Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

L’amour fou: L’Histoire de Manon a Parigi – 14 Maggio 2015

 

Un’altra cara “amica di danza”, Eleonora, ci racconta della “sua” Histoire de Manon parigina.
Grazie Ele, per le parole e per le sempre bellissime immagini e i numerosi video!
************
«Non so nemmeno io come sia nata questa toccata e fuga a Parigi, in occasione di una delle repliche (la penultima per l’esattezza) di Histoire de Manon, proposta per l’addio alle scene di Aurélie Dupont, Étoile dell’Opéra Garnier di Parigi e al cui fianco, nel ruolo di Des Grieux, c’è il nostro Roberto Bolle. Dico che non so come sia nata dal momento che non sono assolutamente amante dell’aereo e se posso evitare di prenderlo ne sono molto contenta. Forse però la voglia di vedere la nostra Étoile in un contesto che non fosse quello del Teatro alla Scala è stata più forte; ecco dunque come è iniziata questa due giorni parigina.

11021551_10206593818509038_1335543115508537791_nQuesta volta eravamo soltanto in tre: io, Monica e Cristina, che ringrazio tantissimo per l’assistenza morale che mi ha fornito sia nel volo di andata che in quello di ritorno.
Sono stata svariate volte a Parigi, ma la visita interna del Palais Garnier dell’Opéra mi mancava. Teatro costruito alla fine nell’800 su volontà di Napoleone III, risente sicuramente dell’opulenza che viveva la città di Parigi in quel periodo. Pieno d’oro e di stucchi, in puro stile napoleonico, è sicuramente un bel teatro, ma risulta un poco sovraccarico e, a mio personalissimo parere, non presenta la raffinatezza e l’eleganza del San Carlo o della Scala.

IMG_0933È la prima volta che vedo dal vivo Aurélie Dupont, forse a livello tecnico non sarà al pari della Zakharova, ma sul piano interpretativo non mi è assolutamente dispiaciuta. Intendiamoci, non è una Ferri (che per me rimane il top per ruoli di questo tipo, fortemente interpretativi) e mi dicono neanche una Zenaida Yanowsky, Principal Dancer al Royal Ballet (veramente sublime e potente in questo ruolo), ma nella sua lettura così particolarmente misurata del personaggio, specialmente nella fase iniziale quando è ancora una donna semplice e innamorata e poi nel finale ormai agli stenti, mi è piaciuta molto. Prova ne è che il primo passo a due della camera da letto è risultato uno dei più applauditi, semplicemente palpitante d’amore, con un bacio da incorniciare.

Roberto è una certezza, una garanzia. Ti incanta con la sua arte, con la sua bravura e il suo talento. La sua capacità interpretativa arricchisce ogni passo di quel qualcosa in più che è difficile da spiegare a parole, ma che arriva dritto al cuore. E tutto questo viene ancor più amplificato nel momento in cui trova una partner che non si risparmia, che si dona, che mette in gioco la propria anima come fa lui ed ecco che si crea quell’alchimia particolare: pura e semplice “bellezza”.

Al momento dei ringraziamenti tutto il teatro è ovviamente e giustamente per Aurélie Dupont, che anche Roberto applaude calorosamente. Mi fa piacere però sottolineare che anche alla nostra Étoile il pubblico riserva, e non solo in questo momento ma anche durante tutto lo spettacolo, lunghissimi e scroscianti applausi, e non sono mancati neanche i “bravo”. Suppongo che la cosa si sia ripetuta al termine di tutti gli spettacoli, quindi è sicuramente una profonda soddisfazione e un grande successo per Roberto.

IMG_0939IMG_0941IMG_0943La serata prevedeva anche, all’interno dello shop del teatro, un incontro con Bolle per autografi e foto. Ci siamo quindi appartate in un angolo aspettando che la lunga fila terminasse, in modo da avere un po’ più di tempo per potergli fare i nostri complimenti, prima di uscire con lui dal teatro per un ultimo saluto.

IMG_0947

Eleonora e Roberto

Eleonora e Roberto

Sono davvero molto contenta di questa esperienza, non solo per me stessa ma anche perché, fuori dal “contesto Scala”, ho potuto godere a pieno del Roberto persona, più rilassato e ancora più disponibile di quanto non lo sia nel delirio meneghino. Quindi a Roberto va il mio grazie e ancora grazie per come è, per la sua gentilezza e disponibilità.»

> Eleonora <

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