Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Fra storia e arte, il Tour 2015 di Roberto Bolle and Friends

Un’altra voce dal #Bolletour2015 “Viaggio nella bellezza”: grazie Eleonora!

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Quest’anno il Bolletour 2015 oltre che nelle ormai conosciute, amate e immancabili mete dell’Arena di Verona e delle Terme di Caracalla, ci ha portato in un luogo unico al mondo, ineguagliabile, come quello del Teatro Grande degli antichi scavi di Pompei. E’ stato come fare un viaggio nella storia e nell’arte di questo paese. Ma partiamo dall’inizio….

Emozionate, in Arena, prima dello spettacolo

Emozionate, in Arena, prima dello spettacolo

Prima tappa del nostro piccolo tour, il 22 luglio all’Arena di Verona, luogo che incanta sempre per la sua maestosità e la sua atmosfera così coinvolgente e calda; calda non solo per l’affetto e la partecipazione del pubblico, ma quest’anno anche per la temperatura altissima: un vero e proprio forno. Mi domando infatti come abbiano fatto i ballerini ad esibirsi…un ulteriore plauso quindi anche per la resistenza fisica.
Quest’anno il programma, come sempre frutto del grande Roberto Bolle eccellente anche come direttore artistico, è stato un poco più scarno rispetto a quello dell’anno scorso ma con coreografie molto particolari e un livello tecnico dei protagonisti davvero eccellente, due nomi x tutti: Maria Kochetkova e Anna Tsygankova.
La scaletta prevedeva alcuni classici come Excelsior (Bolle-Manni), Don Chisciotte (Kochetkova-Boada), Romeo e Giulietta (Bolle-Hamilton), Voices of Spring (Kochetkova-Boada); alcune coreografie di contemporaneo come Tryst e Qualia (Hamilton-Underwood); ed altre di moderno come On the Nature of Daylight e Delibes Suite (Tsygankova-Golding), Opus 100 (Bolle-Riabko), Canon in D Major ( Bolle-Bubenicek-Riabko).
Apertura come da copione con Excelsior in cui, oltre a vedere sempre con piacere Roberto nel ruolo dello Schiavo, ho trovato davvero molto brava la Manni, anche se ancora deve crescere un po’.

Nicoletta Manni e Roberto Bolle, Excelsior

Nicoletta Manni e Roberto Bolle, Excelsior

Stepitosa la Kochetkova, balla con una tale sicurezza che quasi si è tentati di credere che ciò che fa sia semplicissimo.
Niente male anche la Giulietta interpretata dalla Hamilton, non sublime come la Kent o la Ferri ma si difende bene, dando un buona prova interpretativa.

Maria Kochetkova e Joan Boada, Don Chisciotte

Maria Kochetkova e Joan Boada, Don Chisciotte

Melissa Hamilton e Roberto Bolle, Romeo e Giulietta

Melissa Hamilton e Roberto Bolle, Romeo e Giulietta

La Tsygankova poi fa rimanere allibiti per le evoluzioni che mette in scena; mi è piaciuto moltissimo On the Nature of Daylight, così fluido e armonioso, da lei interpretato, come da Golding, con grande intensità.
Di contrasto invece non mi ha assolutamente preso Tryst (Hamilton-Underwood). Devo dire che è la prima volta che non mi piace un pezzo inserito nei programmi del Bolletour, ma anche che non sono molto appassionata del genere.

Melissa Hamilton e On the Nature of Daylight

Anna Tsygankova e Matthew Golding, On the Nature of Daylight

Veniamo quindi a Opus 100 (Bolle-Riabko) forse il pezzo più atteso, almeno dagli habitués del Bolletour. Per me era la prima volta che vedevo questa coreografia e devo dire che è stato “amore a prima vista”: sarà per il debole che ho per Neumeier, sempre così speciale nelle sue creazioni, di una sensibilità unica, sarà per l’intensità interpretativa di Bolle e Riabko, così intimista, ma questo pezzo non può non suscitare nello spettatore un turbinio di sensazioni, sentimenti e pensieri che quasi si stenta a immaginare.
Incredibile come una coreografia possa innescare una vera e propria tempesta dentro di noi. Il bello è che appena terminata vorresti rivederla di nuovo perché una volta non può assolutamente bastare.

Roberto Bolle e Alexandre Riabko, Opus 100 Für Maurice

Roberto Bolle e Alexandre Riabko, Opus 100 Für Maurice

Apro una piccola parentesi per l’interpretazione di Roberto davvero meravigliosa, così intimamente personale, e l’eccellente qualità del movimento. Anche qui, come succede in Canon in D major (che quest’anno abbiamo avuto il piacere di rivedere dal vivo dal lontano 2009-2012), il confronto diretto ti fa capire dove sta la differenza tra Roberto e gli altri: sta nell’armonia del movimento così fluido, morbido, mai strappato neanche quando deve essere trattenuto e sta nell’interpretazione che trovo sia l’altro suo punto di forza, checché ne dicano autorevoli quotidiani internazionali.

La scena di apertura di Canon in D major

La scena di apertura di Canon in D major

Di lì a pochi giorni, per nostra somma gioia, il Bolletour ha fatto tappa a Pompei, forse la data più attesa, e anche la più desiderata e voluta da Roberto stesso.
Entrare nel portico quadrato, dove nel passato il pubblico si radunava durante le pause degli spettacoli, è già bellissimo, quando poi si entra nella cavea del teatro gremito in ogni ordine di posti è un’emozione straordinaria.
Si è travolti da mille pensieri, immaginare che 2200 anni fa le persone si sedevano dove ti stai sedendo tu, in attesa dello spettacolo del momento, che poteva essere una commedia di Plauto o una tragedia di Euripide o magari mimi e pantomimi con musiche e danze, è qualcosa che toglie il fiato e che non può non emozionare e far pensare che siamo ciò che siamo stati, che il nostro passato è il nostro futuro, che la civiltà già raggiunta in epoche così remote è un patrimonio, un regalo che ci hanno lasciato gli antichi perché ne facessimo tesoro per il domani.

Dietro le quinte del Teatro Grande degli scavi di Pompei

Dietro le quinte del Teatro Grande degli scavi di Pompei

Finalmente lo spettacolo ha inizio, le luci del teatro si abbassano e sul palcoscenico compare dalla porta centrale del fondale (ancora quello originale costituito da struttura in muratura rappresentante un palazzo a due piani con tre porte, all’epoca ornato con molte statue) Apollo (Bolle), nella sua magnificenza, illuminato come si confá ad un dio.
Credo che in quel momento l’estasi del pubblico fosse totale, incapace di staccare lo sguardo da un’immagine tanto sublime.
Un momento davvero unico e irripetibile, era come se fossimo tornati indietro di millenni senza che quel teatro avesse mai interrotto la sua attività, la sua vita, e come se il pubblico fosse vestito con tuniche e calzari.

Melissa Hamilton e Roberto Bolle, Apollo

Melissa Hamilton e Roberto Bolle, Apollo

Lo spettacolo è letteralmente volato e quando si è giunti ai saluti finali quasi non lo si credeva, tanta era la bellezza della serata e del luogo.
Tutto fantastico, a parte forse l’uscita artisti dai camerini.
Anzi, precisiamo, l’uscita di Roberto, decisamente alquanto rocambolesca sia per lui che per il pubblico, considerando che eravamo tra antiche rovine con esigenze di tutela dei beni e anche delle persone.

Applausi a tutti i Friends

Applausi a tutti i Friends

Un giorno di pausa ed eccoci arrivare nella città eterna.
La serata alle Terme di Caracalla, altro meraviglioso luogo storico dell’antichità che costituisce come sempre una scenografia naturale ineguagliabile, è stata fantastica come sempre. Incontrare poi Blue e sua figlia di persona, arrivate dall’Inghilterra, mi ha fatto davvero tanto, tanto piacere.

Roberto Bolle nei panni di Don José, Carmen

Roberto Bolle nei panni di Don José, Carmen

Peccato per i problemi a inizio spettacolo, dovuti sia alla gestione del personale del teatro dell’Opera di Roma sia, e direi soprattutto, dalla cafonaggine del pubblico che, arrivato in ritardo, tranquillamente girava per la platea in cerca del proprio posto mentre lo spettacolo era già iniziato.
L’educazione è proprio andata in cavalleria!!!
Quest’anno all’uscita artisti Roberto ci ha deliziato, in versione vigile urbano o stewart d’aereo, dirigendo da un megabus lo spostamento della folla al cancello d’entrata. Ormai infatti queste tappe estive sono una specie di lotta per la conquista dell’ultimo metro che ci separa da lui e che il più delle volte non avviene.
Anche quest’anno, grazie a Roberto, abbiamo avuto l’opportunità con i suoi spettacoli di vivere momenti indimenticabili di arte e cultura.
Come recita il sottotitolo del Bolletour 2015, un vero “viaggio nella bellezza”.

Arrivederci a presto!

Arrivederci a presto!

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