Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Parigi, Unesco e Roberto Bolle: cronaca di un sogno

L’8 aprile scorso si è tenuta a Parigi la cerimonia di consegna a Roberto Bolle della medaglia da parte dell’Unesco per la sua opera artistica. Si tratta di un riconoscimento “del suo contributo alla promozione delle idee dell’Unesco attraverso la danza come espressione culturale vivente e come vettore di dialogo”.

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La medaglia Unesco consegnata a Roberto Bolle

Con grandissimo piacere “Il padiglione d’oro” ospita per questa speciale occasione una nuova “firma”, una nuova “amica di danza”, appassionata e sensibile, che ha accolto con entusiasmo l’invito a mettere su carta le sue emozioni. Bastano le prime parole per rivivere con lei la magia di una serata davvero speciale!
Quindi lascio subito la parola a Monica, rivolgendole il mio più sentito “Grazie!” per questo racconto che non mancherà di entusiasmare i nostri lettori.

“A distanza di 15 giorni provo a raccontare questa esperienza straordinaria, alla quale in certi momenti stento a credere di avere assistito.
Devo ammettere che, fino a poco prima della serata, continuavo a pensare che ci sarebbe stato qualche intoppo: il mio nome sulla lista non ci sarebbe stato, o la serata non si sarebbe tenuta lì, problemi di sicurezza per cui non sarei potuta entrare… non dico quante volte ho riletto l’invito per accertarmi di non sbagliare data, luogo, orario! Tutto sembrava davvero troppo bello.
Aeroporto di Treviso, 7 aprile 2014, ore 10.35. Parto: destinazione Parigi. Una città per me quasi immaginaria, vista in due veloci visite ormai davvero parecchi anni fa. Vado a Parigi e rivedrò Roberto Bolle danzare, e ricevere l’onorificenza UNESCO “Medaglia per la diversità culturale”. Tutto, per aver inviato una semplice e-mail!
Tra tutte queste cose, non so ancora quale sia la più pazzesca.

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Incantevole tramonto a Parigi (ph. Monica Ruffati)

Il sopralluogo alla sede Unesco è semplicissimo, a due passi dall’hotel che ho scelto; il pomeriggio e la mattinata seguente scorrono in giro per la città, in una girandola di camminate, soste meravigliose, un pizzico di malinconia qua e là (viaggio da sola…) e la sensazione di vivere sospesa in un sogno.

La sede Unesco, vicinissima alla Tour Eiffel (ph. Monica Ruffatti)

La sede Unesco, vicinissima alla Tour Eiffel (ph. Monica Ruffati)

8 aprile 2014, sono le 18.15.
Ora sono qui. Sono a Parigi davvero. Parteciperò alla serata UNESCO davvero. Mi faranno entrare DAVVERO!
Con un’amica arrivata oggi dall’Italia, fan di Roberto, conosciuta su Twitter, mi metto in coda davanti alla sede UNESCO, e chiacchieriamo elettrizzate con gli altri italiani vicino a noi.

La sede Unesco in notturna (ph. Monica Ruffati)

La sede Unesco in notturna (ph. Monica Ruffati)

Siamo tutti visibilmente emozionati! Alle 18.30 inizia l’ingresso in sala, e dopo un po’ la fila avanza ed entriamo all’UNESCO (già questo dà una sensazione di batticuore fortissimo). Con un po’ di ansia, presento l’invito alla “reception” e dico il mio nome… tutto ok! La gentile hostess mi contrassegna l’invito con un’ok, passo ai controlli della sicurezza (borsa sul nastro trasportatore e passaggio al metal detector) e finalmente si entra.
Da un vasto e moderno ingresso entriamo nella sala della cerimonia e cerchiamo di capire in quali posti possiamo sederci. E’ una sala destinata, a quanto si vede, ad incontri dei delegati UNESCO: un ampio semicerchio di postazioni, tipo “parlamento”, con un banco davanti ai posti a sedere. Sono state disposte sedie anche in doppia fila, senza banco davanti. Naturalmente, il settore centrale e le prime 10 file sono riservate, perciò ci sediamo un po’ più dietro, nel settore a destra, fila 15ma o giù di lì.
Ma il palcoscenico, non trattandosi di un teatro, è davvero vicino, e credo avremo una splendida visuale. In ogni caso, sono dotata di binocolo, ovviamente!
Mi guardo intorno un po’, perché di sale così, personalmente, prima d’ora ne ho viste solo in tv, e tutto sembra sempre più irreale…

Luci blu nell'attesa (ph. Monica Ruffati)

Luci blu nell’attesa (ph. Monica Ruffati)

Finalmente, smaltita un po’ la prima emozione, mi siedo e apro il programma, che mi rendo conto di non aver ancora guardato. L’entusiasmo mi sale di nuovo alle stelle: il programma è splendido e, come immaginavo, tra gli artisti ospiti ci sono alcuni danzatori del Balletto di Stoccarda (perché, altrimenti Roberto sarebbe stato a Stoccarda pochi giorni prima della serata?), tra cui la adorata Alicia Amatriain e la splendida Maria Eichwald, che non ho mai visto dal vivo. Ma c’è una sorpresa che davvero non mi aspettavo… Roberto danzerà all’inizio e alla fine due “cavalli di battaglia” dei suoi gala, il Passo a due del Cigno Nero da Swan Lake e Le Grand Pas de Deux, e un terzo passo a due in coppia con Alicia Amatriain: Mono Lisa!!
Forse mi sbaglio, ma, a quanto ne so, Roberto non ha ma danzato questo pezzo, che ho visto già danzato da Alicia con Jason Reilly del Balletto di Stoccarda, ed è una coreografia che mi ha sempre impressionato moltissimo: spesso la riguardo su Youtube, e la riscopro ogni volta. Non sto nella pelle a questa notizia e la twitto subito alle “bolleamiche”!
Ancora una volta Roberto mi stupisce: in fondo, che bisogno c’era di questa novità, come se nel suo repertorio non ci fossero già decine (e più) di pezzi straordinari tra cui scegliere… sono molto colpita.

Il programma della serata (ph. Monica Ruffati)

Il programma della serata (ph. Monica Ruffati)

Nel frattempo, la sala si riempie di gente. Il clima è incredibilmente emozionante: molti ospiti, alcuni illustri che riconosco, arrivano e si salutano affettuosamente, c’è un brulichio di chiacchiere e abbracci, una vera festa, insomma. Mi aspettavo un’elegante serata VIP, magari un po’ formale, ma sbagliavo: la sensazione è di essere in mezzo a moltissimi amici, in una serata piena di affetto e ammirazione per una persona e un artista straordinario. Certo, non mancano anche le “mises” da gran sera…comprensibile!
Finalmente, sono quasi le 20.00, si inizia.
Un presentatore sul palcoscenico apre la serata, proponendo una breve presentazione di Roberto e della sua carriera, mentre alle sue spalle vengono proiettate alcune immagini emblematiche, che mostrano Roberto esibirsi in alcune splendide cornici storiche, come il Colosseo, l’Arena di Verona, il Teatro greco di Taormina…
Infine, le luci si spengono. Trattengo il respiro: ci sono, aspetto Roberto…
Aprono la serata Roberto e Shoko Nakamura nel Passo a due del III atto di Swan Lake: Shoko è uno splendido e superbo cigno nero, che strappa applausi a scena aperta, e Roberto, attratto dall’affascinante Odile e a tratti confuso dal ricordo di Odette, è un emozionante Sigfried, incredibilmente impeccabile nella precisione dei movimenti, con quel suo inconfondibile controllo del corpo nei tour e nei salti, le ricadute precise che ogni volta mi fanno lanciare esclamazioni soffocate…
Unica pecca, il palcoscenico sembra troppo poco profondo per le diagonali e i manèges delle variazioni maschili: l’impressione è che purtroppo Roberto, e gli altri interpreti dopo di lui, debbano fare attenzione a correggere e trattenere i salti.
Durante l’esecuzione del passo a due la quantità di flash è davvero imbarazzante, tanto che al termine una speaker ricorda che è vietato scattare foto e che i flash disturbano gli artisti che danzano, perciò il pubblico è pregato di trattenersi!
(I miei tentativi di foto, tutti senza flash e comunque poi risultati mal riusciti, sono limitati ai saluti e alla cerimonia, lo giuro!).

Roberto Bolle: Swan Lake

Segue il Passo a due dal primo atto di Romeo and Juliet (cor. Cranko), danzato da una stupenda e romantica Maria Eichwald e da Filip Barankiewicz dello Stuttgart Ballet: è sempre molto emozionante vedere questa scena, con interpreti tanto bravi e intensi… devo dire qual è, però, il mio Romeo preferito in assoluto? (chiedo mentalmente scusa a Filip Barankiewicz per non averlo apprezzato appieno…)
Il frizzante e acrobatico assolo Le Bourgeois è danzato, invece, da Dinu Tamazlacaru, principal dello Staatsballet di Berlino, che davvero non delude: applausi entusiasti, pubblico in delirio! (e palcoscenico ancora una volta un po’ troppo corto…)

Dinu Tamazlacaru : Le Bourgeois

Arriva l’attesissimo (almeno per me) momento di Mono Lisa. La coreografia (di Itzik Galili) spicca nel programma della serata per essere l’unica di stile così contemporaneo, ed è splendida. Resto ipnotizzata da Roberto e Alicia, dai passi, sollevamenti e movimenti incrociati incredibilmente difficili di questo passo a due, eseguiti con una scioltezza e padronanza abbagliante: so che Alicia ha danzato spesso questo pezzo, ma Roberto lo esegue come se lo avesse danzato cento volte, con uno stile di movimento fluido e potente che lascia senza fiato.
Non sono abbastanza esperta, come vorrei, per descrivere questa coreografia: posso solo dire che sembra creata apposta per Roberto e Alicia, che sono in perfetta armonia e coordinazione, e vorrei che questo sublime gioco di coppia non finisse mai. Mi riesce difficile spiegare perché, durante questo passo a due, mi scendono due lacrime: la danza lascia sempre dentro di me un’emozione profonda, una felicità assoluta e la sensazione di essere viva mille volte di più. E molto, molto altro.
Naturalmente, lo splendore di Roberto rende tutto ancora più vivido…
Al termine, viene davvero giù il teatro dagli applausi, meritatissimi, per questi due interpreti incredibili, che si ritirano dietro le quinte troppo presto!

Alicia Amatriain e Roberto Bolle: Mono Lisa

Ritornano in scena Maria e Filip per danzare, questa volta, Hommage au Bolshoi, e di seguito Shoko e Dinu in una scena da La Sylphide: questa è definitivamente una serata eccezionale, con molte sorprese e interpretazioni splendide, tutte da gustare.

Shoko Nakamura e Dinu Tamazlacaru: La Sylphide

Chiude la serata il divertente e ironico Le Grand Pas de Deux di Christian Spuck, danzato di nuovo da Roberto e Alicia, in assoluta e smagliante forma! Roberto e Alicia sono impeccabili, divertenti e comici, senza tralasciare nessuno dei dettagli che questo pezzo richiede per essere apprezzato fino in fondo: paiono talmente a loro agio che tutti ci divertiamo un mondo, combattuti tra ridere e applaudire, tanto sono strepitosi. Mi ritrovo a pensare che Roberto non sfrutti abbastanza la sua vena comica, che invece qui gli riesce davvero benissimo!

Alicia Amatriain et Roberto Bolle: Le Grand Pas de Deux

Per concludere, tutti gli artisti escono dalle quinte per i saluti finali: applaudiamo a più non posso, cercando di trattenerli il più possibile!

Applausi finali a tutti gli artisti (ph. Monica Ruffati)

Applausi finali a tutti gli artisti (ph. Monica Ruffati)

Le esibizioni sono concluse, e sono felice che la scelta artistica di Roberto abbia permesso a tutti di apprezzare il suo straordinario talento in tre interpretazioni molto diverse tra loro: non capita spesso una fortuna così!
Nel frattempo, la Direttrice Generale dell’UNESCO Irina Bokova introduce la cerimonia spiegando che attendiamo che l’artista si prepari, ma mentre prosegue (saranno passati forse 3 minuti), la avvisano che Roberto è già pronto!
Esce di nuovo dalle quinte il nostro caro Roberto, stavolta in impeccabile smoking, e M.me Bokova, che pur se a suo agio a me pare leggermente emozionata (non certo insensibile al fascino di Roberto e alla splendida danza!) gli consegna la Medaglia della Diversità Culturale, ringraziandolo per il suo impegno a favore della diffusione dell’arte e della danza nel mondo.

La consegna del riconoscimento Unesco a Roberto Bolle (foto dal web)

La consegna del riconoscimento Unesco a Roberto Bolle (foto da Twitter – Chi la riconosce come sua è pregato di comunicarmelo. Grazie)

Il video dell’intero discorso di Roberto si trova su YouTube, perciò mi limito a dire che ascolto con enorme emozione le semplici e toccanti parole di ringraziamento che Roberto rivolge all’UNESCO e al pubblico: pure in un momento così, Roberto parla con naturalezza e partecipazione, dando solo uno sguardo ogni tanto allo scritto del suo discorso, e continuo a pensare alla fortuna unica di partecipare a questo momento!
Roberto conclude, e dopo applausi e acclamazioni, le foto di rito, saluta con semplicità ed esce… come vorremmo trattenerlo e applaudire ancora! Devo dire, mi sento infinitamente orgogliosa di questo stupendo uomo ed eccezionale danzatore, che non solo incanta il mondo intero ma porta la danza in giro per l’Italia e nel mondo con tanto entusiasmo (per non dire del suo generoso impegno come ambasciatore Unicef). E non mi dilungo oltre, perché (ovviamente!) sono di parte…
Merci à tous encore…
Le luci si riaccendono, la serata è terminata, mi rendo conto di non avere idea di quanto tempo sia trascorso! Ho vissuto così intensamente che mi sono sembrate ore, giorni. Invece, saranno circa le 21.15, e purtroppo è davvero ora di uscire.
Ancora stordita da tanto splendore, frastornata raccolgo le mie cose e mi preparo ad uscire, scambiando i primi commenti con la mia amica e le persone vicino.
Fuori dalla sala, conosciamo finalmente di persona altre amiche incontrate su twitter e ci attardiamo a chiacchierare e condividere l’entusiasmo vissuto questa sera.
Non sarà possibile vedere e salutare Roberto e gli altri artisti all’uscita, che se ne vanno “invisibili” a noi pubblico, come era, del resto, prevedibile.
Alla fine, davvero tra gli ultimi ci allontaniamo dalla sede dell’UNESCO, e rientro al mio hotel. Come le altre volte, devo smaltire l’emozione e la gioia, e per un paio d’ore non posso smettere di ripensare a quanto ho visto e vissuto.
Ancora una volta grazie, Roberto, per ogni attimo condiviso con noi.

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P.S. Mi domando ancora di chi sia stata la (folle?) idea di riservare degli inviti per i fans italiani di Roberto, e di inviare quell’e-mail attraverso la newsletter, e lo/la ringrazio dal profondo del cuore.”

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Un commento su “Parigi, Unesco e Roberto Bolle: cronaca di un sogno

  1. galadriel2068
    giugno 9, 2014

    L’ha ribloggato su galadriel2068e ha commentato:
    Il mio primo reportage, pubblicato: grazie a Manu, “amica di danza”, grazie a Roberto, per questo e tanti altri incontri…

    Mi piace

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