Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Alessandra Ferri: “Evolution” di una stella al Festival della Versiliana

Parliamo ancora di danza, in questa estate che, per fortuna, offre molte possibilità di assistere a spettacoli di alto livello.
Eleonora e Monica hanno assistito a “Evolution”, portato “in tour” in Italia dalla grandissima Alessandra Ferri.
Qui di seguito il racconto di Eleonora, che ringrazio ancora di cuore per la passione che esplode nelle sue parole “parlate” e per il taglio essenziale e incisivo dato alle parole “scritte”.

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Il mio mese di agosto si è inaugurato, quest’anno, in quel di Marina di Pietrasanta, con una serata di danza molto particolare all’interno del Festival della Versiliana: “Alessandra Ferri – Evolution”.
È sempre un gran piacere poter vedere la Ferri dal vivo, perché con lei le coreografie assumono un’anima propria, i passi prima di attraversare il corpo e arrivare alle gambe e ai piedi, passano dal suo cuore.

20150809_180457_Fotor_CollageA tal proposito ho trovato il ritratto pubblicato su “Words in freedom” dal titolo “Alessandra Ferri: a modo suo”, davvero bello e sentito, in cui appunto si parla di questa straordinaria capacità interpretativa della Ferri (http://www.wordsinfreedom.com/af/#.VccQ7YnvlGJ.facebook)
Immaginate quindi il nostro stato d’animo (mio e di Monica) quando verso le 18.00 ha iniziato a piovere.
Per fortuna ha smesso in tempo regalandoci tra l’altro uno spettacolo straordinario: il miracolo della natura riesce sempre a sorprendere, è un’opera d’arte e come tutto ciò che è arte, riconcilia con il mondo.

20150801_20331020150801_204221La serata si è quindi svolta regolarmente, anche se purtroppo questo acquazzone pomeridiano ha un po’ scoraggiato il pubblico, visti anche i danni che si sono verificati in alcune zone toscane.
I nostri posti, praticamente a ridosso del palco, ci hanno permesso di godere di ogni singolo passo, respiro e movimento dei ballerini.
Il titolo, “Evolution”, già evoca le intenzioni del programma di parlare di nuovi linguaggi coreutici, di sperimentare nuove messe in scena scoprendo l’evoluzione di quest’arte, perché come la stessa Ferri dice ”la vita è fatta di tanti inizi” e lei è alla continua ricerca di nuovi non solo nella vita ma anche nella danza.
Lo spettacolo, portato in giro dalla Ferri in tutti i festival italiani, ha un programma molto particolare che si apre con Rhapsody, su coreografia di Frederick Ashton e musica di Rachmaninoff, in cui si alternano mirabili assoli di Cornejo e Ferri, con uno splendido passo a due a conclusione della coreografia.
Bella sorpresa quella dell’assolo maschile di A mariner, davvero splendidamente interpretato da Tobin del Cuore.
Il brano che segue è un altro assolo maschile, Rom, interpretato da Jeremy Jae Neal. La coreografia ha una forte connotazione tribale, la definirei quasi viscerale. Decisamente bella, con forte personalità, che non passa inosservata agli occhi dello spettatore.
A seguire After the Rain, già visto nel Bolle Tour 2013 alla Terme di Caracalla interpretato da Boylston-Whiteside e che qui vede in scena la Ferri con Craig Hall e un altro assolo maschile, Sinnermann, su musica di Nina Simone della durata di ben 10 minuti (unico brano del quale infatti è stata indicata la durata sul programma). Ciò che colpisce di questa esibizione più che la coreografia è il voluto effetto scenico creato da una tuta ricoperta di lustrini che con sapiente illuminazione crea giochi di luce. Inizialmente può essere anche piacevole ma 10 minuti alla fine sono troppi.
Molto bello il passo a due maschile Duet from concerto six twenty two di Lar Lubovich, interpretato nuovamente da Del Cuore – Hall sulla famosissima musica mozartiana del concerto per clarinetto e orchestra K622, per intenderci la musica finale del film American Gigolò. Un po’ mi ha ricordato, almeno nelle intenzioni, la coreografia di Neumeier di Opus 100 ma, mio personalissimo e modestissimo parere, non con gli stessi straordinari e visionari spunti, anche se alcune figure create con i corpi e le mani dei due ballerini, pur se semplici e ovvie, erano decisamente pregevoli.

20150801_225154A seguire il frizzante Sinatra Suite, qui in versione lunga con anche l’assolo del ballerino, con la Ferri e Cornejo che mi sono piaciuti moltissimo sul pezzo centrale di That’s life.
Infine, dopo una coreografia davvero particolare tutta giocata su luci e ombre dedicata alla luna, Pacopepepluto, ecco la sublime conclusione con Le Parc, straordinaria coreografia di Preljocaj stupendamente interpretata da Ferri – Cornejo in cui si può dire davvero che la danza è pura poesia e c’è ben poco da aggiungere.
Davvero quindi una bellissima serata che si è conclusa con la piacevole chiacchierata con il coreografo Marco Pelle, che avevamo incontrato in platea al nostro arrivo, sulla serata, sull’indiscussa bravura della Ferri, che decisamente ti colpisce al cuore e ovviamente sulla nostra appena terminata esperienza al seguito, come spettatrici, del Bolle Tour.
Purtroppo non ci siamo potute trattenere per salutare la Ferri ma, vista la sua fervente attività, contiamo di farlo, nuovamente, quanto prima.

Alessandra Ferri e Herman Cornejo

Alessandra Ferri e Herman Cornejo

> Eleonora <

(Tutte le fotografie sono di Eleonora Bartalesi)

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