Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

“Gala des Etoiles” al Teatro Alla Scala: l’Expo si chiude con le stelle della danza

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“Siamo tutti nati nel fango, ma alcuni di noi guardano alle stelle”
Oscar Wilde

…non solo le stelle che punteggiavano il cielo di una tiepida e limpida Milano di fine ottobre, ma anche e soprattutto quelle che hanno illuminato il palcoscenico del Piermarini venerdì 30 e sabato 31 Ottobre per il “Gala des Etoiles”, spettacolo di chiusura del semestre dell’Expo.
Teatro sold out da molto tempo e un cast di grandi ballerini ben noti al pubblico scaligero.
Sentimenti e sensazioni contrastanti nel corso di questa carrellata di grandi coreografi, musicisti e interpreti, alcune positive, altre tristemente e malinconicamente molto meno.
L’apertura è affidata ad una favolosa coppia dentro e fuori dal palcoscenico: Lucia Lacarra (Principal del Balletto dell’Opera di Monaco di Baviera) e Marlon Dino (Solista nella stessa Compagnia) per l’intenso Three Preludes, un pas de deux creato da Ben Stevenson su musica di Rachmaninov. Due figure si muovono nell’ombra in un gioco di coppia, uniti e al contempo divisi da una sbarra: si avvicinano, si scambiano emozioni, in un intimo intreccio di sguardi e movimenti.

Lucia Lacarra e Marlon Dino, Three preludes (ph. Jack Devant)

Dopo questo inizio importante, sebbene di non grande effetto scenografico, è stato un susseguirsi di esercizi di virtuosismo ed esibizioni della più elevata scuola coreutica.
Commovente, incantevole, molto forte nell’immagine e accattivante nella coreografia il famoso La rose malade di Roland Petit (da William Blake) sull’Adagietto di Mahler, con Maria Eichwald (già Principal dello Stuttgarter Ballet e ora ballerina freelance) e Mick Zeni (Primo ballerino della Scala): sintonia perfetta e interpretazione intensa per questa danza d’amore e morte, narrazione di due destini che si incrociano. La Eichwald rappresenta con lievità estrema il delicato movimento dei petali di una rosa che cercano sostegno fra le braccia del suo atletico partner, per poi staccarsene con grazia, come il fiore più bello che morbidamente sfiorisce. Zeni si rivela ancora una volta danzatore di grande spessore interpretativo e di tecnica sopraffina: mai, nelle innumerevoli volte che ho avuto l’occasione di vederlo sul palcoscenico, ha deluso il suo pubblico.

Il puro virtuosismo classico arriva con il Grand Pas Classique di Victor Gsovskij su musica di Daniel-François Auber, eseguito dagli splendidi Alina Somova (Prima ballerina del Mariinskij-Kirov) e Leonid Sarafanov (già Primo ballerino del Mariinskij-Kirov e ora del Mikhailovskij Ballet). Passo a due canonico – con Adagio, Variazioni e Coda – ma effervescente e dal ritmo veloce, adatto alla tecnica superba dei danzatori di scuola sovietica.

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Alina Somova e Leonid Sarafanov, Grand Pas Classique

Mediterraneo, passionale, struggente, sensuale: il passaggio al pas de deux di Carmen (cor. di Roland Petit su musica di Bizet) è improvviso e travolgente. Quando la silhouette nera di Roberto Bolle (Etoile della Scala e Principal dell’American Ballet Theatre di New York) compare sul palcoscenico rosso fuoco si scatenano gli applausi: la sua habanera raffinatamente erotica è speculare alla sensualità graziosa e civettuola di Polina Semionova (Prima ballerina del Balletto dell’Opera di Berlino e Principal dell’American Ballet Theatre di New York). Il passo a due della camera da letto, visto ormai tante volte, sempre incanta e incatena il pubblico a questi due corpi che si cercano e si respingono con le membra e con gli sguardi. Sintonia come sempre perfetta e passionalità a mille per due interpreti armoniosamente coinvolti e coinvolgenti.

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Polina Semionova e Roberto Bolle, Carmen

 

Con La morte del cigno di Michail Fokin su musica di Camille Saint Saën si cambia ancora registro: Svetlana Zakharova (Etoile del Bol’šoj di Mosca e del Teatro alla Scala) si identifica nell’etereo e struggente candido cigno che, sulle note languorose di pianoforte e violoncello, si ribella con lievi e impercettibili frissons al destino che la attende. Brava, molto brava, la Zakharova in questa parte, sebbene una maggior interiorizzazione del movimento, secondo me, sarebbe necessaria (la superba e irraggiungibile Maja Plisetskaya insegna…).

Svetlana Zakharova, La morte del cigno (ph. Luigi Gasparroni)

Dopo l’atmosfera sognante del cigno, i fuochi d’artificio del Grand pas de deux dell’Atto III da Don Chisciotte (cor. di Petipa e musica di Minkus) ci riportano alla realtà. La Kitri della Prima ballerina scaligera Nicoletta Manni (partner di Roberto nel suo tour #viaggionellabellezza con gli altri Friends) e il Basilio di Ivan Vasiliev (Primo ballerino del Bol’šoj di Mosca e Principal dell’American Ballet Theatre) esaltano il pubblico per i loro virtuosismi e l’atletismo quasi esasperato. La diagonale con il ventaglio di Kitri e il suo sollevamento infinito con una sola mano da parte del possente Basilio ricevono vere ovazioni: un finale di primo tempo davvero stellare. Un mio parere personale, da amante della danza ma non esperta di tecnica e, me ne rendo conto, in contrasto con la stragrande maggioranza dei ballettofili: non amo le grandi evoluzioni, i salti ai limiti dell’umano, tutti quei “numeri” che fanno esplodere i teatri in boati di meraviglia, a meno che non siano accompagnati dalla grazia e dall’accuratezza nel movimento e da quel sentimento che, se espresso, rende unico un danzatore. Ecco, per questo non sono riuscita ad apprezzare del tutto il Basilio di Vasiliev, sebbene non possa non riconoscergli grandi capacità fisiche.

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Nicoletta Manni e Ivan Vasiliev, Don Chisciotte

Il secondo tempo si apre su uno dei pezzi che amo di più, pur avendolo visto una sola volta (al Gala per l’Unicef svoltosi il 20 Novembre 2010 all’Auditorium della Conciliazione di Roma): il pdd Light Rain, creato da Gerald Arpino su musiche di Douglas Adam e Russ Gauthier.
Allora aveva riscosso un grande successo e anche il pubblico scaligero ha decretato l’enorme suggestione della musica di sapore orientaleggiante e la bravura indiscussa degli interpreti. Atletico, “giovane”, energico e sensuale, esaltato dalle splendide linee della fantastica Lucia Lacarra e dalla possente grazia (e bellezza) di Marlon Dino. Scrosci di applausi, meritatissimi.

Prese mozzafiato, atletismo talvolta eccessivo ma di grande impatto e sicuramente di un accentuato lirismo, complice la struggente musica di Chačaturjan: intensa e, questa volta, apprezzata anche da me, l’interpretazione di Spartacus da parte di Ivan Vasiliev, che ha danzato il celebre passo a due con Maria Vinogradova-Phrygia (Principal soloist al Bol’šoj di Mosca).

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Maria Vinogradova e Ivan Vasiliev, Spartacus

In chiusura due pezzi che incorniciano idealmente tutta la storia della danza, dall’accademismo più rigoroso ai visual effects ultramoderni.
Innanzitutto Prototype: l’assolo creato da Massimiliano Volpini per la nostra Etoile Roberto Bolle viene portato per la prima volta alla Scala e l’effetto è davvero “speciale”, anche se il pezzo è stato ridotto di circa la metà. Le immagini spettacolari che danzano insieme a Roberto, i suoi cloni, le luci, il virtuosismo della danza classica unito agli effetti digitali, oltre alle coinvolgenti musiche di Piero Salvatori, fanno di Prototype un’opera davvero unica nel suo genere e sempre entusiasmante e godibile.

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Roberto Bolle, Prototype

Infine il pas de deux da Il corsaro, coreografia di Petipa su musica di Riccardo Drigo, magistralmente eseguito da Svetlana Zakharova e Leonid Sarafanov. Una Medora sfavillante quella di Zakharova, luminosa e perfettamente calata nella parte, sia dal punto di vista interpretativo (la gioia dell’amore traspariva da ogni sguardo, da ogni gesto) che stilistico. Davvero strepitosa. Partner all’altezza Sarafanov nei panni di Conrad, il corsaro innamorato che tesse con lei raffinate figure, oltre a mostrare al pubblico le sue squisite doti di elevazione e virtuosismo. A dimostrazione che si può essere eleganti anche nelle evoluzioni acrobatiche che certi ruoli richiedono.

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Svetlana Zakharova e Leonid Sarafanov, Il corsaro

Chiusura in allegria con La danza delle Ore, con tutti gli artisti in scena ad esibirsi in brevi variazioni di gruppo accompagnate dal battito ritmico delle mani del pubblico. E poi ancora ovazioni e applausi per una serata davvero stellare.

Ho lasciato volutamente in sospeso due pas de deux deludenti, quelle “sensazioni tristemente e malinconicamente deludenti” cui accennavo all’inizio.
A Melissa Hamilton (First Soloist del Royal Ballet di Londra) e Claudio Coviello (Primo ballerino della Scala) è stato affidato il gioioso passo a due dell’Atto I, Scena II da L’histoire de Manon (cor. MacMillan su musica di Massenet). Due bravi ballerini già padroni di queste parti, i quali però, a quanto ho letto sul web, pur non avendo mai ballato insieme hanno potuto provare solo un’ora. La mancanza di sintonia era evidente ed ha purtroppo mortificato la bravura di entrambi.
Delusione anche per l’atteso pas de deux, Atto I, scena VI da Romeo e Giulietta, interpretato da Maria Eichwald e Massimo Murru (Etoile della Scala). Ho accolto con gioia la notizia che Murru avrebbe ballato al Gala: ho sempre ammirato la sua delicatezza e quel modo intimo e profondo di dare spessore ai personaggi. Indimenticabile l’interpretazione accanto a Roberto Bolle del Chant du compagnon errant all’ultimo Gala des Etoiles scaligero del 2011 (
https://ilpadiglionedoro.wordpress.com/2012/11/25/gala-des-etoiles-teatro-alla-scala-29-aprile-2011/) I due artisti non hanno mai ballato insieme e, addirittura, la Eichwald non ha mai interpretato questa versione di Romeo e Giulietta. Aggiungerei che Murru non era forse in una “serata sì”, viste le diverse imprecisioni e alcuni movimenti buttati là, quasi di malavoglia. Un Romeo da non ricordare.

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Uscita artisti: il solito disordinato assembramento sotto i portici, come prevedibile, e le Etoiles che escono una dopo l’altra concedendosi poco alla richiesta di autografi. Bei tempi quelli in cui gli artisti potevano disporsi all’interno del bancone della portineria e firmare locandine con relativa calma (e sottolineo relativa… ☺ )
Gentilissimi Lucia Lacarra e Marlon Dino, il quale si è esibito nel suo italiano perfetto facendo qualche battuta ironica sul caos che lo circondava. Non ho potuto esimermi dal dichiarare il mio amore (artistico) a Lucia, ringraziandola per l’autografo e sussurrandole rapita un: I love you so much.
Intimidita ma disponibile Melissa Hamilton. Gli altri passati velocemente e spariti.
Roberto no. Non avrebbe potuto fuggire dall’abbraccio del suo pubblico che, come sempre, l’ha accompagnato per un breve tratto di strada, allontanandosi a fatica dal suo sorriso e dalla sua gentilezza.

IMG_1559_Fotor_CollageAutografi, foto e saluti per tutte noi amiche #ledivine e un breve riepilogo dei prossimi appuntamenti insieme: 14 novembre per L’histoire de Manon, 28 dicembre per il Gala di Torino e poi gennaio per Cinderella, per citare solo i più vicini nel tempo. Scambi di battute con la nostra Etoile… “Ormai ci si vede ogni poco!” “Eh sì, ci vediamo spesso…”
L’abbiamo salutato portando nel cuore il suo sguardo luminoso e la sua palese emozione mentre, dal palcoscenico, abbracciava idealmente il pubblico che lo stava osannando. Siamo felici quando leggiamo la soddisfazione nei suoi occhi.

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(ph. Eleonora Bartalesi)

sito internet

(Ove non indicato, le foto sono personali)

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2 commenti su ““Gala des Etoiles” al Teatro Alla Scala: l’Expo si chiude con le stelle della danza

  1. paradisearosa
    gennaio 3, 2016

    Complimenti per la sensibilità e l’attenzione ai particolari che leggo in questa recensione! Ho appena scoperto questo blog e trovo sia un vero piacere leggerlo!

    Piace a 1 persona

    • ilpadiglionedoro
      gennaio 3, 2016

      Grazie Francesca! Mi danno molta emozione queste tue parole, perché provengono da una “addetta ai lavori”, quindi hanno un’importanza speciale.
      Scopro anch’io ora il tuo blog e lo seguirò con molto piacere…ho molto da imparare. Ancora grazie e a rileggerci presto 🙂

      Mi piace

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