Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

“Gala des Etoiles” al Teatro Alla Scala: considerazioni e applausi finali

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E’ trascorsa ormai una settimana dal “nostro” Gala des Etoiles, e mi fa piacere ricordarlo con le parole di una de #ledivine care amiche presenti alla serata: Eleonora, di Firenze, che ci regala le sue impressioni conclusive di questa nuova serata insieme. Grazie!
E ora…a rileggerci dopo Histoire de Manon di sabato 14 Novembre!
**********

“Il “Gala des Etoiles” 2015 andato in scena in occasione della chiusura di Milano Expo è stata davvero una serata speciale che ha visto in scena i più famosi e bravi ballerini del mondo impegnati in un programma molto ricco, composto da una selezione tra i migliori pas de deux della coreografia mondiale.
Se dovessi sintetizzare la serata in poche righe citerei sicuramente La Rose Malade di Roland Petit con Maria Eichwald e Mick Zeni che ho trovato davvero coinvolgenti e struggenti nella loro interpretazione; Three preludes di Stevenson con Lucia Lacarra e Marlon Dino molto affiatati, accompagnati al pianoforte dal maestro Roberto Cominati sullo sfondo della scena, assolutamente perfetti nell’esecuzione di questa lezione alla sbarra che piano piano prende forma e si arricchisce ad ogni passo.

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Maria Eichwald e Mick Zeni

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Lucia Lacarra e Marlon Dino

Infine la sensualità, l’erotismo e l’intesa di Polina Semionova e Roberto Bolle nel pdd della Carmen, sempre di R. Petit.

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Polina Semionova e Roberto Bolle

Per il resto ho trovato alquanto discutibili alcune scelte fatte in tema di abbinamento pdd-interpreti, tra l’altro leggo che forse è dipeso dalle poche prove fatte. Beh, se le cose stanno così, rimango ancora più allibita dal momento che questo gala è stato programmato da tempo.
Ho letto anche qualche critica sulla scelta di inserire nel programma la coreografia di Massimiliano Volpini, Prototype, perché considerata un’eccessiva celebrazione di Roberto Bolle.

12208333_10207809660104318_9125744774955212295_nA parte il fatto che Roberto è sicuramente un’eccellenza italiana e che, dopo mesi passati con l’esibizione del Cirque du Soleil, se per la chiusura dell’Expo celebriamo una nostra eccellenza mi sembra sia più che lecito, trovo anche che Volpini (ormai dedicatosi esclusivamente alla coreografia) sia un buon coreografo (sono infatti molto curiosa di vedere la prossima produzione, Il giardino degli amanti, su musiche di Mozart) e che questa commistione ed interazione tra danza classica e proiezioni digitali di Prototype sia molto interessante anche per un teatro come La Scala.
Tra le altre Etoiles, oltre agli immancabili Zakharova e Murru, era presente anche Ivan Vasiliev, il cui principale pregio sono sicuramente i salti, le pirouettes e le sforbiciate in aria e tanta è la voglia di fare sempre maggiori evoluzioni da farsi prendere la mano e arrivare a volte a perdere leggermente il controllo.
Il pubblico, si sa, per queste cose perde letteralmente la testa: sono infatti personalmente testimone di quanto Vasiliev abbia mandato in estasi le mie vicine di posto, e non solo loro ma l’intero teatro.

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Da sin.: Marlon Dino, Roberto Bolle e Svetlana Zakharova

Anche se riconosco che salti, pirouettes e altre evoluzioni acrobatiche fanno parte dell’arte coreutica, prediligo un’altra danza, quella dell’eleganza, dei movimenti armoniosi, del gesto pulito, misurato, delle belle linee e, soprattutto, dell’interpretazione che fa diventare quest’arte qualcosa di intimo, di impalpabile, in una sorta di dialogo senza parole tra l’artista e il pubblico.
Purtroppo tutto questo non entusiasma i più allo stesso pari di quanto non facciano gli entrechats-six od una sforbiciata in aria, ma è come se giudicassimo negativamente una ballerina che invece di fare i famosi 32 fouettés del Lago dei Cigni ne avesse fatti solo 25 e che al contempo però avesse interpretato magnificamente Odile/Odette.
A questo mi riallaccio per fare delle considerazioni su Roberto Bolle. Lui rappresenta esattamente quell’eleganza e quell’armoniosità a cui facevo riferimento prima e quella capacità interpretativa che purtroppo alcuni ancora non gli riconoscono, ma che c’è, assolutamente, e quando nel pdd della Carmen, aprendosi il sipario sullo sfondo rosso si staglia la sagoma di Roberto, non si può non rimanere ammaliati e rapiti dal suo incedere, una personalità e un modo di stare in scena che pochi hanno.
E mi ha aperto il cuore constatare quanto il pubblico ami Roberto e quanto ancora lui si emozioni di fronte alle dimostrazioni di affetto quando, al termine di Prototype, si prende tutti gli applausi e l’ovazione che il pubblico gli tributa.”

(ph. di Eleonora Bartalesi)

classifiche

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5 commenti su ““Gala des Etoiles” al Teatro Alla Scala: considerazioni e applausi finali

  1. wolfghost
    novembre 8, 2015

    Caspita, ma siete un gruppo davvero preparatissimo! Non importa di chi è la recensione: è sempre un piacere leggerla, soprattutto perché la critica è davvero sincera e non di “circostanza”! 😉
    Un caro saluto ad entrambe! 🙂

    http://www.wolfghost.com

  2. Emma York
    novembre 17, 2015

    Adoro la danza!! Assolutamente non posso dire di essere esperta in materia, ma amo la dedizione e la fatica che i ballerini mettono nella loro carriera. Essendo stata una sportiva per molti anni, sento questa similitudine con chi pratica questa disciplina. È di un eleganza spaventosa. Se rinascessi, vorrei provare ad essere una di loro, anzi di voi.
    Un bacione e complimenti per il blog, è bellissimo e originale!

    • ilpadiglionedoro
      novembre 17, 2015

      Buongiorno Emma e grazie per esserti unita al nostro gruppo di appassionati di danza! In effetti la dedizione che i ballerini devono mettere nel loro lavoro, ogni giorno, per poter essere sempre al top è molto simile a quella degli sportivi: ore e ore di allenamento, concentrazione e dedizione totale. Solo così si può raggiungere la vetta.
      Grazie per i complimenti, sei molto gentile. Spero di ritrovarti di nuovo fra queste pagine.
      Passerò presto a leggerti 🙂 Un abbraccio

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