Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

“Giselle” con Svetlana Zakharova e Roberto Bolle: l’emozione travolgente della “prima volta” alla Scala – 4 Aprile 2015

Era il 4 aprile quando Stefania da Padova con sua figlia, la piccola Beatrice, hanno avuto il loro “battesimo scaligero”: la prima volta in un Teatro come quello della Scala, non solo stupefacente per la ricchezza di ori e stucchi, ma soprattutto magico perché si percepisce la presenza, nell’atmosfera, di tutti i grandi Artisti che hanno calcato quel palcoscenico, resta impresso nella mente e nel cuore come un momento davvero speciale e indimenticabile. E’ comprensibile l’emozione e lo stupore quasi fanciullesco che si prova entrando per la prima volta nel teatro più famoso del mondo e pensare: “Io…sono qui!”
Ringrazio Stefania per aver voluto condividere con me, con noi, questo momento così speciale.
La sua “lettera” inizia così…

Il palco reale del Teatro Alla Scala

Il palco reale del Teatro Alla Scala

“Cara Manuela, inizio ora il mio racconto di questa esperienza unica e indimenticabile.
Cercherò nel mio piccolo di farti comprendere la mia emozione “tantissima” e quella di mia figlia Beatrice, 9 anni, appassionata di danza e in particolare di Robero Bolle e Svetlana Zakharova.
Eravamo emozionatissime all’idea di recarci in un luogo bello ed esclusivo come quello del teatro Alla Scala e la voglia di arrivare era così forte che non siamo riuscite ad attendere l’orario di partenza deciso per il nostro viaggio ma lo abbiamo abbondantemente anticipato.
Abbiamo caricato la macchina di tutto quello che ci occorreva e siamo partite presto, non potevamo attendere oltre, mia figlia aveva le farfalle nello stomaco e io non ero da meno.
Con il cuore gonfio di emozione (parole della mia Bea) ci siamo messe in viaggio. Direzione: Milano.
Il viaggio è stato tranquillo, non ci sono stati intoppi e anche il tempo è stato clemente.
Il meteo aveva previsto pioggia e freddo, ma per ora si notavano molti nuvoloni ma niente pioggia; forse qualcuno lassù ci stava accompagnando in questo viaggio nell’arte e nella bellezza e ci stava aiutando.
Siamo arrivate presto davanti al teatro e faceva freddo, oh sì, faceva molto freddo, il cielo era nero e c’era molto vento, ma io stavo bene, mi sentivo felice e non facevo che ridere. In quel momento tutto mi sembrava quasi irreale, ancora non riuscivo a credere di aver realizzato i nostri sogni.
La vista del teatro è stata emozionante, mi è sembrato bellissimo e Beatrice mi fa: “Magari un giorno riuscirò a ballarci…” Ahhh, amore mio, che vita dura e difficile ti sei scelta; bella, meravigliosa ma ricca di ostacoli e difficoltà.
Ci siamo avvicinate al teatro, ma il nostro primo interesse era l’uscita artisti. Cercavamo questa uscita perché per noi era fondamentale localizzarla: Beatrice desiderava con tutto il cuore strappare un autografo o anche solo un saluto a Roberto o Svetlana e sapevo che niente e nessuno le avrebbe impedito di provarci. Con le indicazioni date da una cara amica abbiamo subito localizzato l’uscita artisti e quella dopo lo spettacolo sarebbe stata la nostra seconda tappa.

Scala shop

Subito dopo abbiamo trovato il Museo della Scala che purtroppo aveva appena chiuso…che sfortuna… era un’occasione per ammirare una cosa davvero bella .
Siamo invece entrate nello “Scala Shop”, un negozio ricco di souvenir dove mia figlia è letteralmente impazzita di gioia: abbiamo acquistato penne, gomme da cancellare e tante altre cosine belle e quando finalmente stavamo uscendo dalla porta la mia piccola dice: “Nooo mamma guarda, c’è il libro di Svetlana!”. Ed ecco che le compro anche quello… ma che bello vederla saltare dalla gioia e sentirla esclamare “Come sono felice , come sono felice!”
Poi l’attesa, al freddo, il tempo che sembra non passare mai (che sofferenza!) e quando finalmente si spalancano le porte la bellezza di questo luogo ci scalda il cuore.
Marmi, specchi meravigliosi ci appaiono davanti, bellissimi candelabri ci sovrastano e ci illuminano il cammino e ci dirigiamo come in trance verso un rosso che si nota appena sullo sfondo.
Un rosso che il solo vederlo e sbirciarlo da lontano mi emoziona, quel rosso porpora caldo e vellutato che sembra abbracciarti quando finalmente ti accomodi e noi ci siamo letteralmente lanciate in platea.
Come descrivere tanta gioia e la felicità? Trattenevo il fiato e mi guardavo continuamente intorno, noi semplici persone eravamo in una vera platea, in un teatro famoso per la sua eccellenza, e in seconda fila! Finalmente eravamo arrivate ed eravamo pronte a godere di ogni istante, di ogni singolo momento che questa esperienza unica ci stava regalando. Poi ha inizio lo spettacolo. Apro una piccola parentesi, Giselle è un balletto che conoscevamo bene: avevamo il dvd e quindi sia la storia che la musica ci erano familiari.

palchi

Ma quando il direttore d’orchestra inizia a suonare la bellissima musica di Adolphe Adam non posso trattenere le lacrime. E che inizi finalmente lo spettacolo!
Giselle è un balletto che amavo enormente già in dvd e vederlo dal vivo è stata un’emozione difficile da spiegare perché non mi aspettavo, non immaginavo – l’ignoranza è tanta – che ci potesse essere una differenza così grande. I colori, le musiche, il solo rumore dei passi tutto era reale, vivo, bellissimo.
Seguivo ogni cosa continuamente senza riuscire a staccare gli occhi dal palcoscenico anche solo per un istante, lo spettacolo che stavo guardando era di una bellezza e un livello così superiore da lasciarmi come sospesa per aria, senza fiato, incantata, meravigliata e felice.
Non posso non nominare i due grandi protagonisti di questa serata da sogno: Roberto Bolle, bellissimo ed atletico principe Albrecht, famoso per le sue doti fisiche, è stato superlativo. Ha saputo esprimere non solo il suo talento e le sue doti, ma quello che mi ha rapito è stato il suo cuore.
Roberto ha saputo interpretare un Albrecht emozionante, tormentato e pieno di sensi di colpa. La sua interpretazione mi ha impressionata, è stato grande, convincente sotto tutti i punti di vista e l’appellativo che si usa spesso dargli per descriverlo, “unico”, è il modo migliore e più semplice, vista pure la difficoltà per descriverlo.
Non dimenticherò mai la sua sofferenza, la sua disperazione quando Giselle muore e la sua sofferenza quando, con un bellissimo mazzo di gigli bianchi, si reca sulla sua tomba, pentito e afflitto e, con un mantello che sembra essere il prolungamento del suo dolore, fa il giro del palco. Oppure quando nel finale resta da solo sulla sua tomba dopo che lei è riuscita ad accompagnarlo incolume nella danza della morte.

Morte GiselleNon ho avuto modo di vedere numerosi spettacoli in modo da poter fare molti paragoni, ma l’affiatamento e la sintonia con una ballerina come Zakharova era evidente. Splendida coppia, hanno saputo regalarci emozioni continue, sempre diverse, e lo spettatore, come me del resto, era consapevole di assistere ad uno spettacolo di una bellezza e talento superiore.
Svetlana Zakharova splendida Giselle, semplice e fragile contadina ma la più bella di tutte, ha conquistato il pubblico e in scena è stata davvero splendida, elegante, forte e fragile allo stesso tempo.

SvetlanaMia figlia è pazza di lei, e come darle torto? E’ davvero una Regina della danza e la sua interpretazione è stata magnifica. Siamo passati da un turbinio di emozioni: prima la dolcezza del suo innamoramento per Albrecht, che lei crede essere una persona semplice come lei, poi la follia, la disperazione quando scopre il suo inganno e per ultimo, ma non per questo meno importante, il suo infinito amore per Albrecht che riesce a far sopravvivere, sostenendolo ballando con lui nella danza delle Villi.

La pazziaMeritano anche di essere nominati Mick Zeni, un Hilarion davvero freddo e crudele, che mi è piaciuto molto; la giovanissima prima ballerina della Scala Nicoletta Manni, Myrtha la Regina delle Villi, è stata molto brava come del resto tutto il cast.
Il secondo atto è stato davvero splendido: sia i costumi che la bravura delle ballerine hanno reso lo spettacolo un incanto riuscendo a rendere magnifiche tutte le scene.
Nei saluti tutti gli artisti non si sono risparmiati regalandoci numerose loro apparizioni e il pubblico li ha ripagati con una vera e propria standing ovation pienamente meritata; io con la mia piccolina a fianco ho applaudito fino a sfinirmi, le emozioni che provavo erano così forti proprio come la mia gratitudine. Ma ecco che l’uscita artisti ci aspettava, bisognava andare ed in fretta.

Nicoletta Manni, Myrtha, la Regina delle villi

Nicoletta Manni, Myrtha, la Regina delle villi

Svetlana Zakharova e Roberto Bolle

Svetlana Zakharova e Roberto Bolle

Arriviamo presto, infatti ci posizioniamo vicino alla porta a vetri, non sembra esserci molta gente e questo mi fa ben sperare di riuscire a salutarli. Ben presto però il numero delle persone aumenta fino a diventare impossibile muoversi, anzi restiamo bloccate e fare un solo passo diventa impossibile. Arrivare davanti alla porta forse non era stata una buona idea, infatti adesso avevamo un muro di persone davanti e l’arrivo delle prime ballerine e poi di Zeni e Manni mi fanno capire di essere in una “brutta situazione”. Non riusciamo a scambiare con loro neanche una parola, così convinco mia figlia ad andare via, ma proprio quando stavamo per lasciare il marciapiede sento delle grida, dei “brava, brava”. Capisco che si tratta di Svetlana e allora cerchiamo di tornare indietro ed avvicinarla. La fortuna è dalla nostra parte: lei si dirige proprio nella nostra direzione, riusciamo a porgerle il libro che abbiamo acquistato e lei ci fa l’autografo; purtroppo non riusciamo a scambiare una parola né a fare una foto poiché la calca era davvero tanta. Ci decidiamo quindi ad andare via.

uscita SvetlanaQuesta è stata l’unica nota dolente della serata, la stanchezza e la calca della gente hanno avuto la meglio e ho desistito, non riuscendo a vedere da vicino proprio colui che ci ha fatto sognare tanto.
Che mi serva di lezione per la prossima volta: non rinunciare per stanchezza perché dopo la tristezza è tanta, come anche è stata tanta la tristezza per la fine dello spettacolo.
Siamo tornate a casa alle 2:30 di notte, mentre Beatrice dormiva in macchina in un lettino improvvisato, ma sono sicura che stesse facendo un bellissimo sogno.”

sito internet

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