Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Capodanno in punta di piedi: Roberto Bolle and Friends al Teatro Regio di Torino

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“Le valigie con cui si parte sono diverse da quelle con cui si torna”, scriveva nei suoi diari Tiziano Terzani, uno che di partenze e ritorni se ne intendeva, uno che ha sempre scritto con il sangue che sgorgava dal cuore. Anche le mie parole escono direttamente dal cuore, sebbene i miei viaggi non siano umanamente, socialmente e storicamente pregni di significato come i suoi. Anche le mie valigie tornano diverse da come erano partite, arricchite di sensazioni, pensieri, emozioni, impressioni che trovano posto in minima parte sulla carta (o sulla tastiera). Quest’anno io e alcune “amiche di danza” abbiamo scelto di chiudere davvero in bellezza il 2014 passando il capodanno in compagnia non solo nostra e di alcuni amici abitanti in loco, ma anche della nostra Etoile preferita, Roberto Bolle, e dei suoi Friends, per uno dei tre gala organizzati al Teatro Regio di Torino. “Aereicuore” e “Frecciacuore” sono arrivati (più o meno) puntuali a Torino da nord e sud Italia, superando anche la neve che, copiosissima, aveva iniziato fin dalla prima mattina a scendere appena a sud della Pianura Padana. Cielo azzurro, temperatura rigida ma tanto calore nei nostri saluti…e poi veloci a teatro, che il gala iniziava alle 17.30. Un Teatro moderno, il Regio, anche questo pomeriggio sold out, come per le altre due recite serali, del 29 e 30, che hanno visto un nuovo grandissimo successo per Roberto e i Friends. Appena il tempo per qualche foto e per il piacevole incontro con una simpatica lettrice di questo blog, e subito le luci iniziano ad abbassarsi, mentre l’emozione (ancora…sempre…) scende dalla gola al cuore.

(ph. Anna Frizzarin)

(ph. Anna Frizzarin)

Ci informano che la scaletta dei brani subirà una modifica, in quanto Sarah Lamb e Federico Bonelli, Principals del Royal Ballet, sono dovuti tornare a Londra. Al loro posto i Primi Ballerini del Teatro Alla Scala, Nicoletta Manni (già presente nelle altre due serate) e Claudio Coviello. Scopriremo più tardi che Roberto interpreterà un non previsto estratto da Prototype subito prima di Passage. Il programma è quello già proposto con successo nel corso del Bolletour2014 autunnale e che io avevo in parte visto in qualche data estiva. L’apertura è stata affidata al trionfante Pas de deux da Excelsior, molto coinvolgente sia per la musica di Marenco che per la coreografia di Dell’Ara: brava e frizzante la giovanissima scaligera Nicoletta Manni, affiancata da un Roberto/Schiavo prorompente nel suo splendore fisico e interpretativo.

Roberto Bolle in Excelsior

Come sempre entusiasmo e applausi a scena aperta per i virtuosismi acrobatici di Daniil Simkin, ironico in Le Bourgeois, partner preciso e in perfetta sintonia con l’altrettanto brava e applaudita Skylar Brandt nel passo a due da Le fiamme di Parigi. Impossibile non apprezzare le doti tecniche e acrobatiche del simpatico Daniil, che risultano molto coinvolgenti per il variegato pubblico dei gala, ma il mio personale giudizio da inesperta resta sempre quello: per me la danza è quella che emoziona.

Skylar Brandt e Daniil Simkin, Le fiamme di Parigi

Skylar Brandt e Daniil Simkin, Le fiamme di Parigi

Come ad esempio Elegy, il secondo brano in programma, splendidamente eseguito sulla non facile musica di Rachmaninoff da Hee Seo e Cory Stearns, esecutori eccezionali anche del balanchiniano Tchaikovsky Pas de Deux. Sono due perle questi brani e sono due ballerini splendidi la delicatissima e affascinante Hee e il danseur noble Cory, abile interprete con una fisicità che “si sente” sulla scena. E qui devo ringraziare ancora una volta il Roberto Bolle direttore artistico dei suoi gala, perché solo grazie a lui ho avuto la possibilità di conoscere, fra gli altri, anche questi danzatori, che sono diventati miei beniamini. Un assaggio dal II Atto dello Schiaccianoci di Nacho Duato è stato proposto da Nicoletta Manni e Claudio Coviello, nuove leve che si spera possano crescere nella loro interpretazione (peccato davvero non aver potuto assistere al pas de deux da Petipa previsto per la Lamb e Bonelli: chi l’ha visto è rimasto estasiato…).

Nicoletta Manni e Claudio Coviello, Pas de deux da Schiaccianoci

Nicoletta Manni e Claudio Coviello, Pas de deux da Schiaccianoci

Ho lasciato per ultimi i brani interpretati dalle star della serata: Julie Kent e Roberto Bolle. La mia passione per Julie è nota, fin dalla sua Giulietta alla Scala di alcuni anni fa, affascinante e sensuale in coppia con Roberto. Lo stesso fascino e la stessa profonda sensualità che emerge dal passo a due dall’Atto III tratto da La Dama delle camelie, l’atto “nero”, il più drammatico e appassionante, in cui è evidente la grande complicità e sintonia di due “veterani” della danza e la loro apparente facilità sia nell’esecuzione di passi non semplici che nella resa dell’aspetto più emozionale. Questa è per me la vera, grande, danza.

Julie Kent e Roberto Bolle, Pas de deux dall'Atto III de La Dama delle camelie (ph. Eleonora Bartalesi)

Julie Kent e Roberto Bolle, Pas de deux dall’Atto III de La Dama delle camelie (ph. Eleonora Bartalesi)

(ph. Eleonora Bartalesi)

(ph. Eleonora Bartalesi)

La coppia si ripresenta sul palcoscenico per il frizzante e “americano” Sinatra Suite, molto accattivante per le famose canzoni di Sinatra e per l’ironica coreografia di Twyla Tharp: Julie e Roberto, nei loro eleganti abiti di Oscar de la Renta, volteggiano sul palcoscenico lanciandosi sguardi di fuoco e dando vita ad una piacevolissima interpretazione, nella quale Roberto comincia a sentirsi maggiormente a proprio agio rispetto a qualche tempo fa. Una nota personale: li ho visti ballare insieme in Sinatra Suite solo una volta, nel gala di Caracalla del luglio 2013, e sono stati stupefacenti, con un’“anima caliente” trasudante da ogni poro. Loro erano l’afroamericana Misty Copeland e il brasiliano Marcelo Gomes, indimenticabili in questo pezzo.

Julie Kent e Roberto Bolle, Sinatra Suite (ph. Eleonora Bartalesi)

Julie Kent e Roberto Bolle, Sinatra Suite (ph. Eleonora Bartalesi)

Per finire i due brani da solista di Roberto Bolle: Passage (cor. di Marco Pelle), preceduto da un estratto di Prototype, e la nuova creazione di Massimiliano Volpini Through the Light, con effetti visivi di Dmitrij Simkin (papà di Daniil). Di Prototype e Passage ho già scritto in post precedenti e non posso che confermare ogni parola: il primo, pur avendolo visto ormai diverse volte, continua ad affascinarmi, per coreografia, musiche ed effetti speciali; il secondo è una meraviglia, che non esiterei a definire “danza dell’anima”, totalmente introspettiva, interpretata con passione ed intensa sensibilità da Roberto, che riesce a trasmettere con il corpo e il viso le profonde emozioni che segnano il percorso dell’uomo descritto dal progetto di Fabrizio Ferri. Mi è piaciuto ed ha avuto, secondo me, un senso logico questo accostamento di una parte di Prototype a Passage: dalla creazione computerizzata dell’uomo perfetto alla sua evoluzione ad essere umano fatto di carne, sangue, sudore e sofferenza, e amore, quello che salva e fa rinascere a nuova vita. Emotivamente molto coinvolgente e travolgente. Anche di applausi. Questa, ancora una volta, la vera danza, quella che lascia un segno nel cuore e non solo negli occhi.

Immagini da Prototype

Immagini da Prototype

Immagini da Passage

Immagini da Passage

In chiusura la novità di Through the Light, che mi ha lasciato un po’ perplessa, sia per la rivisitazione musicale del Canone di Pachelbel che per la coreografia non molto coinvolgente. Per me è stata la “prima visione” e forse il brano andrebbe rivisto e approfondito. Mi auguro di averne l’occasione.

Applausi al termine di Through the Light

Applausi al termine di Through the Light

Tantissimi applausi per ciascun Friends, per la loro bravura e simpatia, anche per i loro siparietti di fine spettacolo e gli allegri auguri di buon anno.

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Standing ovation e lampi di mille flash, ad illuminare la sera di capodanno; l’incontro all’uscita artisti con tutti loro, sorridenti e molto disponibili per autografi e fotografie; il calore della folla nel saluto al caro Roberto che, con la consueta gentilezza e dolcezza, ha accolto tutti noi nel suo abbraccio.

Roberto Bolle, Julie Kent, Skylar Brandt, Hee Seo, Daniil Simkin, Nicoletta Manni, Cory Stearns (assente Claudio Coviello) (ph. Monica Galaverna)

Roberto Bolle, Julie Kent, Skylar Brandt, Hee Seo, Daniil Simkin, Nicoletta Manni, Cory Stearns (assente Claudio Coviello) (ph. Monica Galaverna)

Grazie al personale del Teatro, che con estrema cortesia ha permesso a tutti coloro che aspettavano gli artisti all’uscita di salutarli, dimostrando che questo può essere fatto con un certo ordine, accontentando tutti e nel conforto di un luogo chiuso e più accogliente di una strada o un portico. E grazie a Roberto, per questa nuova occasione di grande danza e per averci permesso di rendere indimenticabile questa fine d’anno 2014.

classifica

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6 commenti su “Capodanno in punta di piedi: Roberto Bolle and Friends al Teatro Regio di Torino

  1. galadriel2068
    gennaio 4, 2015

    ❤️

  2. romana casiraghi
    gennaio 4, 2015

    Complimenti per il bel articolo che descrive lo spettacolo con tutte le emozioni della serata. Un grazie particolare per aver menzionato il nostro incontro e un arrivederci a presto.
    Romana

    • ilpadiglionedoro
      gennaio 5, 2015

      Grazie a te, Romana, per i complimenti, scritti e fatti a voce a Torino. Mi ha fatto molto piacere conoscerti di persona: è bello dare un volto e una voce alle persone, dopo molte parole solo scritte.
      Ieri sera eravamo alla Scala per Schiaccianoci….spero di rivederti ad aprile per Giselle.

      • Romana Casiraghi
        gennaio 6, 2015

        Ciao Manuela, ho visto le vostre foto scattate in teatro ed in città con i commenti di gioia e ammirazione per lo spettacolo. Speriamo di riuscire a prendere il biglietto per Giselle , ma visto che le date sono quattro anche le speranze dono buone! Ora aspetto con ansia di legge l’articolo sullo Schiaccianoci. Un caro saluto ed un arrivederci a presto. Romana

  3. Eleonora Bartalesi
    gennaio 13, 2015

    Una serata quella del Bolle & Friends tour 2014 a Torino già conosciuta nelle sue coreografie ma sicuramente inaspettata sul piano delle emozioni che, sembra incredibile, sono sempre diverse e travolgenti ogni volta.
    Concordo con te Manu sul concetto di vera grande danza: anche x me è quella che infonde emozioni. Sicuramente  le piroettes ed i virtuosismi hanno appeal sul grande pubblico e la tecnica è una cosa importante ma ciò che mi colpisce di più in un ballerino è la sua capacità di utilizzare questa tecnica come mezzo per trasmettere stati d’animo, mettendo in scena, come un attore fa con il suo personaggio, tutte le sue sfaccettature.
    La D maiuscola della grande danza virtualmcente anch’io la assegno al pdd del terzo atto, l’atto “nero” de La Dama delle camelie.
    Come tu sottolinei, non siamo esperte e forse non siamo in grado di giudicare la qualità di esecuzione di ogni singolo passo o le linee tenute ma sicuramente siamo in grado di percepire la grande intesa che ormai si è creata tra Roberto Bolle e Julie Kent, la grande personalità e capacità interpretativa delle due etoiles e sfido chiunque a dire che questa non sia danza con la D maiuscola.
    Capitolo a parte sono le coreografie dei coreografi Massimiliano Volpini e Marco Pelle, Prototype e Passage.
    Le ho già viste svariate volte eppure ogni volta è come fosse la prima, scopro particolari che non ricordavo e che mi avvolgono in nuove sensazioni forse perché sono, come dice Volpini sul suo blog  http://www.massimilianovolpini.com/index.php?id=48&p=5 e cito testualmente “….lavori non necessariamente originali o innovativi, ma che risultano “sinceri”, che in maniera evidente nascono da una mente libera dagli schemi” perché continuando “inevitabilmente si copia” e l’unica differenza è che “…. lo stile e la tecnica siano solo lo strumento per raccontare noi stessi”.
    Beh devo dire che queste coreografie riescono perfettamente nell’intento perché quella sincerità a mio parere si percepisce perfettamente,  veicolata anche, e non è cosa da poco o di minore importanza,  da un interprete (Roberto Bolle) che si fa tramite eccellente di tutto ciò.

    • ilpadiglionedoro
      gennaio 14, 2015

      Grazie, Ele, per il tuo contributo, sempre prezioso. Non posso che essere d’accordo con quanto hai scritto. La differenza c’è, evidente, e dobbiamo ringraziare Roberto per consentirci di venire a contatto con tante realtà coreutiche diverse e, in ogni caso, sempre eccellenti.

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