Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Parma, 23 ottobre: prosegue il nostro racconto del #Bolletour d’autunno

FOTO ELE 6

Parata di stelle al Regio di Parma

Seconda tappa del #Bolletour autunnale: venerdì 23 ottobre, ancora una volta Teatro Regio di Parma.
Il racconto di Eleonora per rivivere un’altra magica serata di stelle. Grazie Ele!

«Eccoci continuare, dopo la pausa estiva, il lungo meraviglioso #viaggionellabellezza.
Questa volta siamo a Parma nel bellissimo Teatro Regio in compagnia di Cristina.
L’apertura della serata è con Prototype (M. Volpini) sempre piacevole da vedere, e appena Roberto Bolle compare sul palco, ancor prima di fare un passo, il teatro esplode in grida di giubilo e applausi scroscianti. Devo dire che in tanti anni di Bolletour non ho mai sentito un pubblico così caloroso come quello parmense.
A seguire, il pdd Carnevale di Venezia (M.Petipa) con Viktorina Kapitonova e Dinu Tamazlacaru che personalmente non mi ha entusiasmato più di tanto;
ho trovato invece coinvolgente Duet (C. Wheeldon) con Anna Tsygankova e Josef Varga. Un passo a due fluido, dalle linee morbide, con una bellissima interazione tra i due ballerini sullo stile di After the Rain; un coreografo, Wheeldon, davvero tra i più talentuosi dei contemporanei.
Poi è la volta della simpaticissima coreografia Ring Them Bells (M. Goecke) che vede in scena Maria Eickwald e Alexander Zaitsev in un passo a due dove è sì prevista la presenza di un ballerino e di una ballerina, ma i ruoli sono assolutamente indefiniti e slegati dal concetto uomo-donna, li definirei quasi ruoli interscambiabili, dove la musica di Liza Minelli contribuisce a rendere la scena davvero vivace e ritmata (ci sono anche un paio di skateboard sul quale a turno i due ballerini attraversano il palco da una parte all’altra).
A seguire il pdd dall’atto I di Manon (K. MacMillian).
In scena Roberto Bolle e Julie Kent che, dopo l’addio alle scene di giugno, ha fatto questo regalo ai suoi ammiratori italiani partecipando alle tre date di Parma e, prima ancora, alle tre date al Teatro Petruzzelli di Bari.
Sarà che adoro Manon, sarà che quando Roberto e Julie ballano insieme si crea un’alchimia così speciale che avvolge il pubblico come in un caldo abbraccio e inevitabilmente, guardandoli, non si può fare a meno di trepidare e gioire per loro. Straordinario il bacio: così lungo, appassionato, è come se riecheggiassero nel teatro le parole dell’Abate Prevost quando fa dire a Manon “La mia bocca è un altare dove il tuo bacio è Dio!”.
Al termine applausi lunghissimi e calorosi ed è straordinario notare come durante il pdd si sentisse fortissima l’attenzione che tutto il pubblico aveva per loro, quasi come fosse attratto da una calamita, e quanto poi alla fine, come in una sorta di liberazione, tutto l’apprezzamento e l’amore verso Roberto e Julie traboccasse, ormai libero dall’ansia dell’esibizione.

FOTO ELE 2

Julie Kent e Roberto Bolle, Manon

A seguire Through the light (M. Volpini) sempre piacevole e Kazimir’s colours (M. Bigonzetti) già visto in precedenti Bolletour e qui eseguito da Maria Eichwald e Alexander Zaitsev.
Poi di nuovo sulla scena Roberto e Julie in Sinatra Suite (T. Tharp) ormai diventato quasi un classico degli ultimi anni del Bolletour e che non manca mai di farci sognare con quell’eleganza e armoniosità dei loro movimenti e, così come scrivevo in un mio precedente pezzo sempre pubblicato su questo blog, la loro esibizione “…… è stata coinvolgente e romantica, probabilmente ha fatto anche sognare tutte le donne presenti nel pubblico.”

FOTO ELE 3

L’eleganza di Julie Kent al termine di Sinatra Suite

È stata poi la volta di Swan Lake (M. Petipa) con Anna Tsygankova e Jozef Varga, a seguire Le bourgeois (B. Van Cauwenbergh) con in scena questa volta non D. Simkin ma Dinu Tamazlacaru, così come avvenuto a Roma nella serata svoltasi all’Auditorium Conciliazione di Roma nel 2013. Ben eseguito ma forse non a livello di Simkin.
Infine, a conclusione della serata, Le Grand Pas de Deux (C. Spuck) con Roberto Bolle e Viktorina Kapitonova. Questo è un pezzo che incontra sempre il gusto del pubblico, complice anche la musica trascinante de La gazza ladra di Rossini unita ad una coreografia esilarante, parodia del mondo della danza e delle sue pantomime.

FOTO ELE 1

Vittoria Kapitonova e Roberto Bolle, Le Grand Pas de Deux

Eccoci dunque giunti alla fine, purtroppo, anche di questa serata; non prima però di dire grazie a Marco Pelle (coreografo) che, ultimamente, all’occasione fa anche il responsabile servizio d’ordine quando Roberto esce per firmare autografi e fare foto. È davvero una persona speciale, di una gentilezza fuori dal comune e chi lo conosce non potrà che condividere questo mio pensiero.

FOTO ELE 5

La nostra Étoile accoglie gli applausi del pubblico

Grazie anche a Julie, sempre così semplice e alla mano, quasi ci si scorda che sia una delle più grandi ballerine di sempre e mi dispiace di non poterla più ammirare mentre danza sulle assi del palcoscenico.
E, ovviamente, non può mancare il mio grazie a Roberto per come è sopra e fuori dal palco, per le emozioni che riesce a regalarci ogni volta e alle quali non ci si abitua mai.
Concludo infine col ringraziare Manuela per lo spazio che mi concede all’interno del suo blog.»

(ph. Eleonora Bartalesi)

siti

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2 commenti su “Parma, 23 ottobre: prosegue il nostro racconto del #Bolletour d’autunno

  1. romana casiraghi
    ottobre 30, 2015

    Che dire…..ogni volta che leggo i vostri articoli vorrei esserci per gustare la bellezza l’armonia e il calore della danza e dei danzatori soprattutto del magico Roberto. Complimenti e grazie. Ciao e arrivederci a presto.

    • ilpadiglionedoro
      ottobre 30, 2015

      Grazie Romana per quanto hai scritto.
      Ogni volta per noi è una gioia e un’emozione grande rivivere attraverso le parole e le immagini queste splendide serate, ed è ancora più bello poter condividere i nostri pensieri con chi ci legge e ama la danza.
      A presto!

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