Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

#bolletour2014 Seconda tappa del Roberto Bolle & Friends from ABT: Firenze 24 novembre. La fiaba continua

 

bolletour 2014

La “mia” Etoile…la fiaba continua
C’era una volta un gruppo di “amiche di Danza”… Desidero iniziare così il mio racconto, perché niente è più fiabesco del vivere con loro il #bolletour. Subito gran fermento nel gruppo de #ledivine (nome che utilizziamo nei social per identificarci visto che non è possibile nominare tutte e dodici ogni volta) quando sono uscite le date del “winter #bolletour2014” perché sapevamo che avremmo rivissuto la magia provata durante le tappe estive di Verona, Genova, Roma e Trieste. Dopo la passione condivisa a Londra con Manon lo scorso 1 novembre, dove un indescrivibile Roberto Bolle e una spettacolare Zenaida Yanowsky mi avevano pressoché incantato, attendevo con ansia la mia tappa nell’incantevole cornice di Firenze. Eh sì, ansia…o anche ciò che viene comunemente definito “effetto Bolle” che non si può spiegare: è tutto da vivere. Il lunedì pomeriggio mi sono incontrata con Stefania (altra divina effervescente) davanti al Duomo di Firenze che con la bellezza della sua facciata toglie proprio il fiato. Scatto dunque il primo selfie della giornata per far sapere a #ledivine a casa che eravamo arrivate.

Una passeggiata per il centro, un veloce aperitivo con vista panoramica sui tetti di Firenze dove domina indiscussa la cupola di Brunelleschi con i suoi marmi bianchi rosa e verdi, veloce cambio d’abito ed eccoci puntualissime ai cancelli d’entrata del Nelson Mandela Forum dove ci aspettava la nostra Eleonora. Possiamo dire di essere state le prime a varcare la soglia: l’entusiasmo era talmente tanto che non ce la facevamo ad aspettare! Entrate nel palazzetto abbiamo incontrato i coreografi Marco Pelle e Massimiliano Volpini che abbiamo immortalato in questa stupenda foto e devo dire che la luce catturata in questo scatto dà proprio l’idea dell’energia positiva che si respirava in quella sera.

Con Marco e Massimiliano

Eleonora, Stefania e Anna con i coreografi Massimiliano Volpini e Marco Pelle

Il palazzetto si riempie velocemente, noi prendiamo posto, uno sguardo al programma (lo stesso di Genova) calano le luci…e che la magia abbia inizio. Ecco, vi avviso già di non essere un’intenditrice ma vado molto a sensazioni, a emozioni, e mi lascio trasportare da quello che vedo e sento perché quando sei seduta lì, che sia la prima o ultima fila, e inizia la musica ti devi lasciare andare per vivere ogni istante.
Ed ecco la “mia” Etoile che con Isabella Boylston ci delizia del regale pas de deux da Excelsior dove si coglie la forza fisica dello schiavo che, con i suoi movimenti precisi, rende proprio l’idea della perfezione.
Si susseguono poi Elegy con Cory Stearns e Hee Seo e Le Bourgeois con un esilarante ed energetico Daniil Simkin.
Entrano quindi in scena Marguerite e Armand belli come non mai in La Dama delle Camelie e la citazione “il cuore mi batteva così forte da vietarmi di pensare” rende benissimo l’idea di quanta passione in quei momenti ci stavano regalando la “mia” Etoile e la sua Julie Kent.

Dama

Julie Kent e Roberto Bolle, La Dame aux Camélias

Giusto qualche secondo per riprendermi che mi ritrovo nel Pas de deux da Lo Schiaccianoci con Skylar Brandt e James Whiteside e per qualche secondo assaporo il prossimo spettacolo che mi aspetta alla Scala il 4 gennaio.
E ora Passage che, con la coreografia di Marco Pelle e la musica di Fabrizio Ferri, resta io mio preferito e ogni volta che lo vedo sembra sempre la prima volta. Mi viene da dire che “questo pezzo lo sento mio” perché nel vivere l’interpretazione della “mia” Etoile vengo inghiottita da un vortice di paura e struggente sofferenza, dove l’angoscia sembra non voler darti scampo. Però poi, dopo tanto dolore, si intravede la luce, quasi a ricompensa di tutto il dolore che si è sofferto…momenti forti per me molto veri.
Ritornano poi le stelle dell’ABT con il Pas de deux di Tchaikovsky interpretato da Hee Seo e Cory Stearns e con This Was Written on Water con Isabella Boylston e James Whiteside.
Ed ora, per una come me che è “innamorata dell’Amore”, non resta che tuffarsi nell’emozione con Sinatra Suite, interpretato dalla “mia” Etoile e una sensualissima Julie Kent. Roberto in questo pezzo mi fa letteralmente “perdere la testa”, sia per il look, sia per le espressioni del viso, per non parlare poi del brillante luccichio dei suoi occhi, degno di un vero rubacuori. Sembra proprio di vivere un sogno ad occhi aperti. Inutile dire che l’intesa con Julie è perfetta, complice e armoniosa. E poi con il baciamano finale mi sciolgo sempre come neve al sole.

Sinatra Suite

Julie Kent e Roberto Bolle, Sinatra Suite

Un delizioso pas de deux da Le Fiamme di Parigi, con Skylar Brandt e Daniil Simkin, e si arriva al tanto atteso Trough the Light, nuovo pezzo della “mia” Etoile. #ledivine presenti a Genova sabato alla prima mondiale erano rimaste estasiate da questo nuovo pezzo: come dare loro torto? Roberto ha una straordinaria capacità di creare bellissime immagini, coadiuvato nei movimenti da una lunga gonna rossa, mentre alle sue spalle vengono proiettati degli ologrammi e un gioco di luci, tecnologia e arte tutto perfettamente armonizzato per arrivare dritto a cuore. Pubblico in piedi e applausi a non finire; molta gente ha lasciato il suo posto per correre sotto al palco, quasi a voler stringere in un forte abbraccio la “mia” Etoile e tutto il suo magnifico e affiatato gruppo. Come sono arrivata alla Danza ancora non me lo so spiegare. Mi piace pensare che sia stato il mio Angelo a guidarmi verso questa forma di Arte, perché sapeva che per riaccendere il mio cuore ci voleva la grande emozione e vivendo la Danza con i suoi momenti di passione, sofferenza, gioia e dolore avrei ritrovato l’energia per ricominciare. Grazie, “mia” Etoile, per essere come sei, per averci fatto incontrare, perché con la tua arte arricchisci le nostre vite. E grazie anche a Stefania ed Eleonora che hanno condiviso con me questa appassionante fiaba tra sguardi complici e tante risate perché, come dico sempre alle mie ragazze, #ledivine si contraddistinguono per il brillante sorriso.
> Anna <

A teatro

Stefania, Anna ed Eleonora al Mandela Forum

 

L’abbraccio in danza dei Friends in una serata indimenticabile
Questa volta si gioca in casa e per la prima volta da quel lontano luglio del 2009 non c’è nessun Frecciacuore che mi porta verso una delle tante indimenticabili serate: la seconda tappa invernale del Bolle Tour 2014 è infatti al Mandela Forum di Firenze, città dove vivo.
Devo dire però che, in fondo, mi dispiace non avere un treno da prendere per dirigermi verso una delle tante meravigliose città italiane, girare tutto il pomeriggio per negozi, mostre, bar e ristoranti, tornando in albergo appena il tempo di farsi una doccia e di “restaurarsi” per la serata, perché anche questo fa parte della magia di questi eventi.
In questa serata, come ormai consuetudine, #ledivine non possono mancare ed infatti eccoci presenti in tre: io, Stefania e Anna.
Siamo le prime ad entrare al Mandela Forum, tanto che all’acquisto del programma ci vengono rilasciate le ricevute n. 1, 2 e 3. Cerchiamo i nostri posti poi, per comodità, ci mettiamo tutte accanto a Stefy, seduta in prima fila.
E chi vediamo sotto il palco a fare prove con una piccola telecamera drone? Massimiliano Volpini e Marco Pelle, coreografi rispettivamente di Prototype e Through the light (novità di questo Bolle Tour 2014 invernale) e di Passage.
Chiediamo di poter fare una foto tutti assieme (devo dire che sono stati molto carini e disponibili entrambi) e infatti….
Nel frattempo tra un tweet ed un altro il palazzetto si riempie, le 21 arrivano ben presto e finalmente ecco il momento tanto atteso: buio in sala, il cuore comincia a battere più forte, le gambe non riescono a stare ferme …..si comincia!!!
L’inizio è subito a bomba con il pas de deux da Excelsior ballato da Roberto Bolle e Isabella Boylston.
Questo pdd è il modo migliore per poter apprezzare il fisico statuario e la potenza muscolare coniugata alla grazia di Roberto.

Excelsior-Stefy

Isabella Boylston e Roberto Bolle, Pas de deux da Excelsior

Segue poi Elegy con Hee Seo e Cory Stearns su coreografia del giovane Liam Scarlett, brano facente parte della coreografia realizzata per il gala d’apertura della stagione invernale dell’American Ballet Theatre.
Da quel che ho potuto cogliere da una sola visione mi è sembrato un ottimo lavoro .
Poi, come consuetudine, un classico dei gala come Le Bourgeois che non manca mai di infiammare il pubblico (soprattutto quello neofita della danza) con salti, piroette e acrobazie e che come sempre Daniil Simskin esegue in maniera impeccabile.
E’ quindi la volta del passo a due del terzo atto de La Dama delle camelie.
Una graditissima conferma questa, soprattutto poi se Roberto Bolle e Julie Kent sono in stato di grazia come in questo caso.
Belli, intensi, davvero una gioia per gli occhi e per il cuore che si solleva a più alti orizzonti davanti a cotanta arte.
Dopo questo vortice di sentimenti che inevitabilmente il balletto de La Dama delle camelie infonde nei ballerini che lo interpretano e nel pubblico che assiste, ecco a seguire un’altra conferma del programma estivo del tour 2014, il passo a due del II atto da Lo schiaccianoci su coreografia di Marius Petipa, questa volta interpretato da Skylar Brandt e James Whiteside .
Tutt’altro genere di balletto questo, più leggero e brioso che sicuramente incontra maggiormente i gusti del pubblico che frequenta questo tipo di gala.
Altra riconferma graditissima del programma estivo è Passage, coreografia di Marco Pelle.
Forse mi ripeto, anzi sicuramente, ma non posso fare a meno di sottolineare la bellezza di questo pezzo e la profonda interpretazione che ogni volta ne dà Roberto.
Non c’è niente da fare…si rimane ammaliati, avvolti come in un caldissimo abbraccio dal quale non vorresti più staccarti.
E infatti il pubblico, al termine dell’esibizione, si scatena unendo agli applausi, che peraltro sono sempre stati scroscianti e fragorosi per tutte le esibizioni, il battito dei piedi sul pavimento.

Passage

Roberto Bolle al termine di Passage

Dopo la riconferma del programma estivo del Tchaikovsky Pas de Deux, coreografia di Balanchine, interpreti Hee Seo e Cory Stearns, segue un’altra novità: This was written on water, coreografia di Pontus Lidberg sulla quale si esibiscono Isabella Boylston e James Whiteside.
Nonostante alcune recensioni non siano entusiaste – http://www.danceviewtimes.com/2014/10/the-british-are-here.html
http://dancetabs.com/2014/10/fall-for-dance-prog-5-wayne-mcgregor-pontus-lidberg-aakash-odedra-sarasota-ballet-ny/
(la coreografia viene definita “piacevole ma piuttosto generica” e mancante della passione di un Neumeier o un MacMillan), nell’insieme non mi è dispiaciuta.
Abbiamo poi nuovamente Roberto e Julie con Sinatra Suite di Twyla Tharp: coreografia strepitosa ed esibizione perfetta.
Pubblico davvero entusiasta che non risparmia i “Bravi! Bravi!” alle due étoiles, oltre al battito di mani e di piedi.

Ormai l’atmosfera è calda e il successivo passo a due Le Fiamme di Parigi con Skylar Brandt e Daniil Simkin fa scatenare nuovamente il pubblico, che perde la testa per ogni acrobazia di Simkin.
La serata è quasi giunta alla fine, manca solo la novità di questo tour invernale: Through the light, nuova coreografia di Massimiliano Volpini .
Ammetto che dalle prime immagini pensavo fosse un po’ una replica di Prototype e invece, pur essendo sempre presente l’interazione con lo schermo, la coreografia di Massimiliano, la scelta dell’abbigliamento con questo mega gonnellone di colore rosso, rendono il tutto estremamente accattivante; poi la grazia di Roberto e la sua energia fanno il resto. Sicuramente da rivedere!

Light

Roberto Bolle al termine di Through the Light

E il pubblico apprezza ancora una volta, profondendosi di nuovo nei “Bravo! Bravo!”
Senza nemmeno rendercene conto anche questa serata è volata via e siamo già ai saluti finali.
E’ stata decisamente una grande serata!!!!
Adesso manca soltanto, come ormai da consuetudine de #ledivine, attendere Roberto all’uscita per un saluto e un pensiero. Anche questa volta siamo riuscite ad incontrarlo, nonostante un servizio d’ordine un po’ troppo rigido.
> Eleonora <

roby

sito

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