Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

“Roberto Bolle and Friends” – Prima tappa del 2016: Bologna

IMG_4238

Anno nuovo, nuovo #bolletour. Alla prima tappa del tour della nostra Etoile Roberto Bolle erano presenti alcune amiche “divine”, tra cui Eleonora, che ci racconta così questa serata in compagnia dei Friends.
**********
Come l’anno scorso il Bolle Tour 2016 si è inaugurato a Bologna, con due serate.
Dando uno sguardo al programma, i pezzi che attirano maggiormente il mio interesse sono tre: L’Arlesienne, Proust ou les Intermittences du coeur e Swing.
Il resto della scaletta spazia da classici come il pdd del Cigno nero tratto dal Lago dei Cigni, Esmeralda (per me una novità), Le fiamme di Parigi, a pezzi moderni come Cello Suites e Ballet 101.
Peccato che all’inizio si siano viste molte imperfezioni e anche alcuni scivoloni, forse per un problema tecnico o, più probabilmente, per forte tensione legata alla prima data. Anzi sicuramente è così perché la serata successiva è andata benissimo.
E per la cronaca, comunque, anche nella prima serata da L’Arlesienne in poi tutto è filato liscio.
Sorvolo sul primo pezzo, il pas de deux dall’atto III del Lago dei Cigni: Mizuka Ueno troppo rigida e poco suadente come cigno nero e Roberto non è stato preciso come al suo solito.

2

Mizuka Ueno e Roberto Bolle, Passo a due del Cigno Nero da Il lago dei cigni (ph. Eleonora Bartalesi)

Il pezzo successivo, Esmeralda, sempre su coreografia di Petipa, non lo conoscevo ed è stato una piacevole sorpresa, qui interpretato da Aliya Tanikpayeva e Dinu Tamazlacaru, bravi anche se, come dicevo all’inizio, con imperfezioni.
A seguire ci sono stati Cello Suites, con i ballerini della Scala Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, precisi e convincenti, mi sono davvero piaciuti molto; per la Manni, poi, questo è un cavallo di battaglia, come direbbero ad Amici, aaaahh!
E poi il pdd da Il Corsaro con Anastasia Kolegova e Xander Parish, altro pezzo non venuto al meglio.

3

Aliya Tanikpayeva e Dinu Tamazlacaru, Esmeralda (ph. Eleonora Bartalesi)

IMG_4191

Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, Cello Suites (ph. Eleonora Bartalesi)

Ed eccoci arrivati a L’Arlesienne, un gradito ritorno, dopo molti anni. Adoro il contrasto tra il pdd e l’assolo, con quest’uomo che cerca di accettare l’amore della moglie, prova ad amarla a sua volta, ma tra loro c’è sempre, incombente, l’altra.
E infatti l’assolo è una lotta con se stesso, contro il suo cuore che non riesce a lasciare andare il ricordo dell’Arlesienne tanto da impazzirne e gettarsi dalla finestra.

IMG_4154

Mizuka Ueno e Roberto Bolle, L’Arlesienne (ph. Jack Devant)

Rimango sempre affascinata dal modo in cui Roberto esegue questo pezzo, per la qualità di movimento di alcuni passaggi e per la sua capacità di rendere i gesti puramente mimici, della pazzia e delle visioni dell’Arlesienne che sembrano incombere su di lui, assolutamente veri e sentiti; alla faccia del ballerino apollineo! E sulla cui netta contrapposizione con il ballerino dionisiaco avrei qualcosa da dire (magari chissà, in un altro pezzo).
Qui il ruolo della moglie è interpretato nuovamente da Mizuka Ueno e, se devo essere sincera, non mi ha entusiasmato molto neanche un questo ruolo. Nel lontano 2009 apprezzai tantissimo, invece, Sabrina Brazzo, decisamente un’altra qualità di movimento e di interpretazione.
A seguire Le fiamme di Parigi, un pezzo sempre in grado di affascinare il pubblico e strappare applausi a scena aperta e infatti così è stato anche qui a Bologna. Aliya Tanikpayeva e Dinu Tamazlacaru bravi e precisi anche se non a livello di Skylardt Brant e Daniil Symkin del Bolle Tour 2014 a Torino.
L’altro pezzo molto atteso è il pdd Proust ou les Intermittences du coeur, qui presente con il quadro Le combat des anges.
Conosco la coreografia per averla vista in alcuni filmati ma è la prima volta che vedo questo pezzo dal vivo.
La meravigliosa coreografia di Roland Petit, su splendida musica di Gabriel Faurè, si ispira al romanzo di Proust Alla ricerca del tempo perduto e racconta la relazione omosessuale tra il marchese Robert De Saint-Loup e il violinista di umili origini Charles Morel, il primo descritto da Proust come un angelo, “un giovine dagli occhi penetranti e la cui pelle era bionda e i capelli così dorati come se avessero assorbito tutti i raggi del sole”, e il secondo come un uomo senza scrupoli, disposto a tutto pur di raggiungere i suoi scopi, cinico con le donne, perfido come un diavolo, vizioso, bisessuale, incapace di provare pietà per le sofferenze amorose che provoca nei suoi amanti.
Nel ruolo dell’angelo Timofej Andrijashenko, perfetto anche per la sua fisicità, e nel ruolo del diavolo ammaliatore Roberto.

IMG_4244

Timofej Andrijashenko e Roberto Bolle, Le combat des anges (ph. Teatro Alla Scala)

Un argomento non facile da trattare senza scadere nel volgare o nel banale, ma Roland Petit ci riuscì benissimo quando, nel 1975, creò questa coreografia composta da più quadri tra cui quello visto in questa serata.
Come allo specchio, come due facce della stessa medaglia, si confrontano l’angelo e il diavolo (il bene e il male), si contrappongono, si intrecciano tra loro. L’etereo St. Loup, anche se cerca di sfuggire, subisce il fascino oscuro e carnale di Morel, il quale è sua volta affascinato dalla purezza di St. Loup.
Bolle e Andrijashenko sono stati davvero straordinari, da togliere il fiato. Il primo sappiamo che si trova perfettamente a suo agio con le chiavi di lettura coreografica di Roland Petit, riuscendo a rendere al meglio l’aspetto puramente interpretativo, del quale il maestro permeava sempre le proprie creazioni. Basti pensare alla stessa Arlesienne oppure a Carmen o a Le jeune Homme et la Mort, e anche in questa occasione ha dimostrato di essere un grande interprete capace di dare quel qualcosa in più che fa la differenza, anche nel semplice gesto di una mano appoggiata su una spalla o in uno sguardo.
Roberto, sei davvero un grande!!!
Una piacevole sorpresa è stato Andrijashenko, perfettamente all’altezza del ruolo, davvero complimenti.

2

Roberto e Timofej raccolgono i meritatissimi applausi (ph. Anna Frizzarin)

Poi è stata la volta di un pezzo simpatico come Ballet 101, la famosa coreografia di Gauthier sulle posizioni del balletto, una specie di lezione di danza con un ballerino, qui interpretato da Xander Parish del Mariinsky Ballet, e del maître de ballet presente solo con la voce.
A seguire un altro pezzo classico, La morte del Cigno di Fokine, interpretato dalla Kolegova, sul quale francamente preferisco glissare.

5

Anastasia Kolegova (La morte del cigno) e Xander Parish (Ballet 101) (ph. Eleonora Bartalesi)

Ed eccoci giunti al finale con Swing, in prima mondiale, coreografia di Itzik Galili, con Roberto e Nicoletta Manni.
La coreografia è divisa virtualmente in due parti.
La prima è un pdd, su musica di Just in time di Dean Martin, che un poco ricorda Sinatra Suite, forse più per la situazione (anche qui ci sono due innamorati di cui uno dei due tratta male l’altro) che non per la coreografia in sé per sé, che invece ha pienamente le caratteristiche di Itzik Galili.

IMG_4239

Nicoletta Manni e Roberto Bolle, Swing (ph. Teatro Alla Scala)

Nella seconda parte c’è un assolo di Roberto in contrapposizione con una parte tutta pantomimica della Manni. In sostanza vediamo quest’ultima mettersi comoda, a sedere per terra, togliersi le scarpette, tirare fuori una sigaretta e la limetta per le unghie mentre Roberto, dopo averle fatto il baciamano, si “affanna” a farle una serenata in danza per dichiararle il proprio amore, sull’indifferenza assoluta della Manni.
Mentre va la musica di Sway di Dean Martin, le parole della canzone si fanno strada in noi ed è difficile non canticchiarle…….

When marimba rhythms start to play
Dance with me, make me sway
Like a lazy ocean hugs the shore
Hold me close, sway me more

Like a flower bending in the breeze
Bend with me, sway with ease
When we dance you have a way with me
Stay with me, sway with me

Other dancers may be on the floor
Dear, but my eyes will see only you
Only you have the magic technique
When we sway I go weak

I can hear the sounds of violins
Long before it begins
Make me thrill as only you know how
Sway me smooth, sway me now”

…. soprattutto quando Roberto inizia con quel movimento di bacino che manderebbe in estasi chiunque.
È un pezzo estremamente divertente, brioso, godibile fino all’ultimo passo ed è evidente quanto Nicoletta e Roberto si divertono a farlo. Ora capisco la foto postata dalla Manni con Roberto e Galili, in cui tutti e tre ridono di gusto.
Il finale poi è semplicemente meraviglioso: dopo un po’ che la fanciulla continua a mostrare indifferenza all’appassionata danza dell’uomo innamorato, quest’ultimo si stufa e se ne va.
Lei, allora, si rende conto che, forse, ha un poco esagerato e rischia di perdere l’uomo che ama; prende velocemente le sue scarpette e gli corre dietro, gettandosi al collo per fermarlo.
No, dico, mi sembrava impossibile che il movimento di bacino di Roberto fosse passato inosservato!

1

Tanti applausi per i protagonisti di Swing (ph. Anna Frizzarin)

Che dire, purtroppo anche questa serata è giunta alla fine, è letteralmente volata e infatti eccoci ai ringraziamenti prima di gruppo, poi le singole coppie, dopodiché, a sipario chiuso, ogni ballerino esce alla ribalta per ricevere i propri applausi. Quando è il momento di Roberto le luci si spengono e inizialmente c’è un po’ di sconcerto, ma la sala continua a rimanere al buio e ci si accorge che il sipario si apre nuovamente mentre risuonano le note di We Will Rock You dei Queen.
Il pubblico continua ad applaudire e all’accendersi del faro che illumina Roberto scatta il super applauso, grida e urla dalla sala.

Non c’è che dire, al di là dei distinguo che sono stati fatti su questa mini-coreografia è indubbio il successo che questo pezzo ha riscontrato presso il grande pubblico.
Certo non posso dire che sia così innovativo o un capolavoro di Bigonzetti, ma il gioco di mani, tra le caratteristiche del coreografo, a me piace molto, in barba ai sofisti.

3

Roberto Bolle al termine di We Will Rock You (ph. Anna Frizzarin)

A questo punto vi aspetterete il resoconto dell’ormai immancabile dopo spettacolo all’uscita artisti. Ovviamente c’è stato, anche se queste situazioni del Bolle Tour sono sempre un po’ rocambolesche.
Personalmente mi sono ritagliata il divertente ruolo di fotografa ritrattista delle divine.
> Eleonora <

divine 2

Appuntamento alla prossima puntata!

sito internet

Annunci

I vostri pensieri

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Pensieri Scritti - l'essenza - io esisto

- Si crea ciò che il cuore pensa - @ElyGioia

Cap's Blog

La musica ha inizio dove finiscono le parole

Italo Kyogen Project

伊太郎狂言プロジェクト

Mr.Loto

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

'mypersonalspoonriverblog®

Amore è uno sguardo dentro un altro sguardo che non riesce più a mentire

Penne d'Oriente

Giappone, Corea e Cina: un universo di letture ancora da scoprire!

Memorie di una Geisha, multiblog internazionale di HAIKU di ispirazione giapponese

Ci ispiriamo agli antichi maestri giapponesi che cantarono la bellezza della natura e del cosmo, in 17 sillabe che chiamarono HAIKU

Il fiume scorre ancora

Blog letterario di Eufemia Griffo

Arte&Cultura

Arte, cultura, beni culturali, ... e non solo.

Un Dente di Leone

La quinta età: un soffio di vento sul dente di leone

Picture live

Vivir con amor

vengodalmare

« Io sono un trasmettitore, irradio. Le mie opere sono le mie antenne » (Joseph Beuys)

mammacomepiove!

Donna. Mamma. Sognatrice. In proporzioni variabili.

La poesia di un arabesque

"La danza è il linguaggio nascosto dell'anima" Martha Graham

Polvere o stelle

racconti, emozioni e pensieri danzanti

IO, ME E ME STESSA

Per andare nel posto che non sai devi prendere la strada che non conosci

Il Canto delle Muse

La cosa importante è di non smettere mai di interrogarsi. La curiosità esiste per ragioni proprie. Non si può fare a meno di provare riverenza quando si osservano i misteri dell'eternità, della vita, la meravigliosa struttura della realtà. Basta cercare ogni giorno di capire un po' il mistero. Non perdere mai una sacra curiosità. ( Albert Einstein )

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

Orizzonti blog

blog di viaggi

Pinocchio non c'è più

Per liberi pensatori e pensatori liberi

L'angolino di Ale

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

DANZA/DANZARE

considerazioni, training, racconti

Di acqua marina di Lucia Griffo

Just another WordPress.com site

17 e 17

UN PO' PIU' DI TWITTER, UN PO' MENO DI UN BLOG

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

jalesh

Just another WordPress.com site

Cetta De Luca

io scrivo

filintrecciati

Just another WordPress.com site

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

just an other actor's blog

Sakura No Hana...

Composizioni in metrica giapponese

Versi in rima sciolta...

Versi che dipingono la natura e non solo...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: