Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

“Due chiacchiere” con un’ Étoile: Svetlana Zakharova al San Carlo di Napoli

(ph. Teatro San Carlo)

Dopo aver lasciato gli strepitosi applausi del Teatro Alla Scala e le standing ovation condivise con il suo Albrecht d’eccellenza, Roberto Bolle, Svetlana Zakharova è tornata a indossare le vesti di Giselle sul palcoscenico del Teatro San Carlo di Napoli, per tre recite (14, 16 e 18 Aprile).
Il Teatro ha organizzato per mercoledì 15 un incontro con la grande Étoile presso il Foyer Storico, ove si sono ritrovate oltre duecento persone fra giornalisti, giovanissimi ballerini e appassionati di danza, che hanno potuto ascoltare dalla viva voce di Svetlana la storia della sua carriera ed incontrarla di persona per foto e autografi.
Per il Padiglione d’Oro era presente la carissima Jole, che, da ballerina e napoletana, non poteva mancare un’occasione così bella ed emozionante proprio nella sua città. Grazie, Jole, per le tue parole e le tue immagini!
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«Il mese di Aprile appena trascorso potrei ridefinirlo “my Giselle month”! Sì, perché durante questo mese ho avuto la fortuna di poter assistere a Giselle, balletto romantico per eccellenza, in due fra i più importanti teatri italiani: il Teatro alla Scala di Milano e il Teatro San Carlo di Napoli. A intervallare queste due emozionanti esperienze tersicoree il 15 Aprile c’è stato un evento davvero unico e speciale, un incontro con una delle ballerine più talentuose ed acclamate sulla scena della danza mondiale odierna: Svetlana Zakharova.
Ho appreso la notizia di questo incontro per caso, dalla pagina facebook del teatro San Carlo (questi sono i momenti in cui benedico la tecnologia!) appena rientrata dalla mia trasferta milanese, ancora carica delle mille emozioni e dei batticuore che la formidabile coppia Bolle-Zakharova mi avevano regalato vestendo i panni di Albrecht e Giselle. Quindi, avendo visto ballare Svetlana pochi giorni prima, ero ancor più entusiasta di poterla incontrare “con calma” e mi sono precipitata ad inviare la mia mail di prenotazione al teatro.
La Zakharova, Étoile del Bolshoi e del teatro alla Scala, è una danzatrice molto amata a Napoli e ogni sua esibizione al teatro San Carlo suscita sempre un grandissimo entusiasmo nel pubblico. Entusiasmo tale che questa volta il teatro ha pensato bene di offrire al suo pubblico la possibilità di incontrare l’Étoile anche fuori dal palcoscenico. E così in un caldo pomeriggio napoletano io e la mia amica ci siamo avviate verso il San Carlo, che per noi è da sempre stato il “luogo dei sogni”.
Nell’elegantissimo e ricco di specchi foyer del teatro, allestito per l’incontro, l’attesa dell’Étoile era carica di emozione. Emozione allentata dal caloroso applauso che ha accolto Svetlana al suo arrivo nel foyer. La bellezza e la luce che si portava dietro hanno reso, se possibile, ancor più bella la sala dove ci trovavamo.

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L’argomento cardine dell’incontro era “il ruolo di Giselle nella danza e nell’interpretazione di Svetlana Zakharova”, ma prima di arrivare ad esso una giornalista del “Corriere della Sera”, critico di danza, ci ha introdotto la carriera e i maggiori successi della stella di origini ucraine rivolgendole alcune domande sulla sua formazione e gli inizi come ballerina.
È stato davvero interessante ascoltare le sue parole (in russo, prontamente tradotte da un’interprete) dalle quali emergeva tutta la passione per la danza, la determinazione, la tenacia e la dedizione che le hanno permesso di migliorarsi ogni giorno di più, alla ricerca di un perfetto equilibrio tra tecnica ed emozioni, che, come Svetlana ha sottolineato, non finisce mai per un danzatore.
Ci ha parlato dei grandi sacrifici che bisogna affrontare fin dalla tenera età per riuscire a diventare un ballerino professionista e di come l’amore per la danza, però, permetta di affrontarli e superarli, e ha spronato i giovani danzatori del teatro che erano presenti a non arrendersi mai.

11186224_10205519676703853_1553849762_nParlando del ruolo di Giselle, in cui era impegnata in quei giorni al San Carlo, ha raccontato che la prima volta che lo ha danzato da protagonista aveva solo 17 anni e, da allora, la “sua” Giselle è cresciuta insieme a lei. Non ha un modello di riferimento quando interpreta questo ruolo, ma ci ha confidato che la Giselle che ha amato di più è stata quella della nostra Carla Fracci. E ha aggiunto che, in generale, una delle cose per lei più importanti di una performance è riuscire a “incantare” il pubblico come se vedesse il balletto per la prima volta.
Bella e raffinata come una delicata bambola di porcellana, la Zakharova ci ha regalato sorrisi angelici per tutta la durata dell’incontro e ci ha mostrato il suo lato umano davvero piacevole e sorprendente, che, ai miei occhi ha avuto l’effetto di arricchire la sua figura di grande artista.

11180227_10205519677543874_1349370153_nNella parte finale dell’incontro è stato possibile per noi presenti rivolgerci direttamente a Svetlana per farle delle domande. Disponibile nel rispondere a tutti, in diversi momenti si è lasciata andare a risposte scherzose e divertenti e ho davvero apprezzato la cordialità e la simpatia con cui si è rapportata alla platea che aveva di fronte.
Le due ore trascorse ad ascoltare la Zakharova sono letteralmente volate, ma Svetlana è potuta andar via solo dopo aver firmato una valanga di autografi.

11208870_10205519865828581_818385732_nAl termine dell’incontro, infatti, c’è stato un vero e proprio assalto (forse non previsto?!) al tavolo al quale era seduta. Le hanno passato qualunque cosa da autografare, qualcuno si è “lanciato” a scattare selfie in posizioni a dir poco scomode…e alla fine io e la mia amica siamo riuscite a farci autografare le scarpette da punta che avevamo portato con noi.

11198874_10205519679063912_711018393_nÈ sempre difficile lasciare andar via qualcuno che ti fa sognare, che ti regala emozioni, specialmente quando lo si ha così vicino ed è ciò che è accaduto con la Zakharova, che è svanita come tutti i bei sogni al mattino.
Rimane, però, il bellissimo ricordo di aver fatto “due chiacchiere” con un’ Étoile internazionale.
Ancora una volta grazie alla mia passione per la danza ho vissuto un’esperienza bellissima che custodirò nel cuore e ancora una volta ho capito quanto la danza mi renda felice, mi faccia sentire bene e mi riconcili con il mondo.
Spero che esperienze e incontri di questo genere possano diventare più frequenti all’interno dei vari teatri italiani, poiché si tratta di preziose opportunità che invitano ad avvicinarsi al teatro, a frequentarlo e a viverlo. E in tempi bui come quelli che stiamo attraversando, esortare le persone, e soprattutto i giovani, a conoscere la cultura e l’arte ha un’importanza smisurata!»
> Jole <

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