Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Ultimi echi del 2015: un’altra voce dal Bolle & Friends di Torino

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Ci siamo lasciati alle spalle il 2015 da pochissimi giorni e siamo già proiettati verso il nuovo anno che ci auguriamo tutti possa essere più sereno e “lieve” di quello passato, soprattutto degli ultimi due, difficili, mesi.
Per quanto riguarda le nostre avventure in danza, come dice Eleonora a conclusione di questo suo articolo sull’ultimo spettacolo di Roberto Bolle cui abbiamo assistito, “il viaggio nella bellezza continua” e sarà, senza ombra di dubbio, altrettanto entusiasmante e gioioso come quello che si è appena concluso.
Benvenuto 2016!

*********************

Ultima tappa di questo Bolle Tour 2015, la prima dei quattro appuntamenti al Teatro Regio di Torino.
Come ormai ci ha abituato Roberto, il programma delle serate del Bolle & Friends è vario, ci sono alcune graditissime riproposte e una novità.
Roberto balla quattro pezzi.
Nella prima parte ci sono Prototype, ormai quasi diventato un classico, e Mono Lisa, che adoro, qui nella versione Bolle-Amatriain, più armoniosa di quella con Reilly ma ugualmente energica.
La coreografia di Galili è strepitosa e, nonostante abbia avuto il piacere di vederla più volte in questi anni con diversi interpreti, non mi stanca mai. Il pubblico infatti rimane sempre estasiato dalle evoluzioni che questa coreografia prevede, applaudendo copiosamente a scena aperta i suoi protagonisti.

Mono Lisa

Alicia Amatriain e Roberto Bolle al termine di Mono Lisa

Nella seconda parte ci sono invece il pdd del balcone di Romeo e Giulietta e il Grand pas de deux a conclusione della serata.
Devo ammettere che quando leggo i programmi e vedo gli stessi pezzi, soprattutto quelli che Roberto riserva per sé, un pochino di delusione c’è.
Poi però, come l’altra sera, quando si apre il sipario e magari vedo Romeo che con il suo mantello corre ad ammirare la sua Giulietta affacciata al balcone, non resisto.

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Melissa Hamilton e Roberto Bolle, Romeo e Giulietta

Mi faccio trascinare nel vortice d’amore e gioia di questo pdd ed è come se, …. non so se ricordate il film Essere John Malkovich in cui il protagonista, lavorando al settimo piano e mezzo di un palazzo, piano che ha ovviamente i soffitti ribassati, un giorno scopre un passaggio nascosto dietro a un mobile che lo catapulta nella mente di John Malkovich, di cui ha le stesse sensazioni e gli stessi pensieri… Ecco, è come se mi ritrovassi all’interno dei corpi e delle menti di Romeo e Giulietta, tanto da sentire i desideri e le sensazioni che fanno battere forte i loro cuori mentre le labbra si avvicinano sempre più, fino ad unirsi in un bacio dolcissimo ma anche pieno di ardore e di passione perché, come scrive Paul Valery nel suo “L’anima e la danza”, ‘il danzatore incorpora in sé il senso dell’essere dell’uomo e gli dà forma, facendolo giungere alla congiunzione con l’eterno. Abbandonandosi al movimento diventa creatore dello spazio-tempo, diventa altro da sé per abitare l’apparentemente inaccessibile mondo della danza. La danza è quindi il principio della metamorfosi della vita nella contrapposizione tra lo spazio e il tempo, tra l’essere e il non essere, perché la vita è possibile solo se la vediamo diversamente da come è, la realtà è, ahimè, pura noia e la noia obbliga l’essere a negarlo, a distaccarsi da sé e a ritrovarsi nella dialettica del pensiero e dell’arte’.
Ed è forse proprio per questo che il nostro io più profondo non può fare a meno di innamorarsi ogni volta di queste sequenze di passi, apparentemente senza significato ma che invece contengono in sé l’essenza di noi stessi e della nostra anima sempre alla ricerca di qualcosa che ci elevi dalla vita essenziale della sopravvivenza.

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A conclusione della serata, come dicevo, il divertentissimo Grand pas de deux che non manca mai di far sorridere il pubblico, qui eseguito da Roberto ancora una volta con la bravissima Alicia, davvero a suo agio in questo ruolo che mette in evidenza, invece della tecnica e dell’elasticità quasi al limite fisico in Mono Lisa, la sua estrema verve comica.

Grand Pas

Alicia Amatriain e Roberto Bolle, Grand Pas de Deux

Tra le molteplici chiavi di lettura di questa serata c’è sicuramente il poter ammirare e confrontare le stesse coppie in coreografie classiche e moderne. Abbiamo quindi la coppia Hee Seo-James Whiteside nel pezzo classico di Tchaikovsky pas de deux nel quale non mi hanno assolutamente entusiasmato (Hee Seo forse non era in serata e Whiteside non mi convince mai molto) e in quello moderno, la novità del programma, With a Chance of Rain su coreografia di Liam Scarlett. Pezzo interessante con alcuni difficili passaggi, che meriterebbe sicuramente un’altra visione per essere maggiormente apprezzato e per coglierne i particolari, magari eseguito da altri ballerini.
L’altra coppia è quella di Anna Tsygankova-Matthew Golding, davvero entrambi straordinari sia nel pezzo classico del Don Chisciotte (in cui Golding mi è sicuramente piaciuto molto più di Vassiliev visto recentemente proprio in questo pdd al Gala des Etoiles alla Scala; l’ho trovato più misurato, elegante e senza quella voglia di strafare che attanaglia sempre l’altro), che in quello moderno di Duet.

Don Q

Anna Tsygankova e Matthew Golding al termine di Don Chisciotte

Gli altri due pezzi sono stati Grand Pas Classique eseguito da Melissa Hamilton con Dawid Trzensimiech, entrambi bravissimi ed applauditissimi, e il pdd dallo Schiaccianoci con Anna Tikhomirova e Semyon Chudin, ballerini del Bolshoi davvero perfetti e precisi. Anche loro, insieme alla coppia Tsygankova-Golding, molto apprezzati.
Dal momento che è stata sottolineata una certa prevedibilità in alcuni giudizi dati su Roberto, questa volta per onestà devo dire che non mi ha pienamente convinto nell’esecuzione di Prototype (nessun errore, ma non come al suo solito) e, nel finale del Grand pas de deux, ci sono state alcune imprecisioni sia di Roberto che di Alicia, quasi sicuramente passate inosservate ai più anche per il fatto che il pezzo gioca molto sugli errori della ballerina, sui manierismi della danza accademica e dei danzatori (sempre pronti a contendersi la ribalta) e sulle trovate sceniche, come quella della borsetta o degli occhiali della protagonista, che rendono il tutto molto esilarante.
È incredibile, ma in un batter di ciglia siamo già arrivati ai saluti finali.

Purtroppo queste serate di danza passano sempre troppo in fretta e devo dire che, nonostante la formula non sia nuova, conserva in sé un fascino a cui, anche se diverso da quello che può avere un balletto completo, è difficile resistere e infatti ogni volta che esce una nuova serata alla fine cediamo e siamo presenti.
Quindi alla prossima tappa…..il viaggio nella bellezza continua.

Uscita

(Fotografie e video di Eleonora Bartalesi)

web

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