Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

La mia Capri – Angoli d’amore nell’Isola Blu: la Casa Rossa e i misteri della Grotta Azzurra

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Tra le cose più insolite e bizzarre che si possono trovare sull’Isola di Capri occupa un posto preminente la Casa Rossa, che spicca nell’architettura bianca che caratterizza le strade di Capri e Anacapri e che ha a che fare, ancora una volta, con uno dei molti personaggi stranieri che si innamorarono dell’Isola e scelsero di trascorrere qui buona parte della loro vita.
Situata in una posizione esterna rispetto al più antico centro abitato di Anacapri, fu fatta costruire fra il 1876 e il 1899, a ridosso di una torre difensiva aragonese, dal generale Jhan MacKowen, nativo di New Orleans, che vi abitò con una giovane anacaprese, Mariuccia Cimmino. MacKowen, autore della prima guida moderna di Capri, trovò qui sollievo dopo aver vissuto in prima persona la disfatta sudista della Guerra di Secessione americana.
La prima cosa che colpisce è il colore acceso rosso pompeiano e subito dopo la curiosità delle sue forme, a metà fra lo stile bizantino, il veneziano e il vagamente orientale, opera forse non tanto dell’estro eclettico di MacKowen, quanto piuttosto di qualche capomastro locale.
Sulla facciata, posta sull’architrave d’ingresso e circondata da marmi medioevali e piastrelle maiolicate, incontriamo subito un’iscrizione in greco di benvenuto ai turisti: “Salve, cittadino del paese dell’ozio”.

52-CASA ROSSA INGRESSO

L’iscrizione sull’architrave d’ingresso

L’originale architettura della Casa Rossa, caratterizzata dall’assenza di simmetrie che all’esterno pone in evidenza la torre, si trova anche nel cortile esterno, minuscolo antiquarium con reperti egizi, tegole in laterizio di fabbricazione romana, elementi di pavimenti a mosaico e frammenti scolpiti a bassorilievo di epoca romana e altomedioevale.

53-CASA ROSSA CORTILE

Il cortile interno

54-CASA ROSSA FINESTRA

Particolare architettonico

All’interno la disposizione degli ambienti, il piano delle coperture con la torre, il cupolino e la scala a più rampanti, concorrono a distinguere questa dimora eclettica dalle forme delle case anacapresi e dei nuclei cittadini circostanti, ancor oggi testimonianza eloquente della forte personalità del suo primo ospite.

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Particolare dell’interno

Nelle sue sale è possibile ammirare la mostra permanente “L’Isola dipinta: viaggio pittorico a Capri ed Anacapri tra Ottocento e Novecento“, un’esposizione di tele firmate da importanti artisti come Barret, Carelli, De Montalant, Carabain, Lovatti, Hay, Casciaro, Vianelli. Nei quadri sono raffigurati antichi sentieri, luoghi, panorami e attimi di vita quotidiana a Capri tra il XIX e il XX secolo.

Casa Rossa

Scorcio di una sala

E. Sain

Edouard A. Sain, Rito matrimoniale a Capri (1881)

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Carlo Perindani (1899-1986), Mare di grecale

Infine, salendo sulla piccola terrazza che gira sul tetto dell’edificio, è possibile ammirare il panorama di Anacapri e, proprio di fronte, la Sirena, una famosissima “Permanent Street Art Project “di Ozmo (sulla parete esterna della Casa Guiscardo Ramondini), artista toscano classe 1975 considerato tra i maggiori interpreti italiani della Street Art.

58-CASA ROSSA TERRAZZA

Sulla terrazza

60-CASA ROSSA TERRAZZA

La Sirena di Ozno

Ma le sorprese non finiscono qui!

«…e il visitatore si aspetta
che da un momento all’altro qualche austero,
vecchio Tritone dalla lunga barba
esca dagli oscuri anfratti per dargli il benvenuto in questa fatata casa di sirene.»
(da J. C, MacKowen, Capri, 1884)

108-GROTTA INTERNO

La Grotta Azzurra

John MacKowen nella sua guida su Capri, pubblicata nel 1884, fornisce anche una scientifica e dettagliata descrizione delle caratteristiche naturali della Grotta Azzurra e una puntuale spiegazione del particolare fenomeno prodotto dalla luce che, filtrando attraverso un’ampia apertura al di sotto del livello del mare, le dona il caratteristico colore azzurro intenso; egli però, allo stesso tempo, riesce a cogliere a pieno le impressioni suscitate dal fascino del luogo.
Durante la sua permanenza sull’isola, MacKowen acquistò alcuni terreni in località Gradola, proprio al di sopra della Grotta, dove sono ancora oggi presenti strutture appartenenti ad una villa romana che il colonnello identificò come una probabile dimora imperiale.
Nell’estate del 1883, come egli stesso scrive nella guida, effettuò degli scavi e riportò alla luce parti di statue, frammenti di pavimento in marmo colorato, capitelli e colonne, tutti di squisita lavorazione. Alcuni di questi reperti archeologici potrebbero essere tra quelli che egli utilizzò per decorare, secondo una tendenza del tempo, le pareti dell’ingresso e del cortile interno, nonché la struttura stessa della Casa Rossa.
MacKowen progettò anche di creare un accesso via terra alla Grotta Azzurra attraverso le sue proprietà per mezzo di un tunnel e di una scala interna, in modo tale che la visita potesse essere fatta anche in condizioni di mare poco favorevole. L’idea fu fortemente avversata dalla popolazione di Capri, in quanto tale progetto avrebbe tolto il sostentamento a buona parte di quei marinai che accompagnavano i numerosi visitatori alla Grotta. Il progetto in effetti non fu mai realizzato.
Nella Grotta Azzurra Tiberio stesso, o il proprietario della soprastante villa di Gradola, aveva fatto ritrarre nel marmo un corteo di giovani creature guidate da Nettuno. Le statue, sebbene molto alterate per la permanenza sul fondo del mare, conservano l’originaria vivacità di movimenti che il riflesso dell’acqua, dalla quale emergevano dalle ginocchia in su, moltiplicava con il movimento della superficie. I giovani esseri marini, tutti di sesso maschile, probabilmente furono ritratti mentre soffiavano nelle conchiglie di grandi murici, come se fossero delle trombe.
Nel XVII secolo le statue erano molto probabilmente ancora fissate alle pareti della Grotta, come narrarono allo scrittore August Kopisch (che, nel 1826, aveva scoperto l’antro) alcuni preti che volevano liberare la grotta dagli spiriti maligni di cui si diceva fosse popolata: una volta entrati, essi fuggirono atterriti perché credettero di trovarsi in un tempio con un altare circondato da statue.
Dai fondali della Grotta tornarono alla luce nel 1964 e nel 1974, oltre alle tre statue, i frammenti di uno o due Tritoni e di altri elementi architettonici.

55-CASA ROSSA STATUE

Le statue ritrovate nella Grotta Azzurra

Quattro di queste statue hanno trovato posto in una sala della Casa Rossa e ammirarle provoca un sentimento di reverenza per l’imponenza delle forme e una profonda suggestione al pensiero della stupefacente location originaria del gruppo marmoreo.
Come deve essere stato affascinante poter vedere un tale corteo emergere dalle acque azzurre della Grotta!
Insomma, amici del Padiglione, se vi capita di passare per Anacapri vi consiglio di non fermarvi solo ad ammirare la peculiarità delle forme della Casa Rossa, ma di entrarvi e visitarla: vi porterà via poco tempo e ne vale davvero la pena.

(Le fotografie sono personali)

classifica

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3 commenti su “La mia Capri – Angoli d’amore nell’Isola Blu: la Casa Rossa e i misteri della Grotta Azzurra

  1. wolfghost
    settembre 14, 2016

    Oooh, belle le foto! Complimenti! 🙂
    Tra gli ultimi post che ho trovato qua ho scelto questo (insieme a quello che lo precede) perché a Capri non sono mai stato e perciò ero molto curioso (lo sono ancora, anzi forse perfino di più grazie a questo post 😉 ). E la scelta non è stata delusa 🙂
    http://www.wolfghost.com

    • ilpadiglionedoro
      settembre 25, 2016

      Grazieeeee!!! Se farai una capatina a Capri non resterai deluso…appena ci si allontana dalla pazza folla è ancora più bella 🙂

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