Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Lo Schiaccianoci di Nacho Duato con Roberto Bolle e Maria Eichwald: a teatro con il sogno di #vinciscala

Il doodle dedicato da Google nel 2012 per i 120 anni dalla prima rappresentazione a San Pietroburgo

Questa sera, 17 dicembre, si apre la stagione ballettistica del teatro Alla Scala (http://www.teatroallascala.org/it/stagione/opera-balletto/2014-2015/opera-balletto.html) con il balletto natalizio per antonomasia, Lo Schiaccianoci, che vede nel primo cast due Étoiles di primissima grandezza: il nostro beniamino Roberto Bolle e la delicata e bravissima Maria Eichwald, Principal Dancer dello Stuttgart Ballet, già superba interprete scaligera in Onegin (di cui ho scritto qui https://ilpadiglionedoro.wordpress.com/2010/10/31/un-dramma-in-danza-onegin/ e qui https://ilpadiglionedoro.wordpress.com/2012/10/07/onegin-intreccio-damore/) Lo Schiaccianoci proposto dalla Scala è quello rivisitato dallo spagnolo Nacho Duato (nato a Valencia nel 1957), affermato danzatore e grande coreografo contemporaneo, Direttore della Compagnia Nazionale di Danza spagnola. Sue coreografie sono state inserite in prestigiose compagnie internazionali come l’American Ballet Theatre, lo Stuttgart Ballet, il San Francisco Ballet, il Royal Ballet e molte altre.

Maria Eichwald e Roberto Bolle, Schiaccianoci (le prove) (ph. Teatro Alla Scala)

Quest’anno la Compagnia scaligera propone appunto il suo Schiaccianoci, che debuttò al Teatro Mikhailovskij nel dicembre dello scorso anno. Come si apprende dal sito del Teatro, la trama del balletto resta sostanzialmente inalterata (i protagonisti della storia – una bambina di nome Clara e uno schiaccianoci destinato a diventare un bellissimo principe – vivono vicende straordinarie viaggiando nel mondo dei sogni. Una sorta di metafora del difficile passaggio dalla giovinezza all’età adulta), con solo alcuni elementi di sintesi; scene e costumi sono affidati al famoso artista francese Jérôme Kaplan (premio Golden Mask 2012 come miglior designer di costumi teatrali) nel rispetto della tradizione ma con elementi di raffinato humour. Secondo la politica del Teatro di affidare anche i balletti a musicisti di esperienza e prestigio, sul podio un grande interprete del repertorio russo, Vladimir Fedoseyev, già Direttore della Vienna Symphony e della Čajkovskij Symphony Orchestra di Mosca. Ma questa sera, però, c’è un valore aggiunto che mi ha spinto ad anticipare qualche nota riguardo a Schiaccianoci: la mia carissima amica Marina, infatti, (“vecchia” conoscenza del blog; questo il suo ultimo articolo https://ilpadiglionedoro.wordpress.com/2014/11/10/london-on-my-mind-manon-a-londra-con-roberto-bolle-e-zenaida-yanowsky/) è risultata tra le vincitrici del concorso indetto dal Teatro via twitter, e denominato #vinciscala, sul tema “Cos’è sogno e cos’è realtà”. Una delle sue frasi è stata scelta assieme a quelle di altre sei persone, che hanno vinto un biglietto d’ingresso all’anteprima giovani in scena appunto questa sera. Ed ecco la vista sul palcoscenico dal palco nel quale si trovano i vincitori

(ph. Marina Sarchiola)

(ph. Marina Sarchiola)

Non ci resta che augurare loro “Buono spettacolo” (e i tweet che arrivano sono entusiasti…come non potrebbero esserlo?) e, almeno per me, attendere il 4 gennaio per assistere in prima persona a questo nuovo allestimento di Schiaccianoci con Maria Eichwald e Roberto Bolle.

(ph. Teatro Alla Scala)

Per ora accontentiamoci di ripercorrere insieme la storia di questo balletto, grande opera di fantasia e vero gioiello musicale, una sfavillante favola di Natale ormai appuntamento costante per le feste di fine anno in ogni angolo del mondo: viene allestito in più di cento teatri e non esiste grande compagnia che non lo conservi in repertorio. La storia dell’ideazione e della realizzazione de Lo Schiaccianoci, secondo titolo della fortunata trilogia di balletti čajkovskijani elaborati da Petipa per il Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, è piuttosto lineare. Dopo il trionfo della Bella addormentata, la grande favola barocca nella quale lo spirito romantico aveva raggiunto le massime altezze tecniche ed espressive, il principe Vsevolovsky, direttore dei Teatri Imperiali, pensò fosse giunto il momento di fare un passo avanti raccontando una storia piena di fantasia ma più moderna e ambientata nel mondo reale. Insistette perciò perché il coreografo francese e il compositore russo lavorassero ad un nuovo balletto per la stagione 1892. Per la redazione del libretto Petipa si ispirò a un racconto dello scrittore tedesco Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, riletto però nella versione francese (Storia di uno Schiaccianoci, 1844) realizzata da Alexandre Dumas padre. Questi, per semplificare la lettura e adattare il racconto a un pubblico giovanile, aveva privilegiato il lato fiabesco della vicenda eliminando gli aspetti più inquietanti e sinistri presenti nell’originale. Il racconto di Hoffmann (Schiaccianoci e il Re dei Topi, 1816) è un piccolo capolavoro di fantasia e magia: in esso convivono le innocenze dell’infanzia, le paure ancestrali, gli incantesimi delle scienze vicine alla stregoneria, le bambole meccaniche, perfino l’illusionismo. Protagonista della vicenda, ambientata durante le feste natalizie, è un inventore e orologiaio che indossa una parrucca di vetro e una benda nera sull’occhio destro. Padrino della piccola Maria (nel balletto, Clara), figlia del consigliere sanitario Stahlbaum (nel balletto diventerà un sindaco), le consegna un curioso dono: uno schiaccianoci con la giacchetta da ussaro, calzoni eleganti e lucidi stivali. Grazie alla magia e dopo aver superato difficili prove, lo schiaccianoci si trasformerà nel principe delle favole e renderà felice la giovane.

Costumi originali di Vsevoložskij per la prima del balletto, 1892

Su questa base narrativa Petipa costruì una sceneggiatura precisa che Čajkovskij seguì di buon grado. Unico intoppo fu l’improvvisa malattia che colpì il coreografo francese proprio nelle fasi iniziali della messa in scena del balletto. Petipa fu costretto a passare la mano al fedele assistente Lev Ivanov che ne seguì le indicazioni e vide poi riconosciuto il proprio ruolo in occasione della prima, quando la sua forma comparve accanto a quella del maestro. Per quanto riguarda la partitura musicale, all’epoca in cui Čajkovskij iniziò a lavorare a Schiaccianoci egli era al sommo della celebrità: le sue composizioni erano ormai conosciute e amate in tutto il mondo, riceveva onorificenze e aveva un forte seguito fra i giovani musicisti. Il risultato dello stato di grazia del musicista fu la realizzazione di un balletto perfetto, con due meravigliosi valzer (“dei fiocchi di neve” e “dei fiori”) in prezioso stile e formato romantico, con un pas de deux di rara bellezza, con il divertissement colorito nelle danze dei vari paesi, con brividi di paura e slanci di gioia liberatoria. La trama di Schiaccianoci penso sia universalmente nota, ma provo a riassumerla qui in breve. Atto Primo Durante la vigilia di Natale, agli inizi del XIX secolo, il signor Stahlbaum, in Germania, indice una festa per i suoi amici e per i loro piccoli figli. Questi, in attesa dei regali e pieni di entusiasmo, stanno danzando quando arriva il signor Drosselmeyer, un amico di famiglia, che porta regali a tutti i bambini, intrattenendoli con giochi di prestigio, nonostante all’inizio incuta paura ai bambini. Alla sua prediletta, Clara, regala uno schiaccianoci a forma di soldatino che Fritz, il fratello della bambina, rompe per dispetto. Arrivano così alla festa anche i parenti, che si uniscono alla festa danzando. Clara, stanca per le danze della serata, dopo che gli invitati si ritirano, si addormenta sul letto e inizia a sognare. È mezzanotte, e tutto intorno a lei inizia a crescere: la sala, l’albero di Natale, i giocattoli… e soprattutto una miriade di topi che cercano di rubarle lo schiaccianoci. Clara tenta di cacciarli, quando lo Schiaccianoci si anima e partecipa alla battaglia con i soldatini di Fritz: alla fine, rimangono lui e il Re Topo, che lo mette in difficoltà. Clara, per salvare il suo Schiaccianoci, prende la sua ciabatta e la lancia addosso al Re Topo, distraendolo; lo Schiaccianoci lo colpisce uccidendolo. Ed ecco che lo Schiaccianoci si trasforma in un Principe, e Clara lo segue, entrando in una foresta innevata. L’Atto si chiude con uno splendido Valzer dei fiocchi di neve. Atto Secondo I due giovani entrano nel Regno dei Dolci, dove al Palazzo li riceve la Fata Confetto, che si fa raccontare dallo Schiaccianoci tutte le sue avventure e di come ha vinto la battaglia col Re Topo. Subito dopo, tutto il Palazzo si esibisce in una serie di danze che compongono il divertissement più conosciuto delle musiche di Čajkovskij e che rendono famoso il balletto, culminando nell’incantevole Valzer dei fiori. Dopo, il Principe e la Fata Confetto si esibiscono in un Pas de deux dove, nella Variazione II, si può riconoscere in maniera eclatante il suono della celesta, strumento che entrò a far parte di un’orchestra proprio in occasione del primo allestimento di Schiaccianoci, nel 1892 . Il balletto si conclude con un ultimo Valzer, e il sogno finisce: una volta risvegliata, mentre si fa giorno, Clara ripensa al proprio magico sogno abbracciando il suo Schiaccianoci.

Leslie Collier e Anthony Dowell, Pas de deux da Schiaccianoci (cor. Peter Wright)

Dopo il successo della prima esecuzione a San Pietroburgo nel 1892, Lo Schiaccianoci ebbe numerose riprese, fedeli o innovative. Ricordiamo quelle di Gorsky, Sergeyev (che introdusse questo balletto nell’Europa Occidentale, a Londra nel 1934), Ashton, Balanchine, Baryshnikov, Nureyev, Cranko, Neumeier, Petit, Amodio, Béjart, Bourne, Alonso. Ora…pronti ad accogliere questa nuovissima interpretazione di Nacho Duato!

Ma prima una divertente intervista a due voci a Maria Eichwald e Roberto Bolle, proposta dal teatro Alla Scala.

siti

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2 commenti su “Lo Schiaccianoci di Nacho Duato con Roberto Bolle e Maria Eichwald: a teatro con il sogno di #vinciscala

  1. marilicia
    dicembre 24, 2014

    Ciao cara, sono passata di qui per lasciarti i miei più sinceri auguri per un Natale sereno e soffuso di magia.
    Ti abbraccio.
    Marilicia.

    Mi piace

    • ilpadiglionedoro
      dicembre 24, 2014

      Carissima…che bello ritrovarti dopo così tanto tempo!
      Grazie del ricordo e affettuosi auguri di buon Natale.
      Un bacio

      Mi piace

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