Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

#viaggionellabellezza con Roberto Bolle: un #bolletour2015 sublime

IMG_5147

Grazie a Blue, la nostra amica inglese, per queste belle parole, con cui desidero aprire il mio racconto

Sublime.
**********
Dal latino sublimis, composto di sub «sotto» e ­limen «soglia»: propriamente «che giunge fin sotto la soglia più alta», quindi (in senso spirituale, intellettuale, estetico) «nobilissimo, eccelso», «la manifestazione del bello e del grande, nel suo più alto grado». In estetica, concetto elaborato in ambiente neoplatonico tra il 1° e il 2° sec. a.C. (la trattazione più antica è contenuta nell’opera, del 1° sec. d.C., Περὶ ὕψους, nota anche come Anonimo del Sublime, o come pseudo-Longino), allo scopo di definire la proprietà dell’arte di indurre, per le sue connotazioni di mistero e di ineffabilità, a uno stato di estasi, e poi ripreso nei secoli 18° e 19° per sottolineare, con varie interpretazioni, la capacità dell’arte, in conflitto con la razionalità, di dare consapevolezza emotiva dell’infinità e della potenza irresistibile della natura.
Già nel trattato Περὶ ὕψους dello pseudo-Longino, dove la nozione di sublime fa la sua prima apparizione nell’ambito della cultura occidentale, il sublime esibisce in modo esemplare quello che ne sarà, anche in età moderna, il valore semantico fondamentale, vale a dire l’idea di un ‘movimento verso l’alto’. Si tratta di una nozione che, già nel mondo antico, esprime l’esigenza di trascendere le condizioni emotive della nostra esperienza ordinaria.
Sublime, in questo senso, è innanzitutto il pathos dell’anima originariamente protesa verso l’alto, verso qualcosa cioè che eccede l’insopprimibile finitezza della nostra condizione. Di qui, allora, la connessione che lega la nozione di sublime e quella platonica di ispirazione, intesa come stato di possessione mistica (ϑεὶα μανὶα), ossia come slancio dell’anima verso l’assoluto. Così il sublime, lungi dal risolversi nella dimensione meramente emotiva della paura e dell’afflizione, è quel pathos che, sollevandoci «nelle vicinanze del divino», si fa espressione di un sentire elevato. (Enciclopedia Treccani, Dizionario di filosofia)
**********
Inizio dalla filosofia per arrivare alla danza.
Perché “sublime” è la parola che mi è salita a fior di labbra al termine delle tre date del #Bolletour2015 Roberto Bolle & Friends cui ho avuto il privilegio e la gioia di assistere in questo mese di luglio.
Perché “sublime” è ciò che hanno visto i miei occhi, quando Roberto Bolle, nelle vesti di Apollo, è apparso dalle quinte del Teatro Grande degli Scavi di Pompei, riportando tutto il pubblico, per un attimo, indietro di quasi venti secoli, alla luminosa epoca augustea.
Il programma dei gala estivi della nostra Étoile è stato scelto quest’anno in modo sapientemente raffinato e ricercato e ha avuto come protagonisti ballerini e ballerine di grande levatura tecnica ed emozionale. Inizio anche con un applauso scrosciante e una standing ovation per tutti loro e per il direttore artistico di questi eventi, Roberto Bolle, prima di scrivere della danza e delle emozioni profonde che queste serate mi hanno lasciato negli occhi e nel cuore.
Questo è un lungo tour iniziato da lontano: partito da Los Angeles il 10 e il 12 luglio, è approdato il 18 e 19 luglio a Cagliari, per raggiungere l’Arena di Verona il 22, Pompei il 25, Roma il 27, San Remo il 29 e 30. Proseguirà poi in autunno: 3, 4 e 5 ottobre a Bari, dal 22 al 24 ottobre a Parma, dal 28 al 31 dicembre a Torino. “Viaggio nella bellezza” è il suo titolo ideale, lo stesso titolo del libro fotografico uscito in aprile che raccoglie alcune delle più belle immagini di Roberto realizzate durante i suoi Gala nei luoghi più suggestivi d’Italia: dal Colosseo, alla Valle dei Templi di Agrigento, dall’Arena di Verona a Piazza del Plebiscito a Napoli, da Piazza San Marco a Venezia a Piazza Duomo a Milano, le Terme di Caracalla a Roma e il Giardino di Boboli a Firenze. E altre scattate a Pompei lo scorso anno.
Un viaggio nella bellezza della danza, classica, moderna e contemporanea Con le mie care amiche di danza abbiamo pensato di seguire il tour per almeno tre date (ma non è escluso che altre se ne possano aggiungere nel prossimo autunno e inverno): Verona e Caracalla sono ormai un appuntamento fisso, al quale si è aggiunto l’imperdibile evento di Pompei, una “serata gioiello” indimenticabile.

Si parte!!!

Si parte!!!

Il programma di quest’anno è stato innovativo, con ben sette pezzi mai presentati prima nei gala dei Friends, che hanno affiancato altri tre più classici e il mio amatissimo Canon in D major che non veniva proposto da un paio d’anni.

Migliaia di luci per una notte magica

Migliaia di luci per una notte magica

L’incontro con le amiche venute da più parti d’Italia, la preparazione di un piccolo ricordo per la nostra Étoile, le foto all’interno dell’anfiteatro che si stava a poco a poco riempiendo, nella calura insopportabile di questo scorcio d’estate, gli scenografici lampi che talvolta illuminavano il cielo scuro sopra il palcoscenico…nulla è riuscito a stemperare l’emozione crescente per la grande danza che ci attendeva. Fiato sospeso e applausi scroscianti fin dall’inizio per lo Schiavo di Excelsior, interpretato con la consueta abilità e forza da Roberto Bolle, accompagnato dalla Prima Ballerina della Scala Nicoletta Manni, ottima Civiltà.

Roberto Bolle, Schiavo in Excelsior (ph. Luciano Romano)

Roberto Bolle, Schiavo in Excelsior (ph. Luciano Romano, a Caracalla)

Nicoletta Manni e Roberto Bolle

Nicoletta Manni e Roberto Bolle

Il brano più suggestivo nella cornice areniana non poteva che essere il pas de deux dall’Atto Primo di Romeo e Giulietta: sebbene già visto parecchie volte, è sempre commovente e permeato da un alone di magia e romanticismo profondo e il balcone naturale dell’Arena, con gli scalini scesi di volata da Giulietta per danzare con il suo Romeo, sembra creato appositamente per questa scena.
Roberto è il Romeo per eccellenza, scanzonato e appassionato come richiede la giovane età del protagonista, intenso nella danza e nell’espressività come dettato dalla sua esperienza di artista e di uomo. Melissa Hamilton (First Soloist al Royal Ballet di Londra) è una tenera e appassionata Giulietta, debuttante in Italia, che regge bene il confronto con le tante altre ballerine partner di Roberto nello stesso ruolo.

Melissa Hamilton e Roberto Bolle, Romeo e Giulietta (ph. Anna Frizzarin)

Melissa Hamilton e Roberto Bolle, Romeo e Giulietta (ph. Anna Frizzarin)

DSCN6888Ma la grande novità del #bolletour2015 e il pezzo più atteso era Opus 100 Für Maurice, un passo a due maschile creato da quel genio di John Neumeier su musiche di Simon & Gerfunkel, con testi in lingua originale da Les Chaises di Eugène Ionesco. Opus fu rappresentata per la prima volta al Teatro Métropole di Losanna il 20 dicembre 1996, in occasione del Gala in onore del 70° compleanno di Maurice Béjart.

Roberto Bolle e Alexandre Riabko, Opus 100 Für maurice (ph. Anna Frizzarin)

Roberto Bolle e Alexandre Riabko, Opus 100 Für Maurice (ph. Anna Frizzarin)

DSCN6898Ma tutto questo non dice nulla. Nulla della profondità interpretativa di Roberto Bolle e Alexandre Riabko (l’ucraino Primo Ballerino dell’Hamburg Ballet diretto da Neumeier), della loro gestualità intensa, delle atmosfere evocative sottolineate dalla musica vibrante di Simon & Gerfunkel.
Affetto negli sguardi dei due ballerini, unito a quell’ironia, a quella complicità ed empatia che solo una profonda amicizia – o un amore – possono rendere unico un rapporto. Questo è il messaggio che Neumeier voleva trasmettere con la sua creazione e questo è arrivato al pubblico, che ha risposto con applausi scroscianti all’appassionata interpretazione di Bolle e Riabko, nei cui occhi traspariva una profonda emozione. opus1

Siete davvero pazzi
Vi ho amato tempo fa
C’è stato un grande cambiamento
No, nessun cambiamento
Vi ho amato
Vi amo

Una serata incantevole, dall’accesa fisicità e dalla toccante sensibilità, conclusasi per noi amiche con la consegna (desiderata ma insperata) alla nostra Étoile di un mazzo di rose bianche con i nostri pensieri su quello che la danza rappresenta (#permeilbolletour2015è).
Ringrazio qui gli orchestrali dell’Arena che, tramite un rapido passamano, sono riusciti a depositare i fiori sul palcoscenico ai piedi di Roberto.

IMG_5389 Il 22 luglio il nostro gruppo di fedelissime (leggermente variato nelle persone, ma sempre in contatto social con chi non ha potuto esserci) si è ricongiunto a Pompei, con l’entusiasmo e l’emozione alle stelle per la splendida location scelta per questa data. E infatti il Teatro Grande degli scavi ci ha fatto innamorare per l’incredibile suggestione di luci, per l’aura di magia che lo permea, per il forte senso di storicità emanato da ogni sua pietra.

TEATRO POMPEI

Il Teatro Grande degli scavi di Pompei (ph. Monica Ruffati)

Una profonda commozione, unita alla consapevolezza di avere il privilegio di stare per assistere ad uno spettacolo unico, mi è scesa nel cuore non appena lo splendido Apollo si è presentato fra le quinte del teatro. Un’interpretazione eccelsa quella di Roberto, nel viso, nel corpo e nelle movenze un vero dio, affiancato dalla delicata e tenera Melissa Hamilton nelle vesti di Tersicore.

Roberto Bolle, Apollo (ph. Luciano Romano)

Melissa Hamilton e Roberto Bolle, Apollo (ph. Stefania Menghetti)

Melissa Hamilton e Roberto Bolle, Apollo (ph. Stefania Menghetti)

A stemperare l’emozione ci hanno pensato i frizzanti Maria Kochetkova (Principal al San Francisco Ballet) e Joan Boada (ballerino cubano, anch’egli Principal al San Francisco Ballet), coppia perfetta, applauditissima per i virtuosismi e la tecnica strepitosa nel pas de deux da Don Chisciotte. Ho ammirato molto in particolare la Kochetkova, sia nella sua briosa interpretazione di Kitri sia nella più delicata e gioiosa coreografia di Voices of Spring, di Sir Frederick Ashton su valzer di Johann Strauss.

Maria Kochetkova e Joan Boada, Don Chisciotte (in Arena)

Maria Kochetkova e Joan Boada, Don Chisciotte (in Arena)

Voices of Spring, rappresentato raramente, fu scritto in origine per essere incluso come divertissement nell’operetta Die Fledermaus di Strauss, messo in scena dal Royal Ballet. Nel settembre 1978 fu presentato come pezzo autonomo sotto il nome di Voices of Spring all’Ambassador Auditorium di Los Angeles. Non ha una trama precisa: è un vivace valzer viennese in cui danza e musica si amalgamano alla perfezione, mentre i movimenti dei danzatori restituiscono un senso di leggerezza e gioia e sono fortemente influenzati dall’audace tecnica russa. Molto scenografico l’ingresso iniziale di Maria che, sollevata da Boada, sparge petali di rosa sul palcoscenico. Applausi a scena aperta per i ballerini, davvero molto molto bravi.

Voices of Spring

Voices of Spring

Altro brano di grande impatto scenico, di grande suggestione musicale e coreografica, è stato On the Nature of Daylight, un pas de deux creato dal coreografo David Dawson per il gala a favore dell’AIDS svoltosi a Monaco di Baviera nel 2007.
David Dawson, inglese, classe 1972, è uno dei coreografi più innovativi del balletto classico contemporaneo. Il suo personale stile coreografico porta la danza classica su nuove strade; i suoi lavori si distinguono per la particolare atmosfera che li permea: sono opere fisicamente toccanti, astratte, acclamate da pubblico e critica in tutto il mondo. Questo è valso a Dawson il Premio Benois de la Danse per la coreografia. In effetti grande successo ha riscosso l’interpretazione del canadese Matthew Golding (Principal del Royal Ballet) e della russa Anna Tsygankova (Prima Ballerina dell’Het National Ballet di Amsterdam), una danzatrice di temperamento, dalle linee allungate e scattanti ma al contempo estremamente sinuose. Un passo a due di atmosfera, per coreografia e musica (di Max Richter).

In the Nature of Daylight

Anna Tsygankova e Matthew Golding, In the Nature of Daylight

Applauditissimi i due ballerini anche in Délibes Suites, composizione di tutt’altro genere, con coreografia di Josè Martinez su musica di Léo Delibes. Martinez, già famoso Premier Danseur all’Opéra di Parigi, ha creato un piacevole pezzo, come lui stesso ha sottolineato, di fattura classica (adagio, variazione del ballerino, variazione della ballerina, coda) nel quale si è divertito ad apportare un tocco teneramente ironico qua e là ad intervallare i vari pezzi di bravura. E davvero di bravura si parla qui ancora una volta per Tsygankova e Golding, artisti che sanno “riempire” la scena sia fisicamente che con la loro personalità.

Anna Tsygankova e Matthew Golding, Délibes Suite

Anna Tsygankova e Matthew Golding, Délibes Suite

Tutti i brani presentati hanno acquisito un’aura magica e molto suggestiva in una cornice come quella del Teatro Grande degli scavi di Pompei, un sito purtroppo proprio in questi giorni al centro di numerosi disagi e polemiche, scioperi e assemblee. Si temeva persino che potesse essere annullato il Gala di Roberto, così come sono effettivamente saltati quasi tutti gli spettacoli previsti per la stagione 2015.

La divertente performance a conclusione dei Gala

La divertente performance a conclusione dei Gala (ph. Anna Frizzarin)

Grazie Friends!!!

Grazie Friends!!!

Per fortuna abbiamo invece potuto godere di una serata indimenticabile, una tra le più belle di tutti questi anni di tour estivi. Da dimenticare invece l’attesa all’uscita, con una folla inverosimile stipata in uno stretto corridoio senza nemmeno lo spazio per lasciar passare gli artisti. Abbiamo dato la colpa alla mancanza di organizzazione, poiché è noto che sono sempre moltissimi i fans che attendono Roberto al termine delle serate, ma è anche vero che sarebbe stato complesso gestire richieste di autografi o foto di centinaia di persone.

In quanti ad attendere Roberto? (ph. Anna Frizzarin)

In quanti ad attendere Roberto? (ph. Anna Frizzarin)

Ormai è così ovunque, anche all’uscita dei teatri dove si esibisce la nostra Étoile (ameno in Italia, perché all’estero la situazione è ben diversa, molto più tranquilla e serena) e questa è la cosa che più mi manca rispetto agli anni passati, quando era possibile addirittura (e sottolineo “addirittura” come un evento davvero raro oggi) fermarsi a scambiare qualche parola, fare sempre una foto ricordo con lui e permettersi persino di rifarla se riuscita male. La mia ultima foto con lui risale a molto tempo fa ormai (Londra, marzo 2014) e credo che resterà davvero l’ultima: oggi come oggi, vista la situazione, non ho più il coraggio di chiedergliela.
Quindi diamo spazio ancora e solo alla danza danzata e percorriamo il breve tratto di strada che separa Pompei da Roma: le Terme di Caracalla hanno infatti accolto anche quest’anno il Gala con un tutto esaurito. I brani presentati sono stati naturalmente gli stessi delle altre serate, ma il rivederli nuovamente è stato motivo di maggior apprezzamento e scoperta di nuove sfumature interpretative. Unica variazione, come a Pompei Apollo ha sostituito Romeo e Giulietta, così a Caracalla è stato proposto il bellissimo pas de deux da Carmen. Roberto conturbante, ammaliante, preciso nei passi e maturo nell’interpretazione di Don José. Nicoletta Manni una Carmen stuzzicante e lieve, le sua danza mai aggressiva e molto misurata. Una coppia molto bella, applauditissima, che a mio parere dovrebbe avere più spazio per ballare insieme anche alla Scala.

Nicoletta Manni e Roberto Bolle, Carmen

Nicoletta Manni e Roberto Bolle, Carmen (ph. Anna Frizzarin)

CARMEN KISS DSCN7070 Un brano riproposto in ogni serata è stato Tryst, interpretato da Melissa Hamilton e Eric Underwood. Il coreografo è l’inglese Christopher Wheeldon, in forze al Royal Ballet e poi Solista al New York City Ballet a partire dal 1998. Pur continuando la sua attività di ballerino, ha creato coreografie, tra gli altri, per il Boston Ballet, il Balletto di Amburgo, il New York City Ballet, la Royal Ballet School, il San Francisco Ballet e la School of American Ballet oltre alla Scuola ufficiale del New York City Ballet. Nel 2000 decide di abbandonare la carriera di ballerino per dedicarsi all’attività coreografica. Scelto dal New York City Ballet come suo primo artista residente, viene nominato Coreografo “in residenza” nel 2001. Il repertorio recente include appunto Tryst, del 2002, su musica del compositore scozzese James MacMillan (per il Royal Ballet).

Melissa Hamilton e Eric Underwood, Tryst

Melissa Hamilton e Eric Underwood, Tryst

Devo dire che Tryst è stato il pezzo che mi è piaciuto meno, sia per la coreografia (che richiedeva comunque doti atletiche e interpretative notevoli, e in questo i due ballerini si sono dimostrati all’altezza) sia soprattutto per la musica, cacofonica e a tratti quasi fastidiosa. Di danza contemporanea si tratta, certo, ed è noto che io non la amo particolarmente. Però… Però…anche Qualia è danza contemporanea…e me ne sono innamorata al primo istante. Continuerei a vederlo e rivederlo senza stancarmi. Interpreti eccezionali, superlativi, sempre Melissa ed Eric, per la coreografia di Wayne McGregor, fondatore nel 1992 della Wayne McGregor|Random Dance.
Mi soffermo per qualche riga su McGregor, la cui compagnia è riuscita ad emergere nel panorama mondiale della danza prima di tutto per l’eccezionale unicità del suo linguaggio, che affonda le sue radici nel corpo dello stesso McGregor, lungo, magro, agile e nell’abilità del suo corpo a registrare il movimento con particolare precisione e velocità. La danza di McGregor appariva da un lato un suono metallico di minuscoli angoli fratturati, dall’altro un vortice di fluidità apparentemente privo d’ossa. In secondo luogo per aver abbracciato nuove tecnologie. Nel 2006, Wayne McGregor viene nominato coreografo residente al Royal Ballet, primo coreografo di danza contemporanea a ricevere tale incarico, ed è in questo ambito che nel 2003 nasce Qualia.

Melissa Hamilton e Eric Underwood, Qualia

Melissa Hamilton e Eric Underwood, Qualia

Al di là dell’ambito della danza “pura”, McGregor ha poi diretto come regista opere presso il Teatro alla Scala di Milano e la Royal Opera House, nonché creato coreografie per il cinema, pièce teatrali, musical, sfilate di moda, installazioni presso gallerie d’arte come Hayward Gallery, Saatchi Gallery, National Gallery, Canary Wharf, Glastonbury, Centre Pompidou e Secret Cinema; ha curato i movimenti coreografici di Harry Potter e il calice di fuoco e, nel 2011, del videoclip Lotus Flower dei Radiohead. Ha creato coreografie per le più importanti compagnie di danza quali il Ballet National de l’Opéra de Paris, Balletto del Teatro alla Scala, NDT1, Stuttgarter Ballett, English National Ballet, New York City Ballet, The Australian Ballet.
Qualia, oltre ad utilizzare una musica di grande atmosfera e intensità, è estremamente coinvolgente nella danza, ipnotica, atletica e molto sinuosa al contempo. Numerosi applausi a scena aperta hanno sottolineato i momenti più trascinanti del passo a due, a riprova che non tutta la danza contemporanea è “difficile” e può essere apprezzata anche da un vasto pubblico.
In queste tappe del bolletour non abbiamo potuto assistere a Proven Lands, danzato dai gemelli Bubeníček, in quanto Otto ha dato forfait in seguito ad un piccolo infortunio, fortunatamente risoltosi in breve tempo poiché già a Sanremo era presente.
In chiusura di tutte e tre le serate il bellissimo passo a tre maschile Canon in D major (coreografia di Jiři Bubeníček, musica di Johann Pachelbel e Otto Bubeníček), in cui Otto Bubeníček è stato egregiamente sostituito da Riabko, ma decurtato della parte specificatamente prevista per i gemelli. Accanto a lui Roberto e Jiří Bubeníček
. E’ un brano di grande intensità e fascino, ricco di suggestioni compositive, che ad ogni rappresentazione riscuote un enorme successo: la potenza di splendidi corpi maschili accostata alla grazia della musica di Pachelbel, sempre in bilico tra formalismo e incanto, forza e movimenti cesellati nei minimi particolari. l brano ideale per chiudere davvero in bellezza questo viaggio attraverso l’arte.

Alexandre Riabko, Roberto Bolle, Jiri Bubenicek, Canon in D major

Alexandre Riabko, Roberto Bolle, Jiri Bubenicek, Canon in D major

Anche per questa nostra ultima tappa ci siamo sottoposte al consueto bagno di folla per attendere i nostri beniamini all’uscita artisti, e anche questa volta non è stato possibile avvicinarsi più di tanto, sebbene Roberto abbia dato di nuovo prova della sua simpatia. Ballerini e collaboratori si sono avvicinati all’uscita seduti in un pullman, prontamente fermatosi di fronte alla folla per consentire a Roberto, affacciatosi alla porta, di salutare brevemente e firmare autografi a raffica, fra le risate di alcuni altri ballerini probabilmente poco avvezzi a questi “deliri” in onore della nostra Étoile.
A coronamento di questo finale di serata molto movimentato, il siparietto di Roberto che, in piedi accanto all’autista che cercava di avanzare, a braccia aperte chiedeva alla folla di formare due ali per lasciarli passare: un po’ vigile urbano un po’ novello Mosé dal sorriso disarmante, ha avuto naturalmente la meglio e se ne è andato, salutando tutti dal finestrino, accompagnato dal nostro immancabile “Grazie! Ti vogliamo bene…” A ROMA
**************
Serve più di qualche giorno per lasciar lentamente defluire dal cuore il sublime che l’ha avvolto in questo #viaggionellabellezza e il ritorno alla quotidianità, lontano dalla danza e dalle amiche che rendono speciali questi momenti passati insieme, non è mai indolore. Ma noi “divine” non ci scoraggiamo mai: in questi giorni stiamo già organizzando nuove tappe del nostro personale tour, che si aggiungeranno a quelle già programmate.
Quindi…stay tuned per le prossime emozioni!
DSCN7113 web

Annunci

2 commenti su “#viaggionellabellezza con Roberto Bolle: un #bolletour2015 sublime

  1. wolfghost
    agosto 3, 2015

    eheheh che Roberto Bolle sia… non un tuo mito, ma il tuo mito, lo so da tempo 😀
    Ma per post come questi dovrebbe pagarti! 😛

    Un salutone, spero tu sia passando una splendida estate! 🙂

    http://www.wolfghost.com

    • ilpadiglionedoro
      agosto 3, 2015

      ahahah che idea mi hai dato! Quasi quasi glielo propongo 🙂 Sto ancora lavorando, per cui…ma non mi lamento. Buona estate a te e a tutta la Wolf family!

I vostri pensieri

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Un Dente di Leone

La quinta età: un soffio di vento sul dente di leone

PAROLE LORO

«L'attualità tra virgolette»

Picture live

Vivir con amor

vengodalmare

« Io sono un trasmettitore, irradio. Le mie opere sono le mie antenne » (Joseph Beuys)

mammacomepiove!

Donna. Mamma. Sognatrice. In proporzioni variabili.

La poesia di un arabesque

"La danza è il linguaggio nascosto dell'anima" Martha Graham

maplesexylove

_Fall in love with style_

Polvere o stelle

racconti, emozioni e pensieri danzanti

IO, ME E ME STESSA

Per andare nel posto che non sai devi prendere la strada che non conosci

Il Canto delle Muse

Se ho provato momenti di entusiasmo, li devo all'arte; eppure, quanta vanità in essa! voler raffigurare l'uomo in un blocco di pietra o l'anima attraverso le parole, i sentimenti con dei suoni e la natura su una tela verniciata. Gustave Flaubert

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

Orizzonti

blog di viaggi

galadriel2068

emozioni, racconti e polvere... o stelle

Pinocchio non c'è più

Per liberi pensatori e pensatori liberi

L'angolino di Ale

... è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo ... (A. Baricco)

Photo

usa gli occhi..

Paturnie e altre pazzate

Parole fatte a pezzi. Parole come pezzi. Di me. Io: patchwork in progress.

DANZA/DANZARE

considerazioni, training, racconti

Di acqua marina di Lucia Griffo

Just another WordPress.com site

17 e 17

UN PO' PIU' DI TWITTER, UN PO' MENO DI UN BLOG

Studia Humanitatis - παιδεία

«Oὕτως ἀταλαίπωρος τοῖς πολλοῖς ἡ ζήτησις τῆς ἀληθείας, καὶ ἐπὶ τὰ ἑτοῖμα μᾶλλον τρέπονται.» «Così poco faticosa è per i più la ricerca della verità, e a tal punto i più si volgono di preferenza verso ciò che è più a portata di mano». (Tucidide, Storie, I 20, 3)

jalesh

Just another WordPress.com site

Cetta De Luca

io scrivo

filintrecciati

Just another WordPress.com site

OHMYBLOG | PAOLOSTELLA

just an other actor's blog

life to reset

drifting, exploring, surviving

hinomori

Fuoco e ghiaccio

Versi in rima sciolta...

Versi che dipingono la natura e non solo...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: