Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

“Le Jeune Homme et la Mort” a Firenze con Alessandra Ferri: una piccola grandissima donna e ballerina

ph. Alessandra Ferri

ph. Alessandra Ferri

Vedere Le Jeune Homme et la Mort non è una novità, ma l’occasione di rivedere a Firenze Alessandra Ferri, tornata a calcare i palcoscenici per una sorta di seconda carriera molto speciale, è davvero ghiotta.
Questa volta siamo soltanto io e Monica, che mi ha raggiunto e con la quale abbiamo passato una piacevolissima giornata anche se il tempo non è stato granché.

ph. Monica Ruffati

ph. Monica Ruffati

ph. Monica Ruffati

ph. Monica Ruffati

Lo spettacolo si svolge al nuovo Teatro dell’Opera di Firenze: è la prima volta che entro in questo teatro e francamente non mi ha entusiasmato: gli mancano il calore e l’amore che i vecchi teatri sanno dare al pubblico e fors’anche agli artisti, credo anche che molto dipenda dai materiali e dall’arredamento usati.

Il nuovo Teatro dell’Opera di Firenze

La serata si divide in due parti: la prima con l’opera Dido and Aeneas di Henry Purcell in cui si intrecciano lirica, recitazione e balletto, la seconda con il balletto Le Jeune Homme et la Mort.
Nell’insieme Dido and Aeneas non è male (certo non è una Cavalleria Rusticana!). Molto interessante la scenografia caratterizzata da colonne che, quasi come fossero una serie di quinte aggiuntive, creano un gioco di scorci di visuale integrati da quelli creati con un sipario velato: un po’ mi ha ricordato in piccolo, anzi piccolissimo, il Teatro Olimpico di Vicenza, un vero capolavoro del grandissimo Andrea Palladio. Il capitolo costumi invece, come ormai d’abitudine ultimamente, è il top dell’assurdo con uomini vestiti con la divisa bianca da marinai, donne con abiti sadomaso, ballerini con i tacchi e via dicendo, in una sorta di galleria dell’orrore.

Alcune immagini da Dido and Aeneas

Veniamo ora alla seconda parte della serata, quella dedicata a Le Jeune Homme et la Mort, meravigliosa creazione del grande Roland Petit, del quale in questo blog ne è stato ampiamente e più volte parlato. Mi concentro quindi esclusivamente sull’interpretazione dei due protagonisti: Yonah Acosta (che ha sostituito il previsto Herman Cornejo) e Alessandra Ferri.

Alessandra Ferri e Yonah Acosta al termine di Le Jeune Homme et la Mort (ph. Eleonora Bartalesi)

Alessandra Ferri e Yonah Acosta al termine di Le Jeune Homme et la Mort (ph. Eleonora Bartalesi)

Sul primo (cubano, primo ballerino dell’English National Ballet), che ha l’importante ruolo del giovane uomo e quindi del protagonista maschile, francamente non posso dare un giudizio positivo: troppe inesattezze, troppi momenti gettati via e non adeguatamente sottolineati anche attraverso un movimento che nasce da dentro e che dovrebbe rappresentare la lotta interiore tra la vita, la morte e l’amore di questo uomo. Questo balletto non è solo difficile da un punto di vista tecnico ma soprattutto interpretativo e Acosta non mi è sembrato all’altezza.

Alessandra Ferri e Acosta (ph. Monica Ruffati)

Alessandra Ferri e Yonah Acosta (ph. Monica Ruffati)

Il prezioso autografo di Alessandra Ferri ad Eleonora

Il prezioso autografo di Alessandra Ferri ad Eleonora

Cosa dire invece di Alessandra Ferri? È sempre una grande ballerina, bravura e forza interpretativa si uniscono in lei. La cosa poi è ancora più evidente se la si incontra di persona: è una donna semplice, schiva, per niente diva. La sua altezza è modesta, eppure sul palcoscenico accanto a grandi ballerini, alcuni anche con altezze importanti, sembra altissima, una personalità incredibile che nel momento dell’esibizione esce fuori prepotentemente diventando il fulcro di tutto il teatro. Ed è con questi grandi artisti che si comprende appieno non solo quanto difficile sia essere un grande ballerino, ma anche quanto non sia qualcosa che si impara, come la tecnica, ma che si ha dentro, innata nelle proprie viscere, nel proprio essere ed Alessandra Ferri è sicuramente tutto questo.

> Eleonora <

sito

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2 commenti su ““Le Jeune Homme et la Mort” a Firenze con Alessandra Ferri: una piccola grandissima donna e ballerina

  1. wolfghost
    marzo 11, 2015

    Complimenti ad Alessandra Ferri, allora! 🙂 Le tue critiche al teatro e al ballerino cubano sono dimostrativi che i tuoi, ad Alessandra in questo caso, ad altri ballerini in precedenza, non sono affatto giudizi “buonisti” ma del tutto meritati! 😉
    Sempre contento di vedere il tuo blog in buona salute! 🙂

    http://www.wolfghost.com

    • ilpadiglionedoro
      marzo 11, 2015

      Grazie Wolf per la tua visita, e spero che anche Tomino stia tornando in buona salute…come il mio blog 🙂
      Sia io che le mie “amiche di danza” (questo articolo infatti non l’ho scritto io, ma Eleonora) cerchiamo di essere il più obiettive possibile, anche se, come ben saprai ormai, tendiamo ad osannare sempre la nostra étoile. Ma d’altronde Non sapremmo cosa criticare in Roberto Bolle!
      A presto tra queste e altre pagine 🙂

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