Il padiglione d'oro

… è sempre un qualche meraviglioso silenzio che porge alla vita il minuscolo o enorme boato di ciò che poi diventerà inamovibile ricordo … (A. Baricco)

Storia della danza in pillole – La rivoluzione della danza moderna (prima parte) – Loie Fuller

 

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Tra scientismo e spiritualismo – Loie Fuller: danza, luce, colore
Gli ultimi decenni dell’Ottocento registrano una volontà di rinnovamento che investe tutti i settori artistici. L’avvento della società industriale ed il fenomeno dell’urbanesimo incidono sul rapporto dell’uomo con la realtà, dando vita ad una nuova sensibilità che non si riconosce più nei valori ereditati dal passato, ma cerca nuove vie per fondare una visione estetica più aderente allo spirito della modernità.
Nel campo della pittura, viene portata avanti la rivoluzione attuata dagli Impressionisti.
Nel teatro, le lungimiranti intuizioni di Appia e quindi di Craig scuoteranno dalle fondamenta l’istituzione teatrale, riportando in primo piano il discorso sul linguaggio e rigettando le logore formule ancorate ad un naturalismo di maniera.
In letteratura l’avvento quasi contemporaneo di due movimenti contrapposti come il Naturalismo ed il Simbolismo manifesta l’esigenza di nuove esigenze espressive. Se il Naturalismo, con la sua ottimistica fiducia nel progresso delle scienze, alimentato dalle nuove conquiste tecniche, sceglie di misurarsi con il metodo sperimentale applicato allo studio del vero, portando alle estreme conseguenze il Realismo ottocentesco, il Simbolismo, al contrario, recupera alcune fondamentali intuizioni del primo Romaticismo tedesco, dando voce ai moti oscuri dell’anima e trascendendo la superficie illusoria delle apparenze per attingere ad una realtà ignota, più profonda e segreta, attraverso gli strumenti dell’arte e della poesia.
Naturalismo e Simbolismo rappresentano le due facce di fine secolo, in un periodo in cui scientismo e naturalismo si intrecciano e aprono inedite prospettive alla ricerca espressiva.

Questi due aspetti sembrano fondersi in modo emblematico nelle esperienze di Loie Fuller, danzatrice e attrice teatrale statunitense. Pur non avendo mai studiato danza, fu con Isadora Duncan e Ruth St. Denis una delle pioniere del balletto moderno statunitense, artefice di una nuova idea di danza basata sugli effetti combinati del movimento del corpo con stoffe e luci colorate.

Henry de Toulouse-Lautrec, Loie Fuller (1892)

Scritturata dal 1892 alle Folies-Bergères, riscosse enorme successo e fu immediatamente ricercata e ritratta dagli artisti dell’epoca, tra i quali Henri de Toulouse-Lautrec.
Scoprì per caso gli effetti spettacolari che si possono ottenere con l’uso di proiezioni luminose sui panneggi ampi e fluttuanti del costume di scena. Si dedicò quindi a perfezionare la sua scoperta con opportuni accorgimenti, giungendo a risultati sempre più complessi e raffinati.

Fondamentale nella sua ricerca l’invenzione del costume sempre di grande ampiezza, corredato da veli che coprono le braccia, prolungate per mezzo di bastoni che le consentono di far volteggiare le stoffe nello spazio nel corso dell’azione. Fonti luminose, disposte in varie zone della scena, davanti e dietro di lei, tra le quinte, sul pavimento, moltiplicano i centri di irradiazione dei raggi di colore che si intersecano e si sovrappongono dinamicamente.

Grazie all’azione combinata della luce con il movimento vorticoso dei panneggi, il corpo perde la sua riconoscibilità immediata ed il suo spessore fisico, trasformandosi in una labile ed incandescente immagine che evoca di volta in volta l’immagine di una farfalla, un fiore, una fiamma.
Con i suoi spettacoli la Fuller crea uno spazio fuori dal reale, proiettato nell’immaginazione e nel sogno. Non stupisce quindi il consenso entusiasta riscosso tra i simbolisti, primo fra tutti Mallarmé che, affascinato dalle sue creazioni, supera la sua ostilità nei confronti della danza.

Osannata da artisti e poeti, eternata in innumerevoli raffigurazioni che la ritraggono nei suoi numeri di maggiore successo, presa a modello da innumerevoli imitatrici, l’artista americana divenne un vero e proprio fenomeno di costume, l’emblema stesso dello stile liberty così di moda nel gusto dell’epoca.
Nel 1908 decise di aprire una scuola e dare uno sviluppo corale alle sue danze, fino ad allora presentate in assolo, insieme alla compagnia formata dalle sue allieve. Continuerà ad esibirsi fino al 1927, indirizzando la sua ricerca verso soluzioni illuminotecniche sempre più sofisticate e scenicamente spettacolari.
Morì di cancro a Parigi, città a lei molto cara, il 1° gennaio 1928, molto probabilmente in seguito all’esposizione a forti dosi di radiazioni ionizzanti dovute all’utilizzo di ali di farfalla al radium, che rendevano fluorescenti gli spettacoli parigini. Fu sepolta nel noto cimitero parigino di Père Lachaise.
Pur non essendo una danzatrice in senso stretto da un punto di vista tecnico, la Fuller ha esercitato una grandissima influenza sull’evoluzione della danza moderna. E’ stata la prima ad aprire la strada alle pioniere del moderno, quel gruppo di artiste americane che, nel giro, di un decennio, rivoluzioneranno dalle fondamenta la concezione della danza, accogliendo presso di sé la giovane Isadora Duncan e Ruth St. Denis ai loro esordi in Europa.
Con l’audacia delle sue creazioni, Loie Fuller ha contribuito a svecchiare la tradizionale visione della danza ancorata al linguaggio accademico, riportandola ad un’arte di puro movimento, libera da convenzioni narrative, mentre la scoperta dei valori espressivi della luce-colore abbinati alla musica e alle dinamiche gestuali ha aperto una prospettiva di ricerca di cui faranno tesoro molti coreografi del Novecento.

Oggi…ispirazioni fulleriane…

 

 

 

inspiration_loie_fuller

Riadattato da Storia della danza occidentale, di Silvana Sinisi

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