Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

“Autunno Danza”: Spagna e passione al Teatro San Carlo

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Il Padiglione ospita di nuovo, con grande piacere, una giovane firma del blog: Jole, che lo scorso martedì ha assistito ad uno spettacolo di danza al meraviglioso Teatro San Carlo di Napoli.
Ecco le sue parole.
**********

«Napoli, 13 Ottobre 2015.
Questa sera c’è la prima delle due serate di balletto a tema spagnolo che si terranno al teatro San Carlo. Esse fanno parte di “Autunno danza”, una rassegna di danza che da diversi anni caratterizza il cartellone del teatro partenopeo durante il mese di Ottobre con lo scopo di avvicinare un pubblico quanto più eterogeneo possibile all’arte coreutica.
Il teatro è sold-out e noto la presenza di tanti giovani, accorsi soprattutto per poter ammirare dal vivo la fenomenale Svetlana Zakharova, étoile del teatro Bolshoi di Mosca e del Teatro alla Scala di Milano.
La serata prevede due parti separate: Spanish Dance e una suite dal balletto Carmen.

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Jole pronta per lo spettacolo

Spanish Dance è un divertissement creato appositamente per queste due recite su musica di Jules Massenet e coreografia di Lienz Chang, maître de ballet al teatro San Carlo, che vede impegnati alcuni dei danzatori del corpo di ballo sancarliano. La coreografia è altamente tecnica, ma è resa briosa e godibile anche ai non esperti di danza da musiche e costumi che richiamano l’atmosfera spagnola. Si alternano pezzi di coppia a variazioni di soli uomini o sole donne. Da segnalare, senza dubbio, il giovane e talentuoso Salvatore Manzo che spicca tra i danzatori di questa prima parte della serata.

Svetlana Zakharova interpreta Carmen (ph. Pierluigi Abbondanza)

La seconda parte prevede l’attesissima suite da Carmen con la coreografia di Alberto Alonso su musiche di Georges Bizet e Rodion Ščedrin.
Ad interpretare il ruolo di Carmen è la star indiscussa della serata: Svetlana Zakharova, al suo fianco gli ottimi danzatori russi Denis Rodkin (Don Josè) e Mikhail Lobukhin (Escamillo), oltre che il corpo di Ballo del San Carlo.

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Svetlana Zakharova (Carmen) e Mikhail Lobukhin (Escamillo)

La Zakharova è amatissima dal pubblico partenopeo il quale le riserva una calorosa accoglienza ad ogni sua esibizione. Sono numerosissimi, infatti, gli applausi a scena aperta a lei riservati fin dalla sua prima apparizione sul palcoscenico.
La Carmen della Zakharova mi ha piacevolmente sorpresa: indubbie le sue immense doti fisiche e tecniche, ha rapito la mia attenzione soprattutto per la ammaliante e seducente interpretazione, mai forzata e distaccata ma “vissuta”. L’ho trovata molto a suo agio nei panni della zingara spagnola, seducente, sicura di sé, coinvolgente. Credo che anche la bravura del suo Don Josè abbia favorito l’ottima performance. Rodkin, che inizialmente si presenta come un Don Josè inflessibile nei confronti di Carmen, riesce a rendere al meglio il cambiamento del suo personaggio che alla fine viene soggiogato dall’amore per la bella spagnola.

(ph. Pierluigi Abbondanza)

A conclusione della suite il pubblico non si risparmia e applaude senza sosta per dieci minuti i danzatori, ma in particolar modo la splendida stella del Bolshoi di Mosca.
Ammetto che continuo a preferire la Carmen coreografata da Roland Petit ma, grazie alla bravura dei primi ballerini, ho apprezzato anche questa versione del balletto proposta dal teatro San Carlo.
Unica pecca della serata: lo spettacolo è volato via davvero velocemente! Le suite tratte dai balletti lasciano sempre un po’ l’amaro di essere troppo brevi!

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Applausi a Svetlana Zakharova (ph. Teatro San Carlo)

Cala il sipario su questa serata , è difficile lasciare un luogo meraviglioso come il teatro San Carlo. Ma una non troppo fredda notte napoletana aspetta solo di essere vissuta, per continuare a sognare sull’onda della passione vissuta a teatro.
La mia serata si conclude con questa riflessione: guardo un balletto e capisco, ogni volta, che non posso fare a meno della danza nella mia vita.

Jole Coppeta»

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