Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

L’amore antico sempre moderno: il ritorno di “Romeo e Giulietta” al Teatro Alla Scala

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Romeo: “Oh, tu mi lasci con tanto desiderio!
Giulietta: “E che desiderio puoi avere questa notte?
Romeo: “Scambiare il tuo amore con il mio
Giulietta: “Prima che lo chiedessi, io t’ho dato il mio, e vorrei non averlo ancora dato
Romeo: “Vorresti, forse, riprenderlo?
E per quale ragione, amore mio?
Giulietta: “Per offrirlo ancora una volta. Io desidero
Quello che possiedo; il mio cuore, come il mare,
non ha limiti e il mio amore è profondo
quanto il mare: più a te ne concedo
più ne possiedo, perché l’uno e l’altro
sono infiniti.”

La storia d’amore più commovente e famosa al mondo, Romeo e Giulietta, resa universalmente nota da William Shakespeare e, nella danza, dalla musica di Prokofiev, torna al Teatro Alla Scala dopo quattro anni di assenza (sei per quanto riguarda la nostra Etoile Roberto Bolle).
Per me questa è stata la quarta Giulietta (mentre a Romeo sono rimasta fedele negli anni): la prima fu la drammatica Letizia Giuliani a Verona (nella versione di Amedeo Amodio), poi toccò alla meravigliosa Julie Kent alla Scala e infine alla strabiliante Lucia Lacarra al San Carlo di Napoli.
Ora è il turno di una debuttante nel ruolo, Alina Somova, Principal del Mariinskij e già ospite a Milano. C’è qualche perplessità sulla scelta di questa artista per interpretare il difficile ruolo di Giulietta, vero banco di prova (come Giselle) per una ballerina.
Di questo parliamo tutte noi, “amiche di danza” arrivate il 10 ottobre da varie parti d’Italia e ritrovatesi all’ombra del Duomo in un tiepido inizio autunno. Di questo e di molto altro, dissimulando a stento il desiderio che passino veloci le poche ore che ci separano dall’ingresso a teatro.
Ore 18.00 o poco più. Il tempo per un aperitivo e tante chiacchiere, colte sul fatto dalla simpatica Marta Romagna (prima ballerina della Scala) che, passandoci accanto per entrare a Teatro, ci riconosce, ci saluta con affetto e non perde l’occasione per “vendicarsi” una volta tanto e paparazzarci, come dice scherzando.

IMG_2525Tante chiacchiere anche con lei, soprattutto sul desiderio di vedere anche altri cast (e in particolare quando sarà lei Giulietta, il 17 e il 20, in coppia con Gabriele Corrado) e sui prezzi sempre più proibitivi dei biglietti, per non parlare delle trasferte, che non permettono di assistere a tutti i balletti che vorremmo.
In questa produzione, infatti, oltre a Somova/Bolle e Romagna/Corrado, saranno presenti altre Etoiles e nuove promettenti leve: Marianela Nunez e Massimo Murru, Natalia Osipova e Claudio Coviello, Nicoletta Manni e Marco Agostino, oltre ad Angelo Greco, neodiplomato ma già interprete di ruoli importanti. Ecco, sarebbero da vedere tutte queste coppie. Purtroppo non è possibile.
Passano veloci i minuti ed eccoci nello scintillante foyer; poi le scale, la platea, le luci che si abbassano una, due volte, i musicisti che accordano i loro strumenti: momenti che si caricano sempre di grandi aspettative ed emozioni, anche dopo tanti anni di teatro.
Dopo l’applauso alla Direttrice Zhang Xian (per la prima volta sul podio scaligero; una scelta che si rivelerà azzeccata per la capacità di valorizzare al meglio la musica di Prokofiev), le note del Preludio ci accompagnano all’apertura di un sipario di mattoni, “una chiusura priva di speranza, salvo che per il tocco di cielo relegato a un angolo troppo alto per poter sembrare davvero di speranza” (Elena Murgese). Ma non appena il muro scompare, ecco davanti ai nostri occhi la Verona rinascimentale, con un mercato affollato e un brulichio di persone e attività. E’ a questo punto che si entra nel vivo della tragedia, sebbene ancora permeata di ilarità e goliardia: i giovani e agguerriti rappresentanti dei Montecchi e dei Capuleti si incontrano e non perdono l’occasione per iniziare una scaramuccia che si trasforma ben presto in duello.

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(ph. Teatro Alla Scala)

Mi sono sempre piaciute queste scene di Romeo e Giulietta: la forza e l’armonia con cui i ballerini si affrontano, lo scintillio e il clangore delle spade, la velocità e l’agilità dei movimenti, scene inaspettate e molto forti per un balletto d’amore.

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(ph. Teatro Alla Scala)

Da qui inizia lo sviluppo degli eventi, con il canonico passo a tre di Romeo, Mercuzio e Benvolio mascherati per partecipare alla festa in casa Capuleti senza essere riconosciuti, l’arrivo di Paride, la sempre suggestiva Danza dei Cavalieri, le variazioni di Giulietta e Mercuzio….tutto porta verso “l’evento”: l’incontro fortuito di Giulietta con Romeo, che si innamorano all’istante e danzano un madrigale.

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Il primo incontro (ph. Teatro Alla Scala)

Ascolto la musica splendida, ricca di dettagli descrittivi che danno un particolare spessore psicologico ad ogni movimento. Osservo le scenografie di Mauro Carosi, mattoni e colori opprimenti, perfettamente in sintonia con l’epilogo già noto della triste storia d’amore.
Mi lascio incantare dai bellissimi costumi medieval-rinascimentali, ideati da Odette Nicoletti, e dalla loro vasta gamma di colori, dal rosso solare al viola cupo, dal verde chiaro all’azzurro al blu notte al bianco virginale, con una densità materica che rispecchia la profondità dei sentimenti di odio e amore che dominano il racconto.

E’ un dialogo perfetto che coinvolge tutti i sensi e lentamente ci accompagna verso uno dei momenti più attesi e commoventi, la scena del balcone, in cui finalmente i due innamorati possono incontrarsi e dichiararsi la loro reciproca passione. Ancora una volta la musica è celestiale e in perfetta comunione di spirito con i protagonisti. Roberto…non ci sono parole per descriverlo: lui “è” Romeo in ogni fibra, nello sguardo ingenuo-innamorato-triste, nella passione del gesto, nel sorriso, nel lampo di tristezza, nella forza dell’abbraccio, nel languore del bacio, nella gioia della scoperta dell’amore. Tecnica e recitazione si fondono in un unicum che solo i grandi interpreti riescono a raggiungere. Alina Somova, come già detto, debutta nel ruolo: le manca l’esperienza che permette di interiorizzare il non facile personaggio di Giulietta e di unire l’abilità esecutiva (molto buona in Alina) all’interpretazione dei sentimenti (in questo un po’ carente, soprattutto in questa scena che invece ne richiederebbe molta).

Tanti applausi comunque per entrambi, perché la suggestione di questo passo a due è sempre molto forte e l’esperienza di Roberto ha fatto sì che anche certe piccole manchevolezze interpretative di Alina passassero in secondo piano.

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Alina Somova e Roberto Bolle: il passo a due del balcone (ph. Teatro Alla Scala)

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(ph. Teatro Alla Scala)

Ma torniamo sulla piazza di Verona, dove nel secondo atto si snoda un corteo nuziale, con le danze popolari e l’allegria di Mercuzio che punzecchia l’innamorato Romeo: è una bella scena corale, con molti personaggi sul palcoscenico e un grande senso del colore, che si affianca per maestosità alle scene del duello e della danza dei cavalieri.

L’arrivo della Nutrice e l’ilarità scatenata dalla sua goffa persona non mitigano l’ansia che si dipinge sul volto di Romeo: egli sa che c’è un messaggio per lui e non riesce a trattenere il sorriso più meraviglioso nel leggere le parole di Giulietta – Frate Lorenzo li unirà poco dopo in un matrimonio segreto, nell’ombra oscura di una cappella la cui atmosfera già presagisce il damma che si compirà a breve.
Montecchi e Capuleti si affrontano ancora una volta: in un crescendo di arroganza e di perversa ironia combattono fra loro Tebaldo e Mercuzio. All’uccisione di Mercuzio risponde la vendetta di Romeo, che uccide Tebaldo. Svetta fra tutti in questa scena proprio Tebaldo, interpretato dal sempre strabiliante Mick Zeni, assoluto capolavoro di bravura nei ruoli drammatici con una connotazione “negativa”, incarnazione del male (indimenticabile la sua interpretazione di Frollo in Notre Dame de Paris).

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Roberto Bolle (Romeo) e Mick Zeni (Tebaldo) (ph. Teatro Alla Scala)

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La morte di Tebaldo (ph. Teatro Alla Scala)

Il sipario si chiude sul dolore di Romeo, che mai avrebbe voluto insanguinare la sua storia d’amore, e si riapre per svelare la camera da letto di Giulietta, dove i due amanti hanno passato la loro prima e unica notte d’amore. E’ il momento del secondo, appassionato pas de deux, ben diverso dal primo: c’è ora la consapevolezza dell’amore, il peso di un omicidio sulla coscienza di Romeo, il dolore per la prossima inevitabile separazione. Tutto traspare dai movimenti, dalle espressioni, da quel prendersi e lasciarsi reciproco quasi con rabbia, perché un destino ineluttabile sta decidendo per loro. E’ un passo a due più “sentito” del precedente: Alina sta crescendo nella sua interpretazione, sebbene manchi ancora di quella voluttuosa leggerezza con la quale Giulietta si abbandona alle braccia di Romeo, sfatta dalla passione e dal dolore. Roberto-Romeo…beh…lui c’è, sempre, non voglio ripetermi, splendido interprete fisico e dolce, felice e addolorato, ogni fibra tesa nella miglior resa possibile del suo personaggio.

Alina Somova e Roberto Bolle: l’addio (ph. Teatro Alla Scala)

La parte finale è tutta di Giulietta, con una Alina Somova che trova finalmente la sua dimensione in questi minuti più recitativi che danzati. Il tentativo di ribellione ai genitori, l’apparente sottomissione, il drammatico incontro con Frate Lorenzo e la decisione, sofferta e folle, di assumere la pozione che le darà una morte apparente.

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Giulietta e Paride (Gabriele Corrado) (ph. Teatro Alla Scala)

Precipitano veloci gli eventi: la danza dei gigli in vista del matrimonio, la scoperta del corpo esangue di Giulietta, il dolore dei Capuleti, il letto d’amore che si trasforma in una bara sulla quale piange Paride, il dolore di Romeo che, in un impeto di rabbia, afferra il pugnale ed uccide il rivale.

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La danza dei gigli (ph. Teatro Alla Scala)

Gli ultimi minuti sono solo per loro.
Roberto-Romeo e le sue mute urla strazianti: quando solleva il corpo esanime dell’amata e danza con lei gli ultimi passi che vorrebbero riportarla in vita; quando non tollera più la sua stessa vita e se la toglie con il veleno, crollando ai piedi della tomba dove sarebbero stati seppelliti tutti i suoi sogni.
Alina-Giulietta e il suo risveglio tardivo: quando riapre con stupore gli occhi incredula e felice per la vita ritrovata; quando lo sguardo si tinge di orrore nel vedere Paride colpito a morte e, subito dopo, il corpo senza vita del suo amato; quando sceglie la morte perché la vita ormai non ha più alcun senso e si pugnala, tornando nel suo letto d’amore, sepolcro di morte.

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(ph. Teatro Alla Scala)

“Questo giorno porta con sé una grigia pace.
Il sole per il dolore nasconde la sua faccia.
Andiamo: parleremo ancora di questi fatti dolorosi,
perché fra coloro che vi parteciparono,
alcuni saranno perdonati, altri puniti.
Certo non vi fu mai una storia più infelice
di quella di Giulietta e del suo Romeo”

Un attimo di sospensione dei respiri e poi l’esplosione degli applausi, fragorosi, e il lampeggiare dei flash per riportarci alla gioia dopo tante tragedie, e i sorrisi dei nostri beniamini ritornati in vita.

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Due ore e cinquanta minuti sono volati e, come sempre, la malinconia di un vissuto importante si annida in un angolo del cuore, accanto agli altri “attimi fuggenti”.
Per fortuna l’allegria e l’entusiasmo delle “amiche di danza” mi travolgono e mi trascinano con sé per il consueto incontro all’uscita artisti e il rito di autografi e fotografie.

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Foto ricordo con Eleonora, Monica e Mick Zeni

All’arrivo di Roberto la situazione si fa come sempre caotica, ma con la sua gentilezza, simpatia e tanta pazienza il nostro Romeo riesce ad accontentare tutti i fans che gli si fanno incontro. Nonostante abbia un po’ di fretta poiché sicuramente lo attende un ricevimento, visto l’abbigliamento elegante di questa sera, non lesina a nessuno una parola e un sorriso, concedendosi sempre a foto e saluti.

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Qualche parola con Roberto…

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Gli autografi: Gabriele Corrado, Mick Zeni e Roberto Bolle

Non è mai scontata questa sua affabilità, questo suo darsi al pubblico anche dopo lo spettacolo; non ci è dovuto questo incontro, anche se per talune persone risulterebbe un obbligo. E’ un regalo che Roberto ci fa, un modo per ringraziare ancora il suo pubblico e coloro che lo seguono in tutti o molti dei suoi spettacoli; è, forse, un regalo che fa anche a se stesso: un bagno d’affetto e d’ammirazione che continua al di là del palcoscenico e che investe non solo l’Artista, ma anche e in particolare l’Uomo.
Un solo piccolo rimpianto: mentre eravamo sospese nella scia luminosa di Roberto, è uscita Alina Somova… Ce ne siamo accorte quando ormai stava salendo in auto. Giulietta se ne è andata così, con lo splendido viso celato da un mazzo di rose.
siti web

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4 commenti su “L’amore antico sempre moderno: il ritorno di “Romeo e Giulietta” al Teatro Alla Scala

  1. galadriel2068
    ottobre 19, 2014

    commovente, straordinaria Ladyblog, e amica. grazie

    Mi piace

  2. Stefania
    ottobre 22, 2014

    Cara Manuela hai saputo raccontare in maniera splendida le emozioni che quella serata ha trasmesso a tutte noi! Sei fantastica, bacio

    Mi piace

    • ilpadiglionedoro
      ottobre 22, 2014

      Che bello, Stefy, anche tu qui! Ehhhhh, vedo che il mondo del blog ti sta appassionando 🙂 Grazie per essere passata e per le tue parole. A presto!

      Mi piace

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