Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

“Histoire de Manon” il giorno dopo Bataclan: la luce dell’Arte contro le tenebre dell’orrore

IMG_2073

7 novembre 2013 – 14 novembre 2015: due anni dopo, molte esperienze dopo…come cambia lo stesso balletto a mano a mano che cambiano e maturano gli interpreti….come cambia il modo di recepirlo da parte nostra, il pubblico: il proprio bagaglio di emozioni, gioie e dolori colora di tinte completamente differenti la storia che gli artisti ci narrano.

*************
Non posso raccontare Histoire de Manon del 14 novembre 2015 senza ricordare il giorno prima, anzi, la sera prima: l’orrore.
Come cambia lo stesso balletto quando è vissuto con il dolore nel cuore e le lacrime a fior di ciglia, quando negli occhi, nell’anima e nella mente pesano come macigni le immagini di una nuova tragedia del terrorismo che si è consumata la sera di venerdì 13 a Parigi. Non ricorderò i fatti, purtroppo ben noti a tutti. Solo un nome: Bataclan. Un teatro. Un teatro come La Scala. Sono convinta che molti di noi, comodamente seduti nelle proprie poltroncine in attesa delle nostre Etoiles, nell’intimo immaginavano come si potesse presentare lo scenario apocalittico di armi spianate, raffiche di mitra e corpi a terra senza vita, in quel luogo tanto amato, ricco di storia, di arte e di bellezza, di cultura e comunità fra i popoli.
Mi guardavo intorno cercando sguardi rassicuranti, ma le orecchie percepivano sempre le stesse parole: Parigi, teatro, attentati, terroristi. Non si parlava d’altro.
E la serata non poteva non aprirsi con gli artisti e le maestranze sul palcoscenico, ad osservare un minuto di silenzio, in piedi con tutto il pubblico, dopo che il Sovrintendente e Direttore Artistico Alexander Pereira ha ricordato l’attentato di Parigi e le sue vittime.

IMG_2025
************
Non posso raccontare Manon senza ricordare l’incontro avvenuto la mattina stessa dello spettacolo, alla portineria del Teatro, mentre con alcune “amiche di danza” stavamo lasciando i fiori per la nostra Etoile. L’incontro fortuito con una leggenda della danza come Alessandra Ferri, che mi ha lasciato una grande emozione solo nell’averla vista per pochi attimi, e poco dopo con lui…la nostra Etoile che, sorridente e scherzoso, si è fermato un momento a salutarci prima di andarsene con un “Ci vediamo stasera”.

IMG_2087
*************

Ho parlato ampiamente della trama di questo balletto splendido e profondamente drammatico negli articoli di due anni fa (https://ilpadiglionedoro.wordpress.com/2013/11/10/il-gioco-della-seduzione-e-del-dolore-histoire-de-manon/ https://ilpadiglionedoro.wordpress.com/2013/11/10/memories-histoire-de-manon-torna-alla-scala/) per cui qui ne darò solo pochi cenni, iniziando con le parole dello stesso coreografo, Kenneth MacMillan.

IMG_2086

“La Manon dell’Abbé Prevost è una ragazza di sedici anni, che ama la vita e non sa resistere al piacere che essa le offre. È charmante, ma amorale. C’è in lei qualcosa di ancora infantile. Non è fatta che d’istinto. Ama sinceramente Des Grieux e resta davvero legata a lui, ma è incapace di vivere questo amore nell’indigenza, mentre le molteplici tentazioni di una vita lussuosa sono a sua portata di mano. Senza nemmeno esserne cosciente, conduce alla degradazione un giovane che diviene vile, ladro e che ammazza per lei. Una delle cose che più mi ha intrigato in questo personaggio di Manon è che non sembra esservi della logica nel suo comportamento. In un momento va a vivere con Des Grieux, che lei ama, e il momento successivo lo lascia perdere. La chiave della sua condotta si trova, io credo, nelle sue origini: una famiglia dignitosa, sicuramente, ma modesta, e ben presto ridotta alla povertà, in quel XVIII secolo dove le fortune si creano e si disfano con la rapidità di un temporale. Ebbene, nella miseria si finisce per perdere tutta la dignità. E Manon ha talmente paura della miseria! Meno della povertà stessa che della vergogna di essere povera. È proprio questo che ho voluto mostrare nel mio balletto: la disparità tra la grande ricchezza e la grande povertà nella Francia del secolo dei Lumi.”

Immagino non sia facile per una grande danzatrice come Svetlana Zakharova, altera ed elegante, e non giovanissima, rivestire i panni di una Manon adolescente innocente e dimessa. In questa recita, tuttavia, ho trovato la sua interpretazione del Primo Atto più credibile rispetto alla precedente scaligera: maggior ingenuità nello sguardo e nel sorriso, maggior freschezza nei gesti, e sempre la sua superba bravura tecnica.
Roberto Bolle…Roberto…quanto è cambiata la sua trasposizione in danza dell’innamorato e sofferente Des Grieux! Ancora più maturo e profondamente consapevole del personaggio che stava interpretando: adocchia la bellissima Manon non appena ella entra in scena, attraversa regalmente il palcoscenico (bellissimo nel suo elegante costume bianco bordato di passamaneria dorata) fingendo di essere immerso nella lettura e finalmente, non per caso ma con un lampo di malizia negli occhi, urta la fanciulla per incontrare il suo sguardo attraverso il quale nasce l’amore.

IMG_2078

L’assolo di Des Grieux (ph. Teatro Alla Scala)

Appassionato ed emotivamente un po’ turbato il suo primo assolo per l’amata, con le mani lievemente tremanti e qualche minuscola incertezza nei primi passi (particolari di certo percepiti solo nelle primissime file), cosa che ha reso ancora più umana e “sentita” la sua rappresentazione dello stato d’animo del giovane studente. Solo questione di pochissimi minuti e i suoi passi sono tornati ad essere precisi ed energici come sempre, con un applauso scrosciante del pubblico al termine dell’esibizione.
Nel secondo quadro dell’Atto Primo ritroviamo il primo pas de deux in camera da letto, nell’appartamento di Des Grieux: il ragazzo sta scrivendo una lettera quando si lascia travolgere dalla passione per la sua Manon, tessendo con lei una danza fresca e gioiosa, in un continuo intreccio di sguardi. Tredici minuti di danza sublime sostenuta dagli incantevoli brani scelti da Jules Massenet per questo balletto e premiata dalle ovazioni del pubblico.

IMG_2081

Il passo a due della camera da letto: Svetlana Zakharova e Roberto Bolle (ph. Teatro Alla Scala)

IMG_2080

(ph. Teatro Alla Scala)

IMG_2055

Il passo a due: le prove (ph. Teatro Alla Scala)

L’ingresso del fratello di Manon, Lescaut, che accompagna Guillot de Morfontaine e il suo seguito di gioielli e pellicce, spezza l’incanto dell’amore per portarci nella dimensione dell’interesse. Sia la musica che la danza cambiano, si fanno più drammatiche e accese di toni chiaroscurali, in un passo a tre morbido e sensuale che sottolinea la lascivia e l’arroganza del nuovo rapporto che Manon si appresta a vivere. Adornata come una ricca signora accarezza il letto fino a poco prima diviso con il bel Cavaliere e lascia il palcoscenico sottobraccio al tronfio GM, appena un attimo prima che faccia ritorno Des Grieux.
Affranto, sbeffeggiato da Lescaut che gli lancia i soldi ricavati dalla “vendita” della sorella, Roberto Bolle esprime tutta la sua rabbia, il suo dolore per la perdita dell’amata, lasciando intuire l’abisso di perdizione nel quale si lascerà precipitare per amore.
Applausi senza fine al termine di questa scena ricca di pathos.
Il primo intervallo serve per recuperare il respiro, come sempre in sospeso per tutta la durata del pas de deux, e per stemperare l’emozione iniziale di questa serata particolare, anche perché si tratta della “prima”, essendo stata soppressa all’ultimo istante la vera prima serata di giovedì 12 causa sciopero dei tecnici aderenti a molte sigle sindacali.
Il Secondo Atto, ambientato nell’opulenza color porpora della casa di piacere di Madame dove i gentiluomini scelgono le cortigiane cui accompagnarsi, è l’apoteosi di Manon/Svetlana: altera, splendida nelle linee e perfetta nell’esecuzione, adorabile il suo port de bras tipico della scuola sovietica. E’ una grande interprete in questa parte la Zakharova. Non posso dire altrettanto del Corpo di Ballo, dignitoso, ma alcuni ballerini non del tutto all’altezza: qualche imprecisione, in particolare nelle prese della protagonista; perdita del balance con conseguente caduta di una ballerina; coordinamento talvolta carente.
Roberto è perfettamente calato nella sua parte di amante abbandonato e disposto a qualunque cosa pur di riconquistare Manon: disdegna con fastidio le ragazze che lo corteggiano, insegue la sua bella che lo snobba e alla fine, quando entrambi cedono al loro sentimento mai svanito, danza con lei e per lei in un’accorata implorazione d’amore. Si dimostra abile baro e gioisce nel guadagnare con l’inganno i soldi per riavere Manon, spaventato fugge con lei per sottrarsi all’ira di GM sospettoso delle sue vincite.

(ph. Teatro Alla Scala)

Subito dopo l’altro splendido pas de deux della camera da letto, così diverso dal primo, doloroso e quasi violento, simbolo di un amore talmente sofferto e disperato da poter avere un solo drammatico destino: l’uccisione di Lescaut e la deportazione di Manon come prostituta.

Il pas de deux del Secondo Atto (ph. Teatro Alla Scala)

L’Atto Terzo è un capolavoro nel suo insieme di melodie e di figure coreografiche, dalla danza impaurita e piena di vergogna delle giovani donne deportate all’arrivo di Manon accompagnata da un lacero Des Grieux, al sopruso del carceriere (un carismatico Mick Zeni, ottima anche questa sua interpretazione della guardia violenta), all’omicidio da parte di Des Grieux. Il finale, come ben sappiamo, è una sequenza di note drammatiche: l’omicidio del carceriere, il terrore negli occhi e nei gesti di Des Grieux e la fuga dei due amanti in Louisiana, nelle cui paludi Manon troverà la morte.
La scena finale è sempre di grande impatto emotivo e profondamente commovente, con l’ultimo, disperato passo a due in cui Roberto stupisce ancora una volta per la sua abilità interpretativa, la sua potenza muscolare nelle prese, la sua passione nel tentativo disperato di strappare alla morte la donna amata. Palpabile la chimica con Zakharova, molto brava anche in questi ultimi minuti, in grado di rendere sia con la danza che con l’espressività il suo già essere lontana dalla vita. Sul fondo scorrono beffardi tutti i personaggi tronfi e falsi che hanno accompagnato la loro storia, mentre Manon esala l’ultimo respiro, dopo che Des Grieux ha cercato in ogni modo di strapparla alla morte. E’ Roberto il protagonista di questi secondi di chiusura, con il dolore dipinto sul viso affranto, le membra scosse dai singhiozzi e l’urlo di dolore su cui cala il sipario.

IMG_2053

(ph. Teatro Alla Scala)

IMG_2054

(ph. Teatro Alla Scala)

Impossibile non commuoversi. D’obbligo accogliere con applausi straripanti Svetlana e Roberto che, abbracciati, emergono dalle tende del sipario con lo sguardo affranto di chi paga con il dolore una vita sbagliata.

IMG_2088
Ovazioni e applausi a non finire e “bravo” a gran voce per lunghi minuti agli interpreti di uno dei balletti più significativi e appassionanti dell’era moderna della danza.

IMG_1824

 

image-19-11-15-05-02

Alessandra Vassallo e Antonino Sutera: Lescaut e la sua amante

image-19-11-15-05-03-2

Deborah Gismondi e Alessandro Grillo: Madame e Monsieur GM

IMG_1837

Mick Zeni: il carceriere

IMG_1870

Le splendide Etoile Svetlana Zakharova e Roberto Bolle

Uscita artisti affollata, ma non sguaiatamente scomposta. La nostra Etoile adorabile nella sua sorridente semplicità e tranquillità, disponibile con tutti, per tutti una parola e un ringraziamento. Grazie a te, Roberto, per far brillare la luce dell’Arte sopra qualunque tenebra voglia oscurarla.

divine

Noi, #ledivine, con la nostra meravigliosa Etoile

*******************
Termino di scrivere dopo aver letto che questa sera, 18 Novembre, “è scattato l’allarme rosso anche in Italia: l’FBI ha inviato alle autorità di sicurezza una segnalazione in cui vengono indicati la basilica di San Pietro a Roma, il Duomo e la Scala di Milano come possibili obiettivi di un attentato. Ma non solo: nella segnalazione arrivata dagli Stati Uniti vengono indicati i nominativi di cinque soggetti che potrebbero essere presenti nel nostro paese, personaggi sospetti da ricercare.”
Spero di poter scrivere ancora di danza, dalla Scala, dal mio Teatro del cuore.

IMG_2098

(ph. dal web)

(Ove non segnalato, le foto sono personali)

sito

Annunci

2 commenti su ““Histoire de Manon” il giorno dopo Bataclan: la luce dell’Arte contro le tenebre dell’orrore

  1. wolfghost
    novembre 22, 2015

    Prima o poi tempi più serebi torneranno, ne sono certo 🙂
    Ho apprezzato la tua commemorazione per i fatti francesi, e mi è piaciuta – come sempre – la recensione dello spettacolo, al solito “non di parte”, ma sincera ed equilibrata 😉
    Un caro saluto!

    http://www.wolfghost.com

    Mi piace

    • ilpadiglionedoro
      novembre 22, 2015

      Non potevo non ricordare… Il dolore e la tensione era palpabile, tutto intorno.
      Sempre grazie, Wolf 🙂

      Mi piace

I vostri pensieri

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Pensieri Scritti - l'essenza - io esisto

- Si crea ciò che il cuore pensa - @ElyGioia

Cap's Blog

La musica ha inizio dove finiscono le parole

Italo Kyogen Project

伊太郎狂言プロジェクト

Mr.Loto

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

'mypersonalspoonriverblog®

Amore è uno sguardo dentro un altro sguardo che non riesce più a mentire

Penne d'Oriente

Giappone, Corea e Cina: un universo di letture ancora da scoprire!

Memorie di una Geisha, multiblog internazionale di HAIKU di ispirazione giapponese

Ci ispiriamo agli antichi maestri giapponesi che cantarono la bellezza della natura e del cosmo, in 17 sillabe che chiamarono HAIKU

Il fiume scorre ancora

Blog letterario di Eufemia Griffo

Arte&Cultura

Arte, cultura, beni culturali, ... e non solo.

Un Dente di Leone

La quinta età: un soffio di vento sul dente di leone

Picture live

Vivir con amor

vengodalmare

« Io sono un trasmettitore, irradio. Le mie opere sono le mie antenne » (Joseph Beuys)

mammacomepiove!

Donna. Mamma. Sognatrice. In proporzioni variabili.

La poesia di un arabesque

"La danza è il linguaggio nascosto dell'anima" Martha Graham

Polvere o stelle

racconti, emozioni e pensieri danzanti

IO, ME E ME STESSA

Per andare nel posto che non sai devi prendere la strada che non conosci

Il Canto delle Muse

La cosa importante è di non smettere mai di interrogarsi. La curiosità esiste per ragioni proprie. Non si può fare a meno di provare riverenza quando si osservano i misteri dell'eternità, della vita, la meravigliosa struttura della realtà. Basta cercare ogni giorno di capire un po' il mistero. Non perdere mai una sacra curiosità. ( Albert Einstein )

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

Orizzonti blog

blog di viaggi

Pinocchio non c'è più

Per liberi pensatori e pensatori liberi

L'angolino di Ale

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

DANZA/DANZARE

considerazioni, training, racconti

Di acqua marina di Lucia Griffo

Just another WordPress.com site

17 e 17

UN PO' PIU' DI TWITTER, UN PO' MENO DI UN BLOG

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

jalesh

Just another WordPress.com site

Cetta De Luca

io scrivo

filintrecciati

Just another WordPress.com site

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

just an other actor's blog

Sakura No Hana...

Composizioni in metrica giapponese

Versi in rima sciolta...

Versi che dipingono la natura e non solo...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: