a quel momento avevano lavorato saltuariamente con lui.
I principi guida della sua poetica sono ormai fissati: l’autonomia fra danza e musica, l’aleatorietà, il movimento puro antiemozionale. Per Cunningham ciò che conta è l’energia vitale proiettata dal corpo che si confronta con le illimitate direzioni dello spazio. Alla base c’è comunque una preparazione tecnica rigorosamente classica, conquistata attraverso un severo addestramento che tende a creare nel danzatore una perfetta sinergia tra mente e corpo.
Cunningham crea numerose opere in collaborazione con vari artisti: Summerspace e Rune con Rauschenberg, Un jour ou deux con Jasper Johns, Scramble con Franck Stella, Rainforest con Andy Warhol, Canfield con Robert Morris.

Con il passare del tempo Cunningham tenderà ad eliminare ogni componente scenografica, portando alle estreme conseguenze la sua convinzione che la danza è un’arte indipendente che non necessita di supporti musicali o visivi.
Agli inizi degli anni Ottanta egli realizza una nuova forma spettacolare, gli Events, che riunisce in un’unica composizione frammenti del suo lavoro precedente e brani inediti, eseguiti simultaneamente o uno dopo l’altro, secondo un ordine che può variare in rapporto allo spazio a disposizione o alla situazione della serata. Contrassegnati solo con un numero, gli Events sono stati concepiti per adattarsi a qualunque tipo di spazio, palestre, sale da convegno o teatri. I danzatori si muovono indipendentemente gli uni dagli altri, spesso diversi gruppi danzano separatamente, intrecciando improvvisi cambi di direzione, variazione di ritmi e passi di grande complessità tecnica.
Acclamato in Europa, dove ha compiuto numerose tournées, Cunningham ha stentato ad affermarsi in America, dove il suo valore è stato pienamente riconosciuto solo alla fine degli anni Sessanta. Da allora la sua filosofia del movimento ha fatto scuola, influenzando soprattutto le più giovani generazioni della cosiddetta post-modern dance, che lo hanno eletto a loro nume tutelare.

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Performance della Merce Cunningham Dance Company

Dopo un lungo periodo trascorso su una sedia a rotelle, arrivato a novant’anni e sentendo avvicinarsi la fine, Merce Cunningham non ha voluto lasciare al caso la sua eredità coreutica o permettere che lotte interne potessero distruggere la sua compagnia. Egli ha scritto il suo “Living Legacy Plan”, che rappresenta “la visione di Cunningham del suo lavoro negli anni a venire; il futuro della Merce Cunningham Dance Company e la conservazione delle sue opere.” Il Piano includeva un programma di documentazione e conservazione, una tournée internazionale conclusiva della compagnia, la chiusura della Foundation e della Company e il trasferimento di tutte le attività al Merce Cunningham Trust, ente da lui stesso fondato nel 2000 per la promozione dell’educazione artistica e la custodia di tutti i suoi lavori, che continua a portare avanti lo sviluppo dell’arte e ad incoraggiare giovani talenti.

Riadattato da Storia della danza occidentale, di Silvana Sinisi, e integrato con note dal web

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