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… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Tornare un po’ bambini…Lo Schiaccianoci torna al Teatro Alla Scala

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È indubbio che nella danza quando si dice Natale si dice Schiaccianoci e assistere a questo spettacolo è come tornare un po’ bambini, memori di quella bella favola che ci è stata raccontata tante volte in tenera età.
Siamo tutte molto felici, io e le mie compagne d’avventura, che il Teatro alla Scala abbia deciso quest’anno di mettere di nuovo in scena, dopo tanto tempo, questo balletto anche se in una versione diversa da quelle conosciute dai più, e cioè quella di Petipa e di Nureyev, e anche se la maggior parte di noi purtroppo è riuscita a trovare posto solo per lo spettacolo post natalizio (ormai i biglietti per la Scala sono diventati davvero un problema, specialmente per l’acquisto online), la magia è la stessa.
Eccoci qui, quindi, di nuovo su un Frecciacuore, a soli tre giorni dal rientro da Torino.
Per fortuna questa volta il treno è in orario, nessuna bufera di neve a Salerno, ahimè, causa dell’enorme ritardo con il quale io e Elena siamo arrivate in quel di Torino in una corsa contro il tempo per essere pronte per lo spettacolo pomeridiano del 31 del “Bolletour 2014”.
Per venire allo Schiaccianoci, le scenografie dello spettacolo sono sicuramente molto belle, due tra tutte: nel I atto il Valzer dei Fiocchi di neve e nel II atto Il Valzer dei Fiori seguito dalla Danza della Fata Confetto, e poi anche il secondo pas de deux dei due protagonisti: Clara e il Principe Schiaccianoci.
In questa versione di Nacho Duato molte danze sono state tagliate quindi la durata dello spettacolo è alquanto ridotta, la musica di Tchaikovsky però rimane sempre un bellissimo e piacevole ascolto.

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La coreografia purtroppo invece è quasi inesistente, semplice e con poca fantasia; è, a mio modesto parere, il punto debole di questa messa in scena.
Per fortuna la presenza di due étoiles come Bolle e la Eickwald risolleva in parte lo spettacolo.
Non vorrei azzardare, ma credo che per i due ballerini sia stato quasi un riscaldamento eseguire queste sequenze di passi.
Nonostante il mio giudizio negativo sulla coreografia, devo anche dire però che è sempre un piacere vedere danzare due ballerini di questo livello e alla fine, complice anche una musica meravigliosa come quella del Valzer della Fata Confetto, riescono a far sognare ed emozionare il pubblico (me per prima) che, infatti, non si risparmia in applausi sinceri.
Sul post spettacolo, ormai diventato una piacevole abitudine anche se non è mai da considerare scontato, posso dire di non riuscire mai pienamente a restituire con le parole quanto emozionante sia per me, anche perché nemmeno io stessa riesco a capire bene le sensazioni che vivo in quei momenti e che mi lasciano sempre un misto di gioia e nostalgia.
Forse l’unica parola giusta per sintetizzare il tutto è quella usata da Manuela e cioè: GRAZIE Principe Roberto!!!

> Eleonora <

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2 commenti su “Tornare un po’ bambini…Lo Schiaccianoci torna al Teatro Alla Scala

  1. lamortelafanciulla
    gennaio 23, 2015

    ormai (ma poi quasi sempre) solo le Etoile salvano gli spettacoli, forse è l’umano l’istinto che si riappropria della danza, dove umano sta per i ballerini e razionalità, organizzazione sta per coreografia.
    Ma se comunque le emozioni non sono mancate, allora “chi vuol essere lieto sia…”

    Mi piace

  2. marilicia
    gennaio 25, 2015

    Sarebbe bellissimo tornare bambini, Manuela! Ma si può?
    Buona domenica carissima.
    Un abbraccio.
    Marilicia.

    Mi piace

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