Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Svetlana Zakharova e Roberto Bolle per una “Giselle” che fa ancora sognare -Teatro Alla Scala-9 Aprile 2015

Le villi

Le villi

«Esiste in una parte dell’Austria una tradizione di origine slava; la tradizione della danzatrice notturna che è conosciuta, nei paesi slavi, col nome di villi. Le villi sono promesse spose defunte prima del giorno delle loro nozze. Le povere giovani creature non possono restare tranquille nella tomba. Nei loro cuori spenti, nei loro piedi morti è rimasto l’amore per la danza che non hanno potuto appagare durante la vita. E a mezzanotte si alzano, si raccolgono in gruppi sulla grande strada, e guai al giovane che le incontra! Deve ballare con loro; lo circondano con un desiderio sfrenato ed egli balla con loro finché non cade morto. Vestite dei loro abiti da sposa, con la corona di fiori sulla testa, con anelli scintillanti alle dita, le villi danzano al chiaro di luna come gli elfi. Ridono di una gioia spaventosa, li chiamano con grande seduzione, il loro aspetto esprime dolci promesse. Quelle baccanti senza vita sono irresistibili. La gente, vedendo morire giovani fanciulle in fiore, non sapeva convincersi che tanto splendore e bellezza potessero precipitare nel nulla, e da lì nacque la credenza che la promessa sposa cercava ancora, dopo la sua morte, la gioia della quale era stata privata
(Heinrich Heine, De l’Allemagne, 1835)

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Andate e ritorni…il Frecciacuore mi allontana sempre più da due giorni di allegria e risate, da una serata indimenticabile con la nostra Étoile e la sua partner d’elezione per una Giselle che torna, a distanza di tre stagioni dall’ultima rappresentazione, sul palcoscenico del Teatro alla Scala.
Il paesaggio scorre veloce al di là del finestrino, il cuore poco a poco si sfalda nei ricordi. Col pensiero scrivo all’Étoile…
«Da poco terminata un’altra, emozionante “esperienza di danza”: Giselle sarà per sempre “il” balletto. E tu, Roberto, sei “il” danzatore, l’Albrecht per eccellenza: con la tua levità e incoscienza nella danza gioiosa con Giselle; la colpa dipinta sul viso durante l’incontro con Bathilde: i tuoi entrechats six ancora più numerosi e potenti di quanto ricordassi, applauditissimi a scena aperta, lo sguardo implorante a chiedere pietà a Myrtha; il tuo condurre dolente una Giselle ormai villi verso l’addio eterno. Ogni tuo sguardo è il riflesso dei sentimenti di Albrecht, ogni tuo passo perfetto, minuziosamente dosato fra leggerezza e potenza.
I nostri applausi sono stati fragorosi, una standing ovation ha accompagnato te e Svetlana e tutto il grande Corpo di Ballo per più e più uscite, ma è sempre poco, troppo poco per avermi fatto martellare il cuore per le due ore del balletto.
Grazie. Grazie per il tuo saluto affettuoso accompagnato da un radioso sorriso, che mi ha fatto ancora una volta pensare che la vita è bella anche perché ci sei tu. Grazie di esistere.»

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Questi i primi pensieri, commossi ed emotivamente convulsi, al termine di quest’ultima Giselle interpretata da Roberto Bolle, la cui magia resta immutata anche dopo tanti anni.
Dal 1841, anno della prima rappresentazione con protagonista Carlotta Grisi, fino ad oggi, Giselle resta, come ricorda la grande Vittoria Ottolenghi “un balletto assolutamente perfetto […] raccontarlo, descriverlo, ritrovarlo e, ancor meglio per i pochi che ne sono capaci, danzarlo, è capire, piano piano, che cosa sia la danza. Che è aria, è impalpabile, evanescente […] Quando la danza è finita, è finita per sempre. E allora vale la pena di andarci, ogni volta, quando un teatro riprende Giselle.” (Perché ancora Giselle? Dialogo sul balletto perfetto, 2007)

Svetlana Zakharova e Roberto Bolle (ph. Teatro alla Scala)

Svetlana Zakharova e Roberto Bolle (ph. Teatro alla Scala)

Vale la pena, sempre, Perché ogni volta lo stesso balletto riesce a donare emozioni diverse e a stupire per come può presentarsi sempre nuovo. Cambiamo noi, cambiano le esperienze, cambia il nostro vissuto, il nostro stato d’animo. Cambia il Corpo di Ballo e, anche se gli interpreti principali sono gli stessi (in questo caso Svetlana Zakharova e Roberto Bolle, con Mick Zeni nel ruolo di Hilarion), i loro personaggi si arricchiscono delle infinite sfumature che hanno forgiato la loro stessa persona con il passare del tempo, sono nutriti dalle loro gioie e dai loro dolori.

(ph. Teatro alla Scala)

(ph. Teatro alla Scala)

Infatti i protagonisti di questa sera hanno dimostrato non solo complicità e affiatamento nella loro partnership, collaudata e cresciuta negli anni, ma anche e soprattutto una ancor maggiore abilità interpretativa, che ha coinvolto, anzi, travolto, il pubblico presente in sala. Questo è stato ancora più evidente per la Zakharova, che ricordavo sempre strabiliante in questo ruolo, in particolare nell’etereo Atto bianco, ma che, a mio parere, peccava in pathos interpretativo. Ebbene, ora l’ho trovata più coinvolta e coinvolgente, con la gioia e la sofferenza espresse anche attraverso la luce dello sguardo.
Una coppia davvero splendida, Svetlana e Roberto.
Grandi applausi anche per Nicoletta Manni, giovane ma estremamente promettente Myrtha, e per Mick Zeni, che si è confermato ancora una volta interprete di grande spessore.

Nicoletta Manni, Svetlana Zakharova, Roberto Bolle, Mick Zeni

Ottimo il Corpo di ballo femminile nell’Atto bianco, che non smette mai di incantare per la dolcezza della musica e la suggestione profonda dell’immagine coreografica.
Un successo strepitoso per tutte e quattro le recite di questo cast stellare e per questo balletto, vera apoteosi della più pura arte coreutica, che piace forse ancor di più oggi, in questi tempi in cui c’è tanto bisogno di un recupero della bellezza, non solo nell’arte ma anche nei modi e nella sensibilità, e in cui invece assistiamo a una decadenza sempre più evidente della nostra tradizione artistica e culturale e ad una straziante distruzione, trasmessa sugli schermi di tutto il mondo, di immensi patrimoni artistici dell’intera umanità. Sono tempi bui, quelli che stiamo vivendo, e serate come queste ne sottolineano, per contrasto, ancor di più le tenebre.

Una pioggia di fiori ha accompagnato gli applausi per le due Étoiles

Una pioggia di fiori ha accompagnato gli applausi alle due Étoiles

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All’uscita artisti ci siamo ritrovate, come di consueto, in moltissime persone per un saluto ai nostri beniamini. L’attesa è stata abbastanza lunga, ma ricompensata in pieno dalla loro grande disponibilità, primo fra tutti Mick Zeni con la sua semplicità e dolcezza, quindi la bellissima Svetlana Zakharova dal viso di porcellana, gentilissima e quasi sorridente, con una dolce luce nello sguardo.

All'uscita artisti: Mick Zeni

All’uscita artisti: Mick Zeni

Svetlana Zakharova

Svetlana Zakharova

Infine il nostro carissimo Roberto, travolto da un vero delirio di folla che non gli ha permesso per parecchio tempo di muovere un solo passo oltre la porta a vetri della portineria. Ma ormai sappiamo che lui, con enorme pazienza, disponibilità, gentilezza e simpatia, è pronto ad ascoltare ogni voce di richiesta e di saluto. E così è stato anche questa volta: tanti autografi, dediche sul suo nuovo libro, fotografie, abbracci, sorrisi, fino all’ultimo fan.

Uscita artisti

Roberto Bolle (ph. Eleonora Bartalesi)

Il nostro gruppo di amiche ha aspettato che la folla si diradasse quasi completamente, per poter restare con maggior tranquillità a salutarlo e scambiare qualche parola; il suo sorriso e il suo sguardo ci hanno detto che gli faceva piacere, e ancor di più il suo voltarsi a salutarci, di nuovo, con la mano, quando ormai era lontano verso la fine della strada. Il nostro “Ciao Roberto, ti vogliamo bene…” l’ha accompagnato verso casa e verso Parigi, ove sarebbe atterrato il giorno dopo per le prove di Manon con Aurélie Dupont.
La nostra serata è proseguita ancora, perché l’adrenalina aveva raggiunto livelli altissimi, fra chiacchiere, risate, commenti al balletto, spuntini post-mezzanotte, tweet e retweet della nostra Étoile, che ci ha riservato una dolcissima sorpresa.

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3 commenti su “Svetlana Zakharova e Roberto Bolle per una “Giselle” che fa ancora sognare -Teatro Alla Scala-9 Aprile 2015

  1. galadriel2068
    aprile 13, 2015

    e serate… e serate… :-**

    Mi piace

  2. romana casiraghi
    aprile 15, 2015

    Come sempre tanti complimenti per l’articolo, o meglio gli articoli, dalla descrizione che fate deve essere stata veramente una serata eccezionale. Devo ammettere che….. anch’io sto sognando sebbene non ero li. Un caro saluto.

    Mi piace

    • ilpadiglionedoro
      aprile 16, 2015

      Grazie Romana. Sono felice che le mie, le nostre, parole facciano un pochino sognare anche chi non c’era. Spero di rivederti presto. Un abbraccio.

      Mi piace

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